Eventi
Il Nuovo Rinascimento in scena a Bergamo. La XVI edizione del Festival del Paesaggio
By Gianluca Moreschi
Pubblicato il
Settembre 2026
INDICE
Nella prima metà di settembre Bergamo diventa la capitale internazionale del Landscape a cui prendono parte famosi maestri dell’architettura del paesaggio, invitati a parlare dello stato dell’arte della disciplina. Dopo 15 edizioni, quest’anno si è deciso di cambiare il focus: tema 2026 del Landscape Festival (fino al 20 settembre) è il Nuovo Rinascimento, ovvero il progetto di Paesaggio che diventa progetto culturale, di rigenerazione ambientale e sociale, “capace di connettere natura, persone, scienza, arte e saperi diversi, proponendo soluzioni concrete al bisogno di benessere e sostenibilità che attraversa oggi le città”.
Una piazza, due anime, infiniti punti di vista
Come si concilia la storia monumentale di Piazza Vecchia con la vita che la attraversa ogni giorno? Il progetto, affidato a Cristina Mazzucchelli, biologa molecolare, pluripremiata in festival internazionali, con una solida esperienza in architettura del paesaggio e che unisce rigore scientifico, funzionalità e fantasia, per raggiungere come punto centrale delle sue realizzazioni una profonda armonia, nasce da questa sfida: unire la visione istituzionale della città con le necessità del suo tessuto commerciale in una esperienza unica. Ispirata alla riflessione pirandelliana della relatività della percezione, l’installazione di Mazzucchelli, Così è se vi appare, il cui titolo stesso rimanda al grande scrittore siciliano, gioca con volumi specchianti a due facce. Da un lato il verde dialoga con i dehors storici, dall’altro la superficie liscia riflette la storia. Forti delle loro forme piramidali con diverse inclinazioni, le parti a specchio convivono con lo spazio pubblico invitando i passanti che si riflettono a mostrarsi e riprendersi con lo smartphone.
Il concept introduce un sistema di fioriere specchianti, allineate alla pavimentazione a losanghe, intorno ai dehors. Sul lato della piazza, queste fioriere riflettono la superficie pavimentata, mentre sul fronte dei bistrot accolgono una folta vegetazione. “Al centro dello spazio ho previsto una serie di piramidi e prismi specchiati circondati da aiuole verdeggianti, tra cui svettano alcune alberature – spiega Cristina Mazzucchelli –. L’obiettivo è creare spunti inediti anche per le persone che transitano, offrendo una visione totalmente insolita rispetto all’attraversamento consueto”.
L’antico lavatoio come rifugio verde
Nell’affascinante Antico Lavatoio di via Mario Lupo, a pochi passi da Piazza Vecchia, l’architetto Katuscia Ratto realizza l’installazione satellite Urban Haven # Rifugio Urbano, uno spazio dove rallentare, incontrarsi e stare bene. Non un giardino da osservare, ma un ambiente da vivere. Attraversando lo spazio, i visitatori incontrano una sequenza di ambienti diversi, alcuni più raccolti e silenziosi, altri più aperti e conviviali. Luce, ombra, vegetazione e arredi creando atmosfere differenti accompagnando alla scoperta del luogo.
Alta formazione, università, seminari, eventi
Il Nuovo Rinascimento prende forma dal 16 al 19 settembre anche nella sede universitaria di Sant’Agostino. Cuore dell’iniziativa sarà l’International Meeting of Landscape and Garden dove architetti del paesaggio, garden designer, botanici, artisti, ricercatori, direttori di giardini sperimentali e progettisti urbani provenienti da tutto il mondo porteranno a Bergamo esperienze maturate nei contesti più significativi dell’architettura del paesaggio contemporaneo, per confrontarsi sulla stessa domanda: “come progettare oggi paesaggi capaci di durare nel tempo, funzionare ecologicamente e migliorare la vita delle persone?”.
Tra i protagonisti più attesi citiamo il belga Bas Smets, che ha ridefinito il rapporto tra natura e città attraverso il concetto di “biospheric urbanism”, lo spagnolo Martí Franch, che utilizza i processi naturali come materia progettuale trasformando il paesaggio in un sistema dinamico, l’americana Martha Schwartz, che ha introdotto una forte contaminazione tra arte, progetto ambientale e paesaggio urbano. Lo studio californiano Terremoto, la neozelandese Jo Wakelin, la cilena Macarena Calvo Tagle, The Landscape Studio, Emanuele Bortolotti, Alejandro Saralegui saranno ancora tra i presenti.
Infine la Garden Masterclass, che approfondirà un approccio che ha trasformato il rapporto tra ecologia, botanica e progetto e sarà occasione per ricordare il contributo scientifico e culturale di Nigel Dunnett (23 gennaio 1963 – 26 aprile 2026), sarà affidata a James Hitchmough professore emerito di Ecologia Orticola all’Università di Sheffield.
Il programma di alta formazione del Landscape Festival 2026 persegue un obiettivo ambizioso: “portare all’attenzione di amministratori e funzionari pubblici, architetti e paesaggisti, la sfida della nuova qualità nel progetto di paesaggio urbano, a partire dalla riprogettazione delle strade”. È in questa ottica che Regione Lombardia ha promosso il Bando Strade Verdi, “volto a incentivare una nuova concezione delle infrastrutture, basata sulla riduzione delle superfici impermeabili e veicolari, il recupero del suolo, l’incremento del verde e della mobilità dolce, la gestione sostenibile delle acque e il miglioramento della sicurezza e della qualità dello spazio pubblico”. Durante il convegno verranno presentate “cinque esperienze progettuali realizzate nel territorio bergamasco, selezionate nell’ambito del Bando, per approfondire approcci, strategie e soluzioni innovative applicate alla trasformazione sostenibile delle infrastrutture stradali”.
L’edizione 2026 rafforza anche il rapporto con i musei e con il patrimonio culturale con eventi in sinergia con le istituzioni e realtà locali. Ne è esempio l’Alpine Seminar (12 e 13 settembre) realizzato con Accademia Carrara e Museo Diocesano Adriano Bernareggi di Bergamo Alta e dedicato a Il paesaggio come identità culturale: i Santacroce, la straordinaria dinastia di pittori del Rinascimento veneziano originaria della piccola frazione di Santa Croce, nel territorio di San Pellegrino Terme, la cui vicenda permette di leggere il paesaggio come matrice culturale.
Le precedenti edizioni del Festival vengono raccontate nell’atrio della Biblioteca Civica Angelo Mai, la cui facciata classicista completa Piazza Vecchia, in cui trova spazio Il Giardino Manifesto, progetto espositivo di Mauro Piantelli / De8_Architetti che illustra anche le trasformazioni della piazza nei primi 15 anni della Manifestazione.
Il ricchissimo programma è consultabile su www.landscapefestival.it
AUTHOR
Gianluca Moreschi
Gianluca Moreschi è giornalista con studi scientifici alle spalle e una laurea in farmacia, trait d’union con la parte artistica della quale si occupa da anni, avendo visto moltissimi musei nel mondo e le mostre più importanti degli ultimi decenni. Si occupa altresì del mondo food and beverage come esperto del settore. È di stanza a Milano ma si muove spesso soprattutto in Italia per recensire arte e la parte food.
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