LUCE 352

ANNO 63
Giugno 2025

Rivista fondata da AIDI nel 1962
Direttore Mariella Di Rao

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Immagine di copertina appositamente realizzata per LUCE dall’artista Marco Lodola

18,00

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In questo numero:

DRIFT, Shy Synchrony. Design Art Basel Miami Beach. Photo © Ossip van Duivenbode

INCONTRI 

La luce che parla nelle opere di DRIFT 
di Paola Testoni

Incontriamo gli artisti Lonneke Gordijn e Ralph Nauta, fondatori, nel 2007, di DRIFT e creatori di sculture, installazioni e performance che fondono tecnologia e natura. I loro lavori, che spesso hanno come protagonista la luce, sono stati esposti in prestigiose istituzioni internazionali come la Biennale di Venezia, The Shed e il Met Museum a New York. Entrando a far parte di collezioni permanenti di musei di fama mondiale, le loro opere ne hanno poi varcato i confini, raggiungendo spazi architettonici e luoghi pubblici. Nel 2017 hanno ricevuto il premio Dezeen Designer of the Year. Il profondo fascino per la natura alimenta la loro creatività e, attraverso la tecnologia, cercano di ricrearne i fenomeni. Ciò che conferisce il senso di magia di DRIFT è la tensione tra artificiale e organico e attraverso il meccanico riescono a rispecchiare la fluidità del mondo naturale e la luce nelle loro opere ha sempre un ruolo importante

“Quando sviluppiamo un’opera d’arte o un’installazione, l’inclusione della luce viene considerata fin dall’inizio e non viene utilizzata semplicemente per un fascino estetico o spettacolare, ma la sua presenza ha uno scopo e un significato perfettamente integrati nel concept fin dalle prime fasi di sviluppo. La luce diventa parte del DNA dell’opera, non un accessorio…”.

marionannischolé, L’ellisse, Bentivoglio, Bologna / marionannischolé, The ellipse, Bentivoglio, Bologna. Photo © Biancamaria Nanni

INCONTRI

marionanni, lo “scrittoredellaluce”
di Pierluigi Masini

 

Questa storia parla di luce e comincia nel buio più buio di un pranzo dell’autore con marionanni, all’Istituto dei Ciechi di Milano, mentre sente la sua voce raccontare a storia di un elettricista (lui) che, pian piano cresce, apre negozi, fonda un’azienda di successo e dopo una trentina d’anni la lascia, perché non si identifica più con la logica del vendere. Si era accorto di essere diventato un’altra persona e allora decide di darsi una missione: fare ricerca sulla luce e tramandare il sapere. marionanni (scritto così, tutto attaccato) è cambiato da quando ha incontrato i suoi due maestri: il fotografo Gabriele Basilico e il designer AG Fronzoni. Attraverso il rapporto con loro, che nel tempo è diventato una profonda amicizia, ha cominciato a indagare la luce a 360 gradi, materia che prima trattava solo in modo tecnico, e poi via via a maneggiarla con la delicatezza che serve e ad avvicinarle pensieri poetici che i suoi collaboratori chiamano, con sarcastico affetto, “le divagazioni nanniane”

Installazione Cascade a Euroluce 2025, Lladró x Lee Broom / Cascade Installation at Euroluce 2025, Lladró x Lee Broom. Photo courtesy Lladró

INCONTRI 

Lee Broom: “La luce è autentica magia”  
di Nancy Tollins

Lee Broom, designer britannico, fondatore nel 2007 dell’omonima azienda a Londra, firma oggetti unici e di grande impatto. Considerato uno dei designer più influenti sulla scena internazionale, paragonato ad altrettanti brillanti designer del mondo della moda quali Tom Ford e Marc Jacobs, Lee Broom ha ricevuto il premio British Designer of the Year Award e il Queen’s Award for Enterprise, dalle mani della Regina Elisabetta II. Attualmente collabora con una selezione di marchi del lusso globali come Wedgwood, Christian Louboutin, Bergdorf Goodman e Lladró.

Nell’intervista ci racconta il suo rapporto con la luce: “Sono innamorato della luce. È un elemento che, con il suo essere fisico e anche emozionale, mi affascina profondamente. Se ci pensiamo bene, la luce è un’autentica magia. Lavorare con la luce produce qualcosa di alchemico, trasformativo […]. Trovo interessante sperimentare ed esplorare con molti materiali diversi, specialmente nell’ambito dell’illuminazione. Giocando con i materiali e le loro qualità è possibile creare soluzioni inedite e sorprendenti…”.

