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MARTINELLI LUCE. Showroom Milano, livello -1. Photo © Diego Laurino Architectural Photographer

Martinelli Luce: il primo showroom a Milano, i 60 anni dell’iconica Pipistrello, la nuova collezione a Euroluce

By Cristina Rivadossi
Pubblicato il
Aprile 2025

Martinelli Luce nasce nel 1950 grazie all’intuizione e alla volontà di Elio Martinelli, uno dei più significativi designer degli anni Sessanta e Settanta nel campo dell’illuminazione, capace di trasmettere alla figlia Emiliana, oggi a capo dell’azienda insieme a suo figlio Marco – la passione e il rigore nel proprio lavoro, caratterizzato da un linguaggio estetico che si ispira alla natura e alla purezza delle forme geometriche, accompagnata da una spiccata vocazione all’innovazione tecnologica e dalla capacità di vedere i sistemi di illuminazione e le lampade con angolazioni sempre differenti, di rispondere alle richieste dei diversi mercati. Tutti fattori che hanno consentito al marchio di divenire un punto di riferimento nel proprio settore.

Negli anni l’azienda toscana ha collaborato anche con designer e studi famosi – come Gae Aulenti, Sergio Asti, Richard Neutra, Studio Orlandini, Marc Sadler, Luc Ramael, Studio Lucchi & Biserni, Angelo Micheli, Karim Rashid, Massimo Farinatti, Paola Navone, Alfonso Femia e, negli ultimi anni, anche con giovani talenti come Brian Sironi, Marco De SantiStudio Natural, Studio 4P1B, Studio Habits, Adolini+Simonini Associati e tanti altri.

Ricordo il primo incontro con Gae Aulenti, allora avevo solo quindici anni. In quel periodo le donne non erano considerate nel mondo del lavoro – ricorda Emiliana Martinelli – e Gae Aulenti mi disse: Emiliana non arrenderti!’. E così è stato. Presidente di Martinelli Luce, Emiliana Martinelli dirige l’azienda da molti anni, è presidente, progettista ed art director, prosegue nell’attività di progettazione ispirandosi agli stessi principi del padre, introducendo nuovi elementi formali e tecnologici che consentono a Martinelli Luce di rimanere in una posizione significativa e all’avanguardia tra le industrie del settore.

Nel catalogo dell’azienda, diverse lampade hanno ricevuto premi come il Compasso d’Oro, l’ADI Design Index, il RedDot Design Award e l’iF Design Award e altri ancora.

Il primo showroom di Martinelli Luce a Milano

Dopo oltre 70 anni di attività, sentivamo l’esigenza di avere una ‘nostra casa a Milano’, capitale indiscussa del design, un luogo dove far conoscere direttamente la nostra filosofia, creare nuove sinergie e collaborazioni” dichiara Emiliana Martinelli. “Questo non è solo uno spazio espositivo di prodotti – sottolinea – ma di idee, incontri e progetti che rispecchiano il nostro spirito di innovazione.” Lo showroom è nel cuore del centro storico milanese – progettato a quattro mani da Emiliana Martinelli e Dainelli Studio, ed è stato inaugurato durante la Milano Design Week.

Il progetto si sviluppa su due livelli, per un totale di 200 mq. Il primo, che si affaccia su via Borgogna e sulla laterale via Cerva, ha una planimetria libera con soffitti alti quattro metri e gioca sul netto contrasto cromatico: i toni scuri e profondi del nero, color carbone, della cannettatura della parete di fondo, della scala e della pavimentazione in moquette, contro il bianco caldo degli espositori, che si specchiano sui due lati perimetrali e dialogano tra loro attraverso un lungo tavolo mobile che funge da ponte. Il livello inferiore ripropone lo stesso alternarsi di cromie: la moquette nera contrasta con il bianco caldo di volumi che si estendono, formando lunghe sedute, o si restringono, per occupare nicchie che fungono da espositori. A completamento del livello una sala riunioni, gli spazi d’ufficio e i locali tecnici e di servizio.

