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...e le stelle stanno a guardare di Luca Pannoli/Ondesign (2025). Photo CDF Photography

Un percorso di luce, arte e tradizione. La XX edizione di Luci d’Artista Salerno

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Gennaio 2026

...e le stelle stanno a guardare di Luca Pannoli/Ondesign (2025). Photo Raffaella Muscariello

Immergersi in uno spettacolo di luce, arte e tradizione. Fino al 1° febbraio ogni sera Luci d’Artista Salerno trasforma la città campana in un precorso incantato di luce e in un museo a cielo aperto.

Nell’ambito della Manifestazione, nata nel 2006 e giunta alla sua XX edizione, ogni anno artisti locali e nazionali creano opere che “accendono” le piazze, le vie e i monumenti, installazioni interattive e sculture luminose che accompagnano i visitatori per godere della bellezza della città e delle opere stesse e per scoprire scorci poco noti e angoli nascosti.

Le installazioni non si limitano a illuminare e decorare la città, ma “raccontano storie, evocano emozioni e spesso si ispirano alla cultura, alla storia e alle leggende di Salerno e della Campania”, in linea con l’obiettivo di valorizzare la cultura e la tradizione. “Tra le installazioni più famose ci sono figure luminose interattive, sculture in plexiglass e giochi di luce che trasformano completamente gli spazi urbani”.

L’evento è cresciuto nel corso degli anni, introducendo anche nuove tematiche e, di conseguenza, nuovi percorsi “come le installazioni dedicate ai personaggi delle fiabe, ai simboli della città e alle tradizioni natalizie. Alcune opere sono progettate per coinvolgere direttamente i visitatori, permettendo loro di interagire con le luci o scattare fotografie memorabili. Artisti e designer collaborano spesso con le scuole locali e le associazioni culturali, creando progetti educativi che valorizzano la creatività dei giovani”.

È previsto anche un ricco calendario di eventi per vivere al meglio l’esperienza.

Un percorso di luce e magia

In questa edizione 2025/26 la città viene illuminata da 42 installazioni che uniscono le vie e le piazze in un percorso magico di grande effetto.

Si può partire dal Giardino Preistorico di Luca Pannoli/Ondesign (2025) a Villa Comunale, uno dei punti più frequentati da cittadini e turisti, “abitato” da riproduzioni luminose di sei animali preistorici, resi vivi dalla luce, un invito a riflettere sulla storia del pianeta e un monito a proteggere la natura.

L’importanza di preservare la natura è alla base anche di Noi siamo Natura di Luca Pannoli (2015, in via Mercati), “tre figure femminili che simboleggiano la specie umana poste in relazione con gli altri elementi naturali: tre Muse rappresentate nell’attimo della loro metamorfosi in cui i capelli diventano nuvole, le mani farfalle e le braccia rami e fiori”.

Giardino Preistorico di di Luca Pannoli/Ondesign (2025). Photo CDF Photography
Noi siamo Natura di Luca Pannoli (2015). Photo CDF Photography

Via Mercati viene collegata dal Percorso Fiorito al centro storico, un tessuto di vie strette in cui sono collocate installazioni luminose che riproducono elementi della natura quali rami e fiori multicolori. Partendo da qui è possibile visitare anche il Museo virtuale della Scuola Medica Salernitana (via dei Mercanti, 74), il Museo “Roberto Papi” dello strumentario chirurgico (via Trotula De Ruggiero, 23) e il Giardino della Minerva (vicolo Ferrante Sanseverino, 1).

Tra queste opere di luce vanno citati il “simbolo del Natale” in Piazza Portanuova, cuore della città da cui si scorge anche il lungomare, un gigantesco Albero natalizio luminoso, visibile da ogni via, un Albero natalizio con sfere colorate (Piazza Monsignor Grasso), Alberi magici in Piazza S. Francesco e in Via Roma, Palme dorate (Arenile S. Teresa), Rami dorati (Via del Carmine, via dei Principati, Piazza XXIV Maggio), Foglie d’argento, fiocchi e stelle (via Trento, via Poseidonia, via Torrione) Alberi innevati (Corso Garibaldi).

Il centro storico è reso magico anche da Vele in vie Porto, Ligea, Pertini, Molo Manfredi e Via R. Rocchia, Onde e Vele (via Diaz, via Manzo, via Quaranta), Sfere Mondi (via Ventimiglia, via Madonna di Fatima e via del Pezzo) e Giochi d’acqua (Via Santa Margherita, via Amendola, via Sichelmanno).

