LUCE 353

ANNO 63
Settembre 2025

Rivista fondata da AIDI nel 1962
Direttore Mariella Di Rao

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Immagine di copertina appositamente realizzata per LUCE dall’artista Fernando De Filippi

18,00

10 disponibili

In questo numero:

Progressione della sostituzione. 60 foto, cm 18x24 cadauna, 1974 / Progress of substitution, 60 photos 18x24 each one, 1974. Photo courtesy Archivio De Filippi

INCONTRI 

Fernando De Filippi: “Se fossi fuoco illuminerei spazi di bellezza” 
di Jacqueline Ceresoli

La copertina di questo numero di LUCE è stata realizzata da Fernando De Filippi, artista visionario che, in oltre 50 anni di carriera, è riuscito a costruire un percorso personale e professionale che l’ha reso una delle figure più eminenti dell’arte italiana ed internazionale. Il fuoco, elemento utilizzato spesso dall’artista salentino nelle sue opere rappresenta per eccellenza il concetto di trasformazione, di cambiamento non solo dal punto di vista dei fenomeni fisici e fisiologici, ma anche dal punto di vista emotivo perché il fuoco, con il suo perenne movimento rende possibile il cambiamento di stato e di forma, un significato quindi che diventa significante e che può essere associato anche all’elemento della luce. “Ho scelto di sviluppare, in questa fase di ricerca, l’immagine della fiamma come esperienza percettiva mutevole e infinita, processo di interpretazione soggettiva della visione del mondo, metafora della conoscenza che non si appaga delle forme descrittive, ma cerca di svelare le zone nascoste dell’esistenza e degli stessi significati.” ci racconta De Filippi nell’intervista che gli abbiamo dedicato.

Africa, 2015. Photo © Massimo Gardone

ARCHITETTURA E DESIGN 

Lino Tagliapietra: “Gli oggetti che creo sono animati dalla luce”
di Pierluigi Masini

 

Possiamo considerare il vetro molto più di un materiale, un ponte sensoriale che unisce funzionalità ed emozione. Ce lo racconta in un’intervista il maestro Lino Tagliapietra che ha avuto tanti riconoscimenti nel mondo per la sua arte, soprattutto in America. Per lui il vetro è forma, colore e magia, da plasmare con rispetto e la luce è un elemento essenziale che fa emergere colori, riflessi e sfumature, trasparenze. “Quando l’hai ottenuta, quella forma diventa veramente parte di te. Prendi il vetro con le mani, con un semplice pezzo di carta puoi modificarlo, è una cosa magica. Con il vetro devi sapere usare il soffio, le mani, devi collaborare con lui e rispettarlo. Se non lo fai, il vetro in qualche modo ti punisce…”.

Lampada a sospensione Dusk, 2025 / Dusk suspension lamp, 2025. Photo courtesy Artemide

ARCHITETTURA E DESIGN

La luce come pensiero nei progetti dello Studio BIG  
di Monica Moro

Abbiamo incontrato Jakob Lange, project leader ed esperto di design, tecnologie e illuminazione e partner di BIG con il quale collabora da oltre 22 anni. Lo studio fondato dall’architetto danese Bjarke Ingels vanta un ampio team di architetti, designer e pensatori che si occupano di progettazione, pianificazione, ricerca e sviluppo di nuovi concetti, utilizzi e forme. BIG è noto per la sua particolare filosofia progettuale che coniuga la consapevolezza ambientale con la piacevolezza estetica degli spazi. Lange ci racconta il suo rapporto con la luce e la visione che sta dietro ai grandi progetti dello studio. “La luce è ciò che dà vita a tutto quello che esiste su questo pianeta. Nell’Età della Pietra, quando era ancora allo stadio primitivo, l’uomo viveva nelle caverne e seguiva il ritmo naturale del sole e della luce dell’esterno. Poi, a un certo punto, ha imparato ad accendere il fuoco: un grande passo in avanti che gli ha consentito di illuminare la caverna di notte, prolungando così la durata del giorno. Oggi abbiamo acquisito il controllo sul ‘mezzo’ luminoso, possiamo creare luce in qualsiasi situazione. In BIG, quando creiamo luce, vogliamo sia il più possibile naturale, semplice e integrata; se questo non è possibile, allora deve diventare una fonte di ispirazione. Credo che progettare una sorgente di luce senza che esprima un’intelligenza di pensiero sia solo un’occasione sprecata…”.

