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Convegno: Il paesaggio luminoso notturno. Grande successo per l’evento
By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Settembre 2026
INDICE
Il diverso impatto che la luce artificiale genera su un paesaggio naturale, antropico e/o urbano e culturale. È questo il focus del Convegno Il paesaggio luminoso notturno che si è svolto il 21 settembre ad Ancona, presso la Mole Vanvitelliana, di cui LUCE era media partner.
Per affrontare al meglio questo importante tema, l’evento è stato diviso in tre focus e si è scelto di impostare il programma con un approccio multidisciplinare, capace di toccare diversi temi tecnici, culturali e istituzionali e coinvolgendo architetti, paesaggisti, biologi, astrofisici e aziende al fine di favorire un dialogo sempre più costruttivo ed efficace.
Il Convegno, moderato da Mariella Di Rao, direttore di LUCE, è iniziato con i saluti istituzionali di Mirella Battistoni, consigliere della Regione Marche, Camilla Tassi, funzionario architetto presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino, Diego Franzoni, presidente Ordine degli Ingegneri di Ancona, e Gloria Vitali, presidente Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (OAPPC) della Provincia di Ancona.
FOCUS 1 – Luce come identità culturale
Nel paesaggio contemporaneo, la luce artificiale non è solo una necessità funzionale, ma un potente strumento di rappresentazione e trasformazione. La luce, con i suoi riflessi e le sue ombre, può valorizzare o stravolgere un luogo, amplificandone il significato od offuscandone l’identità. Quindi, valorizzare il paesaggio con la luce significa anche riconoscere il potere della luce artificiale come linguaggio che comporta la responsabilità di scegliere le storie che si vogliono raccontare. Una scelta che richiede consapevolezza dei contesti specifici e rispetto degli stessi, al fine di rendere visibile quel paesaggio e renderlo più sicuro e fruibile, ma anche raccontarlo e narrarlo esaltandone l’identità.
Questi temi sono stati affrontati da Margherita Suss, architetto e lighting designer di GMS Studio Associato, ed Elena Vincenzi, architetto e paesaggista di Weg Studio, sia dal punto di vista del progettista illuminotecnico che da quello relativo alla progettazione del paesaggio.
In particolare, Margherita Suss ha approfondito il cambiamento giuridico e culturale apportato dalla Convenzione Europea del Paesaggio in vigore dal 2004 (recepimento italiano: Legge n. 14/2006 – Ratifica della Convenzione; Integrazione con il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio: D. Lgs. 42/2004) e il valore della luce artificiale come linguaggio di narrazione di un paesaggio e della responsabilità del progettista per costruire una narrazione coerente e integrata al contesto.
Invece Elena Vincenzi ha indagato il ruolo della luce artificiale come materiale progettuale nella costruzione del paesaggio notturno contemporaneo, superando una concezione dell’illuminazione limitata alla sola funzione di sicurezza e visibilità, e, attraverso le sue esperienze operative, ha proposto una lettura dell’illuminazione del paesaggio come strumento capace di creare dimensioni diverse e interdipendenti fra loro: la sicurezza percepita e reale degli spazi aperti; la costruzione di un’atmosfera notturna che valorizzi percorsi, soglie e permanenze senza appiattire l’esperienza sensoriale del buio; la tutela degli equilibri ecologici.
FOCUS 2 – Progettare e interpretare il paesaggio notturno: esperienze e casi applicativi
Il secondo focus su concentra su casi applicativi illustrati da Sandra Manara, architetto funzionario del Ministero della Cultura, Catia Grossi, Academy &Training Manager iGuzzini Illuminazione S.p.A., Tomaso Naldi, Business Unit Director Northen Italy di City Green Light S.p.A., e Barbara Calcagni, referente del Comune di Jesi in qualità di Dirigente Area Lavori Pubblici Manutenzioni e Patrimonio.
L’illuminazione nell’ambito della tutela e valorizzazione del paesaggio – il punto di vista del Ministero dei Beni Culturali: Sandra Manara ha spiegato come l’illuminazione si inserisce in una riflessione più ampia sulla qualità architettonica e paesaggistica, come l’approccio ministeriale mira a coniugare l’efficienza energetica, resa possibile dalle nuove tecnologie, con il rispetto delle specificità estetiche e storiche dei contesti paesaggistici nel senso più ampio del termine (che comprende anche le periferie, i centri storici e i monumenti) e l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato per la valorizzazione del patrimonio culturale pubblico.