Percorso-fiorito-2024-Ph.-CDF-Photography

Diventano pilastri luminosi i pali dell’illuminazione e i fusti delle palme in Piazza della Libertà, sui cui sbocciano I Fiori del Mare (Luca Pannoli/Ondesign, 2025), cangianti bulbi di luce che trasformano la piazza in “un vibrante giardino di steli luminosi e sfere variopinte, invitando il visitatore, moderno flâneur per le strade della città di Salerno, a vivere un’esperienza sensoriale sospesa tra poesia e magia”.

Al tema dell’impatto ecologico, ma anche del viaggio, è dedicata la Locomotiva dei fiori, installazione luminosa in Piazza Vittorio Veneto, “la prima tappa per chi arriva in città in treno e l’ultimo scorcio urbano che si lascia alle spalle prima della ripartenza”, dalla cui ciminiera “non escono vapori inquinanti, ma un’esplosione di grandi fiori luminosi e variopinti, che trasformano Piazza Vittorio Veneto in un teatro di colori e spensieratezza”.

 

I Fiori del Mare di Luca Pannoli/Ondesign (2025). Photo dal sito web salernolucidartista.eu
La Locomotiva dei fiori. Photo dal sito web salernolucidartista.eu

Da Piazza Portanuova si può raggiungere Corso Vittorio Emanuele II, la via pedonale più importante della città, luogo ideale per installazioni che sfruttano il cono prospettico come struttura compositiva generale, come Il Mare d’inverno (Luca Pannoli, 2025), uno stato d’animo, un’atmosfera sospesa, ma anche un implicito riferimento alla manifestazione stessa.

Sempre all’architettura si ispira un’altra opera, …e le stelle stanno a guardare (Luca Pannoli/Ondesign, 2025), che ridisegna la particolare conformazione plano-volumetrica di Piazza Falvio Gioia come un volume architettonico quattrocentesco, con la volta affrescata. “In alto fitte luci a LED simulano il blu oltremare ricavato nell’antichità da preziosi lapislazzuli e decine di stelle tridimensionali a 8 punte rimandano alla Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto a Padova. Sospeso sulle nostre teste un cerchio di nuvole luminose suggerisce lo scorrere ciclico del tempo e costituisce la cornice naturale dalla quale 12 figure misteriose si affacciano. Le 12 figure allegoriche, sei maschili e sei femminili, disegnate dall’artista e vagamente ispirate allo stile dell’Art Nouveau di Alfons Mucha, osservano come guardiani silenziosi i passanti attraversare la piazza, illuminando il loro cammino”.

Il Mare d'inverno di Luca Pannoli (2025). Photo A. Capuano
...e le stelle stanno a guardare di Luca Pannoli/Ondesign (2025). Photo CDF Photography

Sembra invece di trovarsi sott’acqua circondati da La danza delle meduse (Luca Pannoli/Ondesign, 2023) in Piazza Sedile del Campo, “un’affascinante scenografia nella quale il cielo si trasforma in un mare popolato da sorprendenti meduse rese vive da luci multicolori” che sembrano danzare sopra i visitatori in un gioco di luci e riflessi luminosi.

Riferimento all’acqua si vede anche in Partitura d’aMARE (Luca Pannoli/Ondesign, 2025), situata di fronte al mare nella cosiddetta Sottopiazza della Libertà, che gioca con le parole “amore” e “mare”, “proponendo un pentagramma musicale che si trasforma in un sinuoso moto ondoso: le cinque righe orizzontali s’incurvano, a tratti, per diventare onde marine e ospitare note che si trasformano in eleganti pesci luminosi dai vividi colori. Così il rumore del mare diventa musica, il fragore delle onde si fa scrittura musicale, e ogni pesce-nota, come in un’armoniosa danza, nuota sullo spartito evocando il ritmo e il respiro del mare”.

 

La danza delle meduse di Luca Pannoli/Ondesign (2023). Photo CDF Photography
Partitura d’aMARE di Luca Pannoli/Ondesign (2025). Photo dal sito web salernolucidartista.eu

Acqua, ghiaccio e orsi polari popolano il Paesaggio polare in Piazza Gian Camillo Gloriosi che riproduce un suggestivo scenario che affascina e pone l’accento su tematiche di grande attualità e urgenza come ambientalismo, scioglimento dei ghiacciai, estinzione di specie animali.

La gioia e la magia del Natale sono invece ben rappresentate da installazioni colorate e giocose, a partire da Le parole dei bambini (Roberto Castaldo e gli alunni delle scuole primarie di Salerno, 2024, via Settimio Mobilio, via Baratta, via Luigi Guercio), in quanto i bambini, secondo le parole dell’artista, “rappresentano la parte più innocente e sognatrice dell’umanità”, per ricordarci che “la magia del Natale è ancora presente, basta saperla ascoltare”.

