LUCE 357
ANNO 64
Settembre 2026
Rivista fondata da AIDI nel 1962
Direttore Mariella Di Rao
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Une pomme lumineuse, opera appositamente realizzata per LUCE dall’artista Ru Xiaofan
€18,00
150 disponibili
In questo numero:
Une pomme lumineuse, è l’immagine della copertina realizzata appositamente per questo numero di LUCE da Ru Xiaofan. Il famoso artista cinese in questa immagine reinterpreta e carica di nuovi significati la silhouette dell’Infanta Margherita in Las Meninas (1656) di Diego Velázquez: il guardinfante, la struttura rigida che ampliava e monumentalizzava la gonna, diventa una lampadina fonte di luce, mentre dalle maniche affiorano fiamme che sembrano evocare l’abito di Katniss Everdeen in The Hunger Games. Un’immagine potente dove tradizione cinese, maestri occidentali, memoria e cultura contemporanea convivono, assorbiti e trasformati dall’immaginazione.
Dopo un paziente inseguimento, siamo riusciti a raggiungere Massimiliano Kuveiller, romano classe 1976, direttore della fotografia di Le città di pianura di Francesco Sossai, trionfatore ai David di Donatello, e di Buen Camino di Gennaro Nunziante, con Checco Zalone, che ha stabilito il record storico assoluto al botteghino italiano. Due tra i film più significativi di questa stagione, diversissimi tra loro, ma accomunati dallo sguardo di un autore della fotografia capace di adattare il proprio linguaggio a universi cinematografici opposti, nei quali la luce ha contribuito in modo determinante a definire la temperatura emotiva del racconto…
PROGETTARE LA LUCE
Quando l’architettura “indossa” la luce
di Chiara Testoni
Se, in passato, la facciata di un edificio era concepita come una soglia “fisica” tra lo spazio abitato e il mondo esterno, oggi l’involucro si configura sempre più come un sistema dinamico, fluido e permeabile: un’interfaccia complessa in grado di mediare clima, luce e percezione. Talvolta, un vero e proprio “vestito” che aderisce al corpo dell’architettura, lo protegge e lo “interpreta”, contribuendo in modo decisivo alla sua immagine pubblica. Ma, come nella moda, un abito rivela pienamente le proprie qualità solo attraverso la luce che ne mette in risalto materia, tessitura e cromia, anche in architettura la facciata si definisce spesso attraverso la relazione con la luce che l’intercetta e/o che l’attraversa.
È il caso di tre progetti recenti che interpretano l’involucro come un “abito architettonico” in dialogo “biunivoco” con la luce, superando la semplice funzione di rivestimento per esplorarne le potenzialità tecniche, climatiche ed espressive e ridefinire il significato stesso di facciata contemporanea.
Dalla “maglia” tessile come dispositivo climatico e comunicativo (Allmann Wappner Architekten, Menges Scheffler Architekten, Jan Knippers Ingenieure, Texoversum, Reutlingen, Germania, 2023), al velo semitrasparente assimilabile a una gigantesca zanzariera (Wutopia Lab, Flickering Peak CP·SUN RIVER Art Gallery, Hainan, Cina, 2024), fino alla superficie luminosa che restituisce un’immagine brandizzata fortemente riconoscibile (MVRDV, Tiffany Facade Beijing, Pechino, Cina, 2025): in tutti e tre questi esempi, la luce non è mai un semplice “accessorio” dell’”abito architettonico”, ma l’elemento che lo anima rivelandone materia, prestazioni tecniche e capacità espressiva…
PROGETTARE LA LUCE
Tra bellezza storica e innovazione
Il modello del Museo e Real Bosco di Capodimonte
di Federica Capoduri