Increspature in una fontana d'acqua / Ripples in a water fountain. Photo courtesy Timothy Ingold

INCONTRI  

Tim Ingold: “Riportiamo in vita questo mondo”   
di Nancy Tollins

Incontriamo il professor Tim Ingold, antropologo scozzese di fama mondiale, per parlare con lui di luce e della sua idea di un Nuovo Umanesimo basato sui concetti di natura, rinascita e amore per il mondo. “[…] Per quanto riguarda il Nuovo Umanesimo, esistono tante posizioni diverse. Il mondo contemporaneo ha urgentemente bisogno di un nuovo assetto, credo che un Nuovo Umanesimo debba riconoscere agli esseri umani una responsabilità eccezionale di cura nei confronti di tutte le forme di vita, perché noi abbiamo una capacità unica, fondata sul linguaggio, di dare voce a queste forme di vita e di farle dialogare tra loro. Per esercitare questa responsabilità, gli esseri umani devono porsi al centro del mondo della vita. Pertanto sia l’Antropocentrismo che l’Eccezionalismo sono cruciali per la mia visione di un Nuovo Umanesimo, impegnato non nel progresso ma nella continuità della vita. La novità sta nella rinascita piuttosto che nell’innovazione, per molti versi segna un ritorno all’umanesimo pre-illuminista del Rinascimento…”.

Syre, Milano_Architettura e / and Interior Design by Studio Marco Piva. Photo © Tecma Solutions

PROGETTARE LA LUCE

Contaminazioni luminose nel dialogo tra interni ed esterni  
di Silvio De Ponte

Un esile e tormentato filo rosso attraversa la cultura nel lungo processo di emancipazione della “dimensione luminosa”, in una difficile ma univoca e progressiva tendenza alla lettura dello spazio come spazio della luce.

Nel famoso mito della caverna, Platone immagina una stirpe di schiavi costretti a vivere incatenati in una grotta. Alle loro spalle arde un fuoco che proietta ombre di oggetti sulla parete piana di fronte a loro. Per i prigionieri queste ombre sono l’unica realtà esistente; essi non sanno di possedere corpi tridimensionali immersi in un universo tridimensionale e tutta la realtà esistente, per loro, è limitata alla bidimensionalità del piano.

Gli uomini confinati nella grotta ricercavano la realtà al vibrare dei riflessi di un fuoco, ed è al vibrare dei riflessi di un fuoco che l’arte moderna ha spinto in avanti i propri riferimenti, perché il vettore fondamentale nel processo della conoscenza del mondo fisico, allora come ora, è la luce…

Blanc, sala principale, progetto Kengo Kuma & Associates / Blanc, main dining room, design Kengo Kuma & Associates. Photo © Takasuke Yamada

PROGETTARE LA LUCE 

Restaurant Blanc a Parigi: creatività, bellezza e purezza nel design di Kengo Kuma  
di Monica Moro

Disegnato da Kengo Kuma & Associates per lo chef stellato giapponese Shinichi Sato, il ristorante Blanc a Parigi è un tempio di armonia, luce rarefatta e matericità nobile. Immerso in un’aura elegante e minimale è caratterizzato dalla scenografica volta ad anello della “salle à manger”, ma anche da una raffinata e delicata scala colori, dai predominanti toni del bianco fino al bronzo, e da un lighting design che ne crea ed esalta gli scenari. Ha vinto il Prix Versailles, riconoscimento internazionale assegnato dall’UNESCO, e l’IFI per l’eccellenza nel design, due premi che ne celebrano la creatività, il savoir-faire e la bellezza. Il total concept per Blanc, realizzato su incarico dello chef due stelle Michelin Shinichi Sato, è nato dalla volontà di utilizzare, nella sua realizzazione, solo materiali di altissima qualità e “puri”, come avviene nei cibi preparati dallo chef originario di Hokkaidō. Infatti, ogni area del ristorante Blanc è stata progettata con materiali nobili e preziosi per creare un’atmosfera esclusiva facendo leva su geometrie, texture e colori, il tutto sottolineato dalle luci.

Milano Design Week 2025, Hermès, allestimento alla Pelota firmato da Charlotte Macaux Perelman e Alexis Fabry. Lighting design de L’Observatoire International / Milan Design Week 2025, Hermès, installation at the Pelota by Charlotte Macaux Perelman and Alexis Fabry. Lighting design by L’Observatoire International. Photo © Maxime Verret

LIGHTING DESIGNERS 

Hervé Descottes: “Ciò che mi interessa è sfidare i confini”  
di Ann-Marie Baculard

Incontriamo Hervé Descottes, fondatore dello studio di progettazione e consulenza illuminotecnica L’Observatoire International a New York. Conquistato dalla luce, Descottes abbraccia il lighting design, crea personalmente i concept luminosi per tutti i progetti che firma, supervisiona lo sviluppo del progetto fino al suo completamento e collabora con i più grandi nomi internazionali dell’architettura.