Paesaggio polare. Photo dal sito web salernolucidartista.eu
Le parole dei bambini (Roberto Castaldo e gli alunni delle scuole primarie di Salerno). Photo L. Pannoli

Si ispira ai giochi dell’infanzia, in particolare alle celebri sfere colorate, Giochi di biglie (Piazza Caduti di Brescia), in cui “il richiamo all’infanzia diventa celebra-zione della meraviglia: ogni passante è invitato a tornare per un istante a quei momenti di pura spensieratezza, quando bastava una biglia per aprire mondi di fantasia”.

Da un ricordo dell’infanzia nasce invece Colorare Salerno (Luca Pannoli, 2025, Corso Vittorio Emanuele II), opera in cui “ogni luce colorata diventa un messaggio emotivo perché su ogni matita è riportata una parola: amore, speranza, gioia, rispetto, amicizia”.

Giochi di biglie (2025). Photo dal sito web salernolucidartista.eu
Colorare Salerno di Luca Pannoli (2025). Photo CDF Photography

Trasfigurano la città in un luogo fiabesco e di gioia La Fata delle Farfalle e Circus. La prima, in Largo Dogana Regia, si presenta come “una magica figura luminosa – la Fata – che impugna una bacchetta scintillante: al suo tocco, un’esplosione di farfalle variopinte prende vita, illuminando l’intero spazio”, mentre due proiettori danno vita, sulla facciata degli edifici, a una danza di farfalle in un incanto di luci e vivaci cromatismi. La seconda (Luca Pannoli, 2013) è un’installazione luminosa che, come dice il suo stesso titolo, “rappresenta, attraverso figure colorate di acrobati, saltimbanchi ed equilibristi, il mondo circense come potente simbolo della condizione umana, del nostro continuo equilibrio tra rischio e meraviglia, ordine e caos, paura e coraggio”, metafora della vita, un salto nel vuoto e al tempo stesso luogo e condizione ideale per l’esaltazione della fantasia.

 

La Fata delle Farfalle. Photo dal sito web salernolucidartista.eu
Circus di Luca Pannoli. Photo dal sito web salernolucidartista.eu
Angeli. Photo dal sito web salernolucidartista.eu

Portano alla riscoperta del significato del Natale come nascita di Gesù installazioni a tema religioso.

Così il cammino verso la Chiesa Madre di Salerno (area via Duomo) si anima di creature celesti: gli Angeli dell’omonima opera “che, la notte di Betlemme, annunciarono ai pastori e all’umanità l’avvento del mistero. Portatori di un messaggio che unisce il Cielo alla Terra, essi incarnano le più nobili virtù dell’animo umano. Un allestimento che si sposa perfettamente con l’aura mistica del luogo, esaltandone il fascino urbanistico e spirituale. Giunti infine in Cattedrale, si ha la sensazione di aver attraversato un corridoio di luce quasi soprannaturale, capace di risvegliare in noi la purezza e la meraviglia tipiche dell’infanzia”.

Narrano la sacralità del periodo anche le tre opere dell’artista e Maestro Eduardo Giannattasio, ovvero Madonna con Bambino (2012, sulla facciata del complesso di Santa Sofia in Largo Abate Conforti), dal tratto che disegna il contorno dei personaggi, Annunciazione (2013, Chiesa del Sacro Cuore, Piazza Vittorio Veneto), un tripudio di luci e di gioia, e Natività (2014, Chiesa S. Crocifisso, Piazza G. Matteotti), in cui “il Bambino, non raffigurato, è pura luce, affidato all’immaginazione dello spettatore. La scena resta sospesa nell’attesa compiuta della venuta del Messia, evocata dalla stella cometa che, sullo sfondo, illumina le figure stilizzate in primo piano di Giuseppe e Maria”.

Sempre di Eduardo Giannattasio è Don Chisciotte (2016, Piazza Vittorio Veneto), un segno essenziale che riproduce la sagoma del celebre cavaliere del poema di Cervantes.

Madonna con Bambino di Eduardo Giannattasi (2012). Photo dal sito web salernolucidartista.eu
Annunciazione di Eduardo Giannattasi (2013). Photo L. Pannoli
Natività di Eduardo Giannattasi (2014). Photo L. Pannoli
Don Chisciotte di Eduardo Giannattasi (2016). Photo L. Pannoli

Non mancano omaggi alla città, alla sua storia, alla sua tradizione. Si ispira al profondo legame tra l’artista e la parte più antica della città Mosaico di Enrica Borghi (2007, Piazza Casalbore, via Conforti), nata dall’ispirazione dell’artista per “la particolare architettura dei fabbricati del contro storico cittadino che propongono lo sviluppo verticale dello sguardo”.