Marocchino, 2001. Prodotto da Campeggi / The Marocchino pouffe, 2001. Manufactured by Campeggi. Photo courtesy D. Santachiara

ARCHITETTURA E DESIGN 

Techne e Poiesis nel design di Denis Santachiara   
di Paolo Calafiore

Nel panorama contemporaneo del design italiano, pochi autori riescono a evocare con altrettanta efficacia la sintesi tra la ricerca poetica e l’innovazione data dalle potenzialità della tecnologia quanto Denis Santachiara. Designer visionario e dalla produzione trasversale, sorprendente e avveniristica, nel 2022, a Milano, è stato insignito della Laurea Honoris Causa in product design all’Accademia di Brera. Talentuoso enfant prodige, Denis Santachiara compie le prime esperienze nel cuore della Motor Valley emiliana e, appena sedicenne, entra in qualità di stilista alla De Tomaso (storica casa automobilistica NdR), esprimendo da subito un forte interesse per la tecnologia che ha successivamente traslato in altri ambiti di progetto, in particolare nel design di dispositivi di luce. In questo settore, in anni non sospetti, ha ridefinito e ricodificato l’illuminazione domestica, trasformando le lampade da semplici strumenti funzionali a metafore, forme mutevoli ed emozionali capaci di stimolare l’immaginazione, il valore onirico, simbolico, comportamentale e l’influenza psicologica stessa della luce…

Node System di Linea Light Group, particolare delle microcelle / Node System by Linea Light Group, detail of microcells. Photo courtesy Linea Light Group

PROGETTARE LA LUCE

La luce del terzo millennio: miniaturizzazione, integrazione, connessione
di Silvio De Ponte

La luce, all’interno del progetto, torna ad essere un materiale costruttivo capace di edificare spazi virtuali e magiche atmosfere. Questo è il tipo di atteggiamento adeguato all’era dell’informatica che richiede, infatti, per rendere visibili i propri fosfori, basse luminanze e riflessi attenuati. Le funzioni vanno oltre il disegno estetico dell’oggetto. I sistemi e gli apparecchi di illuminazione non si limitano più soltanto a fare luce, ma anche a fornire nuovi servizi basati sull’interrelazione tra oggetto e uomo. Grazie all’avvento di queste tecnologie, alla “riduzione” dimensionale delle sorgenti e al miglioramento delle loro prestazioni luminose, verranno utilizzati sempre più prodotti d’illuminazione integrati nelle parti strutturali dell’arredamento, oppure all’interno dell’architettura stessa – esterna o interna che sia – nelle pareti, nei pavimenti, nei soffitti o in altri elementi tipologici dello spazio architettonico.

Avremo apparecchi con molte più funzionalità tecnologicamente avanzate, integrate all’oggetto luminoso come l’intelligenza adattiva e la connettività wireless, con sensori più performanti e con sistemi di regolazione dei flussi. Un ruolo importante rivestono anche la miniaturizzazione e la luce integrata all’edificio. La miniaturizzazione nel campo dell’illuminazione permette, infatti, di integrare le sorgenti luminose nell’edificio – sia negli interni che negli esterni – fino a scomparire quasi del tutto. La luce diventa così materia d’invenzione impalpabile…

Il design del ristorante è radicato nella cultura tipica toscana, attento all’uso di materiali naturali e in linea con la passione dello chef per la sostenibilità, la narrazione e la raccolta di ingredienti di provenienza locale / The restaurant design is rooted in the typical Tuscan culture, emphasising the use of natural materials, and aligning with the chef’s passion for sustainability, storytelling, and foraging locally sourced ingredients. Photo © Aaron Hargreaves; courtesy Foster + Partners

PROGETTARE LA LUCE 

Uno scrigno di luce
Il ristorante Oreade sulle colline toscane
di Nancy Tollins

Aperto quest’anno nel cuore dell’Italia, il ristorante Oreade, firmato da Foster + Partners, rappresenta un progetto “gioiello” che arricchisce la preziosa offerta di Monteverdi Tuscany, albergo diffuso sulle colline toscane della Val d’Orcia. Una lunga strada di terra battuta porta alla destinazione. Varcando la soglia di un edificio medievale scavato nella roccia si incontrano due sale, in una delle quali trova posto un grande tavolo, il table de chef, adatto alle cene conviviali in condivisione, mentre l’altra è attrezzata con tre intime postazioni per serate tête-à-tête, per un totale di soli quattordici ospiti. Lo studio Foster + Partners ha creato un luogo intimo e raccolto, dall’atmosfera straordinaria, perseguendo anche obiettivi di basso impatto ambientale e di sostenibilità. Molti degli arredi, infatti, sono stati realizzati dando nuova vita a materiali e oggetti di recupero, richiamando i principi del movimento italiano dell’arte povera tipica degli anni Settanta del secolo scorso. La luce è uno degli “ingredienti” essenziali del ristorante e ha richiesto un progetto illuminotecnico che andasse oltre la semplice illuminazione e divenisse parte integrante del viaggio sensoriale. Lo scopo è stato quello di evocare una sensazione di scoperta intima, dove ogni piatto fosse presentato come un’opera d’arte e ogni conversazione sembrasse un segreto condiviso…

