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Lampade Bloomlight al Chedi Katara Hotel and Resort, Doha, Qatar. Photo courtesy VOUW BV

Bloomlight: la luce “empatica”

By Chiara Testoni
Pubblicato il
Luglio 2026

Se nel design contemporaneo, accanto a estetica e funzione, affiorano talvolta anche tenerezza e poesia, è questo il caso di Bloomlight, la lampada progettata dallo studio VOUW di Justus Bruns e Mingus Vogel, con base ad Amsterdam. Si tratta di una lampada come una forma organica che reagisce alla presenza, incarnando un concetto di design a “tecnologia lenta” che invita alla riscoperta della meraviglia e all’interazione in un mondo sempre più affannato e indifferente.

Lampade Bloomlight al Chedi Katara Hotel and Resort, Doha, Qatar. Photo courtesy VOUW BV
Lampade Bloomlight al Chedi Katara Hotel and Resort, Doha, Qatar. Photo courtesy VOUW BV

La “tecnologia lenta”

Da anni lo studio, infatti, lavora attorno a un’idea di design che invita a riscoprire connessioni sottili e forme di interazione reali, sempre più sfumate e smaterializzate nell’epoca digitale: una ricerca radicata nella filosofia dello “slow tech”, per cui la tecnologia non è pensata esclusivamente per catturare l’attenzione o per svolgere prestazioni funzionali ma per rallentare il tempo dell’esperienza e riattivare una relazione più consapevole tra l’individuo e ciò che lo circonda.

Con Bloomlight, VOUW esplora appunto queste modalità di interazione, applicandole in diverse scale a seconda del contesto in cui si trovano.

Lampade Bloomlight al Chedi Katara Hotel and Resort, Doha, Qatar. Photo courtesy VOUW BV
Lampade Bloomlight al Chedi Katara Hotel and Resort, Doha, Qatar. Photo courtesy VOUW BV

Diverse versioni per diversi ambienti

Il progetto ha la delicatezza del movimento naturale di un fiore che ondeggia al vento.

Lampada Bloomlight L. Photo courtesy VOUW BV

Bloomlight L, la versione urbana, è un lampione interattivo che affronta contestualmente il tema dell’inquinamento luminoso e dell’indifferenza quotidiana che spesso connota il transito nello spazio pubblico: attraverso un nuovo punto di vista, la città può tornare a essere un luogo di meraviglia, in cui la luce non è soltanto infrastruttura, ma occasione di pausa e relazione. A differenza dei lampioni tradizionali, statici e continui, Bloomlight reagisce alla presenza dei passanti grazie a sensori integrati: si piega lentamente come un fiore incuriosito e gentile, modulando un’emissione luminosa calda e soffusa. Quando il movimento si allontana, o in condizioni climatiche estreme, la struttura flessibile ritorna alla sua posizione verticale e attenua progressivamente la luce, accendendosi solo quando serve in modo da contrastare la dispersione luminosa.

La versione domestica ne traduce il linguaggio in scala ridotta. Bloomlight S è una lampada da terra per interni che funziona insieme come sorgente luminosa e come presenza scultorea: si apre e si chiude in risposta alla presenza umana, avvolgendo in una luce LED bianca e calda e invitando, con un gesto lento e misurato, alla quiete e al rilassamento.

Lampada Bloomlight S (accesa). Photo courtesy VOUW BV
Lampada Bloomlight S (spenta). Photo courtesy VOUW BV
Lampade Bloomlight (accese) al Chedi Katara Hotel and Resort, Doha, Qatar. Photo courtesy VOUW BV

Dietro l’apparente leggerezza poetica, il progetto rivela anche una forte componente tecnica e artigianale. Bloomlight è, infatti, progettata e prodotta interamente nello studio di Amsterdam, con materiali durevoli e sistemi di assemblaggio e smontaggio efficienti, ma trattati con una cura quasi sartoriale per il dettaglio.

A dimostrazione che, in un tempo che accelera sempre di più, il design e la tecnologia possano ancora essere un invito alla lentezza.

Lampade Bloomlight (spente) al Chedi Katara Hotel and Resort, Doha, Qatar. Photo courtesy VOUW BV
Lampade Bloomlight (spente) al Chedi Katara Hotel and Resort, Doha, Qatar. Photo courtesy VOUW BV

AUTHOR

Chiara Testoni

Chiara Testoni si è laureata in Architettura con tesi in progettazione architettonica, con il massimo dei voti, presso l’Università di Ferrara. Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura presso l’Università di Ferrara, da cui sono scaturite diverse pubblicazioni scientifiche. Si occupa di pianificazione strategica e processi di rigenerazione urbana. Svolge costantemente attività editoriale nell’ambito di collaborazioni con testate nazionali e internazionali inerenti alla cultura del progetto nelle sue diverse scale

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