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Ghost Town Visitor (Visitatore della città fantasma) di Wim van den Heever, Sudafrica. Vincitore categoria “Fauna selvatica urbana”. Vincitore Wildlife Photographer of the Year 2025. Wim fotografa questa inquietante scena di una iena bruna tra i resti scheletrici di una città mineraria di diamanti abbandonata da tempo. Con la nebbia marina che si alzava dall'Oceano Atlantico, aveva scelto questo luogo per la sua fototrappola dopo aver notato tracce di iena nelle vicinanze. "Mi ci sono voluti 10 anni per riuscire finalmente a catturare questa singola immagine di una iena bruna, nell'inquadratura più perfetta che si possa immaginare". Le iene brune, la specie di iena più rara al mondo, sono notturne e per lo più solitarie. Sono note per passare da Kolmanskop mentre si dirigono a caccia di cuccioli di otaria orsina del Capo o per cercare carogne spiaggiate lungo la costa del deserto del Namib. Photo © Wim van den Heever, courtesy Wildlife Photographer of the Year

Lo spettacolo della natura in scena a Milano. Il 61° Wildlife Photographer of the Year

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Gennaio 2026

“Immagini che svelano la natura in tutta la sua bellezza: dai comportamenti curiosi degli animali alle specie a rischio di estinzione, dai dettagli sorprendenti delle piante ai paesaggi ancora intatti. Non mancano gli scatti che raccontano come il clima sta cambiando e quanto sia grave la perdita di biodiversità. Un messaggio forte per ricordare che è fondamentale prendersi cura del pianeta e che occorre cambiare il nostro modo di agire per costruire un futuro sostenibile”. È lo spettacolo della natura, immortalato in 60.636 fotografie da 113 Paesi, tra cui sono stati scelti i 100 scatti premiati a ottobre 2025 alla 61ª edizione del Wildlife Photographer of the Year, il concorso “di fotografia naturalistica più antico e prestigioso al mondo”, indetto dal Natural History Museum di Londra.

The Feast (La festa) di Audun Rikardsen, Norvegia.Vincitore categoria “Oceani: - la visione d’insieme”. Durante una notte polare nella Norvegia settentrionale, Audun assiste al momento del pasto dei gabbiani che cercano di catturare pesci intrappolati nelle reti, attorno a un peschereccio atlantico, ed è riuscito a fotografare questa scena caotica. I gabbiani hanno imparato a seguire il rumore delle barche per trovare un banchetto di aringhe. Un’immagine che porta l'attenzione sul conflitto in corso tra uccelli marini e industria della pesca. Purtroppo, ogni anno molti uccelli annegano dentro o intorno a queste reti a circuizione. Diverse aziende ittiche e ricercatori stanno sperimentando soluzioni, tra cui l'affondamento più rapido delle reti per renderle meno accessibili agli uccelli. Photo © Audun Rickardsen, courtesy Wildlife Photographer of the Year
Deadly Allure (Fascino mortale) di Chien Lee, Malesia. Vincitore categoria “Piante e funghi”. Chien usa una torcia UV e una lunga esposizione per rivelare il mondo fluorescente di una pianta carnivora che attrae gli insetti sensibili alla luce ultravioletta. Aspettando fino al tramonto, ha avuto solo cinque minuti di tempo prima che la luce ambientale che illuminava lo sfondo scomparisse completamente. Alcune piante carnivore riflettono la luce UV su determinate aree come parte del loro "spettacolo". Usano colore, profumo e nettare per attirare le loro prede in pozze di succhi gastrici alla base delle foglie. Photo © Chien Lee, courtesy Wildlife Photographer of the Year

La mostra “più rinomata al mondo”

The Weaver’s Lair (La tana del tessitore) di Jamie Smart, Regno Unito. Vincitore categoria fino a 10 anni. In una fredda mattina di settembre, Jamie ha avvistato un ragno tessitore a sfere nel suo rifugio di seta, una ragnatela intrisa di rugiada. Con la pazienza e la fermezza necessarie per mettere a fuoco manualmente la sua macchina fotografica, ha mantenuto il ragno perfettamente illuminato e inquadrato simmetricamente. La ragnatela di questo ragno è costituita da un'impalcatura di fili radiali, ricoperta da una spirale di seta appiccicosa per trattenere gli insetti intrappolati. Un filo segnalatore trasmette vibrazioni al nascondiglio del ragno, inducendolo a emergere e catturare la sua preda. Photo © Jamie Smart, courtesy Wildlife Photographer of the Year

In contemporanea all’esposizione londinese, la mostra “più rinomata al mondo” sarà ospitata fino al 25 gennaio a Milano, al Museo della Permanente (via Filippo Turati 34), “offrendo al pubblico un’esperienza unica e speciale”.

Organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo, con il patrocinio del Comune di Milano e media partner LifeGate, la mostra, che si configura come “un viaggio coinvolgente e immersivo tra immagini ‘vive’, presentate in cornici retroilluminate a LED che esaltano ogni dettaglio con una nitidezza e una profondità straordinarie, riunisce le immagini vincitrici e finaliste del concorso. Tutte foto che raccontano la bellezza, la potenza e la fragilità della natura.

“Altre 25 splendide foto premiate dal pubblico (People’s Choice) si possono ammirare su un grande schermo di 4 metri, con slideshow in loop, e una sala video, con monitor da 80 pollici, propone imperdibili filmati di backstage delle foto vincitrici, interviste ai fotografi e altri contenuti legati alla mostra”.

Tutte le foto esposte hanno una propria storia eccezionale “che si può leggere nelle didascalie arricchite dalle emozioni dell’autore durante la realizzazione dello scatto, i dati tecnici, le informazioni scientifiche sulle specie ritratte e citazioni dei fotografi e della giuria”.

Oltre agli scatti vincitori del Wildlife Photographer of the Year 2025, del Young Wildlife Photographer of the Year 2025 e dellImpact Award, vengono esposte anche le immagini vincitrici e finaliste divise in categorie: Animali nel loro ambiente, Ritratti di animali, Comportamento: Uccelli – Mammiferi – Anfibi e Rettili – Invertebrati, Oceani – la visione d’insieme, Piante e funghi, Arte della natura, Subacquee, Fauna selvatica urbana, Zone umide – la visione d’insieme, Fotogiornalismo, Premio Fotogiornalista, Premio stella nascente, Premio Portfolio, e le sezioni dedicate ai più giovani, fino a 10 anni, 11-14 anni, 15-17 anni.

Nello spazio bookshop sono a disposizione il catalogo della mostra Wildlife Photographer of the Year Portfolio 35, redatto da Rosamund Kidman Cox, e il catalogo Wildlife Photographer of the Year: Highlight 11, con le 25 foto votate dal pubblico e le vincitrici di sezione delle 100 foto esposte.

Frolicking Frogs (Rane che giocano) di Quentin Martinez, Francia. Vincitore categoria “Comportamento: Anfibi e Rettili”. Sotto una pioggia persistente, Quentin ha seguito un sentiero allagato fino a una pozza temporanea in una radura nella foresta e qui scopre un gruppo di raganelle minori in un evento riproduttivo. Ha inquadrato la scena con un obiettivo grandangolare e ha utilizzato un flash diffuso, che non ha disturbato le rane, per evidenziare la loro lucentezza metallica. Per attrarre le femmine, le raganelle minori emettono richiami brevi e acuti. Si radunano in gran numero e lo spettacolare evento riproduttivo, innescato dalle forti piogge, dura solo poche ore. Photo © Quentin Martinez, courtesy Wildlife Photographer of the Year
Eye of the Tundra (L'occhio della tundra). Visions of the North (Visioni del Nord) di Alexey Kharitonov, Israele/Russia. Vincitore del Premio Portfolio. Quando il permafrost ricco di ghiaccio nel sottosuolo si scioglie, può creare un suggestivo paesaggio termocarsico, in cui il terreno sprofonda e forma ampie depressioni superficiali. Queste depressioni possono trasformarsi in specchi d'acqua paludosi chiamati laghi termocarsici, come questo, largo 30 metri, scoperto da Alexey. Photo © Alexey Kharitonov, courtesy Wildlife Photographer of the Year

I vincitori 2025

Ghost Town Visitor (Visitatore della città fantasma) di Wim van den Heever, Sudafrica. Vincitore categoria “Fauna selvatica urbana”. Vincitore Wildlife Photographer of the Year 2025. Wim fotografa questa inquietante scena di una iena bruna tra i resti scheletrici di una città mineraria di diamanti abbandonata da tempo. Con la nebbia marina che si alzava dall'Oceano Atlantico, aveva scelto questo luogo per la sua fototrappola dopo aver notato tracce di iena nelle vicinanze. "Mi ci sono voluti 10 anni per riuscire finalmente a catturare questa singola immagine di una iena bruna, nell'inquadratura più perfetta che si possa immaginare". Le iene brune, la specie di iena più rara al mondo, sono notturne e per lo più solitarie. Sono note per passare da Kolmanskop mentre si dirigono a caccia di cuccioli di otaria orsina del Capo o per cercare carogne spiaggiate lungo la costa del deserto del Namib. Photo © Wim van den Heever, courtesy Wildlife Photographer of the Year

Come ogni anno sono stati assegnati diversi riconoscimenti.