MARTINELLI LUCE. Showroom Milano, livello -1. Photo © Diego Laurino Architectural Photographer
MARTINELLI LUCE. Showroom Milano, piano terra. Photo © Diego Laurino Architectural Photographer

I 60 anni della lampada Pipistrello: la nuova versione White Matt

Martinelli Luce. Pipistrello White Matt. Photo © Diego Laurino, Style Paolo Dovichi

Disegnata nel 1965 da Gae Aulenti per Martinelli Luce, come parte di una commissione di Olivetti per lo showroom di Parigi, Pipistrello fu realizzata con tecniche di stampaggio del diffusore in metacrilato molto innovative per i tempi.

Proposta in catalogo nei colori classici – dal marrone testa di moro, colore originario con il bianco, al nero – si è aggiunta di recente la versione in giallo Pop e bronzo, rinnovandosi anche dal punto di vista delle dimensioni e della tecnologia.

Alla classica versione telescopica nel tempo si sono aggiunte: la versione Minipipistrello, lampada da tavolo ad altezza fissa di dimensioni pari alla metà dell’originale; la Cordless, versione wireless e dimmerabile; Pipistrello MED, telescopica e dalle dimensioni ideali per scrivanie e postazioni di lavoro; Pipistrello 4.0, in grado di riprodurre l’andamento della luce naturale, grazie alla tecnologia Tunable White Led.

Per il suo 60° anniversario l’icona senza tempo si presenta in una nuova finitura White Matt che evidenzia ancor di più la sua cifra essenziale e sofisticata, dove il bianco esalta la purezza delle linee.

Per celebrare questo importante anniversario, abbiamo scelto un colore non colore, il bianco matt, discreto, morbido, avvolgente, che evoca l’atmosfera di un paesaggio coperto dal silenzio della neve e induce serenità e riflessione”, dichiara Emiliana Martinelli.

I primi 200 esemplari di ogni modello – classico, medio e mini – sono disponibili in un’edizione limitata numerata white matt, impreziosita dall’incisione “60 anni” e da un piccolo cristallo Swarovski incastonato, per celebrare la lunga storia di innovazione e design dell’iconica lampada e di Martinelli Luce.

Le nuove proposte presentate a Euroluce 2025

In occasione di Euroluce 2025 Martinelli Luce ha presentato nel suo stand i suoi nuovi prodotti: lampade da tavolo, da terra, da parete e a sospensione, sia per l’indoor che per l’outdoor. Le proposte sono tutte caratterizzate da un design essenziale, geometrie nitide, interazione, ricerca tecnologica.

Martinelli Luce. Grammoluce, Ming Dong, Habits Design. Immagine di courtesy

La lampada da tavolo Grammoluce (Design Min Dong – Studio Habitats) trasforma l’interazione gestuale quotidiana con la luce, unendo sensorialità, estetica e tecnologia.

“L’idea è quella di connettere due concetti apparentemente indipendenti attraverso l’esperienza d’uso e la trasformazione della forma, dando vita a un’estetica unica e a un’esperienza poetica”, spiega Min Dong.

Il tessuto elastico superiore in Lycra® che copre la struttura in vetro borosilicato si deforma con il peso delle sfere in vetro che vengono appoggiate sopra, trasformandosi in interruttore e dimmer per la lampada. A seconda del numero e del peso delle sfere che vengono posizionate sul tessuto, cambia l’intensità e la tonalità della luce emessa da una sorgente LED con bianco dinamico. Con la sfera leggera la luce è più delicata e calda, aggiungendo la seconda e poi la terza sfera, l’illuminazione diventa sempre più forte e fredda.

Martinelli Luce. Noura, Doriana e Massimiliano Fuksas. Immagine di courtesy

La lampada a sospensione Noura (Design Doriana e Massimiliano Fuksas), connubio tra tecnologia all’avanguardia e design, interpreta il suo nome che dall’arabo significa “colei che porta luce”. “Studio Fuksas, con la sua capacità di ridefinire lo spazio attraverso forme dinamiche, e Martinelli Luce, con la sua lunga tradizione di sperimentazione nell’illuminazione, hanno trovato un terreno comune su cui sviluppare nuove idee. La stima reciproca ha dato vita a una sinergia che coniuga design, tecnologia e creatività. Noura è indipendente. È una lampada ispirata alla luce pura, spirituale o naturale. Una luce calda, accogliente ed evocante. Una luce morbida e naturale, capace di avvolgere lo spazio senza imporsi”, sono le parole di Doriana e Massimiliano Fuksas.

