Eventi
Quando la luce diventa esperienza del presente. I 3daysofdesign 2026 di Copenaghen
By Paola Testoni
Pubblicato il
Giugno 2026
INDICE
Dal 10 al 12 giugno Copenaghen torna a trasformarsi in un grande laboratorio diffuso del progetto. Con oltre 460 brand, centinaia di eventi e un’intera città coinvolta, 3daysofdesign si conferma uno dei principali appuntamenti del Nord Europa dedicato al design contemporaneo. Ma l’edizione 2026 introduce una riflessione particolarmente interessante per il mondo dell’illuminazione: il tema scelto dagli organizzatori, Make This Moment Matter, invita, infatti, a concentrarsi sul valore dell’esperienza presente, sul qui e ora come luogo privilegiato della progettazione.
Luce come protagonista
È una prospettiva che la cultura della luce conosce bene. Da sempre la luce è la materia più immateriale del progetto: definisce lo spazio senza occuparlo, costruisce atmosfere senza lasciare tracce permanenti, trasforma la percezione del tempo attraverso variazioni minime e continue. Non sorprende quindi che proprio le installazioni luminose siano tra le protagoniste più interessanti della manifestazione.
L’edizione 2026 sembra segnare un passaggio significativo rispetto alle tradizionali narrazioni tecnologiche. La sostenibilità, l’efficienza energetica e l’innovazione digitale restano temi centrali, ma vengono affiancati da una ricerca più emozionale, capace di interrogare il rapporto tra luce, benessere e presenza. Gli organizzatori parlano di una progettazione che non guarda nostalgicamente al passato né esclusivamente al futuro, ma che cerca risposte nel presente, nel momento vissuto. Una visione che trova nella luce il proprio linguaggio naturale.
Installazioni di luce
Tra le installazioni più attese emerge quella di Louis Poulsen che sceglie di rileggere l’eredità di Poul Henningsen attraverso un percorso dedicato al modo in cui la luce modella lo spazio e genera atmosfera. L’azienda danese continua così a ribadire una delle intuizioni fondamentali del design nordico: la qualità dell’illuminazione non riguarda la quantità di luce emessa, ma la qualità dell’esperienza che essa produce.
Anche Luceplan sceglie una strada fortemente scenografica presentando, all’interno della piattaforma espositiva FRAMING, una grande installazione site-specific del sistema Liiu progettato da VANTOT. Cavi elettrificati quasi invisibili e punti luminosi sospesi costruiscono un paesaggio etereo che sembra sfidare la gravità, confermando una delle tendenze più evidenti della ricerca contemporanea: la progressiva smaterializzazione dell’apparecchio illuminante a favore dell’effetto luminoso.
Nella stessa sede, lo storico Odd Fellow Palace, anche BROKIS presenta nuove collezioni che lavorano sul dialogo tra vetro artigianale, materia e diffusione della luce. Le nuove versioni di Starcloud e Arcade+ evidenziano come il design dell’illuminazione stia sempre più cercando un equilibrio tra dimensione scultorea e qualità atmosferica, tra oggetto e percezione.
Un’altra direzione interessante emerge dal lavoro di Occhio che porta a Copenaghen il progetto Colors by Occhio. Qui il colore diventa parte integrante della progettazione luminosa e non semplice finitura estetica. La luce assume una dimensione fortemente emozionale, capace di costruire identità e carattere degli ambienti attraverso combinazioni cromatiche che trasformano l’apparecchio in elemento espressivo.
Una rivoluzione culturale all’insegna delle emozioni
Osservando il programma nel suo insieme, appare evidente come la luce stia vivendo una fase di ridefinizione culturale. Non è più soltanto uno strumento funzionale destinato a illuminare gli spazi, ma un dispositivo narrativo che costruisce relazioni tra persone, architetture e oggetti. Le installazioni più convincenti non mettono in scena la tecnologia, bensì le emozioni che la tecnologia è in grado di generare.
In questo senso, Copenaghen continua a rappresentare un osservatorio privilegiato. La tradizione scandinava dell’illuminazione, fondata sulla ricerca del comfort visivo e sulla qualità percettiva, incontra oggi le nuove esigenze di sostenibilità, flessibilità e personalizzazione. Il risultato è una visione della luce come esperienza sensibile e culturale, capace di restituire significato agli spazi contemporanei.
Forse è proprio questa la lezione più interessante di 3daysofdesign 2026: nell’epoca dell’accelerazione digitale e dell’iperconnessione, la luce torna a ricordarci il valore del momento presente. E, come suggerisce il tema della manifestazione, è proprio lì che il design può ancora fare la differenza.
AUTHOR
Paola Testoni
Paola Testoni, storica dell’arte e giornalista, vive da quasi 40 anni nei Paesi Bassi da dove collabora a diverse testate tra cui Repubblica, Il Sole 24 ore, Art e Dossier, scrivendo di arte e cultura.
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