Vincitore del Wildlife Photographer of the Year 2025 è il fotografo naturalista sudafricano Wim van den Heever “con la sua potente immagine Ghost Town Visitor (Visitatore della città fantasma) che evidenzia come la natura selvaggia può riappropriarsi degli spazi costruiti dall’uomo; una visione inquietante e affascinante di una iena bruna in visita ai resti scheletrici di una città mineraria di diamanti, abbandonata da tempo a Kolmanskop, in Namibia. Uno scatto, realizzato con la tecnologia delle fototrappole, che ha richiesto un decennio di attesa dopo aver notato per la prima volta le tracce dell’animale”.

Ha invece ricevuto il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year 2025 Andrea Dominizi, “il primo italiano in assoluto a vincere il prestigioso premio per fotografi naturalisti di età pari o inferiore a 17 anni. La sua immagine After the Destruction (Dopo la distruzione) racconta una toccante storia di perdita di habitat, quella di un coleottero delle specie Cerambycidae in un’area disboscata sui Monti Lepini, nell’Italia centrale”, mentre è stato assegnato al fotografo brasiliano Fernando Faciole l’Impact Award, giunto alla seconda edizione. Il premio gli è stato assegnato “per la sua immagine Orphan of the Road (Orfano della strada) che mostra un cucciolo di formichiere gigante orfano mentre segue la sua custode in un centro di riabilitazione a Belo Horizonte. La madre è stata uccisa da un veicolo e la speranza è che il piccolo venga rilasciato in natura dopo essere stato incoraggiato a sviluppare le tecniche di sopravvivenza; una storia di speranza e di successo nella salvaguardia delle specie”.

After the Destruction (Dopo la distruzione) di Andrea Dominizi, Italia. Vincitore categoria 15-17 anni. Vincitore Young Wildlife Photographer of the Year 2025. Mentre camminava sui Monti Lepini, nell'Italia centrale, Andrea ha avvistato un coleottero delle specie Cerambycidae, una sentinella forestale che osservava un intruso, in un'area un tempo disboscata per ricavare vecchi faggi. Utilizzando un obiettivo grandangolare e un flash esterno, ha inquadrato il coleottero con lo sfondo di macchinari abbandonati. Questa foto racconta una toccante storia di perdita di habitat. Mentre i coleotteri scavano gallerie nel legno morto, i funghi si insinuano al suo interno, contribuendo a decomporlo e a riciclare i nutrienti. Se l'habitat dei coleotteri viene disturbato o distrutto, gli effetti si ripercuotono sull'intero ecosistema. Photo © Andrea Dominizi, courtesy Wildlife Photographer of the Year
Orphan of the Road (Orfano della Strada) di Fernando Faciole, Brasile. Menzione d’onore categoria “Fotogiornalismo”. Vincitore dell'Impact Award 2025. Fernando osserva un cucciolo di formichiere gigante orfano che segue la sua custode dopo la poppata serale in un centro di riabilitazione. Fernando voleva evidenziare le conseguenze degli incidenti stradali, una delle principali cause del declino del numero di formichiere gigante in Brasile. La madre di questo cucciolo è stata uccisa da un veicolo e la speranza è che venga rilasciato in natura dopo essere stato incoraggiato a sviluppare abilità di sopravvivenza cruciali dalla sua custode. Oltre ai centri di riabilitazione, il progetto Anteaters and Highways del Wild Animal Conservation Institute sta sviluppando strategie per ridurre la mortalità dei formichieri sulle strade brasiliane. Queste includono l'erezione di recinzioni e la costruzione di tunnel sotterranei per consentire ai formichieri di attraversare in sicurezza. Photo © Fernando Faciole, courtesy Wildlife Photographer of the Year
Shadow Hunter (Cacciatore d'ombra) di Philipp Egger, Italia. Vincitore categoria “Ritratti di animali”. Philipp aveva notato un nido di gufo reale durante un'arrampicata e ha trascorso quattro anni a osservarlo da lontano; la sua pazienza è stata poi ricompensata dal luccichio arancione degli occhi e dalla luce della sera che cadeva sulle piume del volatile. Ha pianificato questa immagine meticolosamente, fino alla leggera oscillazione della fotocamera per sfocare i pochi elementi presenti, utilizzando un teleobiettivo. Circa il doppio del peso di una poiana e con un'apertura alare che si avvicina ai 180 centimetri, questi formidabili predatori notturni sono tra i gufi più grandi. Nidificano su sporgenze rocciose riparate o in anfratti, tornando spesso nello stesso sito per anni. Photo © Philipp Egger, courtesy Wildlife Photographer of the Year

