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Luce è glamour! Stile e moda nella tradizione italiana dei costumi di scena del cinema e teatro
By Stefania Dalla Torre
Pubblicato il
Agosto 2026
INDICE
L’atmosfera luminosa e glamour della tradizione italiana evoca grandi opere e definisce lo stile e la personalità dei personaggi, dagli abiti sartoriali indossati dalle grandi star del cinema ai raffinati costumi di scena teatrali.
Il fascino della moda sartoriale italiana
Tradizione sartoriale, stile e raffinatezza, la cura per i tessuti, gli accessori e i dettagli. Tutto questo caratterizza la moda italiana e, nell’ambito cinematografico e teatrale, moltissime sono le maestranze di stilisti e case di moda che hanno saputo creare opere meravigliose e rendere i costumi di scena italiani celebri in tutto il mondo.
Qualità e ricerca stilistica ma anche storia e narrativa, la creatività dei costumisti si intreccia con la regia sapiente delle luci di scena che sanno indirizzare lo sguardo dello spettatore, facendo risaltare materiali colori e dettagli, incantare e fissare nel tempo le immagini di grandi opere del Neorealismo o della Dolce Vita, incantare il pubblico con la magia della scena e del palcoscenico teatrale.
La tradizione italiana per lo spettacolo è diventata nel tempo un patrimonio nazionale e culturale, che continua a crescere e rinnovarsi grazie a tutti gli appassionati, le maestranze, maison, archivi privati e sartoriali, oltre alle nuove sperimentazioni, e grazie anche all’interesse per la ricerca di nuovi tessuti, materiali e lavorazioni che continua a ispirare stilisti e le nuove generazioni di giovani creativi.
Dagli anni Cinquanta, le immagini, i disegni e le fotografie ci mostrano un mondo fatto di storia, stile, luci e glamour, un grande spettacolo con i divi e miti dell’immaginario collettivo, celebri registi e attori da Sophia Loren, Liz Taylor e Audrey Hepburn, a Tyrone Power e Anita Ekberg. Leggende del cinema vestite da costumisti di fama internazionale e premi Oscar, ma anche stilisti come Valentino, le Sorelle Fontana, Roberto Capucci, Caraceni e Laura Biagiotti. La moda, di conseguenza, non è solo Alta Moda, l’haute couture irraggiungibile, ma, attraverso il cinema, il pubblico guarda a un modello e a uno stile di vita quotidiano, messo in scena dai grandi attori: nasce la richiesta di una moda comoda e pratica, il prêt-à-porter.
Luce che modella i volumi e le scenografie
La luce modella volumi e abiti, le scenografie, gli attori e tutto il contesto del set. Ogni punto luce è scelto e studiato per rappresentare scene e luoghi, comunica atmosfere, avvolge i protagonisti caratterizzandoli. La luce cinematografica è luce e ombra, è un insieme unico e particolare composto da una sequenza di immagini fotografiche, e quindi di luce, che raccontano sogni, emozioni, ritmo e tempo. Valorizza le espressioni nei volti degli attori, definisce i colori, gli arredi e gli abiti. Il tutto contribuisce a costruire la regia luminosa d’insieme dell’opera e dei luoghi rappresentati, come la luce dei paesaggi o delle città. Naturale o artificiale, la luce diviene l’elemento ideale per descrivere un luogo, creare atmosfere che sanno dare il giusto carattere e luminosità alla scena e che spesso caratterizza tutto il film: “Per un regista – specialmente in relazione al luogo in cui il film viene girato – la cosa più importante è la luce e naturalmente la luce è strettamente legata all’architettura”, come affermò il regista Wim Wenders.
Costumi di scena e grandi personaggi storici
Troviamo grande professionalità, creatività e sperimentazione sartoriale anche in ambito teatrale. Scenografie, luci, fotografia, tessuti e tecnologie restano all’avanguardia, pur mantenendo il loro carattere tradizionale tramandato dalle epoche del passato. Grandi costumisti come Piero Tosi, Gabriella Pascucci, Carlo Poggiolo, Danilo Donati, Anna Anni e Massimo Cantini Parrini hanno vestito famosi attori con preziosi abiti di scena per personaggi storici, collaborato inoltre con registi e sartorie come Tirelli Trappetti e Sartoria Farani. Una sinergia tra eccellenze che hanno creato capolavori come Il Gattopardo (1963, regia Luchino Visconti), Medea (1969, regia Pier Paolo Pasolini), Maria Stuarda (1983, regia Franco Zeffirelli), L’età dell’innocenza (1993, regia Martin Scorsese).
Le esposizioni
Due le mostre attualmente in programma fino al prossimo autunno dove poter ammirare le creazioni dell’affascinante mondo del costume di scena
La prima mostra, in programma dal 26 giugno al prossimo 15 novembre, è Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale, ospitata ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini di Roma. Nell’ambito dell’esposizione vengono presentati al pubblico una selezione fotografica, multimediale e molti capolavori sartoriali che hanno caratterizzato un’epoca di grande creatività. Roma, infatti, rappresenta un periodo felice per la straordinaria sinergia fra creativi della moda, del cinema e dell’industria e che ha portato l’Italia ad affermarsi culturalmente a livello internazionale. L’esposizione, organizzata da Archivio Luce Cinecittà con il Ministero della Cultura, è curata da Fabiana Giacomotti e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.
Sono esposti oltre 150 fotografie d’epoca e filmati rari, video e disegni, una selezione di preziosi campionari tessili di proprietà degli archivi di Mantero Seta, Taroni e del gruppo Ermenegildo Zegna. Tessuti e abiti creati da stilisti leggendari, tra cui l’abito del 1959 e il colore rosso di Valentino Garavani, l’abito da cocktail del 1953 delle Sorelle Fontana, l’abito corto di Andrè Laug e l’abito da sera di Roberto Capucci del 1968, il completo gonna e soprabito di Karl Lagerfeld per Fendi del 1973. In mostra anche la storia del tessuto industriale di Snia-Viscosa e la figura della critica d’arte Palma Bucarelli, storica direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
La seconda mostra, dal titolo Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro, visitabile alla Reggia di Venaria Reale (Torino) fino al 6 settembre 2026, è curata dal costumista Massimo Cantini Parrini e Clara Goria, storica dell’arte e conservatrice del Centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude. L’esposizione include 31 abiti selezionati tra quelli creati dai più celebri artisti e costumisti, come Felice Casorati, Corrado Cagli, Giorgio De Chirico e Arnaldo Pomodoro, che hanno interpretato e descritto personaggi celebri attraverso tre tematiche fondamentali: mito, storia e fantasia. Le luci dell’allestimento generale mettono in risalto tessuti e ricami preziosi, cromie e strutture degli abiti. In mostra anche accessori e ornamenti prodotti in laboratori specializzati e realizzati appositamente su modelli originali dei personaggi di scena.
Tutte le opere esposte provengono da musei e collezioni private tra cui Gallerie degli Uffizi, Museo della Moda e del Costume di Firenze, Sartoria Tirelli Trappetti e la collezione Massimo Cantini Parrini.
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