[…] Oggi il settore dell’illuminazione si sta evolvendo rapidamente e, non solo nell’ambito dell’architettura, le persone cercano connessioni emotive con gli spazi che abitano. La luce è senz’altro uno degli strumenti più potenti per dare forma a questa esperienza […]. La luce cerca l’emozione. Quando l’illuminazione è progettata solo per risolvere un problema, spesso manca di profondità e interesse. Il cuore di tutto è trovare un equilibrio tra luce naturale e artificiale, non solo perché sono profondamente interconnesse, ma anche perché il confine tra loro è spesso labile. Ed è proprio in questa zona di sfocatura che può emergere qualcosa di veramente unico…”.

Mission Aldebaran, installazione creata per il lancio dell’ultima fragranza dello stilista Marc-Antoine Barrois al Palazzo dei Tessuti, Porta Venezia Design District / Mission Aldebaran, an installation created for the launch of the latest fragrance by the designer Marc-Antoine Barrois at the Palazzo dei Tessuti, Porta Venezia Design District. Photo © Keffer

SPECIALE  

Milano Design Week 2025 
articoli di Paolo Calafiore, Monica Moro, Alessandra Reggiani, Cristina Rivadossi

In questo speciale abbiamo scelto di raccontare, durante l’ultima Milano Design Week, prodotti, istallazioni, performance che dimostrano passione e bravura a dispetto del clima di incertezza che domina lo scenario internazionale. Storie di aziende che investono tantissimo in innovazione, ricerca e sostenibilità, storie di creatività che ci dimostrano la forza dirompente della cultura e di come questa possa costituire l’antidoto più potente contro ogni forma di qualunquismo, violenza e degrado. In particolare, la luce è ritornata a dare messaggi forti in un caos mondiale dove certezze e valori si sono ribaltati…

Ra, arazzo solare autoalimentato su finestra, design Marjan van Aubel / Ra, selfpowering solar tapestry on window, design Marjan van Aubel. Photo courtesy MVA Marjan van Aubel Studio

SOSTENIBILITÀ   

Giocare con il sole: il solar design di Marjan van Aubel
di Ann-Marie Baculard

La designer olandese Marjan van Aubel è stata una dei protagonisti della prima edizione di The Euroluce International Lighting Forum, organizzata dal Salone del Mobile. Il suo studio ad Amsterdam si occupa della nuova disciplina del design solare di cui parla nel libro Solar Futures (2022): sostenibilità, design e tecnologia per tutto ciò che riguarda la nostra stella chiamata Sole. I suoi progetti sono esposti al MoMA di New York, al Centre Pompidou di Parigi, al Vitra Design Museum e in altri musei nel mondo. In collaborazione con scienziati, ingegneri e marchi globali come Swarovski, Lexus, COS, Timberland e istituzioni come ECN, il Centro Olandese per l’Energia, Marjan van Aubel lavora per promuovere la transizione energetica globale verso l’energia solare…

Stazione elettrica in alta tensione / High-voltage power station. Photo courtesy OHROS

RICERCA E TECNOLOGIA   

La Gestione dei Dati nelle Asset Intensive Industries
di Andrea Fraioli

Le asset intensive industries (industrie a forte intensità di capitale) sono fortemente immerse nello sfidante scenario della transizione energetica e, molte di esse, svolgono e svolgeranno un ruolo importante come abilitatore per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. In tale scenario, la trasformazione digitale dei processi industriali riveste un’importanza cruciale per raggiungere tali obiettivi.

Questa trasformazione supporta, inoltre, le industrie in corrispondenza dell’entrata in vigore di nuovi framework regolatori che, per alcuni settori, come ad esempio quello elettrico, incentivano l’efficienza del processo di asset management e la massimizzazione dell’utilizzo degli asset stessi…

The other side of the hill, Beatrice Colomina, Roberto Kolter, Patricia Urquiola, Geofrey West e Mark Wigley. Similitudine tra cultura microbica e popolazione umana per ripensare il futuro / The other side of the hill, Beatrice Colomina, Roberto Kolter, Patricia Urquiola, Geofrey West and Mark Wigley. Similarity between microbial culture and human population to rethink the future. Photo © Alberto Pasetti Bombardella

