Eventi
Lo spettacolo della natura in scena a Milano. Il 61° Wildlife Photographer of the Year
By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Gennaio 2026
“Immagini che svelano la natura in tutta la sua bellezza: dai comportamenti curiosi degli animali alle specie a rischio di estinzione, dai dettagli sorprendenti delle piante ai paesaggi ancora intatti. Non mancano gli scatti che raccontano come il clima sta cambiando e quanto sia grave la perdita di biodiversità. Un messaggio forte per ricordare che è fondamentale prendersi cura del pianeta e che occorre cambiare il nostro modo di agire per costruire un futuro sostenibile”. È lo spettacolo della natura, immortalato in 60.636 fotografie da 113 Paesi, tra cui sono stati scelti i 100 scatti premiati a ottobre 2025 alla 61ª edizione del Wildlife Photographer of the Year, il concorso “di fotografia naturalistica più antico e prestigioso al mondo”, indetto dal Natural History Museum di Londra.
La mostra “più rinomata al mondo”
In contemporanea all’esposizione londinese, la mostra “più rinomata al mondo” sarà ospitata fino al 25 gennaio a Milano, al Museo della Permanente (via Filippo Turati 34), “offrendo al pubblico un’esperienza unica e speciale”.
Organizzata dall’Associazione culturale Radicediunopercento, presieduta da Roberto Di Leo, con il patrocinio del Comune di Milano e media partner LifeGate, la mostra, che si configura come “un viaggio coinvolgente e immersivo tra immagini ‘vive’, presentate in cornici retroilluminate a LED che esaltano ogni dettaglio con una nitidezza e una profondità straordinarie”, riunisce le immagini vincitrici e finaliste del concorso. Tutte foto che raccontano la bellezza, la potenza e la fragilità della natura.
“Altre 25 splendide foto premiate dal pubblico (People’s Choice) si possono ammirare su un grande schermo di 4 metri, con slideshow in loop, e una sala video, con monitor da 80 pollici, propone imperdibili filmati di backstage delle foto vincitrici, interviste ai fotografi e altri contenuti legati alla mostra”.
Tutte le foto esposte hanno una propria storia eccezionale “che si può leggere nelle didascalie arricchite dalle emozioni dell’autore durante la realizzazione dello scatto, i dati tecnici, le informazioni scientifiche sulle specie ritratte e citazioni dei fotografi e della giuria”.
Oltre agli scatti vincitori del Wildlife Photographer of the Year 2025, del Young Wildlife Photographer of the Year 2025 e dell’Impact Award, vengono esposte anche le immagini vincitrici e finaliste divise in categorie: Animali nel loro ambiente, Ritratti di animali, Comportamento: Uccelli – Mammiferi – Anfibi e Rettili – Invertebrati, Oceani – la visione d’insieme, Piante e funghi, Arte della natura, Subacquee, Fauna selvatica urbana, Zone umide – la visione d’insieme, Fotogiornalismo, Premio Fotogiornalista, Premio stella nascente, Premio Portfolio, e le sezioni dedicate ai più giovani, fino a 10 anni, 11-14 anni, 15-17 anni.
Nello spazio bookshop sono a disposizione il catalogo della mostra Wildlife Photographer of the Year Portfolio 35, redatto da Rosamund Kidman Cox, e il catalogo Wildlife Photographer of the Year: Highlight 11, con le 25 foto votate dal pubblico e le vincitrici di sezione delle 100 foto esposte.
I vincitori 2025
Come ogni anno sono stati assegnati diversi riconoscimenti.
Vincitore del Wildlife Photographer of the Year 2025 è il fotografo naturalista sudafricano Wim van den Heever “con la sua potente immagine Ghost Town Visitor (Visitatore della città fantasma) che evidenzia come la natura selvaggia può riappropriarsi degli spazi costruiti dall’uomo; una visione inquietante e affascinante di una iena bruna in visita ai resti scheletrici di una città mineraria di diamanti, abbandonata da tempo a Kolmanskop, in Namibia. Uno scatto, realizzato con la tecnologia delle fototrappole, che ha richiesto un decennio di attesa dopo aver notato per la prima volta le tracce dell’animale”.
