Eventi
Luce come materia viva: Monster Chetwynd trasforma il Middelheim Museum di Anversa in un teatro a cielo aperto
By Paola Testoni
Pubblicato il
Luglio 2026
La luce non è soltanto ciò che permette di vedere le opere: può diventarne parte integrante, modificarne la percezione e riscriverne il significato nel corso della giornata. È questo il principio su cui sembra costruirsi A Friends Making Machine, la prima mostra personale all’aperto di Monster Chetwynd, ospitata dal 16 maggio all’11 ottobre 2026 al Middelheim Museum di Anversa (Belgio). Qui il sole, le ombre degli alberi, la pioggia e persino il mutare delle stagioni entrano nel processo creativo, trasformando ogni visita in un’esperienza diversa.
Fondato nel 1950 e considerato il primo museo permanente di scultura all’aperto al mondo, il Middelheim Museum celebra il suo settantacinquesimo anniversario affidando all’artista britannica un progetto che occupa l’area orientale del grande parco di 33 ettari. Sculture, installazioni, performance, film e laboratori si intrecciano in un percorso che riflette sui temi della cura, della resilienza e della capacità dell’arte di creare relazioni.
Un dialogo continuo con la luce
L’esposizione si apre con Salamander Portal, una nuova commissione destinata a entrare nella collezione permanente del museo. Il portale in pietra, ispirato all’immaginario fantastico e dedicato alla salamandra – animale simbolo di rigenerazione – è pensato come una soglia fisica e simbolica tra il museo e la città. Con la luce del mattino le sue superfici emergono con nitidezza, mentre nelle ore serali le ombre ne accentuano il carattere enigmatico, quasi fosse l’accesso a un mondo parallelo.
Questo dialogo continuo con la luce attraversa l’intera mostra. Le Proscenium Arches, grandi archi ispirati alle scenografie teatrali, incorniciano porzioni di paesaggio che cambiano continuamente aspetto. Il verde intenso dell’estate, le sfumature autunnali e la diversa inclinazione dei raggi solari trasformano ogni apertura in un’immagine sempre nuova, ricordando che il vero fondale è la natura stessa
Anche Hellmouth 5, la monumentale testa blu ispirata al Flauto magico di Ingmar Bergman, muta carattere con il passare delle ore. Sotto la luce piena appare come una presenza quasi giocosa, mentre il controluce e le ombre profonde amplificano il riferimento alle antiche “Hellmouth”, le scenografie medievali che rappresentavano l’ingresso agli inferi.
La partecipazione del pubblico raggiunge il suo momento più evidente con Tears (2021), composta da grandi sfere trasparenti dentro cui i visitatori possono entrare e muoversi. Qui è proprio la luce a rendere visibile il movimento: riflessi, trasparenze e bagliori cambiano continuamente, trasformando le “lacrime” in corpi luminosi che riflettono il paesaggio e chi lo attraversa.
Da sempre, infatti, Monster Chetwynd concepisce l’arte come un’esperienza collettiva, costruita attraverso performance, costumi realizzati a mano e il coinvolgimento diretto del pubblico. Al Middelheim questa dimensione si amplia grazie al dialogo con il parco e con le comunità che lo circondano, dai residenti agli ospedali vicini fino agli studenti dell’Università di Anversa.
In un museo dove non esiste un’illuminazione artificiale pensata per “fermare” le opere in un’unica immagine, è la luce naturale a diventare la vera curatrice invisibile della mostra. Ogni ora del giorno modifica colori, volumi e prospettive, ricordando che la scultura, quando incontra il paesaggio, non è mai un oggetto immobile ma un organismo che vive del tempo, delle stagioni e dello sguardo di chi lo osserva.
AUTHOR
Paola Testoni
Paola Testoni, storica dell’arte e giornalista, vive da quasi 40 anni nei Paesi Bassi da dove collabora a diverse testate tra cui Repubblica, Il Sole 24 ore, Art e Dossier, scrivendo di arte e cultura.
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