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Thaïs sospensione, Platek, ph. Ottavio Tomasini

Platek presenta tante luci d’incanto e d’oro in un giardino nordico. Intervista a Marcello Ziliani, designer di Thaïs

By Monica Moro
Pubblicato il
Aprile 2025

Le novità Platek 2025

Dot e Dot Me Up

In occasione di Euroluce 2025, Platek con il designer belga Jan Van Lierde ha presentato le collezioni Dot e Dot me up che, con un design discreto dalle linee delicate, si fondono con la natura circostante. Grazie ai LED efficienti e al know-how di Platek, l’arte dell’illuminazione ci dona oggetti che non rubano la scena agli spazi da vivere all’aria aperta, ma li valorizzano sia durante il giorno che durante la notte.

Dot Me Up, Platek, ph. Ottavio Tomasini

Astral Trellis

Sempre con il design di Jan Van Lierde, Platek ha realizzato la collezione da giardino Astral Trellis in versione applique, paletto e sospensione, con corpo in alluminio e rete di acciaio inossidabile. La particolare lavorazione dà vita alla proiezione di affascinanti pattern sulle superfici attorno, che cambiano continuamente forma e creano atmosfere coinvolgenti all’aperto.

Astral Trellis applique, Platek, ph. Ottavio Tomasini

Linebreak

Di Jan Van Lierde è anche l’elegante collezione Linebreak che si compone di versione a parete e paletto/picchetto, con staffe d’acciaio e corpo illuminante in alluminio.

Linebreak, Platek, ph. Ottavio Tomasini

Raygun

R&D Platek ha progettato la collezione Raygun: un design sorprendente che ci porta alla narrativa e ai film di fantascienza, dove trova posto, a partire dalla fine del diciannovesimo secolo, “la pistola a raggi”, la classica arma del futuro. La collezione Raygun, una serie di piccoli proiettori, in acciaio inox e alluminio verniciato, è disponibile in tre diverse dimensioni: ø 35 mm ø 50 mm ø 80 mm. La possibilità di illuminare tramite ottiche puntuali o diffuse rende il loro utilizzo particolarmente adatto per valorizzare giardini o singoli cespugli di fiori e piante. Le lampade possono essere utilizzate come luci architetturali per dare risalto a porzioni di facciate. I molteplici accessori a corredo, come picchetti e aste, permettono anche un’ampia versatilità di applicazione e la possibilità di modificare la posizione del fascio luminoso.

Raygun, Platek, ph. Ottavio Tomasini

Sister Ray

Nelle novità di Platek troviamo, disegnata dal designer danese Christian Flindt, anche la collezione di lampade outdoor dall’elevata prestazione Sister Ray. L’applique offre un’emissione luminosa mono o bidirezionale, mentre il paletto fornisce un’illuminazione di tipo stradale, modulabile per regolare l’atmosfera nei vialetti o nei sentieri dei giardini.

Sister Ray applique, Platek, ph. Ottavio Tomasini

Thaïs di Platek alla Design Week di Milano, l’oro in giardino

Una novità di Platek che spicca per grazia ed eleganza nel panorama delle lampade outdoor, versatili e ricaricabili, del Salone del Mobile 2025, è Thaïs (tanti i significati tra cui “azzurro” o “cielo limpido” in thailandese, “meraviglia” o “piccolo miracolo” in greco antico). La possiamo ammirare nelle prestigiose vetrine milanesi di Platek in Corso Monforte 7 e, naturalmente, è stata esposta durante Euroluce nell’allestimento bioclimatico scandinavo (Pad. 6, C26-C31), un giardino vero.

Platek ha affidato questo progetto all’architetto e designer bresciano Marcello Ziliani, progettista laureato con tesi seguita da Achille Castiglioni. Ziliani dichiara che gli piace: “Parlare piano e soprattutto ascoltare” e LUCEweb lo ha ascoltato volentieri mentre ha presentato la sua nuova creazione entrata nel catalogo di Platek.

Thaïs sospensione, Platek, ph. Ottavio Tomasini
Thais, stand Platek, Euroluce 2025, ph. Bea Carlsson

Intervista a Marcello Ziliani, designer di Thaïs

Ci può parlare di Thaïs?

Thaïs è dotata di caratteristiche innovative che si sposano con aspetti della tradizione in modo inedito. È composta da pochi elementi minimali che contengono tecnologia di ultima generazione. La lampada, in ottone, è completamente autonoma e ricaricabile. La luce viene diffusa dalla testa piatta. Questo disco illuminante vive da solo, in modo indipendente dal supporto, quindi può scorrere in altezza sull’asta a cui è appoggiato, essere sfilato e tolto dal supporto per poi venire appeso o messo su una superficie piana come ad esempio un tavolo. È possibile portare facilmente Thaïs in giro con sè, come fosse una moderna lanterna.

Thaïs battery, Platek, ph. Ottavio Tomasini

La suggestione che emana è di un oggetto avvolto in un’atmosfera un po’ magica, forse dovuto al colore e lucore del materiale che, pur essendo di ottone, non è lucido...

Infatti l’intero corpo lampada è stato trattato con una finitura superficiale stonewashed. Tuttavia è stata presa la decisione progettuale di non proteggere la superficie, con il desiderio di farla invecchiare con il tempo: a poco a poco assumerà un aspetto più brunito e vissuto.

Platek è un’azienda che lavora molto sul concetto indoor - outdoor.

Thaïs è una lampada da esterno ma anche da appoggio, può essere usata in tutte le situazioni interne ed esterne. Più in dettaglio stiamo studiando dei sistemi per poterla piantare nel terreno, in vaso e altre situazioni simili. Sicuramente è una lampada che va oltre i confini, in questa configurazione (vedere immagini) la posso portare con me e metterla su un tavolo o su un comodino: in questo modo ho una luce per poter leggere, per poter scrivere, perché è ricaricabile, senza cavi e quindi senza vincoli.

Sembra un po’ una trottola.

Il primo nome era toupie che in francese vuol dire trottola, ma sembra forse più un fuso. Quando la si stacca dal supporto, ricorda la fiaba de La Bella addormentata nel Bosco.

Anche grazie a questa luce dorata morbida della superficie.

A cui si aggiunge la lavorazione della ghiera, su cui è stata effettuata una godronatura, un processo meccanico antico con cui si facevano le zigrinature nel mondo della nautica e così via, tipico delle fucine e delle forge antiche. È un oggetto quasi da artigianato dato che la lavorazione avviene scavando dal pieno.

AUTHOR

Monica Moro

Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga

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