LUCE 354
ANNO 63
Dicembre 2025
Rivista fondata da AIDI nel 1962
Direttore Mariella Di Rao
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L’Albero della Luce, immagine di copertina appositamente realizzata per LUCE dal direttore della fotografia Pasquale Mari. Foto copertina copyright: FRANA. Pasquale Mari ringrazia Patrizio Esposito per la concezione della copertina.
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40 disponibili
In questo numero:
La copertina di questo numero di LUCE è stata realizzata dal maestro Pasquale Mari, lighting designer e direttore della fotografia che ha firmato le luci di importanti opere teatrali e cinematografiche e lavorando con registi importanti come Mario Martone e Andrea De Rosa. Il Maestro ci racconta in un testo la genesi di questa copertina che ha chiamato L’Albero della Luce e che nasce dall’allestimento che lui ha realizzato per lo spettacolo teatrale Orlando, diretto da Andrea De Rosa e interpretato dalla bravissima Anna Della Rosa… “La luce di Orlando è la luce bianca del cielo di una mattina radiosa. La luce di Orlando è la luce bianca della carta da scrivere, prima di cominciare. Questi i pensieri che hanno guidato la disposizione del grappolo di proiettori tra i quali si innalza il tronco robusto di un albero senza chioma, come poeticamente disegnato da Giuseppe Stellato. Sono anzi sia la chioma che il cielo sotto il quale stanno Orlando, Virginia, Anna e il suo pubblico assorto ad ascoltarla. Mi piace pensare che sia tutta quella luce bianca a condensarsi e raggiungere il suolo trasformandosi in carta, in tanti fogli bianchi che attendono che le parole si trasformino in segni…”.
“Satelliti a bassa quota per ridurre la latenza di trasmissione nelle comunicazioni satellitari e luci LED a basso costo e risparmio energetico, tra l’altro orientate verso l’alto in modo indiscriminato, sono gravi fattori di inquinamento luminoso, con impatti sull’ecosistema umano, animale e vegetale e sulla ricerca astronomica”, spiega in questa intervista Piero Benvenuti professore emerito di Astrofisica all’Università di Padova, direttore del Centro per la protezione dei cieli bui e silenziosi dall’interferenza delle costellazioni satellitari (CPS) dell’International Astronomical Union (IAU), con sede a Parigi. L’inquinamento luminoso arriva fino alle stelle con diverse conseguenze: luminescenza notturna visibile a centinaia di chilometri di distanza da centri urbani illuminati a giorno, insetti notturni in fuga verso ecosistemi più naturali e aumento di insonnia e depressione…
Abbiamo incontrato Colin Koop, socio di Skidmore, Owings&Merrill (SOM), un affermato studio di architettura statunitense con oltre 80 anni di attività. Koop è riconosciuto per la sua leadership in numerosi progetti significativi in vari settori, tra cui istruzione, trasporti, cultura, luoghi di lavoro e pianificazione urbana in tutto il mondo, e persino per un habitat sulla luna. Tra i suoi progetti di design più recenti c’è il Villaggio Olimpico di Milano 2026. Il Villaggio è stato progettato con la visione di un’opera a lungo termine e lo studio ne sta seguendo anche la riqualificazione post Olimpiadi. In questo progetto la luce gioca un ruolo fondamentale poiché si è voluto creare uno spazio che potesse attirare le persone al suo interno. L’uso della luce notturna rispecchia l’idea di paesaggio che caratterizza l’intero progetto, creando una sorta di “bellezza luminosa”.
ARCHITETTURA E DESIGN
La nuova frontiera della progettazione “sensibile” e integrata della luce di Elisa Orlanski Ours
di Monica Moro
La “Grande Mela” è un avamposto per l’architettura, specialmente per i suoi grattacieli, vere torri moderne che ne rendono inconfondibile lo skyline e contribuiscono a crearne il volto, plasmato anche da molti professionisti, tra cui Elisa Orlanski Ours, designer e docente, fondatrice del dipartimento Planning & Design della Corcoran Sunshine, società americana attiva nel settore nella pianificazione, progettazione e vendita di nuovi complessi residenziali di lusso che offre la propria consulenza dalla Corea del Sud all’Argentina, dagli Stati Uniti ai Caraibi. La designer ci spiega il suo approccio al progetto di illuminazione e l’utilizzo delle nuove tecnologie “…Per noi la luce non è qualcosa che si aggiunge alla fine del processo progettuale, ma è parte integrante del DNA di un edificio sin dal primo giorno. Ne definisce l’atmosfera prima ancora che arrivino le finiture o gli arredi, guida le persone, suscita emozioni, racconta storie e crea connessioni. Un lighting designer sa molto bene che non si tratta solo di scegliere apparecchi di illuminazione più o meno eleganti, ma di saper creare atmosfera, identità e memoria. Noi li coinvolgiamo fin dalle prime fasi… Sostenibilità e smart city sono temi ricorrenti in ogni progetto, ma i progetti migliori vanno più in profondità, La tecnologia ci aiuta a prendere decisioni più intelligenti in fase di pre-sviluppo: gli studi sull’irraggiamento solare guidano il posizionamento e l’orientamento di torri e piscine, per progettare edifici che non siano solo belli, ma anche vivibili e commerciabili…”.
