Milano Design Week 2026
FRA TAC, il gesto che fa luce
By Cristina Rivadossi
Pubblicato il
Aprile 2026
C’è un progetto il cui il nome è già una dichiarazione di identità. FRA TAC è la lampada disegnata da Gianfranco Rollo, prodotta da Martinelli Luce, che già nel titolo racconta tutto: FRA, come la scelta di vita del designer che, dopo la specializzazione in product design all’ISIA (Design del prodotto industriale e dei sistemi) di Firenze, ha preso i voti religiosi, entrando in un Convento dei Frati Minori; TAC, come il gesto semplice e immediato con cui gli elementi luminosi si attaccano e si staccano, grazie a un sistema magnetico.
Due sillabe che tengono insieme “illuminazione” e tecnologia, pensiero e funzione, gesto progettuale e gesto quotidiano.
FRA TAC nasce come un sistema di illuminazione modulare, pensato per comporsi e ricomporsi nello spazio. Gli elementi possono essere aggregati a parete oppure sospesi, dando vita a configurazioni sempre diverse. Il magnete diventa il dispositivo chiave: non solo soluzione tecnica, ma principio progettuale. Un invito alla trasformazione continua, alla relazione tra le parti, alla possibilità di cambiare forma alla luce con un movimento.
Tra innovazione tecnologica e scelta di vita
L’idea si fece innovazione tecnologica quando il prototipo di Gianfranco Rollo incontrò l’interesse di Emiliana Martinelli, Presidente e Art Director della storica azienda di famiglia.
“Ho conosciuto Emiliana Martinelli, presidente di Martinelli Luce, prima di entrare in convento, in un tempo di costante ricerca. La filosofia aziendale e sua la storia familiare mi affascinarono e mi spinsero a presentarle il mio progetto di tesi. L’evento non ebbe un seguito, in quanto ormai ero concentrato sul mio imminente futuro – racconta Gianfranco Rollo –. Entrato in convento misi per un po’ da parte il product design e, dopo cinque anni dal primo incontro, in accordo con la comunità dei frati contattai nuovamente l’azienda, presentai un nuovo prodotto e raccontai la mia storia a Emiliana che, entusiasta, mi chiese di guardare insieme il progetto. Ne parlai con Marco Ghilarducci, figlio di Emiliana e CEO dell’azienda e dopo successivi incontri e continui sviluppi … ecco Fra Tac”.
Il passaggio dal disegno alla lampada ha richiesto un accurato processo di ingegnerizzazione, capace di tradurre l’intuizione formale in un oggetto realmente funzionante, stabile, ripetibile, industrializzabile. La semplicità del gesto – quel tac secco e intuitivo – è il risultato di una complessità tecnica risolta a monte.
La lampada si compone di moduli leggeri in alluminio verniciato e curvato a forma di C che si uniscono tramite magneti posti alle estremità interne. I moduli si possono facilmente combinare grazie a un sistema di calamite per dare origine a diverse combinazioni. Si può cambiarne la destinazione d’uso – a sospensione o a parete – semplicemente cambiando il supporto.
La sorgente di luce a LED integrata consente di ottenere una luminosità soft, mentre la struttura in alluminio verniciato è disponibile nei colori oro e grigio.
La finitura contribuisce a rafforzarne il carattere: FRA TAC, in entrambe le finiture, presenta due superfici che catturano la luce e la restituiscono con morbidezza, esaltando la dimensione quasi sacrale dell’oggetto senza rinunciare a un’estetica contemporanea e pulita.
Ma ciò che rende questo progetto particolarmente significativo è la sua genesi. Nelle parole di Gianfranco Rollo, questa lampada non rappresenta solo una fonte di illuminazione, ma un punto di incontro tra il suo amore per il design e il percorso spirituale intrapreso. FRA TAC diventa così un oggetto che parla di inclusività e relazione: tra elementi, tra luce e spazio, tra materia e significato.
FRA TAC è la sintesi di una storia personale che si fa progetto e di un progetto che riesce a trasformare un gesto tecnico in un gesto carico di significato.
AUTHOR
Cristina Rivadossi
Cristina Rivadossi è laureata in arredamento d’interni alla Facoltà di Architettura - Politecnico di Milano. Giornalista pubblicista dal 2003, ha collaborato con Il Sole 24 Ore Nord Ovest, con il periodico A+D+M Architettura Design Materiali e con altre testate nel mondo marittimo. Dal 2021 collabora con il magazine TTM Tecnologie Trasporti Mare e dal 2023 con il quotidiano Il Secolo XIX. La sua passione per il giornalismo l’ha portata a LUCE e LUCEweb.eu per raccontare il mondo della luce, elemento suggestivo che crea emozioni nell'architettura, nel design e nell'arte.
LEGGI DI PIÚ
Eventi
Nel segno della luce oltre i confini tra reale e immaginario. Dieci anni di creatività a Parma
BY Jacqueline Ceresoli | 14 Mag 26
Eventi
La drammaturgia dell’interruttore in Circle Mirror Transformation. La partitura di luci di Alessandro Verazzi
BY Cristina Tirinzoni | 13 Mag 26