Nata dal Partenariato Pubblico-Privato che ha visto coinvolti ENGIE Italia e il Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, questa esperienza di progetto è stata la prima destinata a un museo autonomo italiano, un’iniziativa pilota avviata dal Ministero della Cultura che ha dimostrato come la collaborazione tra pubblico e privato possa diventare un acceleratore concreto di trasformazione, anche nell’ambito del patrimonio culturale. L’intervento di riqualificazione del Museo e Real Bosco di Capodimonte, completato in soli due anni con il contributo di circa 80 professionisti che hanno lavorato costantemente riuscendo a garantire al pubblico un’ininterrotta fruizione del plesso museale, ha riguardato molti aspetti: si è intervenuti non solo sul miglioramento dell’efficienza energetica, ma anche sulla qualità complessiva dell’esperienza di visita, rendendo il Museo partenopeo più sostenibile, moderno e accogliente. Il nuovo lighting concept è stato realizzato grazie alla progettazione studiata su misura da un insieme di professionisti che hanno collaborato al progetto sommando le loro competenze ed esperienze. Un lavoro corale che passa attraverso un sistema integrato di soluzioni tecnologiche – in primis l’installazione di un impianto fotovoltaico di circa 4.500 pannelli sulla copertura della Reggia, unico in Italia – che consente oggi al Museo di autoprodurre il 90% del proprio fabbisogno energetico, riducendo i consumi di oltre la metà rispetto al passato…
LIGHTING DESIGNERS
Robert Peter Müller: “La luce è percezione e collaborazione”
di Monica Moro
Abbiamo incontrato Robert Peter Müller, lighting designer austriaco di fama internazionale che nel suo lavoro coniuga la tecnologia della luce naturale con la precisione dell’illuminazione architettonica d’avanguardia. Oggi Müller opera principalmente a Innsbruck (Austria), dove dirige la sede austriaca del pluripremiato studio di lighting design KARDORFF. Müller ci racconta la sua visione sul ruolo del lighting designer e il suo approccio al progetto di luce che caratterizza i sui progetti. “Personalmente, nel corso degli anni, ho imparato che, sebbene tutto sia possibile, non tutto è necessario né desiderabile. È molto più difficile limitarsi a fare solo le cose davvero importanti, nel modo più essenziale possibile, e quindi cercare di ridurre sempre di più. Ne è esempio il museo GEM, Grand Egyptian Museum, progetto dello studio di architettura Heneghan Peng Architects, dove abbiamo dato priorità alla luce naturale, al controllo dell’abbagliamento e alla conservazione dei reperti. Questo progetto definisce il rapporto tra architettura moderna e il sole del deserto: il museo si allinea con il percorso del sole e l’asse visivo delle piramidi di Giza, con l’obiettivo di guidare i visitatori con la luce diurna e, allo stesso tempo, lasciare in ombra i reperti più delicati, deperibili con la luce naturale. All’interno della struttura, dove è necessario usare la luce artificiale abbiamo creato un ambiente museale adattivo implementando luci dinamiche con ottiche di precisione…”.
SPECIALE
Luce e moda
articoli di Paolo Calafiore, Erica Briani, Monica Moro, Chiara Testoni, Paola Testoni, Marta Bernasconi, Cristina Ferrari
Da sempre luce e moda condividono una stessa vocazione: costruire immagini capaci di parlare senza parole. La luce diventa così un linguaggio estetico, ma anche profondamente emotivo. Può rendere un abito rigoroso e scultoreo, oppure fragile e intimo; può esaltare la brillantezza di un materiale o dissolverne i contorni, trasformando la figura in una presenza quasi astratta. Nella moda, la luce dialoga con la materia come un secondo tessuto. Scivola sulla seta, accarezza il velluto, enfatizza la struttura della pelle, rende il metallo quasi liquido. Lo stesso abito può diventare molte cose diverse a seconda della luce che lo attraversa: una superficie, un volume, un ricordo, un gesto. A questo importante connubio tra luce e moda è dedicato lo speciale di questo numero con interviste e contributi di progettisti e professionisti del settore…
SOSTENIBILITÀ
Luci, ombre e biodiversità!
di David Bianco
Nella letteratura scientifica l’inquinamento luminoso è descritto con il termine Artificial Light At Night (abbreviato ALAN) e si riferisce a diversi aspetti (modifiche alle caratteristiche del cielo notturno e alle osservazioni astronomiche, modifiche al ritmo circadiano…). Di fatto le luci artificiali possono avere un grande effetto sulla biodiversità.
