Milano Design Week 2026
Novità e riedizioni iconiche della storia della luce
By Monica Moro
Pubblicato il
Maggio 2026
INDICE
La luce si trasforma “da una forma all’altra”
In un contesto geopolitico instabile è invece stabile la rotta evolutiva della luce, con il suo significato che va sempre oltre la funzione e si intreccia con i nostri strati più profondi ed emozionali. Il mercato è sempre più orientato alla sostenibilità e all’integrazione tecnologica, le aziende del design italiano presentano collezioni che uniscono sapientemente l’artigianato tradizionale alle più avanzate innovazioni digitali. La luce è sempre la luce e, come dichiarato da Albert Einstein, “può solo essere trasformata da una forma all’altra”.
Iconiche, dinamiche, materiche e atmosferiche
La settimana del design milanese, in assenza della biennale Euroluce, ha trovato nel Fuorisalone il suo ambiente naturale di sperimentazione, ma anche di riedizione di lampade iconiche da collezione. Tra memoria e riscoperta del processo creativo umano in contrapposizione all’automatismo generato dall’Intelligenza Artificiale, quest’edizione 2026 ha soprattutto celebrato icone intramontabili.
La riedizione di classici come Sintesi, disegnata da Ernesto Gismondi per Artemide nel 1975, celebra l’iconografia storica aggiornata con i LED e una famiglia “allargata” a parete, dimostrando come il design senza tempo possa progredire senza perdere appeal e identità formale.
Anche Twiggy, lampada disegnata da Marc Sadler per Foscarini, esibita in una nuova versione per festeggiare i suoi 20 anni, testimonia come il design iconico sia un organismo vivente capace di adattarsi alle nuove esigenze di sostenibilità e innovazione tecnologica.
La riedizione non è una semplice operazione di nostalgia, ma una riaffermazione del valore del pensiero progettuale che precede la forma.
È un esercizio di continuità storica che permette alle nuove generazioni di confrontarsi con la sintesi formale dei maestri del passato, reinterpretandola con le tecnologie odierne. Lo vediamo in Sillaba, giocosa lampada del maestro del design Piero Castiglioni del 1988 che ora è dotata di LED, ricaricabile e che, nella nuova versione portatile per FontanaArte, dotata di una base semicircolare, quando viene appoggiata oscilla dolcemente sulle superfici piane.
Stilnovo, storica azienda che ha collaborato con tanti maestri del design, come Joe Colombo e Ettore Sottsass, ha presentato Saliscendi di Achille e Pier Giacomo Castiglioni disegnata nel 1957. Icona indiscussa del design italiano firmata dai leggendari Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Saliscendi si distingue per il suo innovativo sistema di regolazione in altezza, un elemento che ne esalta l’identità funzionale e la forza progettuale. Per il 2026, la collezione si arricchisce di due nuove finiture irresistibili: “Matt White” e “Matt Black”, per un look ancora più versatile e moderno. L’edizione 2026 della Milano Design Week si è inserita in un momento particolarmente significativo per Stilnovo, che dà il via alla celebrazione del suo 80° anniversario. Un traguardo importante che sarà raccontato nel corso dell’anno attraverso un progetto dedicato che mette in luce la continuità tra heritage e visione contemporanea.
Lampade come Pipistrello disegnata da Gae Aulenti riedita da Martinelli Luce, indicano il superamento dell’estetica dell’algoritmo in favore di una “imperfezione umana” che è, in realtà, espressione dell’immaginazione creativa del designer verso il pubblico. La lampada Pipistrello, icona del design italiano, rappresenta uno dei traguardi più significativi della carriera di Gae Aulenti, architetta e designer di fama internazionale. La progettò originariamente nel 1965 per i negozi Olivetti di Parigi e Buenos Aires. L’edizione speciale Musée d’Orsay, presentata nella Design Week 2026, è una celebrazione della celebre riconversione architettonica fatta dall’architetta negli anni ’80 della Gare d’Orsay a Parigi, per trasformarla in museo. La nuova versione della lampada è una trasposizione materica dell’atmosfera del museo parigino, in cui anche la finitura di una tonalità di verde riprende direttamente il colore di un dettaglio architettonico degli interni del Musée d’Orsay, mantenendo un legame storico e visivo con l’edificio originale del 1900.