PROGETTARE LA LUCE
Un percorso per immagini
La nuova illuminazione della Necropoli Vaticana
di Giulia Ottavia Silla
La nuova illuminazione della Necropoli Vaticana, realizzata dall’architetto e lighting designer Alessandra Reggiani, è stata sviluppata per creare una vera e propria narrazione fisica, visiva ed emotiva che unisce luce e materia, tenendo conto dei vincoli e delle criticità di questo contesto unico e della sua importanza storica e sacralità. Il nuovo impianto di illuminazione della Necropoli Vaticana, concluso a fine gennaio 2025, nasce con l’intento di operare una riqualificazione visiva e museografica dell’affascinante e complesso spazio ipogeo che si snoda in un percorso di conoscenza, cultura e fede sotto la Basilica di San Pietro e le Sacre Grotte Vaticane. Il progetto illuminotecnico, affidato a una partnership fra le aziende Osram e Zumtobel con la collaborazione dell’architetto e lighting designer Alessandra Reggiani, ha potuto avvalersi pienamente dei sostanziali vantaggi legati all’impiego della tecnologia LED e – in senso lato – dell’elettronica applicata al mondo della luce che consente di assimilare sempre più la “materia luce” alla concretezza di un vero e proprio materiale dell’architettura, costituito da un’affascinante binomio fra aspetti tecnici e materiali e una risposta emotiva, psichica e sensoriale…
PROGETTARE LA LUCE
La forma si sposa con l’immaginario nella Stazione metro Chiaia di Napoli
di Nancy Tollins
La nuova stazione Chiaia della linea 6 della metropolitana di Napoli è una discesa – e risalita – dagli inferi al regno celeste in chiave pagana, a differenza della Divina Commedia dantesca. Un progetto architettonico e artistico che è un racconto ispirato alla mitologia greco-romana che si carica qui di atmosfere e colori. L’opera architettonica, che nell’edificio interrato prende la forma di un gigantesco “cannocchiale” che convoglia la luce nel “ventre” della terra, è progettata dall’architetto Uberto Siola, Professore Emerito di Composizione Architettonica e Urbana presso la Facoltà di Architettura di Napoli e Membro del Comitato tecnico-scientifico per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Governo Italiano. Responsabili dell’intervento artistico dell’intero costruito interno sono il celebre regista, architetto, sceneggiatore e cineasta britannico Peter Greenaway e l’artista e regista olandese Saskia Boddeke…
Gli uffici del prossimo futuro saranno spazi ibridi e flessibili, progettati per l’interazione umana più che per il lavoro individuale. Sparirà la scrivania assegnata: domineranno postazioni mobili prenotabili via app, con tecnologia integrata per videoconferenze immersive e realtà aumentata. Gli ambienti privilegeranno il benessere e le relazioni, con una illuminazione circadiana, una qualità dell’aria monitorata, con zone verdi biofìliche e spazi per la meditazione e il fitness, tutte attività che, se svolte, tendono a migliorare le “prestazioni” lavorative e professionali. L’architettura sarà modulare e riconfigurabile, con pareti mobili che adattino gli spazi alle esigenze del momento. Sensori IoT ottimizzeranno temperatura, rumore e occupazione in tempo reale. Le aree collaborative saranno centrali: lounge informali, cucine condivise, sale brainstorming con pareti interattive. La sostenibilità sarà intrinseca: edifici a energia zero, materiali riciclati, sistemi di raccolta dell’acqua piovana. L’IA gestirà prenotazioni, preferenze individuali e consumo energetico. Aumenteranno gli spazi silenziosi per la concentrazione profonda, alternati a zone vivaci per la socializzazione…
Da qualche mese si è concluso l’intervento di riqualificazione illuminotecnica dei Mercati di Traiano, la rinascita di un monumento che svolge un ruolo centrale nella percezione notturna del paesaggio archeologico romano. In questa intervista raccontano il progetto Marco Frascarolo, responsabile e coordinatore scientifico del progetto per l’Università di Roma Tre, e Bruno Lalli, responsabile unità Progettazione Illuminazione Artistica di Areti. L’opera, finanziata con fondi del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici di Roma Capitale, valorizza la vera veste dei Mercati in maniera fedele, armonica e completa, determinando una visione urbana affascinante dal punto di vista storico e contemporaneo. Sotto il coordinamento del Prof. Marco Frascarolo e del team Areti, la collaborazione all’intervento si è basata su di un precedente e approfondito studio, eseguito con il supporto del Dipartimento di Architettura di Roma Tre in convenzione con il Master in Lighting Design della Sapienza Università di Roma, grazie a una collaborazione avviata con Areti già dal 2019.