La lampada si distingue per il diffusore di ultima generazione dotato di tecnologia EDGELIGHT per garantire una distribuzione della luce uniforme e priva di abbagliamento, anche da angolazioni laterali. Il corpo, in leggero alluminio, ha una forma circolare ispirata alla luna e rappresenta un’orbita che accoglie la luce e traccia un percorso. Grazie allo snodo superiore, la lampada offre movimenti fluidi che permettono di creare composizioni dinamiche e scenografiche.

Martinelli Luce. Multidot, Brian Sironi. Immagine di courtesy

Propone un’interpretazione moderna del classico candelabro che si arricchisce di anelli in metallo che ampliano le sue possibilità compositive Multidot, lampada a sospensione a luce diffusa (Design Brian Sironi). Fissati al soffitto, gli anelli sostengono i cavi luminosi, contribuendo a creare forme morbide e fluide che conferiscono alla lampada un aspetto dinamico e in continua evoluzione.

Se gli anelli vengono agganciati direttamente ai cavi con le sfere luminose, il loro peso li tende, dando vita a geometrie più nette e definite. Questa innovazione permette una maggiore libertà progettuale, con nuove espressioni compositive in base alla lunghezza e al numero dei cavi o al numero di sfere luminose a LED agganciate a ciascuno di essi.

È composto da un palo a quattro poli, progettato per sostenere e portare la corrente dove si preferisce, anche ‘saltando’ da una parete all’altra, il sistema di illuminazione dinamica Scoiattolo (Design Emiliana Martinelli). Infatti “Scoiattolo è un sistema di illuminazione dinamico che percorre liberamente lo spazio, come un giocoso scoiattolo che salta da un ramo all’altro”, spiega Emiliana Martinelli.

La luce è generata da diverse tipologie di corpi illuminanti a luce diretta, fissa o orientabile, agganciati direttamente al cavo di illuminazione o sospesi, facili da posizionare, per rispondere per diverse esigenze progettuali, ideale per ambienti contract e open space. Il sistema di illuminazione inoltre è estremamente versatile, con la possibilità di orientare singolarmente ogni fonte di luce, grazie al sistema Dalì, dotato di centralina, che permette un’elevata personalizzazione dell’illuminazione dell’ambiente.

Martinelli Luce. Scoiattolo, Emiliana Martinelli. Immagine di courtesy
Martinelli Luce. Dud, ZPStudio. Immagine di courtesy

Dud (Design ZPStudio – Eva Parigi e Matteo Zetti) è una forma di applique scatolare e compatta che nasce dalla ricerca di un segno grafico, immediato e riconoscibile, in grado di sapersi adattare a diversi contesti abitativi.

Ci siamo immaginati un oggetto di forma scatolare, che potesse quindi essere adattabile e di conseguenza suggerire molteplici usi”, affermano Eva Parigi e Matteo Zetti, ZPStudio. “Alla base del progetto c’è stata fin dall’inizio la volontà di rispecchiare la filosofia di Martinelli Luce che coniuga da sempre il segno essenziale alla massima risposta in termini di funzionalità”.

Dud è composta da due corpi la cui sagoma richiama i caratteri tipografici D e U – da qui il gioco delle lettere nel nome – che ruotano autonomamente su una base comune, che serve anche a fissare la lampada alla parete e a nasconderne il trasformatore. La luce che viene emessa può essere diretta o indiretta, a seconda della posizione dei due corpi. Questa doppia diffusione, insieme alla possibilità di rotazione dei corpi, offre grande versatilità permettendo configurazioni libere ed effetti di luce differenti.

Unisce la funzionalità a un design minimalista ma altamente suggestivo la lampada da parete orientabile con sorgente a LED Tortuga (Design Studio Moritz Putzier). A ispirare questo prodotto è il ricordo d’infanzia del designer tedesco di una piccola torcia che si divertiva ad attaccare sul muro. L’idea è stata quella di catturare l’estetica giocosa e infantile di quell’oggetto, trasformandola in un prodotto di design.

Da bambino avevo una torcia a forma di coccinella, che potevo agganciare al muro. Il suo ricordo ha ispirato il design di Tortuga per Martinelli Luce, volevo catturare quell’estetica e trasformarla in un prodotto per adulti che fosse in linea con il linguaggio di design del marchio, simpatico pur rimanendo semplice e altamente funzionale. Alla fine la lampada è risultata essere più somigliante a una tartaruga, da cui il nome” (Moritz Putzier).