“Sembra sposare in pieno la definizione di Saturnino Secondo SallustioNello Ferrigno con Il Mito (2011, Via Volpe, via Nizza) “perché l’obiettivo del suo lavoro, capace di coniugare la visceralità della manipolazione all’idea colta che sottende il disegno, è proprio quello di svelare i protagonisti che fanno parte di una memoria collettiva popolata da sirene e minotauri, divinità e animali sacri”.

Si rapporta con il Mito e con la tradizione popolare anche l’artista e maestro della ceramica Enzo Caruso che, con Pulcinella e topolino (Piazza Vittorio Veneto), dà corpo alla celebre maschera napoletana “in una rappresentazione luminosa e ricca”.

 Si riferisce alla storia Il Tuffatore dell’artista Sergio Vecchio (2018, Piazza Vittorio Veneto), ovvero “alla cosiddetta Tomba del tuffatore, rinvenuta il 3 giugno 1968 dall’archeologo Mario Napoli, a circa due chilometri a sud di Paestum, in una piccola necropoli di fine VI – inizio V secolo a.C.”.

Il Mito di Nello Ferrigno. Photo dal sito web salernolucidartista.eu
Il Tuffatore di Sergio Vecchio. Photo L. Pannoli
Mosaico di Enrica Borghi. Photo M. Pica
Pulcinella e il topolino di Enzo Caruso. Photo L. Pannoli

È invece un omaggio alla Manifestazione Sei tu il regalo più bello di Luca Pannoli (2025, Piazza Dante Alighieri, al fondo di Via dei Principati) un dono dell’artista alla città per celebrare la XX edizione di Salerno Luci d’Artista e per “ringraziare tutti coloro – cittadini e i turisti – che in questi 20 anni hanno reso celebre e ammirata la manifestazione salernitana. L’installazione riproduce, in grande scala, una scatola-regalo come quella dei giocattoli di bambole o di miniature, in cui da una finestra della confezione è possibile vederne il contenuto. Lo spettatore è invitato a entrare per diventare parte visibile e fotografata dell’opera stessa”.

Luca Pannoli firma anche Moonlight (2016, Piazza Dante Alighieri, fronte Via Portanova), opera che “fa della poesia luminosa un ponte fra cielo e terra, un invito a guardare oltre la superficie e a scoprire i legami invisibili fra le cose”. Attraverso le parole del poeta Federico García Lorca, Moonlight “ripropone in chiave poetica la bellezza della luna e del firmamento. I suoi snelli e flessuosi profili metallici, che rimandano alla figura del ragno citato nella poesia (tessitore di trame sottili e invisibili e simbolo antico della creazione) e illuminati da luci colorate dinamiche, disegnano nel cielo figure organiche, morbide e sinuose che rimandano alle onde del mare, alle chiome degli alberi, alle forme, sempre mutevoli, delle nuvole”.

Sei tu il regalo più bello di Luca Pannoli (2025). Photo dal sito web salernolucidartista.eu
Moonlight di Luca Pannoli. Photo L. Pannoli
Il poeta di Livio Ceccarelli. Photo L. Pannoli

Sono frutto della ricerca artistica degli autori Metamorphosis (2017) e Il poeta (2016), entrambe in Piazza Vittorio Veneto, La prima, di Eliana Petrizzi, affronta il tema del ritratto con la luce rossa del tubo a LED che “descrive, attraverso un segno netto ed essenziale, il profilo di differenti volti in un’unica figura, senza soluzione di continuità, sottolineando la metamorfosi del titolo”. La seconda è tratta dal una serie di illustrazioni di Livio Ceccarelli, “artista che divide la sua attività professionale tra la grafica editoriale e pubblicitaria, l’illustrazione e la ceramica”, e rappresentata la figura di un poeta, intento a scrivere la sua lirica.

Infine rientrano nel progetto Accendi il tuo futuro le opere della dalla Cooperativa sociale “Fili d’erba” in Via Arce, via Velia e via Fieravecchia. Il progetto, un laboratorio permanente nato nel 2016 per apprendere competenze artistiche e tecniche impiegando materiali riciclabili e LED a basso consumo energetico, è gestito dalla cooperativa in collaborazione con il Settore Politiche Sociali del Comune di Salerno e “coinvolge numerosi giovani in laboratori di ideazione, progettazione, produzione e installazione, di opere artistiche luminose uniche esposte in occasione di importanti eventi, come Salerno Luci d’Artista e altri realizzati ad hoc, per “promuove la formazione di una coscienza civile e del senso di appartenenza al territorio attraverso percorsi di animazione giovanile e culturale”.

Metamorphosis di Eliana Petrizzi. Photo L. Pannoli
Cooperativa sociale “Fili d’erba”. Photo dal sito web salernolucidartista.eu

Insomma, un’edizione che ancora una volta rinnova la tradizione, nel segno dell’arte, della luce e della magia.

AUTHOR

Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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