Eventi
Industria, progetti, nuovi mercati e luce. La 65ª edizione del Salone del Mobile.Milano
By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Ottobre 2026
INDICE
- 1 Rafforzare il ruolo e consolidare le manifestazioni: la strategia 2027
- 2 Industria a cultura della luce: Euroluce 2027
- 3 Il valore della rarità entra nel progetto: geografie e alleanze produttive. Il Salone Raritas 2027
- 4 L’industria dentro la domanda di progetto: Salone Contract 2027
- 5 Il talento dei giovani: SaloneSatellite
- 6 Il Salone incontra il mondo: il World Tour
- 7 Il core del Salone: la forza di un sistema industriale plurale
Euroluce con la seconda edizione di The Euroluce International Lighting Forum; la seconda edizione di Salone Raritas che amplia proposte e geografie; il World Tour che porta il Salone nei mercati e nelle comunità professionali strategiche per il futuro del progetto; il debutto di Salone Contract con il Masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten / OMA, il nuovo Forum dedicato al mercato del progetto e la collaborazione con PwC.
Sono questi alcuni dei progetti della 65ª edizione del Salone del Mobile.Milano che si svolgerà dal 13 al 18 aprile 2027.
Rafforzare il ruolo e consolidare le manifestazioni: la strategia 2027
La strategia di questa edizione è chiara: il Salone “guarda al 2027 rafforzando il proprio ruolo di piattaforma di sviluppo per la filiera: parte dal suo cuore industriale e amplia gli strumenti con cui mette le imprese in relazione con nuovi mercati, committenze, competenze e comunità professionali”. Tutto questo “consolidando le proprie manifestazioni e, intorno a esse, sviluppando nuove opportunità di business e progetto con il debutto di Salone Contract, la 2ª edizione di Salone Raritas e un programma internazionale sempre più articolato”. Direzione più che mai necessaria in un contesto geopolitico come quello attuale, in cui l’export è sotto pressione e per le aziende è fondamentale presidiare e consolidare relazioni e occasioni di sviluppo.
“L’edizione 2027 del Salone del Mobile.Milano arriva in un momento particolarmente complesso per il settore, segnato da rallentamento dell’export, pressioni inflazionistiche e un contesto internazionale che rende difficile programmare – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo –. Ma è proprio in una fase come questa che continuare a investire diventa indispensabile: in tal senso, il Salone resta, a livello internazionale, lo strumento migliore al servizio delle aziende. Non a caso la capacità di rinnovarsi e reinventarsi della manifestazione ha portato a realizzare un progetto concreto che ambisce a diventare un appuntamento fisso, unico nel panorama mondiale: il Salone Contract che aiuterà le aziende ad ampliare il business dei prossimi anni. Generare occasioni di crescita per gli espositori è la bussola che guida da sempre le scelte della governance del Salone: metterli in relazione con progettisti, architetti, operatori dell’hospitality, uffici e grandi committenze pubbliche e private. La filiera legnoarredo è pronta alla sfida, consapevole di dover compiere un salto di qualità per rispondere a progetti e business più su larga scala”.
Il punto di partenza resta sempre il sistema espositivo centrale che comprende Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Workplace3.0 e S.Project. “Su questa base si innestano i progetti che interpretano le trasformazioni più rilevanti del settore: la biennale Euroluce sul fronte della luce e della sua cultura progettuale, Salone Contract sul mercato dei grandi progetti, Salone Raritas sul valore dell’unicità e della manifattura d’autore, SaloneSatellite sul talento emergente. Il World Tour prolunga, infine, questa azione lungo tutto l’anno, portando il Salone nei contesti in cui si formano domanda, relazioni e opportunità”.
Industria a cultura della luce: Euroluce 2027
La luce sta assumendo un ruolo sempre più articolato: ricerca, tecnologia, sistemi di controllo, sostenibilità, Intelligenza Artificiale, benessere, relazione con la luce naturale e qualità dello spazio stanno, infatti, allargando il campo d’azione delle aziende e dei progettisti. Ed è in questo scenario che nel 2027 torna Euroluce, la Biennale della luce, giunta alla sua 33ma edizione, il primo grande laboratorio di trasformazione del modello fieristico iniziato nel 2023 quando, con The City of Lights, “il tradizionale impianto standcentrico è stato ripensato secondo una logica urbana e human-centric, per migliorare visibilità e opportunità delle aziende e, allo stesso tempo, creare luoghi per l’incontro, la conoscenza e la cultura. Business e contenuto sono entrati, così, nello stesso spazio e nella stessa esperienza di visita. Un modello proseguito nel 2025 e che trova nel 2027 una nuova fase di sviluppo”, perché a far grande il Salone è la qualità dei visitatori.