Sappiamo bene che l’idea di un “inquinamento luminoso” che può colpire animali e piante possa risultare controintuitiva per i più: in fondo, si dirà, cosa potrà succedere se illuminiamo un bosco, un fiume, un castello o una chiesa? Già, cosa farà mai? Non è facile convincersi che strade e ponti ben illuminati, aree industriali rischiarate a giorno o la semplice illuminazione scenografica di parchi pubblici o privati possono modificare gli equilibri naturali di vari organismi, frammentando gli habitat di vita di uccelli, mammiferi ecc., alterando il loro comportamento e causando una innaturale mortalità…
Lo scorso giugno a Roma si è svolto il XXII Congresso Nazionale di AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione). Due giornate dove si è approfondito, attraverso esperti, professionisti e altre Associazioni, il ruolo dell’Associazionismo oggi e quello dell’innovazione e della responsabilità sociale nel mondo della luce. Le relazioni degli invited speaker hanno delineato uno scenario attuale e stimolante, capace di mettere in prospettiva le trasformazioni del settore e di evidenziare il ruolo che le associazioni possono svolgere nel guidare l’innovazione senza rinnegare la propria storia. È emersa con forza la centralità dei valori umani dell’associazionismo: etica, rispetto reciproco, onestà intellettuale, competenza. In questo quadro, si è ribadita la necessità di rafforzare il “fare rete”, valorizzando le connessioni tra le diverse realtà associative del mondo dell’illuminazione per accrescere autorevolezza, incidere sulle politiche del settore e collocare la luce nel ruolo culturale e sociale che merita. Non si può parlare di futuro senza tener conto della digitalizzazione e questo tema è stato affrontato in modo analitico, esaminando le opportunità – ma anche le responsabilità – che la transizione digitale e l’uso dell’Intelligenza Artificiale prospettano nella gestione dei processi e nella definizione di nuovi modelli organizzativi. In questo speciale riportiamo alcuni dei contributi principali emersi dagli interventi dei relatori che hanno partecipato.
RICERCA E TECNOLOGIA
La luce tra misura e percezione
di Alessandro Farini
La luce, un tema affascinante. Gran parte del suo fascino risiede proprio nella sua natura interdisciplinare, che richiede di mettere in dialogo competenze molto diverse. Questo aspetto emerge con particolare evidenza quando la luce è studiata da un punto di vista scientifico, come avviene presso il laboratorio ViOLa (Visual Optics Lab) dell’Istituto Nazionale di Ottica (INO) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dove Alessandro Farini, autore di questo contributo, è il responsabile. Il principale ambito di ricerca del laboratorio è la psicofisica della visione, con una particolare attenzione alle applicazioni nei settori dell’illuminotecnica, dell’ottica oftalmica, dell’optometria e, più in generale, di tutti quei campi in cui la visione umana svolge un ruolo fondamentale.
RICERCA E TECNOLOGIA
Illuminazione di emergenza
La nuova norma ISO 30061 / CIE S 020, primi passi verso l’armonizzazione globale
di Fabio Pagano – responsabile tecnico, Area Tecnica ASSIL
Il panorama normativo dell’illuminazione di sicurezza sta attraversando una fase di rinnovamento. Un momento importante di questo processo è stata la riunione del Joint Advisory Group (JAG) del 23 marzo 2026, dove si è delineata la strategia comune fra ISO TC 274 e CIE per la revisione periodica della norma ISO 30061:2007 (CIE S 020/E:2007), un elemento fondamentale per la sicurezza negli edifici a livello internazionale.
