Eventi
Tra luce e acqua. William Turner, “pittore dell’acqua”, e Nicky Assmann in dialogo a Dordrecht
By Paola Testoni
Pubblicato il
Maggio 2026
Luce che vibra sull’acqua, luce che abbaglia, che dissolve le forme e le trasforma in visione: per il pittore e incisore inglese William Turner (1775-1851), la luce non è mai stata un semplice effetto pittorico. È una forza primaria, un elemento vivo capace di modellare lo spazio, dissolvere la materia e mettere l’uomo di fronte alla propria fragilità. Fino al 14 giugno il Dordrechts Museum, nella città di Dordrecht alle porte di Rotterdam, nei Paesi Bassi, dedica a questa visione radicale la mostra Water and Light un’occasione rara per osservare da vicino il lavoro di uno dei più grandi interpreti della luce nella storia dell’arte.
William Turner
Nato a Londra nel 1775, figlio di un barbiere, Turner mostrò fin da giovanissimo un talento fuori dal comune per la pittura. Entrò alla Royal Academy a soli 14 anni e iniziò presto a esporre paesaggi che, pur rispettando la tradizione, rivelavano un’attenzione nuova per l’atmosfera e per gli effetti luminosi. Con il passare degli anni, il suo interesse si spostò sempre più dalla descrizione topografica alla resa delle sensazioni: nebbia, pioggia, riflessi, bagliori solari diventano protagonisti assoluti, fino a spingere la pittura verso una soglia quasi astratta.
Due interpretazioni della luce: artisti a confronto
Il viaggio fu fondamentale nella sua formazione. Turner attraversò l’Europa e visitò varie volte anche l’Italia, ma fu nei Paesi Bassi che rimase affascinato dai grandi maestri olandesi del Seicento e dal loro modo di trattare la luce sull’acqua. Un’influenza evidente in opere come Dort, or Dordrecht: The Dort Packet-Boat from Rotterdam Becalmed (Dort o Dordrecht: il battello da Rotterdam) del 1818, fulcro della mostra. La tela, larga oltre due metri e mezzo, è pervasa da una luminosità dorata che sembra nascere dall’acqua stessa. Le navi, le figure umane, l’orizzonte urbano appaiono sospesi in un’atmosfera instabile, dove la luce non illumina soltanto, ma trasforma e disorienta.
Accanto a questo capolavoro, l’esposizione presenta altre opere provenienti dallo statunitense Yale Center for British Art che raccontano l’evoluzione di Turner come “pittore dell’acqua”. Dai paesaggi fluviali più lirici, in cui la luce accarezza superfici calme e riflettenti, fino alle marine tarde, dove mare e cielo si confondono in vortici di colore e bagliori accecanti. In questi lavori, l’acqua diventa il luogo del sublime: affascinante e minacciosa, promessa di progresso, ma anche forza distruttiva in un’epoca segnata dall’avvento della modernità.
Raramente visibili nei musei olandesi, queste opere costituiscono un evento eccezionale. La collaborazione con lo Yale Center for British Art — che custodisce la più importante collezione di Turner al di fuori del Regno Unito — restituisce al pubblico un artista che ha fatto della luce un campo di sperimentazione continua, anticipando sensibilità che influenzeranno l’Impressionismo e l’Arte del Novecento.
Il dialogo con il presente è affidato alle installazioni di Nicky Assmann, artista olandese (1980) che raccoglie l’eredità turneriana e la traduce in esperienza immersiva. Anche nelle sue opere la luce è protagonista assoluta: riflessa, moltiplicata, resa quasi corporea. Se Turner dipingeva la luce come forza naturale incontrollabile, Assmann la usa per interrogare il nostro tempo, segnato dall’urgenza climatica.
In Water and Light, la luce, quindi, attraversa due secoli di storia e di visioni. Da Turner ad Assmann, continua ad essere un linguaggio potente, capace di rivelare la bellezza del mondo e, allo stesso tempo, la sua estrema vulnerabilità.
AUTHOR
Paola Testoni
Paola Testoni, storica dell’arte e giornalista, vive da quasi 40 anni nei Paesi Bassi da dove collabora a diverse testate tra cui Repubblica, Il Sole 24 ore, Art e Dossier, scrivendo di arte e cultura.
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