CONDIVIDI
Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer

Progettare la luce con innovazione e poesia. Le forme luminose di Ingo Maurer

By Stefania Dalla Torre
Pubblicato il
Aprile 2026

In occasione della Milano Design Week 2026, con l’installazione Here We YaYaHo Again, Ingo Maurer presenta le nuove forme luminose del celebre sistema modulare YaYaHo che, dal 1984, definisce la progettazione e l’illuminazione a bassa tensione.

Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer
Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer

YaYaHo: il sistema modulare di illuminazione

Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer

Il progetto YaYaHo risale, come già detto, al 1984, nato da un’intuizione di Ingo Maurer a seguito della visione di un’illuminazione spontanea tra le strade di Haiti. Fili tesi, due cavi speciali a bassa tensione sorreggono elementi luminosi, lampade nude, alogene e dicroiche che si compongono e muovono nell’aria, regolabili a diverse altezze nello spazio architettonico, a parete o plafone. Si tratta di un insieme di elementi flessibili e intercambiabili, un sistema caratterizzato da una forte identità visiva e scenografica. Gli elementi lineari sono la base per costruire svariate configurazioni materiche e scultoree: le forme geometriche si accostano a piccole lampade, elementi luminosi come specchi e paralumi realizzati in carta giapponese che aggiungono carattere all’intero sistema modulare e permettono di personalizzarlo in base alle proprie necessità. Una vera e propria “narrazione spaziale contemporanea” pensata come un sistema flessibile e aperto a molteplici possibilità compositive e di effetti luminosi variabili.

Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer
Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer

L’esposizione e le novità

L’installazione Here We YaYaHo Again, visitabile fino al 26 aprile nello spazio espositivo in Via Varese 13 a Milano, in occasione del Fuorisalone 2026, presenta la nuova versione del sistema modulare ideato dal geniale designer e imprenditore tedesco capace di rivoluzionare il modo di concepire l’illuminazione dello spazio architettonico con tecnica e leggerezza, libertà e poesia, riuscendo con successo a coniugare l’arte e la provocazione creativa con la produzione industriale. YaYaHo Again è un prodotto “innovativo” che viene riproposto con miglioramenti tecnici e nuovi elementi per creare ulteriori forme per l’illuminazione dello spazio domestico e pubblico senza perdere il proprio carattere storico originario. L’installazione presenta nuovi scenari e suggerimenti compositivi. Si notano le sottili linee di luce e i grandi fogli in carta giapponese con segni grafici luminosi, volumi e parallelepipedi di luce, elementi luminosi personalizzabili e regolabili alle diverse altezze. Elementi scultorei sembrano fluttuare nello spazio, esempi dell’approccio progettuale di Ingo Maurer: tecnica, fantasia, ironia e meraviglia. Sono esposti anche prodotti recenti, tra cui Nalum, Shhh! e Strange Little Thing del 2025.

Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer
Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer
Nalum, 2025. Design Sebastian Hepting. Ingo Maurer: YaYaHo Again. Milano Design Week 2026. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer

Nalum è un progetto del designer Sebastian Hepting che si ispira al movimento e alla fluidità dell’acqua. Una forma a cilindro lineare in vetro contiene una seconda forma sinuosa, sempre in vetro, a creare effetti luminosi e giochi di riflessi che ricordano il movimento del mare e delle onde. La sorgente luminosa integrata può generare illuminazione diretta e indiretta regolabile separatamente, con differenti effetti di luce. La lampada Shhh!, disegnata da Ingo Maurer Team, riprende invece il tema della lampada a bulbo a vista, l’illusione percettiva e la capacità di creare connessioni artistiche e visive. Una grande lampada è avvolta sulla superficie da una cuffia industriale per la protezione acustica, con l’illusione che la lampada sia accesa, ma in realtà la luce è integrata nelle estremità laterali della cuffia stessa.

Strange Little Thing è una leggerissima lampada a sospensione di appena 20 grammi progettata da Axel Schmid. Minimale nel design, si presenta con gli elementi tecnologici a vista, con al centro una piccola scheda elettronica che integra tutti i componenti essenziali: LED, ottica, sistema di controllo e interfaccia USB-C. La superficie in alluminio scorrevole consente il posizionamento lungo il cavo, si possono inoltre collegare più moduli per creare composizioni luminose e lineari più articolate.

Come sempre, i progetti Ingo Maurer sorprendono nella misura in cui troviamo meraviglioso quello che nella realtà appare consueto e ordinario, restituendoci il proprio valore intrinseco. Grazie a lui e al suo team l’invenzione della lampada a incandescenza si trasforma in un simbolo riconoscibile e, come tale, suggerisce l’idea stessa di illuminazione.

