Milano Design Week 2026
Design Week 2026: tra Matericità e Intelligenza Artificiale
By Mariella Di Rao
Pubblicato il
Maggio 2026
INDICE
Tra matericità e innovazione, tra bellezza analogica e Intelligenza Artificiale si è conclusa con numeri record complessivi la Design Week 2026.
Oltre 300.000 visitatori al Salone del Mobile, 500.000 al Fuorisalone e 1.300 eventi rappresentano un risultato molto significativo che consolida la Manifestazione, pur nel caos geopolitico ed economico internazionale che sembra dominare i nostri destini, un punto fermo e di riferimento globale per il settore e l’industria del design con un aumento del 14,7% di presenze rispetto lo scorso anno.
Ancora una volta la Design Milano Week è stata un’occasione di accrescimento culturale e di conoscenza di una città come Milano la cui bellezza, non sempre manifesta, si cela anche nei magnifici cortili e giardini di splendidi Palazzi storici che, per l’occasione, sono diventati palcoscenici dove raccontare tanta creatività e collaborazione tra il mondo creativo e quello produttivo in un settore, quello del design, che si conferma vitale e sempre più interdisciplinare e interculturale diventando un ponte per la conoscenza e il confronto con altri Paesi e continenti lontani come l’Africa, la Cambogia, l’Uzbekistan.
Tutto questo è stato reso possibile con installazioni dove abbiamo potuto apprendere antiche tecniche artigianali che raccontano culture diverse e antichi saperi che ci riportano a quella dimensione materica del “saper fare”, intrinseca al concetto stesso di design anche nell’era dell’Intelligenza Artificiale che è stata uno dei principali protagonisti delle installazioni di questo Fuorisalone dove si sono distinti alcuni eventi significativi non solo per le soluzioni innovative adottate, ma anche per la capacità di stimolare pensiero critico e nuove prospettive su questo tema.
Il design diventa sempre più un elemento ibrido che si intreccia con l’arte, la luce e tanta moda attraverso installazioni, allestimenti e progetti immersivi. Famosi brand di fashion come Gucci, Prada, Armani, Louis Vuitton, Dior, Miu Miu, Jill Sander, Moncler, per citarne solo alcuni, nei loro showroom o nei sontuosi Palazzi rinascimentali e settecenteschi della città hanno creato, proprio attraverso il design, un tessuto narrativo dove si sono sovrapposte realtà e immaginazione, far dialogare passato e presente nel segno del lusso e della bellezza estetica dei tessuti, delle forme, dei materiali preziosi.
E la luce? Nell’anno della Biennale della cucina e del bagno, non sono state molte le novità di prodotto presentate dalle aziende che hanno preferito concentrarsi su nuove ricerche e sperimentazioni in vista di Euroluce 2027. La luce, invece, è stata un elemento dominante di installazioni, mostre e allestimenti. Abbiamo visto un’illuminazione che sempre più si stacca dalla lampada per provenire da fonti diverse, come mobili, oggetti di arredo, pavimenti e pareti retroilluminate. Una luce che diventa riflessa, indiretta, impalpabile per creare ambienti sempre più emozionali ed esperenziali, manifestando pienamente la sua forza di linguaggio narrativo potente nel leggere, interpretare e trasformare lo spazio.
AUTHOR
Mariella Di Rao
Direttore LUCE e Luceweb
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