“L’ultima edizione di Euroluce ha riunito 306 espositori, il 45% dall’estero, con 75 aziende tra nuovi ingressi e ritorni. Un dato che fotografa bene la natura della Biennale: grandi protagonisti del lighting e nuove realtà internazionali, aziende con una lunga storia al Salone e operatori che scelgono di rientrare, produzione decorativa e luce tecnica, ricerca sui materiali e innovazione tecnologica”. Questo anche perché la luce, come ha spiegato Carlo Urbinati, presidente di Assoluce di FederlegnoArredo, oggi non è più solo design, ma unisce anche tecnologia e molto altro.
Confermata la seconda edizione di The Euroluce International Lighting Forum, diretto da Annalisa Rosso, direttore editoriale e Cultural-Advisor Salone del Mobile.Milano, che riprenderà il concept Light for Life. Light for Spaces del 2025, sviluppandolo come piattaforma interdisciplinare di ricerca sul futuro della luce. Il Forum guarda alla luce come elemento che attraversa vita, benessere, ambiente, energia e relazione con la natura a 360° (Light for Life) e ne indaga la capacità di costruire e trasformare l’architettura e gli ambienti, modificandone percezione, uso, atmosfera e qualità (Light for Space), portando le domande che stanno cambiando il modo di progettare, produrre e utilizzare la luce e facendo dialogare lighting designer e architetti con ricerca scientifica e tecnologia, arti visive, cinema e discipline capaci di allargare la lettura del lighting oltre il prodotto. L’obiettivo è far crescere la coscienza che la luce fa cambiare il modo in cui percepiamo gli spazi, ha effetto su chi li abita, crea atmosfera.
L’evento avrà ancora luogo nella The Forest of Space, l’Arena montabile progettata da Sou Fujimoto nel 2025, che verrà riutilizzata per la nuova edizione 2027. Tra le prime adesioni vanno citati: Speirs Major Light Architecture, studio internazionale con sedi a Londra e Tokyo, unica realtà indipendente di lighting design ad aver ricevuto quattro Radiance Awards dell’International Association of Lighting Designers (IALD), e Fisher Marantz Stone (FMS), gruppo newyorkese di lighting design di fama mondiale che dal 1971 studia soluzioni illuminotecniche sostenibili, creative e funzionali, per progetti internazionali.
“Euroluce rappresenta la luce in tutte le sue dimensioni, da quella decorativa a quella architetturale. In questo sviluppo si inserisce The Euroluce International Lighting Forum, che abbiamo fortemente voluto per mettere in dialogo e per portare a confronto progettisti, architetti e lighting designer con i mondi della ricerca, della cultura e dell’innovazione – ha commentato Carlo Urbinati –. La luce non è soltanto una commodity, ma un elemento del progetto capace di creare valore aggiunto che incide nel modo in cui viviamo e interpretiamo gli spazi. Mettere in relazione contenuti originali e ispirati alla Cultura della Luce con una comunità internazionale di professionisti specializzati significa, per il Salone del Mobile.Milano e per le imprese, creare nuove occasioni di confronto e di relazione. E rafforzare la capacità delle aziende di dialogare con interlocutori qualificati e con i mercati internazionali”.
Il valore della rarità entra nel progetto: geografie e alleanze produttive. Il Salone Raritas 2027
Dopo il debutto del 2026, torna anche il Salone Raritas, punto di contatto tra unicità e progetto, cultura materiale e mercato B2B, nato per mettere la produzione speciale in relazione con il mercato professionale del progetto, dove architetti, interior designer, developer e operatori dell’hospitality ricercano sempre più spesso oggetti capaci di dare identità, riconoscibilità e qualità specifica agli spazi. In particolare, questa seconda edizione sarà più ampia nella dimensione, più ricca nella proposta e più internazionale nelle geografie, rafforzando il proprio ruolo di piattaforma dedicata alle edizioni limitate, ai pezzi unici, all’antiquariato e all’alta manifattura creativa.
Curato da Annalisa Rosso con l’exhibition design di Formafantasma, il Salone Raritas mira a ridurre le distanze, capire chi sono gli interlocutori aprendo ponti e mettendoli in contatto tra loro e a favorire alleanze produttive per nuovi spunti di business. Il primo nome annunciato è India Mahdavi, architetta, designer e scenografa che lavora da oltre vent’anni attraversando senza soluzione di continuità architettura, interni, furniture design, oggetti e allestimento. “Per la prima volta, mi sento completamente a mio agio nel partecipare a una fiera – ha dichiarato India Mahdavi –. Salone Raritas riunisce voci creative indipendenti, dove unicità, artigianalità ed espressione personale prevalgono sulla standardizzazione. Offre uno spazio in cui il design può esistere secondo le proprie regole, in equilibrio tra arte, artigianato e funzionalità. Un luogo in cui sento che il mio lavoro trova naturalmente la sua collocazione”.
