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Immagine del Villaggio Olimpico. Photo @ Donato Di Bello

Scalo Romana: un progetto internazionale e integrato per Milano Cortina e per il futuro di Milano

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Ottobre 2025

L'ex Scalo di Porta Romana. Photo @ Donato Di Bello

Centocinquantamila mq di residenze previste, di cui il 50% in edilizia convenzionata e popolare, inclusi 1.700 posti letto del Villaggio (che diventeranno alloggi per studenti); 320 appartamenti realizzati nel quartiere in edilizia accessibile; 40.000 mq di spazi per la comunità; 0 emissioni del Villaggio.

Sono solo alcuni dei numeri del Villaggio Olimpico e del futuro quartiere Scalo Romana, realizzato nell’ex Scalo di Porta Romana a Milano, presentato il 30 settembre da COIMA SGR (“COIMA”), azienda leader nell’investimento, sviluppo e gestione di patrimoni immobiliari per conto di investitori istituzionali, un progetto di rigenerazione urbana che trasformerà lo storico snodo ferroviario in un nuovo quartiere sostenibile e intergenerazionale, di cui il Villaggio è il primo tassello.

Il progetto prevede 1.700 posti letto “un contributo concreto che coprirà il 6% del fabbisogno di posti letto per studenti della città di Milano e che rientra nel 50% di edilizia accessibile del nuovo quartiere di Scalo Romana dove, grazie a un nuovo modello di sviluppo immobiliare fondato sulla collaborazione tra cooperative e fondi, verranno realizzati 320 appartamenti tra edilizia convenzionata ed edilizia residenziale pubblica (ERP)” per accogliere “2.000 residenti tra edilizia libera, convenzionata e pubblica, 6.000 lavoratori e con oltre 20 spazi per attività commerciali e servizi di prossimità al piano terra del nuovo complesso”.

Un intervento eccezionale

Il completamento del Villaggio Olimpico è stato realizzato “in tempi record, 30 mesi di cantiere e con 30 giorni di anticipo rispetto all’Accordo di Programma, rappresenta una vittoria per l’Italia ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026”, ha spiegato Manfredi Catella, Fondatore e CEO di COIMA.

Infatti, le strutture sono state ultimate con un anticipo di 30 giorni rispetto alla consegna prevista per fine luglio 2025 e il 1° ottobre sono entrate nella disponibilità di Fondazione Milano Cortina 2026, come previsto dall’accordo raggiunto tra quest’ultima e COIMA a luglio 2025.

La sfida successiva sarà la riconversione del Villaggio a studentato, operazione che verrà completata in 4 mesi.

“La progettazione del Villaggio – che nel 2025 ha conseguito dal British Safety Council il prestigioso ‘International Safety Award’ per gli elevati standard di sicurezza – ​è stata guidata dai più alti standard di sostenibilità, tenendo conto della configurazione post Olimpiadi del futuro studentato e rendendo l’intervento di riconversione tra i più rapidi nella storia degli eventi temporanei. La priorità è stata posta sull’integrazione nel futuro quartiere di tutti gli spazi fisici, i servizi e gli allestimenti già progettati per gli atleti, minimizzando così i lavori di riconversione dell’esistente in strutture permanenti e i relativi impatti ambientali. In particolare, i circa 10.000 mq adibiti a servizi per gli atleti – che comprendono spazi dedicati a palestra, coworking, ristorazione e strutture medico-sanitarie – saranno destinati a servizi privati di interesse pubblico o generale che possano contribuire all’attivazione del quartiere e dello studentato”.

Una filiera italiana e sostenibile

L'ex Scalo di Porta Romana. Photo @ Donato Di Bello

Si tratta non solo di un’infrastruttura sportiva, ma anche di un simbolo del creare valore e comunità, generando sviluppo sociale ed economico, come ha ricordato Ferdinando Boccia, Presidente della Cassa Dottori Commercialisti e Presidente Comitato Consultivo Fondo COIMA Impact: “Questo progetto va oltre l’infrastruttura sportiva: è un simbolo della capacità del nostro Paese di creare valore e fare sistema. Cassa Dottori Commercialisti, Enpam, Inarcassa e Cassa Forense hanno sostenuto fin dall’inizio questo progetto, con l’obiettivo di coniugare rendimento e impatto sociale. Dopo i Giochi, il Villaggio diventerà il più grande studentato convenzionato d’Italia, un’eredità concreta per le future generazioni. Esperienze come questa dimostrano che le opere infrastrutturali possono vivere e trasformarsi nel tempo. La sostenibilità e i criteri ESG guidano le scelte degli Enti di Previdenza Privati, non solo perché investire in progetti di riqualificazione urbana significa investire in ‘civiltà’ ma anche per creare valore tangibile per i professionisti di oggi e quelli di domani. Milano Cortina 2026 sarà ricordata per lo sport, ma il Villaggio resterà come segno tangibile di rigenerazione e responsabilità sociale”. Rigenerazione urbana che diventa opportunità, con la sostenibilità come valore etico e reale.

