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L'illuminazione umanocentrica di B2 Labtech. Photo courtesy B2 Labtech

Benessere psicofisico, concentrazione e sostenibilità ambientale. La luce umanocentrica di B2 Labtech

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Ottobre 2025

La luce è ormai riconosciuta come fattore molto importante per il nostro benessere quotidiano: influenza la concentrazione, le attività, ma anche la salute, l’umore e la socialità.

Fatto più che mai evidente dove i ritmi circadiani non si sviluppano nell’arco delle 24ore. “Durante i miei studi in Danimarca ho vissuto l’alternanza estrema tra il sole di mezzanotte estivo e i lunghi bui invernali, e mi sono reso conto di quanto l’umore e la capacità di concentrazione cambiassero con la luce”, racconta Luca Benedetti, cofondatore, insieme a Francesco Brocca, di B2 Labtech, startup trentina con sede a Rovereto, vincitrice della Trentino Startup Valley 2023-2024, del Premio l’Adige Futuro e che si è classificata al secondo posto al Premio Innovazione durante il Forum Europeo ad Alpbach in Austria.

Gli studi sugli effetti della luce

Tutto questo è dimostrato da diversi studi, tra cui “The effects of dynamic daylight-like light on the rhythm, cognition, and mood of irregular shift workers”, pubblicato su Frontiers in Psychology, “Intelligent human-centric lighting for mental wellbeing improvement” di Dominika Cupkova e colleghi, “Evaluation of staff’s perception of a circadian lighting system implemented in a hospital” di K.M. Schledermann e altri, ed “Effects of light on human circadian rhythms, sleep and mood” di Christine Blume e collaboratori. “I ricercatori hanno osservato che un’illuminazione che varia nel corso della giornata – proprio come fa la luce naturale – migliora la concentrazione, l’umore e la qualità del sonno. In sostanza, rispettare i ritmi circadiani attraverso la luce artificiale significa aiutare il corpo e la mente a funzionare meglio” e, di conseguenza, “un’illuminazione artificiale calibrata sui ritmi biologici favorisce concentrazione, umore e qualità del sonno. Al contrario, una luce inadeguata colpisce fino a due lavoratori su tre, causando un aumento del 30% dei casi di affaticamento visivo e disturbi del sonno, una riduzione del 15% nella produttività e un incremento dei costi energetici fino al 40%”.

L'illuminazione umanocentrica di B2 Labtech. Photo courtesy B2 Labtech
L'illuminazione umanocentrica di B2 Labtech. Photo courtesy B2 Labtech

Una luce che segue il ritmo biologico

L'illuminazione umanocentrica di B2 Labtech. Photo courtesy B2 Labtech

“Da qui è nata la volontà di creare una tecnologia che potesse restituire equilibrio e benessere anche negli spazi chiusi”, spiega Luca Benedetti.

Si parte da semplici, e ormai naturali, gesti che facciamo tutti i giorni, ovvero accendere e spegnere la luce artificiale. “Nella maggioranza dei casi sono questi i due gesti che regolano l’utilizzo della luce in ambienti interni, tranne in qualche caso in cui col dimmer si può controllare al massimo l’intensità luminosa. Ma B2 Labtech vuole rivoluzionare il modo in cui concepiamo la luce artificiale, soprattutto in uffici, spazi pubblici chiusi, scuole e ospedali, preoccupandosi delle persone anziché soltanto degli ambienti”.

La startup trentina ha lanciato “un rivoluzionario sistema composto da sensori e algoritmi proprietari di machine learning che sono in grado di attuare una illuminazione umanocentrica molto simile a quella naturale e che, nei primi test condotti negli uffici di Trentino Sviluppo insieme al Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento ha dato risultati promettenti”. La prova, che ha coinvolto oltre 80 dipendenti dell’azienda in una sperimentazione che ha fatto lavorare le persone in coppia ad alcuni obiettivi, ha portato a vedere “un miglioramento fino al 15 per cento sia in termini di performance e produttività, misurate ad esempio anche in relazione ai giorni di assenza, sia di benessere psicofisico e buon umore generale”.

Quindi non si tratta più di fonti luminose da accendere e spegnere, ma di “un sistema intelligente capace di adattarsi automaticamente alle esigenze fisiologiche delle persone”. L’obiettivo è stato “creare un’illuminazione ‘umanocentrica’, in grado di imitare il ciclo naturale del sole e di accompagnare in modo armonico il ritmo della giornata”.

Sensori ambientali e algoritmi di machine learning

L'illuminazione umanocentrica di B2 Labtech. Photo courtesy B2 Labtech

Il risultato è “un sistema automatizzato che utilizza sensori ambientali, una centralina Internet of Things e algoritmi di Intelligenza Artificiale, oltre a dati reperiti dal web (come posizione geografica, calendario dell’alba e del tramonto, orario, eccetera) per garantire che la luce accompagni nel miglior modo possibile, senza intervento umano, la giornata delle persone, sfruttando le caratteristiche degli esistenti LED Tunable White, con cui si può regolare la temperatura del colore”.

Cuore del sistema “è una combinazione di sensori ambientali, algoritmi di machine learning e una centralina IoT che gestisce moderni LED ‘tunable white’, capaci di variare la temperatura di colore da 1.800 a 6.500 gradi Kelvin”, coprendo l’intensità e la colorazione che la luce naturale raggiunge dall’alba a mezzogiorno e fino al tramonto.

All’alba la luce si presenta calda e soffusa, diventa più intensa e fredda a metà giornata, e torna poi dorata al tramonto. I dati provenienti dal web – come posizione geografica, orari di alba e tramonto, calendario e orario – consentono al sistema di autoregolarsi, senza intervento umano. Chi occupa la stanza può comunque intervenire manualmente, e il software apprende nel tempo le preferenze dell’utente per riprodurle in automatico”.

L'illuminazione umanocentrica di B2 Labtech. Photo courtesy B2 Labtech
L'illuminazione umanocentrica di B2 Labtech. Photo courtesy B2 Labtech

Minori emissioni e risparmio energetico

La luce “intelligente” di B2 Labtech non prende in considerazione solo il benessere psicofisico delle persone, ma anche la sostenibilità ambientale: “La piattaforma infatti include un software per l’analisi e la reportistica ESG, che fornisce dati dettagliati su risparmio energetico, riduzione della CO2 ed efficienza operativa. I primi test effettuati permettono una stima di riduzione fino al 40% dei consumi energetici rispetto ai sistemi di illuminazione tradizionali, e la conseguente diminuzione del 30% delle emissioni di CO2 e di una percentuale compresa tra il 20% e il 30% relativamente ai costi operativi”, conclude Benedetti.

AUTHOR

Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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