L’industria dentro la domanda di progetto: Salone Contract 2027
Grande novità 2027 e sarà il debutto di Salone Contract, “il progetto strategico con cui il Salone costruisce una piattaforma dedicata a un mercato nel quale il valore si sposta dal singolo prodotto alla capacità di integrare prodotti, servizi, competenze e gestione all’interno di progetti complessi. Il Contract cambia la scala della relazione tra industria e committenza. Non basta più produrre un oggetto di qualità: occorre saper dialogare con architetti, interior designer, developer, investitori, operatori e clienti professionali, rispondendo a esigenze che comprendono personalizzazione, grandi volumi, tempi e costi, logistica, installazione, coordinamento e affidabilità lungo l’intera commessa”.
Tutto questo influenza anche la selezione delle aziende espositrici in quanto il Salone Contract nasce come manifestazione strutturata e non generalista rivolta a realtà capaci di combinare qualità progettuale, capacità industriale e affidabilità operativa e di confrontarsi con una committenza internazionale professionale, come studi di architettura e tutti gli attori che gestiscono un progetto, per aprire un nuovo mercato all’interno del Salone stesso. Di fatto, come spiega Maria Porro, il contract si basa sulla capacità di fare rete per servire un progetto più o meno complesso, sulla collaborazione tra aziende. Dal prodotto ci si sposta al progetto e quindi alle competenze di chi lo gestisce.
A dare forma a questa nuova piattaforma sarà il Masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten / OMA, ovvero “non una successione di stand tradizionali, ma una borsa di scambio organizzata intorno a quattro dispositivi: la Dome, i Podium, i Project Space e le aree B2B – ambienti pensati per favorire visibilità, orientamento, incontri one-to-one, presentazione di progetti, negoziazione e business” che possono cambiare in un continuo divenire.
Per sostenere il progetto è stata stipulata una collaborazione tra Salone del Mobile.Milano e PwC, network impegnato a garantire qualità nei servizi di revisione, di consulenza strategica, legale e fiscale alle imprese. Tale collaborazione, della durata di 2 anni, è nata per “mettere a disposizione delle imprese contesto, conoscenza, dati e strumenti di lettura utili a orientarsi in un mercato complesso e in rapida evoluzione. L’obiettivo è costruire un patrimonio di contenuti e competenze che aiuti la filiera a comprendere meglio dinamiche, asset class, geografie, modelli di domanda e trasformazioni della committenza, offrendo al tempo stesso occasioni di formazione e confronto”, per fornire alle aziende una visione più chiara delle traiettorie future del Contract e delle capacità necessarie per coglierne le opportunità.
È inoltre previsto un tour internazionale di Salone Contract con l’obiettivo di andare nei luoghi “in cui la domanda Contract si sta formando, leggere progetti e investimenti direttamente sul campo, incontrare chi decide e creare occasioni di confronto con interlocutori internazionali strategici. Ogni tappa sarà costruita sulle caratteristiche del mercato locale e su una specifica asset class, così da mettere Salone Contract in relazione con ecosistemi progettuali e professionali differenti”.
Le tappe previste sono Shanghai, 21 ottobre, dedicata ai grandi progetti urbani e agli sviluppi mixed-use, dove residenziale, hospitality, retail, workplace e servizi convivono all’interno di interventi complessi e richiedono un’elevata capacità di coordinamento tra progetto, forniture e gestione. Londra, 25, focalizzata sul workplace, osservando l’evoluzione degli spazi per il lavoro, i nuovi modelli di occupazione e il ruolo di architetti, developer, consultant e specification in uno dei mercati più maturi a livello internazionale. Miami, a dicembre, che guarderà al marine, dove interior design, customizzazione, materiali, tecnologia e alta qualità esecutiva definiscono una domanda fortemente specializzata. Riyadh, a gennaio 2027, dedicata all’hospitality, in relazione ai grandi programmi di sviluppo alberghiero e turistico in corso e alla crescente domanda di progetti integrati capaci di combinare scala, identità e qualità degli spazi.