Vista esterna della Chiesa di Højvangen / External view of Højvangen Church. Photo © Rasmus Hjortshøj; courtesy Henning Larsen

PROGETTARE LA LUCE

Declinazioni luminose per i luoghi di culto
Le chiese di Højvangen e Soboras 
di Nancy Tollins

In questo articolo parliamo dell’illuminazione delle chiese di Højvangen e di Soboras. Due luoghi di culto molto diversi tra loro, ma entrambi immersi nei freddi paesaggi del Nord Europa e interessati da straordinari interventi di lighting design.

Nella cittadina danese di Skanderborg è da poco stata completata la costruzione della chiesa di Højvangen. La nuova chiesa è stata progettata dallo studio danese di architettura Henning Larsen, con la collaborazione dell’architetto norvegese Espen Surnevik. Højvangen, e rappresenta una nuova visione del luogo di culto, un edificio che accoglie i fedeli in modalità aggiornata e al passo con i tempi, concepito come spazio liturgico aperto alla comunità, dotato della flessibilità necessaria per ospitare eventi culturali e momenti di aggregazione, offrendo al contempo piccole aree di raccoglimento sia all’interno che all’esterno. L’illuminazione artificiale qui unifica lo spazio senza sopraffare l’atmosfera serena, fondamentale in questo luogo. La luce entra in sinergia con i materiali presenti e insieme danno vita a un’atmosfera calda, accogliente, una spiritualità che comprende in sé l’uomo, con una qualità quasi domestica, in linea con la tradizione di un design scandinavo che al rigore del clima contrappone il calore e il chiarore del focolare.

Un diverso esempio di progettazione della luce riguarda la chiesa di Soboras a Kaunas, in Lituania, nota anche come chiesa di San Michele Arcangelo. Qui il lighting design interessa l’esterno dell’edificio e si innesta in un luogo di culto storico preesistente. Il concept è stato sviluppato dai progettisti di Energy Green, società lituana di progettazione grazie che si è aggiudicato il premio LIT Lighting Design Award for Best Heritage Lighting Design (miglior progetto di illuminazione per il patrimonio culturale)…

Transicions, installazione luminosa di MMAS Lighting che rivela le transizioni della luce nell’arco delle ventiquattr’ore nell’edificio in stile modernista Masia Freixa situato a Terrassa, in Catalogna, cuore pubblico cittadino / Transicions, light installation by MMAS Lighting revealer of daylight transitions in the modernist Masia Freixa building in Terrassa, Catalonia, the city’s public heart. Photo © Vicky Ocaña; courtesy by MMAS Lighting

LIGHTING DESIGNERS  

Mariel Fuentes: “L’illuminazione non deve eliminare la notte ma accompagnarla”
di Ann-Marie Baculard

Abbiamo incontrato Mariel Fuentes, architetto e lighting designer cilena, co-fondatrice, con Michela Mezzavilla, dello studio multiculturale MMAS Lighting a Barcellona, in Spagna, dedicato all’illuminazione architettonica, “un linguaggio di luce che completa l’architettura” come lo definisce la Fuentes. “Una disciplina che esplora come interpretare ed esprimerne i valori attraverso la luce in tutte le sue tipologie, rispondendo al contempo alle varie esigenze legate alla fruizione. Il ruolo di un lighting designer in questo caso comporta una responsabilità sia sociale che professionale. Un approccio illuminotecnico ben ponderato, infatti, può davvero rivelare il pieno potenziale di uno spazio o anche non riuscirci. Questo accade perché la luce è uno strumento tecnico che ha profonde implicazioni emotive. Ha la capacità di evocare emozioni direttamente. La luce è uno stimolo incredibilmente potente a livello neuro-percettivo e la maggior parte degli utenti non ne è nemmeno consapevole. Ecco perché diventa uno strumento così efficace per plasmare le esperienze…”.

