Progetti
Parakiore Recreation and Sport Centre: design e luce inclusivi per un centro acquatico che si apre agli atleti, alla comunità, ai neurodivergenti… e a chi ha paura dell’acqua
By Monica Moro
Pubblicato il
Luglio 2026
INDICE
Un’opera di rigenerazione urbana imponente. È questo il Parakiore Recreation and Sport Centre di Christchurch, in Nuova Zelanda, inaugurato ufficialmente nel dicembre 2025, rappresenta un progetto cardine della ricostruzione post-sismica della città. Con una superficie di ben 32.000 metri quadrati e un’utenza attesa di circa due milioni di visitatori all’anno, questa struttura all’avanguardia non è solo il più grande complesso indoor per lo sport e le attività acquatiche della nazione, ma si propone anche come un modello globale di inclusività e accessibilità.
Con i suoi scivoli acquatici e piscine, campi sportivi, palestre, corsi di gruppo – e molto altro ancora – disponibili in un unico luogo, è destinato a ospitare un grande numero di eventi, allenamenti sportivi, gare, campionati e tornei.
Lo spazio Sensory, area acquatica inclusiva
La progettazione di grandi impianti sportivi spesso si concentra sugli sportivi d’élite o sul divertimento delle masse, ma il Parakiore va oltre, includendo, oltre a spazi e strutture per grandi eventi sportivi, anche un’area dedicata alla partecipazione inclusiva. Tra le numerose attrazioni di livello internazionale che questo polo d’avanguardia può vantare, spicca infatti una risorsa straordinaria pensata per garantire che lo sport e il benessere siano davvero alla portata di tutti, ovvero il Sensory Aqua Centre con una piscina sensoriale interattiva e inclusiva progettata per offrire un ambiente sicuro, terapeutico, ricreativo, controllabile e stimolante per utenti di tutte le età, capacità e abilità.
Un'oasi di inclusione
Il Sensory aqua centre è specificamente progettato per accogliere anche persone neuro-divergenti, con disabilità cognitive, disturbi dello spettro autistico e ADHD, difficoltà motorie o semplicemente ipersensibili, con bisogni speciali e, anche, persone che temono l’acqua.
Il classico ambiente acquatico della piscina coperta presenta stimoli come, ad esempio, un forte riverbero acustico, luci abbaglianti o un brusio costante, che possono generare un sovraccarico dei sensi, rendendo l’esperienza stressante o impraticabile per molti utenti. Lo spazio Sensory risponde a questa sfida offrendo un ambiente controllato e protetto, dove l’acqua diventa uno strumento idroterapico: è sicuro, progettato per stimolare l’attività cerebrale attraverso luci speciali, musica e altro per aiutare a ridurre i livelli di stress.
Un progetto a più voci
Il Parakiore Recreation and Sport Centre è frutto della collaborazione degli studi di architettura Warren and Mahoney Architects New Zealand Ltd (specializzati in neuro-design e architettura a basso impatto sensoriale e neurologico), MJMA – MacLennan Jaunkalns Miller Architects (Toronto, Canada) e Peddle Thorpe Architects (Melbourne, Australia).
La struttura generale è organizzata attorno a un’ampia strada pubblica interna, al centro del progetto perché crea chiari collegamenti visivi con i campi sportivi, le piscine, le palestre e gli spazi dedicati alle attività, rendendola facile da percorrere e comprendere. Mentre l’esterno è volutamente semplice, l’interno trasmette una sensazione di calore e accoglienza. Materiali, colori e texture sono stati scelti con cura per garantire la durata nel tempo e resistere a un intenso utilizzo pubblico. Realizzato in condizioni difficili, dopo due devastanti terremoti, il progetto ha sempre dato priorità alle prestazioni a lungo termine, all’usabilità e al benessere della comunità.
Oltre ai già citati studi, il design degli spazi sensoriali ha coinvolto molti attori: gli elementi interattivi e gli ambienti di gioco sono stati sviluppati in stretta collaborazione con la comunità locale (inclusi i rappresentanti della comunità Māori Matapopore/Ngāi Tahu, che ha donato il nome stesso della struttura, Parakiore, capo storico e leggendario del XVIII sec.) e specialisti del settore ricreativo della Christchurch City Council.
Luci e controllo dello spazio Sensory
Questo è il primo spazio sensoriale acquatico realizzato in Nuova Zelanda, teso a promuovere l’esplorazione, la fiducia in sé stessi e il divertimento dentro e fuori dall’acqua e offre la libertà di gestire l’esperienza acquatica anche in autonomia all’interno di un ambiente sicuro e prevedibile. La piscina (tutte le piscine del centro, con tecnologie brevettate antisismiche, sono dell’azienda italiana Myrtha Pools) combina i benefici fisici dell’idroterapia con l’immersione multisensoriale.