Shhh! 2025. Design Ingo Maurer Team. Ingo Maurer: YaYaHo Again. Milano Design Week 2026. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer
Strange Little Thing, 2025. Design Axel Schmid. Ingo Maurer: YaYaHo Again. Milano Design Week 2026. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer

La poetica di Ingo Maurer

Il potenziale espressivo delle forme luminose di Ingo Maurer è così descritto in catalogo dal critico e curatore Deyan Sudjic: “L’essenza della magia delle sue luci è nel modo in cui danno vita agli spazi in cui sono collocate, invece che cercare di sovrastarli”.

Lucellino Table, 1992, 2017, 2022. Design Ingo Maurer. Ingo Maurer: YaYaHo Again. Milano Design Week 2026. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer

Suo tratto saliente è aver saputo unire la visione artistica e anticonformista con la precisione tecnica e di prodotto. Forme e sculture luminose realizzate con oggetti semplici come le lampade a bulbo, piume d’oca, bottiglie in vetro, accessori e oggetti comuni. La ricerca sulla luce di Ingo Maurer è un giocoso connubio tra tecnica e poetica che da sempre caratterizza lo stile e la riconoscibilità di tutta la sua produzione. Già la prima lampada da tavolo, Bulb, realizzata nel 1966, è un successo. Bulb si integra alle esigenze di uno stile di vita informale e contemporaneo, e a tutt’oggi è parte di importanti collezioni in vari musei tra cui la collezione permanente di design del MoMA Museum of Modern Art di New York dal 1969. Lucellino (1992) è una semplice lampada a bulbo con un paio di ali in piuma d’oca realizzate a mano ed è dotata del caratteristico cavetto rosso saldato.

Tra sue le creazioni più note, il lampadario Mozzkito del 1996 e Zettel’z 5 del 1997, quest’ultimo realizzato in acciaio e carta giapponese, composto da un set di fogli stampati e fogli bianchi e agganci con clips che formano nell’insieme un volume leggero e luminoso e che lasciano spazio alla creatività e all’immaginazione, in quanto ciascun foglio, sottile e traslucido, può essere utilizzato come supporto per frasi e disegni. Zettel’z 5 è stato poi successivamente proposto anche in varie edizioni speciali con fogli, figure e stampe colorate. Luzy del 2018 è un’opera luminosa non convenzionale, creato con guanti blu dipinti a mano su cui sono agganciate lampade smerigliate a bassa tensione, mentre Oh Man, It’s a Ray! è un lampadario mobile che nasce come un omaggio all’estro dell’artista Man Ray. Realizzato nel 2009, è composto da molteplici aste in legno su più livelli che richiamano nella loro forma gli appendini per abiti su cui sono fissate lampade a bulbo trasparente a basso voltaggio lasciate a vista. Il fascino dell’invenzione e il design minimale, la luce “cruda” delle lampade, la semplicità di prodotti emozionali luminosi, una comunicazione ludica unita alla precisione tecnica: tutto cattura e affascina l’immaginario del grande pubblico.

Ingo Maurer GmbH ha prodotto in oltre cinquant’anni, nella propria sede a Monaco di Baviera, opere straordinarie e installazioni prestigiose come quella presentata in occasione della sfilata Issey Miyake a Parigi nel 1999, o UNICEF Crystal Snowflake a New York (dal 2004), oltre a numerosi incarichi per spazi pubblici e pezzi unici per committenti privati. Nel maggio 2022 Foscarini Spa ha acquisito una partecipazione di maggioranza della società, proseguendo così il percorso di crescita internazionale dell’azienda.

Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer
Ingo Maurer, Milano Design Week 2026. Veduta dell’esposizione Here We YaYaHo Again. Photo © Giuliano Koren. Courtesy Ingo Maurer

AUTHOR

Stefania Dalla Torre

Stefania Dalla Torre è laureata al Politecnico di Milano in architettura e libera professionista. Scrive per riviste architettura e design. Dal 2023 collabora con la rivista LUCE.

CONDIVIDI

Newsletter

STAY UPDATED ON ALL THE NEWS

Resta sempre aggiornato sul mondo della luce. Iscriviti alla nostra Newsletter



    LUCEWEB significa tendenze, scenari e innovazione della luce in relazione al design, all’architettura, alle città e all’arte. Una piattaforma editoriale integrata (cartacea, digitale e web) che racconta come la luce influenzi e cambi i luoghi del nostro abitare, la scenografia delle nostre città e migliorare l’ambiente. Ogni giorno pubblichiamo notizie per comunicare e scoprire percorsi inaspettati e sorprendenti in cui la luce è protagonista