Velodromo Maspes-Vigorelli, Milano / The Maspes-Vigorelli Velodrome, Milan. Photo © Alberto Fanelli

SPECIALE

Luce e sport 
articoli di GianPiero Bellomo, Elisa Belloni, Cristina Rivadossi

Lo speciale di questo numero è dedicato al ruolo dell’illuminazione nello sport. Nel mondo dello sport la luce non è solo un elemento tecnico, ma diventa una protagonista silenziosa che influisce su ogni aspetto dell’evento sportivo: dalla sicurezza alla prestazione, fino all’esperienza immersiva dello spettatore, contribuendo a creare un’atmosfera di comfort per gli atleti e i giudici di gara e coinvolgente per gli spettatori.

Un ambito complesso, quindi, per tutte le variabili diverse, da considerare per ciascuna disciplina e per ciascun contesto di progetto, che raccontiamo e approfondiamo con l’aiuto di esperti e professionisti…

Immagine dell'illuminazione fotovoltaica di Spoltore (PE), realizzata con i prodotti SunStay PRO ibrid di Signify / View of the lighting in Spoltore (Pescara, Italy), with SunStay PRO ibridi products by Signify. Photo courtesy Signify

SOSTENIBILITÀ 

Illuminare le città con la luce solare
Un viaggio attorno al mondo

di Ann-Marie Baculard

Immaginiamo di passeggiare in una città, appena dopo il tramonto: il bagliore dei lampioni proietta una luce calda e accogliente sui marciapiedi e le strade trafficate, lungo il cammino si aprono vicoli silenziosi e piazze animate da persone. Immaginiamo la stessa scena, ma, invece di avere i tradizionali lampioni a cui siamo abituati, alimentati esclusivamente dalle reti elettriche tradizionali, l’illuminazione della città è invece realizzata dal sole, sfruttato attraverso eleganti pannelli solari integrati nei lampioni stessi. Non si tratta di un sogno lontano, ma di una realtà che si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo: dall’Europa, al Nord America, passando dall’Asia fino all’Africa, l’illuminazione stradale e urbana a energia solare sta trasformando i paesaggi urbani, rendendoli più smart, più verdi e più sostenibili…

Marinella Senatore, Dior Cruise 2021. Piazza Duomo, Lecce / Marinella Senatore, Dior Cruise 2021. Piazza Duomo in Lecce, Italy. Photo © Alessandro Garofalo; courtesy The Artist and Dior

LIGHT ART  

Marinella Senatore: “La luce crea spazi di condivisione”
di Cristina Tirinzoni

Abbiamo incontrato Marinella Senatore, artista multidisciplinare, nata a Cava de’ Tirreni, formatasi nel campo della musica, delle belle arti e del cinema. “Attivatrice di processi” (così ridefinisce il proprio ruolo di artista) ha trovato nella dinamica di condivisione e partecipazione, attraverso il linguaggio della luce, il cardine della propria ricerca artistica innovativa e rivoluzionaria, per generare un cambiamento sociale. Ha trasformato le luminarie della tradizione scenografia, simbolo delle feste del Sud Italia, in grandi installazioni luminose che creano spazi di condivisione, dialogo e senso di appartenenza alla collettività. Artista rivoluzionaria e attivatrice di processi, In questo confuso presente pensa che l’arte possa essere ancora provocazione. L’arte può e deve essere una forma di resistenza. In un mondo sempre più polarizzato e conflittuale, la mia pratica si oppone con forza a queste dinamiche, proponendo un’altra visione: quella della coesione sociale, della valorizzazione delle particolarità di ciascuno e del fiorire individuale dentro un corpo collettivo…”.

Hiroshi Amano durante la sua lectio magistralis all'Università di Milano-Bicocca (7 aprile 2025) / Professor Hiroshi Amano during his lectio magistralis at the University of Milan- Bicocca (7 April 2025). Photo courtesy Università di Milano-Bicocca

RICERCA E TECNOLOGIA 

Hiroshi Amano: “In futuro tutti potranno utilizzare l’intelligenza artificiale generativa di alto livello”
di Elisa Belloni

Abbiamo incontrato il Professor Hiroshi Amano che in una breve intervista ci racconta le tappe delle sue importanti scoperte e gli scenari futuri che immagina sulla transizione energetica mondiale scienziato di fama mondiale che nel 2014 ha vinto il Premio Nobel per la Fisica per aver inventato i diodi a emissione di luce blu (LED). Lo scorso aprile l’Università degli Studi di Milano-Bicocca gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienze e Nanotecnologie per la Sostenibilità. Attualmente il Professor Amano è direttore del Centro per la ricerca integrata dell’elettronica del futuro e professore presso l’Istituto di materiali e sistemi per la sostenibilità dell’Università di Nagoya in Giappone. In questa veste, è impegnato nello sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di semiconduttori ad alta efficienza e di dispositivi innovativi per il risparmio energetico. L’obiettivo di questi sforzi è facilitare la transizione verso un modello economico più sostenibile…