Lo spazio permette di personalizzare l’esperienza dell’utente tramite:
- l’illuminazione cromoterapica costituita da luci LED subacquee e ambientali a intensità regolabile, capaci di cambiare colore per favorire il rilassamento o stimolare l’attenzione;
- la modulazione del suono con acustica attenuata e stimoli sonori, forniti da sistemi di diffusione sonora che trasmettono melodie dolci o suoni della natura, isolando la stanza dal rumore del resto del complesso sportivo;
- elementi tattili e interattivi con giochi d’acqua delicati e superfici testurizzate che incoraggiano l’esplorazione motoria e sensoriale in totale sicurezza per gli utenti.
La gestione di Pharos Architectural Controls
La soluzione illuminotecnica per l’area sensoriale è stata sviluppata da Annelise Goodwin, esperta in sistemi di controllo dell’illuminazione di LS Group, in collaborazione con Grant Robertson di The Light Site. La gestione è possibile grazie a un sistema di controllo luci e automazione estremamente avanzato sviluppato da Pharos Architectural Controls, azienda britannica specializzata in soluzioni di controllo dell’illuminazione dinamica per l’architettura, l’intrattenimento tematico e settori di nicchia.
Le specifiche di progetto hanno richiesto un sistema flessibile e intuitivo, capace di gestire e supportare le diverse configurazioni ambientali dello spazio, le esperienze interattive e le impostazioni personalizzate dagli utenti, il tutto integrato con le operazioni generali della struttura BMS (Building Management System).
Il cuore dell’installazione è un controller Pharos Designer LPC (Lighting Playback Controller) a singolo universo con due ripetitori DMX Pharos a quattro porte, con una piattaforma integrata Q-SYS che viene utilizzata per attivare i comandi all’interno del sistema Pharos, assicurando che le varie esperienze sensoriali possano funzionare in perfetta sincronia e fornendo al contempo un controllo intuitivo per il personale e gli utenti.
Il Pharos Designer LPC fornisce la potenza di elaborazione e l’affidabilità necessarie per la complessa installazione, gestendo oltre 100 script personalizzati e più di 400 comandi all’interno dell’ambiente sensoriale. Grazie alla combinazione di script LUA e API Pharos, il team di progetto ha implementato funzioni di controllo avanzate, come la riproduzione casuale e dinamica delle sequenze temporali (timeline shuffling) per la colonna di bolle (bubble column), semplificando il richiamo dei singoli scenari senza dover creare centinaia di comandi separati. Il sistema controlla dieci giochi d’acqua interattivi e quattro funzioni acquatiche non interattive, oltre a un’illuminazione distribuita su quattro zone distinte e un elemento di bolle.
Per migliorare accessibilità e semplicità d’uso, è stata prevista l’installazione di cinque impostazioni predefinite personalizzabili per gli istruttori e gli ospiti abituali: le configurazioni di base dell’ambiente sono Calm, Colourful, Full Room, Party, Interactive (Tranquillo, Colorato, Sala piena, Festa, Interattivo). Queste impostazioni consentono di adattare rapidamente l’atmosfera alle esigenze dei diversi utenti, attività e alle necessità terapeutiche.
Inoltre, come già menzionato, il sistema si integra con il più ampio sistema di gestione BMS dell’edificio, utilizzando relè di attivazione per rispondere automaticamente alle condizioni di occupazione e di funzionamento. Questa integrazione permette allo spazio sensoriale di rispondere automaticamente allo stato operativo della struttura, attivando modalità specifiche per le ore di apertura, chiusura, pulizia o inattività, ottimizzando così i consumi energetici e facilitando la gestione quotidiana da parte dello staff.
La tecnologia dello spettacolo come arma vincente per l’inclusività
Annelise Goodwin ha dichiarato: “L’obiettivo era quello di creare uno spazio sensoriale che fosse immersivo, adattabile e con cui il personale e i visitatori potessero interagire facilmente. Pharos ci ha offerto la flessibilità necessaria per sviluppare funzionalità di scripting e di controllo altamente personalizzate, garantendo al contempo un’esperienza utente affidabile e intuitiva in tutta l’installazione”.
Dal punto di vista di Pharos, il progetto dimostra come la tecnologia di controllo dell’illuminazione e degli spettacoli possa favorire l’accessibilità e l’inclusività negli spazi pubblici. Tony Symms, Regional Sales Manager per l’Asia Pacifico di Pharos Architectural Controls, ha commentato: “Il Parakiore Recreation and Sport Centre è un fantastico esempio di come i sistemi di controllo intelligenti possano creare esperienze significative e coinvolgenti per utenti di ogni livello di abilità. Grazie alla combinazione di un LPC con funzionalità avanzate di scripting, integrazione API e controllo Q-SYS, il team ha realizzato un ambiente sensoriale altamente reattivo che evidenzia la versatilità creativa della tecnologia Pharos. Il risultato è uno spazio sensoriale all’avanguardia che combina illuminazione, acqua e automazione per offrire esperienze rilassanti, interattive e immersive, rafforzando l’impegno del centro Parakiore verso l’accessibilità, il benessere e un design comunitario inclusivo”.
AUTHOR
Monica Moro
Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga
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