L’obiettivo primario dell’illuminazione di emergenza rimane inalterato: garantire condizioni visive ottimali per mitigare il panico e facilitare un’evacuazione sicura in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica, anche in ambienti invasi dal fumo in caso d’incendio. I requisiti minimi di progetto devono basarsi sulle prestazioni degli apparecchi che determinano le condizioni più sfavorevoli per garantire il margine di sicurezza necessario: minima emissione luminosa (flusso luminoso minimo misurato durante il ciclo di scarica della batteria), massimo abbagliamento, considerando solo il contributo della luce diretta, senza tener conto dell’eventuale contributo delle inter-riflessioni delle superfici…
Questo settembre segna una svolta per il Cyber Resilience Act (CRA) dell’UE. Dall’11 settembre 2026 i fabbricanti di prodotti connessi devono essere pronti a segnalare le vulnerabilità attivamente sfruttate e gli incidenti di sicurezza gravi alla piattaforma unica di segnalazione dell’Agenzia Europea (ENISA) entro 24 ore dal momento in cui ne vengono a conoscenza. Questa data è un passaggio importante di un percorso più lungo, la cui piena applicazione è prevista per dicembre 2027…
Sul numero di LUCE 357 / 2026 tanti altri articoli, interviste e approfondimenti.
Siamo sempre alla ricerca di nuovi suggerimenti e idee per capire, spiegare e far conoscere il mondo della luce italiana e internazionale.
Continuate a leggerci e scriveteci!
L’abito si accende
di Sabino Maria Frassà
Gianfranco Maraniello: “Il museo si plasma nel rapporto col tempo attuale e la sua storia”
di Jacqueline Ceresoli
Fra Renaud Escande: “La luce è un linguaggio che rivela la relazione tra arte, spazio e spiritualità”
di Marco Frascarolo
Progetti luminosi in esterni indiani
di Nancy Tollins
L’ombra che crea lo spazio
di Marco Nozza
L’aura luminosa nelle sfilate di moda
Luce regia del tempo e dello sguardo
di Paolo Calafiore
Scolpire il ritmo e la moda
Viaggio nell’universo visivo di Giovanni Pinna
di Erica Briani
Quando la luce diventa lifestyle
La lampada Logo di Giorgio Armani
di Monica Moro
L’“anima del filo”
di Chiara Testoni
La luce che cresce: l’abito bioluminescente di Iris van Herpen
di Paola Testoni
La luce veste la moda
di Marta Bernasconi
I gioielli risplendono di luce
di Cristina Ferrari
Luce fra responsabilità e innovazione
di Laura Bellia
Illuminare la transizione
Non una fase di passaggio, ma un passaggio di fase
di Romano Benini
L’associazionismo oggi tra alleanza e libertà
di Fabrizio Dafano
Intelligenza Artificiale
La nuova infrastruttura del potere
di Michele Fioroni
Le scelte dell’impresa nell’uso responsabile del digitale
di Pietro Jarre
EidolAI. La strada prima del cantiere
di Alberto Giovanni Gerli
Innovazione e responsabilità
Il punto di vista di Cariboni Group ed Edison Next
di Cristina Ferrari
Oltre gli occhi: le interazioni invisibili della luce
di Andrea Siniscalco, Piero Santoro, Mattia Toffanetti
In Minor Keys: L’arte come dimora dell’umano
61. Biennale Arte di Venezia
di Alberto Pasetti Bombardella
La memoria della luce
Il padiglione di Malta alla Biennale di Gwangju
di Paola Testoni
La medicina dell’apparire
di Sabino Maria Frassà
La luce come linguaggio emotivo: estetica, memoria e interiorità
di Alessandro Marata
Quando la città diventa un sistema intelligente
CitySapiens, la piattaforma digitale integrata di A2A Illuminazione Pubblica
di Giulia Ottavia Silla
Resistenza all’acqua e a condizioni critiche
Sovil integra la tecnologia STOP WATER agli incassi Palace
di Giulia Ottavia Silla
Abstract della tesi:
L’illuminazione come infrastruttura a supporto della mobilità urbana
Il progetto della linea 2 della metropolitana di Torino
a cura della Redazione
GEN Z LIGHTS
di Deborah Madolini (storyboard), Alberto Philippson (disegni)