CORRISPONDENZE 

19. Mostra Internazionale di Architettura: “Intelligens. Natural. Artificial. Collective”
di Alberto Pasetti Bombardella

La 19. Biennale Internazionale di Venezia apre le sue porte con un affaccio visionario sul futuro dell’Architettura in relazione ai grandi cambiamenti planetari, climatici, sociali e geopolitici. L’enunciato di Carlo Ratti, curatore di questa edizione, delinea le nuove rotte per il futuro suggerendo “un ventaglio di soluzioni ai problemi pressanti del presente”. Si tratta di un programma molto ambizioso e necessariamente esponenziale per come concepito nella poderosa macchina espositiva dei Giardini e dell’Arsenale, in particolare per la densità delle informazioni e delle proposte progettuali. Di fatto, il proposito di mettere insieme una serie di proposte progettuali sperimentali, ispirate a una definizione di “intelligenza”, quale capacità di adattarsi all’ambiente a partire da un bagaglio di risorse e di conoscenze interdisciplinari, viene posto alla base della filosofia generale di questa Biennale. I tre temi di riflessione Natural, Artificial e Collective sono, in effetti, ambiti di intervento strettamente collegati tra loro. Sono tre diversi tipi di intelligenza che lavorano insieme per ripensare all’ambiente costruito, come sottolineato da Intelligens che contiene la parola latina gens  (“gente”), invitando a non limitarsi all’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie digitali…

Vista dell'allestimento della mostra Regine Schumann. Iris / View of the exhibition layout Regine Schumann. Iris. Photo © Bruno Bani; courtesy Dep Art Gallery

LIGHT ART 

Colpi di scena teatrali nelle opere iridescenti di regine Schumann
di Jacqueline Ceresoli

A Milano, alla Dep Art Gallery, acronimo di Distribuzione e Promozione Arte, fondata nel 2006 da Antonio Addamiano, in via Comelico 40, sono esposte alcune tra le migliori opere iridescenti di Regine Schumann (1961, Goslar, Germania), artista concettuale e minimalista, “regina” della luce di fama internazionale, concentrata sugli effetti luminosi causati da materiali fluorescenti, che ha ricevuto il Premio Leo Breuer nel 2006 e altri prestigiosi riconoscimenti alla sua carriera artistica. Dell’artista, che vive e lavora a Colonia, in Germania, e ha studiato arte dal 1982 al 1989 presso la Hochschule für Bildende Künste Braunschweig, seducono i Colormirror satinati di blu ghiaccio Città del Capo (2024) e le opere più recenti intitolate Corners in cui sono stati introdotti nuovi piani visivi al fine di sperimentare una maggiore complessità dinamica tra materia, luce e fruitore, che si distinguono per la loro intensità visiva e profondità concettuale…

Sul numero di LUCE 352 / 2025 tanti altri articoli, interviste e approfondimenti.
Siamo sempre alla ricerca di nuovi suggerimenti e idee per capire, spiegare e far conoscere il mondo della luce italiana e internazionale.

Continuate a leggerci e scriveteci!

EDITORIALE

La cultura come argine contro il degrado  
di Mariella Di Rao

INCONTRI

The Substance: una fiaba oscura 
di Marcello Filibeck

PROGETTARE LA LUCE

In una magia di chiaroscuri
La rinascita della Vela di Calatrava
di Federica Capoduri


Lo Scurolo di San Carlo risplende di nuova luce 
di Federica Capoduri

LIGHTING DESIGNERS

Illuminazione “by design” per vedere meglio e consumare meno  
di Gaia Fiertler

LANTERNA MAGICA

Gli amanti della notte   
di Stefano Catucci

SPECIALE MILANO DESIGN WEEK 2025

Le novità di Euroluce 2025 tra design e nuove tecnologie
di Alessandra Reggiani


“Stand d’autore” e nuovi linguaggi narrativi  
di Cristina Rivadossi


“La dolce attesa” e la luce di Pasquale Mari che dialoga con il pubblico    
di Monica Moro


Fuorisalone 2025: quando la luce connette i mondi 
di Paolo Calafiore

SOSTENIBILITÀ

Luce inclusiva per il benessere di tutti
di Mariella Di Rao, Matteo Seraceni

RICERCA E TECNOLOGIA

Riflessi di luce e colore nei bronzi greci e romani 
di Cristina Ferrari

CORRISPONDENZE

Chemnitz Capitale Europea della Cultura 2025 
di Paola Testoni

LUCE SULLE REGOLE

Partenariato pubblico privato: le novità del nuovo Codice dei Contratti 
di Alberto Scalchi

RACCONTI DALL’ARTE

Jinil Park: lampade o disegni? 
di Sabino Maria Frassà

ASSOCIAZIONI

Alessandro Bozzetti riconfermato presidente di Assorestauro 
di Mariella Di Rao

SURFING LIGHTING

Times Square e una storia lunga 70mila anni  
di Alessandro Marata

MAKING OF

Luce pura e flessibilità: il sistema Somnĭum di Artemide  
di Cristina Ferrari


Illuminazione architetturale versatile e di effetto: la serie Nido di Sovil 
di Cristina Ferrari

LUCE SUI GIOVANI

Curare il Buio per il benessere nelle malattie neurodegenerative 
a cura della Redazione

GEN Z LIGHTS

GEN Z LIGHTS 
di Deborah Madolini (storyboard), Alberto Philippson (disegni)