Progetti
Luce e arte in una fusione dorata per la nuova cantina Lunaria Tuscany
By Federica Capoduri
Pubblicato il
Novembre 2025
Nel cuore della compagna toscana, in quel gioiello medievale e patrimonio UNESCO che è il borgo di San Gimignano (Siena), la recente ristrutturazione di un’ex-cantina vinicola offre una nuova destinazione d’uso a uno spazio che intreccia cultura del vino, tradizione locale e contemporaneità. Eventi, celebrazioni, appuntamenti d’arte e degustazioni sono solo alcune delle possibilità per vivere la nuova cantina Lunaria Tuscany, dal nome del fiore Lunaria annua che cresce nel giardino della tenuta, dai frutti iridescenti, simili a piccole lune.
L’asse internazionale della nuova realtà
I nuovi proprietari, Swan e Pascaline, seguendo una loro particolare sinergia franco-italiana e accomunati dall’amore per luoghi bucolici ma pieni d’arte, hanno riportato a nuova vita un luogo storico, centenario, in un progetto di rinnovamento che ha preso forma grazie allo studio degli interni curati attentamente dall’interior designer Willy Calabrese (FGC Loft, Bologna) che ha creato un dialogo tra spazio e luce attraverso una fine scelta delle lampade – delle vere e proprie sculture luminose – firmate Catellani & Smith.
Gli ambienti
Tutte le diverse aree della cantina – l’atrio, le due gallerie barricaie (che utilizzano le barrique, ovvero le piccole botti di rovere per contenere i vini, NdR) e la grotta, per un totale di quasi 900 mq – sono valorizzate da una luce decorativa e puntuale, quasi disegnata su misura.
Il fascino dei rivestimenti in foglia d’oro di alcune lampade del grande atrio è valorizzato dal pavimento in cotto, dai mattoni rossi del soffitto a piccole volte e dalle pareti in pietra che insieme trasmettono la sensazione di un luogo che “avvolge, scalda e unisce”.
Nella quiete di una delle due barricaie, invece, tra botti di rovere che custodivano un tempo vini pregiati, oltre a lampadari dell’effetto scenico, sono state definite e illuminate le volte grazie a delle luci custom, installate alla base delle arcate, per esaltare le tonalità ambrate del legno e le curve del soffitto.
Infine, la piccola grotta della cantina, scavata direttamente nella roccia di tufo: uno spazio intimo e raccolto, dove la materia naturale incontra la luce in un’atmosfera quieta che valorizza le ombre, il buio, inducendo quasi a un silenzioso rispetto del luogo.
Il design
Willy Calabrese, raffinato progettista, cultore dell’arredo nelle sue più ampie sfaccettature, ha il proprio showroom a Bologna e da molti anni è impegnato in ristrutturazioni e allestimenti. Chiamato dalla committenza per il suo particolare senso estetico, ma anche per la passione con cui si mette in gioco, Calabrese è riuscito a proiettare nell’era moderna una cantina storica, nel rispetto del suo passato e del contesto che la custodisce.
L’esterno – dove un belvedere sulle dolci colline toscane funge da catalizzatore dello sguardo – non ha avuto bisogno di molti interventi, qui la natura fa la sua parte senza bisogno di artefatti: solo luci puntuali, equilibrate, che illuminano senza disturbare.
AUTHOR
Federica Capoduri
Laurea in Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura di Firenze. Si interessa al mondo editoriale scrivendo di design e architettura curando articoli e interviste a professionisti italiani e internazionali. Dal 2013 è membro del team di ricerca del Laboratorio MD del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Giornalista, dal 2017 collabora a LUCE.
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