LIGHTING DESIGNERS
La luce olistica e multisensoriale di Alberto Pasetti Bombardella
di Mariella Di Rao
Per Aberto Pasetti Bombardella, architetto e lighting designer, il progetto di luce è un processo complesso fatto di conoscenza, di ascolto dei luoghi culturali del nostro patrimonio artistico che è chiamato a illuminare. Il suo metodo progettuale parte dall’analisi dove sono coinvolti processi cognitivi e di integrazione tra luce artificiale e quella naturale. Ed è proprio da quest’ultima che inizia il processo creativo suo e dei collaboratori che ci tiene sempre a ricordare quando descrive i progetti. Lo abbiamo incontrato nella sua Venezia e ti accorgi quanto questa città, con la sua atmosfera, i suoi silenzi, i suoi colori, la sua luce e la sua acqua abbia plasmato la sua anima e il suo lavoro. La sua passione della luce, infatti, è antica, risale all’infanzia quando uno scintillio sull’acqua del Canale della Giudecca gli trasmette una forte sensazione di immersione nella luce che accende il suo interesse e desiderio di esplorare questo meraviglioso elemento che è la luce e di interpretarlo attraverso un processo interpretativo ricco di senso e significati…
Lo speciale di questo numero è dedicato al ruolo dell’illuminazione nel cibo. Quali sono le relazioni tra la luce e ciò che mangiamo, come vanno interpretati e progettati gli spazi di un ristorante e quali le esigenze dei grandi chef come Davide Oldani che abbiamo intervistato. Sono alcune delle domande e delle tematiche affrontate dallo speciale. Inoltre, la luce oggi, sempre di più, diventa anche infrastruttura nutritiva e stimolo sensoriale che ridefinisce il rapporto tra uomo, ambiente e cibo con soluzioni efficienti, sostenibili ed emozionali che raccontiamo con diverse esperienze nazionali e internazionali.
RICERCA E TECNOLOGIA
Luci e ombre nelle nostre case
La ricerca di un equilibrio raro
di Andrea Siniscalco, Jordi Saladié y Carbonell, Silvia Garrone
Lo scopo di questo articolo non è una critica alla moderna “cultura della luce” (o alla totale mancanza di essa), quanto piuttosto offrire qualche spunto su quell’angolo protetto dove potremmo rifugiarci (almeno in parte) dalle “luci della modernità”, ovvero la nostra casa: il cosiddetto “ambito residenziale”.
In Italia, lo standard di riferimento è la UNI/TS 11826:2021, che però si limita a fornire raccomandazioni sulla tipologia degli apparecchi e sui valori di illuminamento per i luoghi più “sensibili” della casa (come, ad esempio, il piano di lavoro in cucina), rimandando alla UNI EN 12464-1 per le parti relative alle attività lavorative in contesto domestico. Non vi sono norme particolarmente restrittive per quanto riguarda lo spazio residenziale, ma anche nella UNI/TS 11826:2021 si sottolinea che la luce (la temperatura di colore) può influenzare i ritmi circadiani.