Altro italiano premiato è Philipp Egger, vincitore nella categoria Ritratti di Animali “con lo scatto Shadow Hunter (Cacciatore d’ombra), un gufo reale nelle montagne di Naturno (Bolzano) che emerge dal buio con il luccichio arancione degli occhi e la luce della sera sulle piume”. Sono finalisti con menzione d’onore gli italiani Fortunato Gatto con The frozen swan (Il cigno congelato) nella categoria Arte della natura, Roberto Marchegiani con The calm after the storm (La calma dopo la tempesta) e Shadowlands (Terre d’ombra) nella categoria Animali nel loro ambiente e Gabriella Comi con Wake-up call (Sveglia) nella categoria Comportamento: Mammiferi.

Novità e programma eventi

Oltre all’eccellenza delle opere esposte, la mostra del capoluogo lombardo è resa ancora più pregevole da varie novità, a partire dai QR Code accanto ad alcune foto “per accedere all’audio con Descrizioni Morfologiche che stimolano l’immaginazione, certificate DescriVedendo, realizzate dall’Associazione Nazionale Subvedenti”, e pensate per persone con disabilità visiva, importante passo in chiave di pari opportunità.

Caught in the Headlights (Catturato dai fari) di Simone Baumeister, Germania. Vincitore categoria “Arte della natura”. Simone ritrae un ragno tessitore a forma di sfera sulla sua ragnatela su un ponte pedonale, con la silhouette illuminata dalle luci delle auto sottostanti. Per ottenere questo effetto caleidoscopico, ha invertito uno dei sei elementi in vetro di un obiettivo analogico. In questo modo, l'immagine è distorta ai bordi, lasciando il centro nitidamente a fuoco. Ha poi ritagliato l'immagine per spostare leggermente il ragno fuori centro. Negli ambienti urbani, i ragni tessitori a forma di sfera spesso tessono ragnatele vicino alle luci artificiali che attraggono gli insetti di notte. La ragnatela funge da estensione del loro organo sensoriale, raccogliendo suoni e trasmettendo vibrazioni, comprese quelle delle prede, alle zampe. Photo © Simone Baumeister, courtesy Wildlife Photographer of the Year
Survival Purse (Borsa di sopravvivenza) di Ralph Pace, USA. Vincitore categoria “Subacquee”. Ralph fotografa splendidamente la teca ovarica o "borsa della sirena" di uno squalo marino, legata alla base di un'alga gigante. A causa delle forti correnti che lo spingevano da una parte all'altra, ha faticato a mantenere l'equilibrio per realizzare lo scatto. Ha illuminato la teca da dietro per rivelare l'embrione di squalo marino al suo interno, con le fessure branchiali e il sacco vitellino chiaramente visibili tra la scura foresta di alghe. I ricercatori stimano che le foreste di alghe nella baia di Monterey siano diminuite di oltre il 95% negli ultimi 34 anni. Gli squali marini dipendono dalle alghe per deporre le loro uova coriacee, il che li rende particolarmente vulnerabili a tali perdite. Photo © Ralph-Pace, courtesy Wildlife Photographer of the Year

Per la prima volta è possibile usufruire di maggiori informazioni “su alcuni degli habitat raffigurati grazie al rivoluzionario indice sviluppato dal Natural History Museum, il Biodiversity Intactness Index (BII) che misura quanto rimane della biodiversità naturale di una regione, su una scala da 0 a 100%. Adottato come indicatore ufficiale del Global Framework Biodiversity per le decisioni politiche, è uno strumento essenziale per capire, monitorare e comunicare i cambiamenti della biodiversità su scala globale e per tracciare i progressi verso gli obiettivi internazionali di conservazione”.