Accanto ai paesaggi naturali e urbani esiste anche una terza categoria che merita particolare attenzione: i paesaggi culturali. Questi spazi, che spesso rappresentano l’interazione tra l’uomo e l’ambiente nel corso dei secoli, richiedono un approccio illuminotecnico che sappia rispettare ed esaltare la loro stratificazione storica e simbolica. In questo ambito, la Scalinata del Passetto ad Ancona, uno dei luoghi più iconici della città, rappresenta un esempio di rigenerazione urbana in cui luce, architettura e innovazione si armonizzano, come approfondito da Catia Grossi. Attraverso un approccio integrato che combina illuminazione funzionale, valorizzazione architettonica e installazioni creative, l’intervento restituisce una nuova identità al monumento, migliorandone la sicurezza, la fruibilità e l’esperienza notturna.
L’illuminazione pubblica non più soltanto come infrastruttura di servizio, ma come leva strategica per accompagnare la transizione sostenibile dei territori è stata al centro dell’intervento di Tomaso Naldi che ha presentato il caso di Asiago, un esempio concreto di come una visione integrata possa coniugare efficienza energetica, tutela ambientale, innovazione tecnologica e valorizzazione dell’identità locale, evidenziando il ruolo della collaborazione tra amministrazione pubblica, mondo della ricerca e operatori privati nella costruzione di una visione di lungo periodo. Un’esperienza che dimostra come la gestione della luce possa diventare uno strumento di governo del territorio capace di creare valore ambientale, sociale ed economico, restituendo alle comunità non solo efficienza e sicurezza, ma anche il patrimonio immateriale del cielo stellato.
L’ultimo case history del focus, a cura di Barbara Calcagni, ha illustrato gli obiettivi e le caratteristiche dell’intervento di riqualificazione illuminotecnica del Comune di Jesi (AN): un altro esempio di progetto pensato per essere integrato armoniosamente con l’ambiente e a valorizzare il patrimonio monumentale cittadino grazie alla riduzione dell’inquinamento luminoso, al telecontrollo e alla gestione intelligente del flusso e al risparmio energetico.
FOCUS 3 – Biodiversità e tutela del cielo notturno
In un’epoca in cui la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente sono al centro del dibattito globale, la progettazione illuminotecnica assume un ruolo chiave non solo per garantire la sicurezza e la fruibilità degli spazi, ma anche per tutelare l’integrità dell’ambiente, per valorizzare le relazioni dell’uomo con tutto l’ambiente che lo circonda, anche quello non antropizzato come ad esempio una riserva naturale dove è importante tutelare tutte le specie animali e vegetali. Ma sostenibilità e rispetto dell’ambiente significa anche salvaguardare il cielo notturno per evitare la dispersione del flusso luminoso verso la volta celeste e lo spreco energetico.
Sono questi i temi degli interventi di Marco Zannini, direttore del Parco del Conero, e di Mario Di Sora, già presidente dell’Unione Astrofili Italiani ed esperto sul tema dell’inquinamento luminoso.
Marco Zannini ha parlato della gran varietà faunistica e vegetale che caratterizza il Parco del Conero, una delle più grandi e importanti riserve naturali del nostro Paese, e di come la luce può impattare in modo pesante nei ritmi circadiani delle specie che abitano il parco stesso mutandone comportamenti e mettendone a rischio in alcuni casi anche la loro sopravvivenza.
Mario Di Sora ha invece affrontato il tema della dispersione del flusso luminoso verso la volta celeste, una delle principali cause dell’inquinamento luminoso e dello spreco energetico. Attraverso un’analisi delle criticità legate all’illuminazione artificiale non correttamente progettata, sono stati illustrati i principi tecnici e normativi per limitare l’emissione di luce al di sopra dell’orizzonte, favorendo sistemi di illuminazione più efficienti e sostenibili, e sono state approfondite le migliori pratiche e le prospettive future per promuovere un equilibrio tra sicurezza, qualità dell’illuminazione e protezione dell’ambiente notturno.
Patrocini e partner
Il Convegno stato è organizzato con il contributo di: City Green Light, iGuzzini e GMS Studio Associato
Con il patrocinio di: Comune di Ancona, Ancona Capitale della cultura 2028, Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (OAPPC) della Provincia di Ancona e Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona.
Media partner: LUCE
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Cristina Ferrari



