Progetti
Ristorante FATA: dove il minimalismo materico è plasmato dalla luce
By Marta Bernasconi
Pubblicato il
Luglio 2026
INDICE
La luce come strumento capace di valorizzare gli spazi, i materiali e quindi l’esperienza del cliente. Questa è l’idea alla base del concept illuminotecnico del Ristorante FATA, situato all’interno di una ex scuola elementare a Triuggio, in Brianza, dove già esisteva un noto ristorante.
Arcaica e contemporanea: un’atmosfera sospesa nel tempo
Nel suo progetto, l’architetto Simone Riva sì è ispirato a elementi primordiali – rocce, terra e acqua – e ne ha voluto esaltare le caratteristiche naturali. La radice materica del progetto è riassunta nel nome del ristorante stesso – FATA è l’acronimo di Fuoco, Aria, Terra, Acqua – e si coglie nei dettagli costruttivi: la resina del pavimento risale sulle pareti trasformandosi in superfici sabbiose, mentre profonde fessurazioni evocano l’energia del fuoco lasciando affiorare inserti minerali e metallici. Anche la scelta cromatica punta su un binomio che la luce aiuta a raccontare: da una parte il bordeaux, colore raffinato e passionale, dall’altra il sabbia, sinonimo di equilibrio e calma.
La luce interpreta il concept
Nella visione dell’architetto, la luce è la chiave per valorizzare le texture e mettere in risalto gli elementi minerali. Nella sofisticata semplicità dell’ambiente emergono particolari installazioni luminose, dove minerali sospesi dialogano con fonti di luce: una nuova interpretazione del legame tra design e natura, in cui la materia grezza si trasforma in elemento da contemplare.
Il progetto illuminotecnico, sviluppato dall’azienda torinese Rimani, ha puntato a generare un’atmosfera accogliente e raccolta, basata su un equilibrio tra luce diffusa e accenti puntuali.
Le sorgenti restano celate dagli elementi architettonici, visibile resta solo la luce che definisce gli spazi, con temperature calde e un controllo rigoroso dell’abbagliamento.
L'illuminazione definisce l’architettura
Per l’illuminazione sono state utilizzate le linee Polaris, con apparecchi a incasso dotati di cornici che risultano a filo nel controsoffitto, e Longitudinal, un sistema lineare a LED ad alta resa cromatica pensato per applicazioni ove sia richiesta una luce diffusa di qualità, ad esempio per illuminare affreschi, dipinti, pareti e volte.
Inoltre è stata sviluppata a una serie di elementi illuminanti custom per concretizzare il concept del ristorante: la sospensione con elemento in cristallo e il palo luminoso che si sviluppa da pavimento a soffitto interpretano la relazione tra luce, design e materia.
AUTHOR
Marta Bernasconi
Marta Bernasconi, dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, è diventata giornalista pubblicista dedicandosi al design e all’architettura di interni. Da anni racconta gli spazi dell’abitare e crede che il benessere nasca dalla luce, da un tocco artigianale e dal rapporto con il verde; tutto il resto è progetto
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