Synchronised Fishing (Pesca sincronizzata) di Qingrong Yang, Cina. Vincitore categoria “Comportamento: Uccelli”. Con tempismo, Qingrong immortala una garzetta che afferra la sua preda nel lago Yundang, vicino a casa sua, un luogo che visita regolarmente per fotografare la frenesia alimentare: le garzette pattugliano la superficie, pronte a balzare sui pesci che saltano per sfuggire ai predatori sottomarini. Un tempo porto marino naturale, il lago Yundang è stato isolato dal mare, quindi dalle maree e dalle correnti, durante lo sviluppo edilizio degli anni '70, ed è diventato inquinato e stagnante. Un progetto ingegneristico lo ha poi ricollegato al mare tramite un sistema di chiuse che regolano il flusso dell'acqua. Photo © Qingrong Yang, courtesy Wildlife Photographer of the Year
Vanishing Pond (Stagno che scompare) di Sebastian Frölich, Germania. Vincitore categoria “Zone umide - la visione d’insieme”. Sebastian trova un collembolo in una galassia di bolle di gas verde neon nelle brughiere austriache, un fragile ecosistema delle zone umide che è importante come grande riserva di anidride carbonica e come habitat per una fauna selvatica diversificata. Il minuscolo animale ha attraversato le bolle che fuoriuscivano dalle alghe, dando a questa immagine un senso di scala. L'Austria ha perso il 90% delle sue torbiere e solo il 10% di quelle rimaste è in buone condizioni. Platzertal è una delle ultime torbiere alte intatte delle Alpi austriache ed è un'area rinomata per le sue torbiere che immagazzinano carbonio. Photo © Sebastian Frölich, courtesy Wildlife Photographer of the Year

Si arricchisce anche l’offerta delle visite guidate, con visite tematiche interattive su diversi argomenti, “pensate su misura per adulti, famiglie e ragazzi, a cura del rinomato Gruppo Pleiadi, team di divulgatori scientifici attivi nei più importanti musei naturalistici d’Italia, che offrirà un approccio partecipativo e creativo, trasformando le immagini della mostra in occasioni di apprendimento e scoperta”.

Infine, sono previste serate gratuite di approfondimento “con fotografi naturalisti e divulgatori scientifici di altissimo livello, pronti a condividere esperienze, storie e segreti del loro lavoro” e, per tutto il periodo della mostra, l’Associazione Culturale Radicediunopercento organizza Corsi teorici di Fotografia, Seminari di Scienze Naturali online e Workshop pratici in natura.

Like an Eel out of Water (Come un'anguilla fuor d'acqua) di Shane Gross, Canada. Vincitore categoria “Animali nel loro ambiente”. Shane osserva una murena pepata, nel suo elemento naturale, mentre caccia carogne con la bassa marea. Ci sono voluti numerosi tentativi, durati diverse settimane, per documentare questo comportamento raramente fotografato. All'inizio le murene erano sfuggenti, ma aspettando, la pazienza di Shane è stata presto ricompensata dalla comparsa di tre esemplari. Le murene pepate sono ben adattate alla zona intertidale. Possono cacciare sia sopra che sotto la superficie dell'acqua grazie al loro olfatto e alla vista sviluppati, rimanendo a volte fuori dall'acqua per più di 30 secondi. Photo © Shane Gross, courtesy Wildlife Photographer of the Year
Alpine Dawn (Alba alpina) di Lubin Godin, Francia. Vincitore categoria 11-14 anni. Lubin ha avvistato uno stambecco alpino che riposava sopra un mare di nuvole durante una salita mattutina in montagna. Mentre la nebbia si alzava e il sole sorgeva sulle rocce, è tornato sui suoi passi per catturare questo momento etereo prima che la nebbia si infittisse e la luce svanisse. Originario dell'Europa, la specie è stata cacciata quasi fino all'estinzione all'inizio del 1800. Grazie agli sforzi di protezione e reintroduzione, gli stambecchi ora vagano in vaste aree delle Alpi. Tuttavia, un clima in rapida evoluzione, che causa variazioni nella disponibilità di cibo durante le stagioni riproduttive, potrebbe ostacolarne la sopravvivenza. Photo © Lubin Godin, courtesy Wildlife Photographer of the Year

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Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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