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Ingo Maurer, Euroluce 2025, vista stand. Photo © Giuliano Koren

Ingo Maurer, le nuove proposte tra poesia e tecnologia

By Cristina Rivadossi
Pubblicato il
Aprile 2025

“Essere originali è facile se segui la vocazione del tuo cuore. La luce migliore viene semplicemente dall’anima”. Questa frase riassume l’approccio poetico e istintivo di Ingo Maurer. Per il designer tedesco l’emozione e l’intuizione guidano più della tecnica o della forma. La luce diventa elemento funzionale che riflette l’espressione dell’anima, capace di suscitare emozioni e connessioni profonde. La filosofia del “poeta della luce”, riconosciuto per il suo approccio anticonvenzionale, si contraddistingue per l’unicità e l’originalità del marchio. Con la sua scomparsa nel 2019, all’età di 87 anni, il suo team di progettazione, che ha collaborato con lui per decenni, continua a esplorare il mondo della luce, rimanendo fedele ai principi del Maestro. Nel maggio 2022 Foscarini SpA ha acquistato la quota di maggioranza di Ingo Maurer, continuando così il percorso di crescita internazionale dell’azienda.

Ingo Maurer, Euroluce 2025, vista stand. Photo © Giuliano Koren

Le novità a Euroluce 2025

IngoMaurer, Shhh!. Photo © Giuliano Koren

A Euroluce sono state presentate le cinque nuove proposte 2025, insieme a icone storiche del brand e ad altre lampade più recenti.

L’allestimento espositivo Ingo Maurer ha catturato l’attenzione per i suoi colori vivaci e il design minimalista. A rendere riconoscibile lo stand è l’uso di colori decisi, come il magenta e il verde, cifra distintiva di Ingo Maurer. Una accanto all’altra, le cinque novità, esposte su sfondi bianchi, hanno dato vita a narrazioni diverse di concepire e modellare la luce.

Fuori da logiche comuni, con un approccio creativo giocoso, è Shhh!, la nuova lampada a sospensione, dove la lampadina è avvolta da un oggetto inaspettato, un paio di cuffie antirumore. A prima vista la fonte luminosa percepita è la lampadina, ma non è così. Infatti, togliendo la lampadina dalle cuffie, si scopre che la vera fonte di luce è quella nascosta all’interno delle cuffie stesse che proietta la luce anche verso il basso. La lampadina visibile, avvolta dalle cuffie, ha il compito di diffondere la luce nell’ambiente, creando un’atmosfera “pop” e suggestiva.

Ingo Maurer, Jasna,Kuchnia. Photo @ Ingo Maurer

La nuova lampada da parete Jasna Kuchnia propone invece una narrazione poetica che nasce da un piatto visto in una cucina in Polonia. Dal piatto è nata l’idea di farne una lampada. L’utilizzo di un oggetto quotidiano tradizionale, il piatto di finissima porcellana bianca, diventa quindi un curioso progetto luminoso. La lampada si compone di 5 piatti disposti verticalmente, l’installazione si accende grazie a una sottile striscia LED, nascosta nella parte posteriore, che retroillumina i piatti stessi. Sul piatto in primo piano, c’è la fiamma, incisa nella parte posteriore ricoperta che, illuminata dalla fonte luminosa nascosta, sembra accendere il fiammifero che brilla di luce gialla. Caratteristica di questa opera, che sembra quasi scultorea, è la sua flessibilità. Grazie alle molle che sostengono i piatti si può creare una composizione verticale, sfalsata o installazioni luminose più ampie, combinando più elementi.

Partendo sempre da una narrazione poetica, questa volta ispirata dalle onde del mare, nasce Nalum, lampada a sospensione in vetro che, con le sue forme irregolari ottenute con una lavorazione manuale, interpreta in chiave suggestiva il movimento delle onde e i riflessi della luce sulla superficie dell’oceano.

Nalum sembra un oggetto fatto solo di acqua e luce. È composta da due tubi trasparenti in vetro, uno inserito all’interno dell’altro. Il tubo interno è realizzato manualmente con una forma dai contorni irregolari e può essere ruotato per creare effetti luminosi sempre diversi, come un’onda. Il tubo esterno, che contiene il primo, è lineare e integra una doppia fonte luminosa fissata con due magneti. L’effetto è quello di una luce diretta e indiretta, regolabile in modo indipendente.
La lampada, traendo spunto da un approccio ludico, è corredata da piccole figurine di surfisti da posizionare liberamente sul tubo interno come se stessero surfando tra le onde.