Il talento dei giovani: SaloneSatellite
Nella strategia 2027 del Salone del Mobile.Milano resta centrale il ruolo del SaloneSatellite, il progetto fondato e curato da Marva Griffin Wilshire che dal 1998 mette in relazione i designer under 35 con il mondo delle imprese e della produzione. “Questa funzione di ponte tra talento e industria è oggi raccontata anche dalla Collezione Permanente del SaloneSatellite, che custodisce 415 oggetti. 55 di questi sono arrivati a Giacarta per la SaloneSatellite Permanent Collection Exhibition 1998–2026, ospitata dal 18 settembre al 18 ottobre nell’ambito dell’Indonesia Design Week, dopo Hong Kong nel 2024 e il Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka. Non una retrospettiva, ma un archivio vivo: prototipi diventati prodotti, incontri tra designer e aziende diventati collaborazioni, progetti entrati nei musei e nel circuito internazionale del design”.
Il Salone incontra il mondo: il World Tour
Dimensione internazionale della strategia 2027 è il World Tour, progetto sviluppato con il supporto di Agenzia ICE e, nei diversi Paesi, della rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il tour si configura come una piattaforma mobile di relazioni e sviluppo, diversa per obiettivi e contenuti nei differenti mercati, “che porta il Salone dove si aprono, si trasformano o si complicano i mercati, per accompagnare le imprese nella loro capacità di presidio e sviluppo, mettendo a disposizione reputazione, rete, capacità di connessione, conoscenza dei contesti locali”, disegnando una strategia di priorità più che di tappe geografiche. “In Europa il Salone presidia mercati maturi e ad alta intensità progettuale, da Londra a Parigi, Madrid e Amburgo, dove il tema è rafforzare relazioni e posizionamento in contesti competitivi e sofisticati. In Asia, da Singapore e Seoul a Shanghai e Hong Kong, New Delhi e Bangalore, il lavoro è duplice: consolidare la presenza nei grandi hub internazionali e accompagnare le aziende verso mercati in forte trasformazione, con dinamiche distributive, immobiliari e progettuali molto diverse tra loro. Stati Uniti e Canada restano centrali per il peso della domanda e per la capacità di generare opportunità nei segmenti più evoluti del design e del contract, mentre Riyadh, Lagos, Cape Town e Mexico City aprono il confronto con geografie in cui nuovi investimenti, trasformazioni urbane e crescita delle comunità professionali stanno creando spazi di sviluppo ancora in parte da costruire”.
In questo contesto si inserisce anche la partnership con Art Basel, che rafforza la presenza del Salone in due momenti chiave del calendario internazionale, ovvero Miami Beach e Hong Kong, “mettendo in relazione design, arte, collezionismo e progetto e aprendo il Salone a network ad alto valore culturale e professionale”.
Il core del Salone: la forza di un sistema industriale plurale
La forza del Salone parte comunque sempre dalle sue aziende che partecipano da anni a questo importante evento.
“Il cuore del Salone resta nelle aziende e nelle manifestazioni che ne costituiscono l’ossatura: è lì che l’industria si presenta, si confronta e costruisce relazioni con il mercato globale. Grandi brand, aziende familiari, realtà di dimensioni diverse e imprese altamente specializzate trovano al Salone visibilità, interlocutori e occasioni di sviluppo difficilmente replicabili altrove. È da questa base, solida e plurale, che costruiamo il 2027: i nuovi progetti e il percorso internazionale non spostano questo centro, ma ne ampliano la capacità di generare opportunità, connettendo le imprese con nuove committenze e con chi progetta, decide, investe e acquista nel mondo. Una strategia che estende il valore del Salone oltre la settimana di Milano, creando relazioni, conoscenza e occasioni di crescita prima, durante e dopo l’appuntamento di aprile” ha afferma Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano.
Basta pensare ai dati del 2026: Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Workplace3.0 e S.Project hanno riunito 915 espositori da 32 Paesi, il 38,6% dall’estero, con 139 brand tra debutti e ritorni, oltre ad aver accolto 316.342 visitatori da 167 Paesi, con una quota di operatori professionali internazionali pari al 68%. “In un mercato più selettivo e meno prevedibile, questa funzione assume un valore maggiore. Per i grandi gruppi, il Salone resta una piattaforma globale di posizionamento e lancio; per le imprese più piccole e specialistiche rappresenta l’accesso a una rete internazionale difficilmente replicabile individualmente; per chi torna è la possibilità di riattivare relazioni, visibilità e business. La pluralità delle aziende non è soltanto una caratteristica dell’offerta, ma uno degli elementi che fanno del Salone un hub industriale e una leva di sviluppo per il settore”.
AUTHOR
Cristina Ferrari
Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE
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