Ha invece ricevuto il titolo di Young Wildlife Photographer of the Year 2025 Andrea Dominizi, “il primo italiano in assoluto a vincere il prestigioso premio per fotografi naturalisti di età pari o inferiore a 17 anni. La sua immagine After the Destruction (Dopo la distruzione) racconta una toccante storia di perdita di habitat, quella di un coleottero delle specie Cerambycidae in un’area disboscata sui Monti Lepini, nell’Italia centrale”, mentre è stato assegnato al fotografo brasiliano Fernando Faciole l’Impact Award, giunto alla seconda edizione. Il premio gli è stato assegnato “per la sua immagine Orphan of the Road (Orfano della strada) che mostra un cucciolo di formichiere gigante orfano mentre segue la sua custode in un centro di riabilitazione a Belo Horizonte. La madre è stata uccisa da un veicolo e la speranza è che il piccolo venga rilasciato in natura dopo essere stato incoraggiato a sviluppare le tecniche di sopravvivenza; una storia di speranza e di successo nella salvaguardia delle specie”.
Altro italiano premiato è Philipp Egger, vincitore nella categoria Ritratti di Animali “con lo scatto Shadow Hunter (Cacciatore d’ombra), un gufo reale nelle montagne di Naturno (Bolzano) che emerge dal buio con il luccichio arancione degli occhi e la luce della sera sulle piume”. Sono finalisti con menzione d’onore gli italiani Fortunato Gatto con The frozen swan (Il cigno congelato) nella categoria Arte della natura, Roberto Marchegiani con The calm after the storm (La calma dopo la tempesta) e Shadowlands (Terre d’ombra) nella categoria Animali nel loro ambiente e Gabriella Comi con Wake-up call (Sveglia) nella categoria Comportamento: Mammiferi.
Novità e programma eventi
Oltre all’eccellenza delle opere esposte, la mostra del capoluogo lombardo è resa ancora più pregevole da varie novità, a partire dai QR Code accanto ad alcune foto “per accedere all’audio con Descrizioni Morfologiche che stimolano l’immaginazione, certificate DescriVedendo, realizzate dall’Associazione Nazionale Subvedenti”, e pensate per persone con disabilità visiva, importante passo in chiave di pari opportunità.
Per la prima volta è possibile usufruire di maggiori informazioni “su alcuni degli habitat raffigurati grazie al rivoluzionario indice sviluppato dal Natural History Museum, il Biodiversity Intactness Index (BII) che misura quanto rimane della biodiversità naturale di una regione, su una scala da 0 a 100%. Adottato come indicatore ufficiale del Global Framework Biodiversity per le decisioni politiche, è uno strumento essenziale per capire, monitorare e comunicare i cambiamenti della biodiversità su scala globale e per tracciare i progressi verso gli obiettivi internazionali di conservazione”.
Si arricchisce anche l’offerta delle visite guidate, con visite tematiche interattive su diversi argomenti, “pensate su misura per adulti, famiglie e ragazzi, a cura del rinomato Gruppo Pleiadi, team di divulgatori scientifici attivi nei più importanti musei naturalistici d’Italia, che offrirà un approccio partecipativo e creativo, trasformando le immagini della mostra in occasioni di apprendimento e scoperta”.
Infine, sono previste serate gratuite di approfondimento “con fotografi naturalisti e divulgatori scientifici di altissimo livello, pronti a condividere esperienze, storie e segreti del loro lavoro” e, per tutto il periodo della mostra, l’Associazione Culturale Radicediunopercento organizza Corsi teorici di Fotografia, Seminari di Scienze Naturali online e Workshop pratici in natura.
AUTHOR
Cristina Ferrari
Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE
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