Ingo Maurer, Nalum. Photo © Ingo Maurer

L’interpretazione minimalista invece è alla base di Bruce Springsteel, una piccola sospensione con due fili metallici elastici che conducono elettricità e alimentano il proiettore, permettendogli di ruotare in tutte le direzioni. Quando i due fili si intersecano, tengono il proiettore centrato in posizione, mentre appena lo si sposta i fili a molla si flettono, disegnando nuovi archi. Carattere distintivo del progetto è la sua finezza tecnica che accentua l’effetto di leggerezza. La delicata illuminazione del retro del modulo luminoso crea un effetto soffuso che amplifica la profondità dello spazio e sfuma i confini tra oggetto e ambiente.

Ingo Maurer, Bruce Springsteel. Photo courtesy Ingo Maurer

Sdradicare gli oggetti familiari per rimetterli in scena è il concetto alla base dell’ultima novità: Strange Little Thing, un minuscolo oggetto luminoso che si muove lungo un cavo. Il progetto riduce l’idea della lampada a un microcircuito con tecnologia a vista. Strange Little Thing, mix tra tecnologia e design, prende in prestito alcune tecnologie dei computer e degli smartphone. Il cuore dell’installazione è una scheda elettronica ultracompatta che concentra tutti gli elementi necessari: un pulsante illuminato, un LED ad alte prestazioni che emette una luce precisa, nitida e dimmerabile, e due porte USB-C. La scheda è posata su un foglio di alluminio dal taglio asimmetrico sorretto da una leggerissima clip che permette di giocare con la luce, muovendo liberamente e con facilità l’elemento luminoso lungo il cavo di alimentazione. Coglie di sorpresa anche il rosone, creato ad hoc per questo progetto di illuminazione: una presa da parete schuko funge da supporto a soffitto con un piccolo alimentatore plug-in, inserito direttamente al suo interno. La piccola luce così diventa un sistema modulare, infatti la seconda porta USB consente di collegare a cascata più elementi luminosi che nel loro complesso simulano una sorta di lampadario minimalista.

Ingo Maurer, Strange Little Thing. Photo courtesy Ingo Maurer

Zettel’z, icona di stile

Il desk dello spazio espositivo di Ingo Maurer era illuminato dall’iconica lampada a sospensione Zettel’z che in tedesco significa “foglietti”. La lampada, tra le più conosciute del designer tedesco, progettata nel 1997, nasce dall’idea di dare ampio spazio alla luce. In realtà la lampadina è una sola: la luce si riflette e si espande grazie a 80 foglietti di finissima carta giapponese, sui quali sono scritte frasi in diverse lingue e disegnati alcuni oggetti,

appesi con mollette agganciate a una struttura di supporto che circonda la fonte luminosa. Con Zettel’z Ingo Maurer invita l’utente a usare la propria creatività. La lampada è fornita di 40 foglietti già disegnati e altri 40 bianchi, da personalizzare a proprio piacere.

Ingo Maurer, Zettel’z. Photo courtesy Ingo Maurer

L’installazione scenografica di Dome XXL

Ingo Maurer, Euroluce 2025, installazione Dome xxl. Photo © Giuliano Koren

Protagonista all’interno dello spazio espositivo è statala scenografica lampada a sospensione Dome XXL, progettata dal designer tedesco nel 1999, con forma a cupola e diametro di 380 cm, che illuminava una Fiat 500 del 1967.

Si tratta della rappresentazione, sotto una luce simile, di uno scatto fotografico di Tom Vack dove Ingo Maurer era ritratto, appunto, all’interno di una Fiat 500. Il rosso che caratterizza l’interno della grande lampada sembrava riversarsi sul tetto dell’autovettura, trasformando la scena in una riflessione sul ruolo della luce come elemento attivo di design.

AUTHOR

Cristina Rivadossi

Cristina Rivadossi è laureata in arredamento d’interni alla Facoltà di Architettura - Politecnico di Milano. Giornalista pubblicista dal 2003, ha collaborato con Il Sole 24 Ore Nord Ovest, con il periodico A+D+M Architettura Design Materiali e con altre testate nel mondo marittimo. Dal 2021 collabora con il magazine TTM Tecnologie Trasporti Mare e dal 2023 con il quotidiano Il Secolo XIX. La sua passione per il giornalismo l’ha portata a LUCE e LUCEweb.eu per raccontare il mondo della luce, elemento suggestivo che crea emozioni nell'architettura, nel design e nell'arte.

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