Realizzata in alluminio pressofuso, la lampada si distingue per la rotazione di 360° e l’inclinazione di 25° che ne determinano una grande praticità d’uso. La regolazione della luce è intuitiva e consente di direzionare il flusso luminoso esattamente dove è necessario. Tortuga può essere utilizzata sia come luce da lettura che come punto spot decorativo, adattandosi a diversi contesti e rivelandosi una scelta perfetta per gli spazi moderni.

 

Martinelli Luce. Tortuga, Studio Moritz Putzier. Immagine di courtesy
Martinelli Luce. Roll, Pio&Tito Toso. Immagine di courtesy

La lampada da parete Roll (Design Pio&Tito Toso) si distingue per le sue linee pulite e le forme armoniose: un sottile foglio di alluminio che si avvolge su sé stesso, creando una forma leggera che si integra con naturalezza in diversi ambienti. Come in un abbraccio, Roll avvolge delicatamente la sorgente di luce diffondendo una luminosità morbida e soffusa che scalda l’ambiente.

Abbiamo sempre guardato con grande interesse a Martinelli Luce per la prestigiosa storia e per il coraggio imprenditoriale che contraddistingue questa realtà italiana. Per loro abbiamo pensato a una lampada a parete essenziale, ma di personalità, capace di creare un’atmosfera calda e accogliente”, spiegano Pio e Tito Toso.

La struttura, dal design essenziale e fluido, avvolge e protegge delicatamente la fonte luminosa grazie alla sua torsione, generando un effetto dinamico. La luce, proveniente da una sorgente LED, è nascosta dietro un diffusore opalescente che ne mitiga l’intensità, diffondendola nell’ambiente in modo delicato e raffinato. Il risultato è una lampada a luce indiretta che illumina lo spazio circostante e contribuisce a generare un’atmosfera intima e rilassante.

Martinelli Luce. Tenso, Pio&Tito Toso. Immagine di courtesy

Sempre a firma Pio&Tito Toso è Tenso, una lampada da terra costituita da tre aste, in estruso di alluminio, in equilibrio in una danza bilanciata e dinamica. Le aste, di cui solo una ospita la sorgente luminosa a LED, sono collegate tra loro da cavetti di acciaio in tensione che garantiscono la stabilità della struttura della lampada. Disposti in modo strategico, questi cavi ne arricchiscono anche l’estetica, dando vita a un affascinante gioco di linee sottili e dinamiche che trasmettono una profonda sensazione di leggerezza.

Tenso nasce dalla ricerca di sintesi. Quando abbiamo pensato questa lampada abbiamo subito sentito che era un progetto ma anche una sfida da proporre a Martinelli Luce”.

Martinelli Luce. Brim, Andrea Steidl. Immagine di courtesy

Ultima novità 2025 è Brim (Design Andrea Steidl), una lampada outdoor leggera e sottile che si integra in modo spontaneo con il contesto, sia architettonico che naturale. Dotata di una forte personalità, ma con una presenza discreta, essenziale nella forma e nella composizione, è disponibile in due versioni: da terra – a doppia o singola emissione – e applique. La forma della struttura metallica della lampada la rende perfetta per illuminare angoli e vialetti all’interno di parchi e giardini.

Brim ha il corpo realizzato in alluminio pressofuso e la struttura in lamiera metallica piegata che rende l’oggetto molto sintetico e razionale. Nella versione da terra è disponibile con uno o due corpi illuminanti, posizionati a diverse altezze, mentre nella versione da parete è possibile installare la lampada sia con illuminazione diretta che indiretta.

AUTHOR

Cristina Rivadossi

Cristina Rivadossi è laureata in arredamento d’interni alla Facoltà di Architettura - Politecnico di Milano. Giornalista pubblicista dal 2003, ha collaborato con Il Sole 24 Ore Nord Ovest, con il periodico A+D+M Architettura Design Materiali e con altre testate nel mondo marittimo. Dal 2021 collabora con il magazine TTM Tecnologie Trasporti Mare e dal 2023 con il quotidiano Il Secolo XIX. La sua passione per il giornalismo l’ha portata a LUCE e LUCEweb.eu per raccontare il mondo della luce, elemento suggestivo che crea emozioni nell'architettura, nel design e nell'arte.

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