Milano Design Week 2026
Lo stile e la bellezza dell’alta moda si fondono in una lampada: Corolle di Noé Duchaufour-Lawrance per Christian Dior
By Jihye Choi
Pubblicato il
Aprile 2026
In omaggio alla passione di Christian Dior per la bellezza della natura, Noé Duchaufour-Lawrance, designer francese pluripremiato che crea opere d’arte che traggono la loro forza dal delicato legame che l’uomo instaura con l’ambiente naturale e culturale, ha disegnato le lampade Corolle ispirate alla celebre gonna e che celebrano l’intreccio, l’antica arte di lavorare le fibre vegetali. La fibra di bambù madake viene prima tagliata, poi raffinata in strisce regolari e quindi essere intrecciata con precisione per formare una campana con motivi che evocano il cannage, un codice Dior senza tempo. Questa lavorazione artigianale unica viene eseguita interamente in Giappone.
Ispirato dal desiderio di rendere omaggio all’iconico New Look di Christian Dior, lo stilista di fama mondiale ha attinto a una varietà di antiche forme di savoir-faire per creare queste lampade che uniscono ingegno, tradizione e maestria artigianale.
Tra haute couture, art de vivre e savoir-faire
Queste lampade, presentate in occasione della Milano Design Week 2026 – evento di primaria importanza nel mondo del design internazionale – fondono ingegno, eccellenza e audacia, valori cari alla Maison. Incrocio tra haute couture e art de vivre, questi pezzi unici riecheggiano lo spirito emblematico del New Look di Christian Dior. Le lampade sono in esposizione a Milano presso Palazzo Landriani (Via Borgonuovo 25) fino al 26 aprile.
Le loro curve reinterpretano con freschezza ed eleganza le linee distintive della gonna Corolle in un affascinante dialogo tra passato e presente. Vero e proprio omaggio alle silhouette dell’haute couture, esaltano sia la semplicità che la virtuosità e sono realizzate in vetro soffiato a bocca, secondo la tradizione veneziana dei mastri vetrai di Murano, rivelando un savoir-faire eccezionale e perpetuano tecniche tramandate di generazione in generazione. Riscaldato fino all’incandescenza, il materiale viene modellato dal soffio controllato dell’artigiano, dando vita a una campana estremamente delicata. Il vetro assume un aspetto materico – dalle pieghe al drappeggio – e acquisisce una struttura al contempo flessibile e ariosa. Ogni pezzo è unico, esaltato dalle minime variazioni che solo la mano può produrre. Una volta raffreddato, il vetro rivela la sua trasparenza: la luce viene riflessa e diffusa con brillantezza, generando sottili effetti scintillanti.
Ispirata al movimento dei tessuti – dalle pieghe ai drappeggi – la struttura delle lampade assume un aspetto flessibile e arioso. La luce sublima le sfumature, rivelando un sottile gioco di trasparenze, riflessi e materiali. In ogni creazione, la campana di vetro si distingue per la sua squisita fattura, dove l’inventiva incontra la maestria artigianale.
Altri apparecchi di illuminazione celebrano l’arte dell’intreccio, l’antica arte di lavorare le fibre vegetali. Un modello realizzato in bambù madake – rinomato per la sua flessibilità – è interamente fatto a mano da maestri artigiani a Kyoto. Ogni canna viene divisa, rifinita, poi immersa in acqua per ottenere strisce perfettamente regolari. Queste vengono poi intrecciate con cura per formare una struttura grafica che riproduce i motivi del cannage, prima di fissare il pezzo finito con una fascia. La meticolosa ripetizione di ogni movimento garantisce l’equilibrio dell’insieme, sublimando al contempo la bellezza naturale del materiale.
Realizzate con cura meticolosa per Dior nel corso di un lungo periodo di tempo, richiamando il lavoro degli atelier di haute couture al 30 di Montaigne, queste creazioni si elevano al rango di opere d’arte, spingendo sempre più in là i confini dell’eccellenza.
Le lampade sono disponibili in diverse dimensioni –da tavolo o portatili – e ogni modello è decorato con uno dei tre colori emblematici della maison: grigio, rosa e bianco. Dettagli raffinati, dal manico ai pulsanti incisi con le iniziali “CD”, realizzati con grande meticolosità.
AUTHOR
Jihye Choi
Ji hye Choi è laureata in arte & design in metallo a Seoul e, dopo la laurea, ha seguito il Master nella Domus Academy a Milano. Ha scritto numerosi articoli sul design. Ha ottenuto un Ph.D in Architettura e Urban design nel 2018, e dal 2019 al 2024 è stata direttrice di NMDS dove ha lavorato sul settore allestimenti e consulenza & ricerca. Attualmente è direttrice di Magma project, continuando la sua ricerca e consulenza nel design e architettura.
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