Illuminazione esterna di spazi pubblici / Outdoor lighting of public spaces. Photo © Thorn Lighting

LUCE SULLE REGOLE 

LightingEurope: Leggi armonizzate a livello UE per l’illuminazione artificiale notturna 
di Elena Scaroni

Pochi argomenti nel mondo dell’illuminazione sono stati discussi con tanta passione come l’illuminazione artificiale notturna (conosciuta come ALAN, acronimo inglese per Artificial Light At Night). LightingEurope, l’associazione che rappresenta i produttori di apparecchi di illuminazione in Europa, ha recentemente pubblicato un documento di posizione in cui chiede un quadro normativo armonizzato a livello UE in materia di ALAN. Impianti di illuminazione ben progettati che utilizzano prodotti e sistemi di controllo di qualità sono fondamentali per creare l’ambiente giusto durante la notte. Illuminiamo per gli esseri umani e le loro esigenze di spettro visivo. Tuttavia, in tutte le applicazioni di illuminazione è necessario considerare anche l’effetto sull’ambiente naturale, comprese fauna e flora, nonché gli effetti dell’illuminazione invasiva, del bagliore del cielo e dell’inquinamento luminoso. Si tratta di trovare un equilibrio tra esigenze umane e ambientali. Sebbene la tecnologia abbia fatto rapidi progressi e i moderni sistemi a LED offrano ottiche di precisione, sintonizzazione spettrale e controlli intelligenti, gran parte delle infrastrutture di illuminazione per esterni in Europa rimane gravemente obsoleta. I prodotti per l’illuminazione stradale, ad esempio, possono funzionare per oltre 40 anni, il che indica che l’illuminazione pubblica in Europa è ancora lontana dall’essere al passo con i tempi. Un simile disallineamento si riscontra anche tra norme e standard…

Sul numero di LUCE 353 / 2025 tanti altri articoli, interviste e approfondimenti.
Siamo sempre alla ricerca di nuovi suggerimenti e idee per capire, spiegare e far conoscere il mondo della luce italiana e internazionale.

Continuate a leggerci e scriveteci!

EDITORIALE

Una finestra sul mondo  
di Mariella Di Rao

PROGETTARE LA LUCE

Nuova luce per il Polo Museale Liberiano della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore 
di Federica Capoduri


Illuminare i tessuti a regola d’arte 
di Gaia Fiertler

LIGHTING DESIGNERS

Oscar Frosio: “Oggi talvolta si può dire che la luce da sola fa il teatro” 
di Cristina Ferrari

SPECIALE LUCE E SPORT

Illuminazione funzionale dei campi sportivi
Caratteristiche, norme e tecnologie
di GianPiero Bellomo


Lo sport si fa verde: l’importanza dell’efficienza energetica negli impianti sportivi 
di Elisa Belloni


Sport sotto i riflettori: quando la luce fa la differenza  
di Cristina Rivadossi

SOSTENIBILITÀ

Qualità della luce urbana per la sostenibilità sociale  
di Marco Frascarolo

RICERCA E TECNOLOGIA

Luci del Rinascimento
Il progetto Darkscape Experience 

di Ivanka Yordanova Dicheva, Andrea Siniscalco

CORRISPONDENZE

Museo Fenix: arte, luce e architettura per raccontare il fenomeno della migrazione  
di Paola Testoni

RACCONTI DALL’ARTE

Lydia Ricci: luce, memoria e oggetti dimenticati 
di Sabino Maria Frassà

SURFING LIGHTING

Architettura e trasparenze
Il vetro come metafora della modernità 
di Alessandro Marata

RECENSIONI

Gae Aulenti. La Gae
di Giulia Ottavia Silla

MAKING OF

Giocare con lo spazio: il sistema lineare Node System di Linea Light Group 
di Cristina Ferrari


Luce per le infrastrutture stradali intelligenti: il sistema Edge di LumeItalia
di Cristina Ferrari

LUCE SUI GIOVANI

Pubblicazione della tesi “Luce come traccia del tempo per la Cappella Capece Minutolo” 
a cura della Redazione

GEN Z LIGHTS

GEN Z LIGHTS 
di Deborah Madolini (storyboard), Alberto Philippson (disegni)