Chiaramente, attività pratiche come lo studio, il gioco o il consumo di pasti richiedono livelli di illuminamento adeguati, ma la mancanza di conoscenza dell’influenza della luce sull’essere umano attraverso i canali non image-forming porta spesso a installare flussi luminosi eccessivi e non controllati, senza prestare attenzione al benessere che le nostre case dovrebbero favorire…
Pluripremiata per la sua capacità di coniugare la produzione alla sperimentazione cromatica, Donatella Schilirò tenacemente continua a rinnovare le tecniche e i segreti di lavorazione del neon e dell’argon con opere per lo più site-specific ispirate al Cosmo, alle costellazioni, capaci di materializzare percorsi luminosi di viaggi immaginari tra Terra e Cielo. Le sue mappe immaginifiche, che creano una visione magica e straniante, sono realizzate con tubi di neon in vetro piegati a fiamma, materiali colorati germinanti utilizzati per ricongiungere l’uomo con i pianeti, dove tutto è scoperta di una armonia universale nel rispetto dell’ambiente. Il 1947 è l’anno del Manifesto dello Spazialismo, redatto dal filosofo Beniamino Joppolo, dall’artista poliedrico Lucio Fontana, dal critico Giorgio Kaisserlian e dalla scrittrice Milena Milani, con l’obiettivo di superare la bidimensionalità dei quadri, una nuova pratica aperta a integrare all’arte nuove tecnologie, per una estetica “aerea, universale e sospesa”, utilizzando materiali non tradizionali. Le opere luminose modificano la percezione dello spazio, del tempo e, attraverso colore e linee, si definiscono nuove spazialità dinamiche…
Il volume delle importazioni dirette al consumatore da Paesi terzi, extra UE, continua ad aumentare.
Secondo la comunicazione della Commissione europea del febbraio 2025 “Comunicazione sul commercio elettronico: un pacchetto completo di strumenti dell’UE per un commercio elettronico sicuro e sostenibile”, 4,6 miliardi di piccoli colli, ossia quelli di valore inferiore a 150 euro, sono entrati nel mercato dell’UE in un solo anno. Situazione per cui LightingEurope crede nella necessità di urgenti e chiare azioni politiche e legislative da parte delle istituzioni dell’UE e degli Stati membri.
ASSOCIAZIONI
Laura Bellia: “I giovani sono il nostro futuro, Non facciamo spegnere il loro entusiasmo”
di Mariella Di Rao
Laura Bellia, docente di Fisica tecnica all’Università Federico II di Napoli e Presidente di AIDI (Associazione Italiana di Illuminazione), riconfermata per il prossimo biennio, ci racconta in un’intervista tematiche e progetti dell’Associazione per i prossimi due anni…
Sul numero di LUCE 354 / 2025 tanti altri articoli, interviste e approfondimenti.
Siamo sempre alla ricerca di nuovi suggerimenti e idee per capire, spiegare e far conoscere il mondo della luce italiana e internazionale.
Continuate a leggerci e scriveteci!
Un anno di LUCE tra innovazione e tradizione
di Mariella Di Rao
La luce circolare e sostenibile di Stefan Diez
di Nancy Tollins
Dove la luce guida il futuro
di Cristina Rivadossi
Il progetto come dialogo
Storia di una collaborazione di luce e paesaggi emotivi
di Federica Capoduri
Gianni Pollini: “La luce mostra il suo vero splendore nell’oscurità”
di Cristina Tirinzoni
Luce come composizione sensoriale
di Daniela Colli
Davide Oldani: “Il cibo è la luce che viene dal cuore”
di Chiara Testoni
Nutrirsi con la luce
di Chiara Testoni
Living Bento
Quando la luce fa “pulsare” il cibo
di Chiara Testoni
Agrifood 4.0
Opportunità e rischi dell’agrivoltaico avanzato
di Gaia Fiertler
La luce alla ricerca dell’infinito
La fotografia di Davide Tranchina
di Sabino Maria Frassà
PPP di iniziativa privata: la semplificazione progettuale nel Correttivo al Codice dei Contratti Pubblici
di Alberto Scalchi
La bellezza dei trent’anni
L’impegno di ASSIL per il futuro
di Pietro Mezzi
Parole di Luce
di Alessandro Marata
Quando la luce si fa parola
di Pierpaolo Arcangioli
Illuminazione mirata tra funzionalità avanzate, estetica sostenibilità: il bollard Olo di L&L Luce&Light
di Cristina Ferrari
Sensoristica avanzata per rendere “smart” l’illuminazione pubblica
L’innovazione di DigitalPlatforms & UMPI
di Cristina Ferrari
Abstract della tesi “L’evoluzione e l’impatto dell’Integrative Lighting sulla pratica progettuale”
a cura della Redazione
GEN Z LIGHTS
di Deborah Madolini (storyboard), Alberto Philippson (disegni)