Le novità 2026
Le novità di quest’anno e i prototipi presentati a Euroluce 2025, ora disponibili nei cataloghi delle aziende, riflettono una maturità progettuale dove la luce spesso non è più un oggetto statico, ma un’entità dinamica che risponde all’ambiente circostante. Ricordiamo Vera disegnata e prodotta da Davide Groppi, lampada da tavolo “silenziosa”, un cono trasparente che “sembra sottrarsi alla materia”, elegante e quasi invisibile quando è spenta. Una volta accesa al suo interno appare una lampadina sospesa, un’illusione magicamente poetica.
Ibis, disegnata da Paolo Rizzatto per Rotaliana, integra in un unico sistema le funzioni di lampada a soffitto, a parete e da terra. Con un semplice gesto della mano, la sorgente luminosa a LED può essere spostata e orientata in modo fluido, equilibrato e stabile, in qualsiasi punto di un ambiente, un locale di misure standard di 5×5×h 3m, consentendo di creare una varietà pressoché infinita di scenari luminosi.
Sempre per Rotaliana le belle lampade portatili Light Dolls, disegnate da Giovanni Lauda, sono realizzate nello storico distretto di Jingdezhen, per secoli centro della produzione della porcellana imperiale cinese. Oggetti con cui dialogare, nuovi e antichi, ma anche tecnologici.
La serie Era, presentata dal brand Occhio, celebra l’eccellenza artigianale nella capacità di lavorazione da un unico blocco di vetro solido, per ottenere una lampada limpida come cristallo che include la tecnologia fireball. Una luce calda e controllabile tramite semplici gesti.
La raffinata collezione Nocturne, progetto di Konstantin Grcic per Flos, fonde vetro borosilicato soffiato e alluminio e crea atmosfere eteree grazie a una luce diretta e indiretta. Una tecnologia invisibile che ha ridefinito il concetto di luce d’ambiente, utilizzando una tecnologia a emissione diffusa che elimina l’abbagliamento. Nocturne esplora l’oscurità come elemento di design, utilizzando sorgenti LED miniaturizzate per creare tagli di luce quasi impercettibili. La luce si fa assente eppur presente.
Le novità per gli esterni
Per quanto riguarda gli esterni, novità sono le sospensioni e i bollard Do Re Mi S e i paletti decorativi Do Re Mi di Luce&Light, della collezione Extreme. In quei contesti in cui l’illuminazione diventa essenziale, ma le soluzioni tradizionali non bastano – pensiamo a spazi esposti a salsedine, umidità, sbalzi termici e agenti corrosivi, dove ogni componente deve resistere a forti sollecitazioni –, la robustezza costruttiva diventa fondamentale. Per affrontare queste sfide, Do Re Mi S e Do Re Mi, infatti, assicurano affidabilità anche in condizioni ambientali difficili, rivelandosi ideali anche per qualsiasi contesto architettonico.
Una fiaccola da esterni contemporanea e culturale
Un progetto di importanza nazionale è la lampada Brera, prodotta da Artemide su disegno di MCA – Mario Cucinella Architects e parte del progetto MADE IN MiC – Salone del Mobile 2026, ispirata dalle lanterne storiche dei palazzi italiani, che unisce memoria e innovazione tecnologica con una luce adatta per contesti sia storici che moderni. Mario Cucinella, fondatore & creative director di MCA racconta che “L’idea è di Brera è nata dal desiderio di recuperare la forma delle lampade a fiaccola che punteggiavano le facciate dei palazzi signorili italiani, ma reinterpretata in chiave contemporanea. Un’illuminazione gentile fatta da punti luce che danno ritmo all’architettura”. Il progetto, pensato per Palazzo Citterio a Milano, è stato presentato, come già detto, al Salone del Mobile. Milano in occasione di MADE IN MiC, la prima partecipazione del Ministero della Cultura alla Fiera, da MCA – Mario Cucinella Architects in collaborazione con Grande Brera, Artemide e Silvia Perego. Questa iniziativa nasce per valorizzare il Made in Italy, mettendo a sistema una selezione di Istituzioni culturali di calibro nazionale, tra cui, appunto, Grande Brera.
AUTHOR
Monica Moro
Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga
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