Insomma un progetto integrato e internazionale che fin dall’inizio ha perseguito obiettivi di qualità, sicurezza e sostenibilità, raggiunti grazie anche a una “filiera di produzione tutta italiana – per appalti assegnati del valore complessivo di 140 milioni di euro” – che ha realizzato il Villaggio “partecipando a un rigoroso processo di valutazione delle proprie performance di sostenibilità. L’innovazione introdotta nella produzione, dalla costruzione affidata al raggruppamento composto da Impresa CEV SpA, Grassi e Crespi Srl e Milani S.p.A. fino ai fornitori di componentistica e materiali, ha permesso di efficientare la realizzazione della struttura attraverso tecniche avanzate di prefabbricazione e serializzazione (es. scale e bagni), con una media a regime di 200 operai al giorno tra fabbrica e cantiere”, come ha spiegato Luca Mangia, General Manager COIMA REM.

La direzione lavori generale e architettonica del Villaggio Olimpico è stata curata da Progetto CMR, società di progettazione integrata che fa capo alla holding Progetto CMR International, che ha prediletto la produzione offsite della gran parte delle strutture portanti e dei principali componenti delle sei palazzine che ospiteranno gli atleti. L’intervento ha visto l’applicazione di un contratto di partnering: “una formula che va oltre il tradizionale concetto di appalto e si caratterizza per un sistema organizzativo-decisionale condiviso con la committenza, che trova applicazione nelle tecnologie e nell’organizzazione del cantiere e delle scelte di acquisto congiunto consentendo interventi in tempi più rapidi e maggiore efficienza”.

Il Villaggio diventa quindi case study e modello di sostenibilità integrata, con edifici a zero emissioni operative certificati LEED Gold e Wiredscore Platinum, grazie all’altissima efficienza energetica, all’assenza di combustibili fossili, all’uso di pompe di calore e alla produzione di energia elettrica tramite un impianto fotovoltaico da circa 1 MW. La progettazione include l’illuminazione LED con sensori e sistemi avanzati per la raccolta e il riutilizzo dell’acqua piovana. La mobilità sostenibile è incentivata con percorsi ciclabili, parcheggi per biciclette e colonnine di ricarica per veicoli elettrici, mentre il progetto promuove il benessere sociale con spazi pubblici accessibili e un forte impegno per la creazione di una comunità. Tutte queste caratteristiche concorrono a qualificare Scalo Romana come progetto pilota per la carbon neutrality nell’ambito del Piano Aria e Clima promosso dal Comune di Milano, pienamente allineato ai requisiti della tassonomia UE e quartiere idoneo all’ottenimento delle certificazioni LEED e WELL for Community”.

Il Villaggio e il quartiere Scalo Romana

Con la riconversione a studentato, il Villaggio diventerà il “il cuore giovane del quartiere”, come previsto dal progetto architettonico dello studio di architettura Skidmore, Owings & Merrill – SOM, incentrato sulla qualità della vita degli studenti e “finalizzato alla creazione di luoghi di aggregazione al servizio di una comunità giovane e internazionale, sia nelle aree esterne sia in quelle interne”, per creare un luogo fruibile a tutta la cittadinanza, in armonia con le altre strutture dello Scalo e con la città.

L’accordo tra COIMA e Fondazione Milano Cortina 2026 ha previsto la consegna di stanze già arredate secondo la configurazione definitiva di studentato, con “l’obiettivo di minimizzare gli sprechi e ridurre a soli 4 mesi i tempi di conversione del Villaggio, che rappresenterà una legacy importante per la città di Milano e per il Paese e un esempio di sostenibilità a livello mondiale” e di rendere la struttura accessibile e funzionante già dall’anno accademico 2026/27. Il nuovo studentato, oltre a contribuire attivamente a rispondere al fabbisogno abitativo degli studenti di Milano (ca. 200.000), fornendo, come già detto, il 6% dei posti letto necessari, si trova nel raggio di soli 15’ di bicicletta dalle Università Bocconi, Statale e Cattolica, e dalle scuole di alta formazione IULM, IED, NABA, Conservatorio Verdi, Accademia di Brera e Istituto Marangoni, e offrirà una serie di servizi legati a sicurezza, comfort e socialità (spazi pubblici, 2 lavanderie, 380 posti bici coperti; 42 cucine condivise, 2 palestre, 3 campi sportivi, 42 sale studio e sale hobby). Per le camere si sono scelti colori naturali e arredi modulari, facilmente inseribili negli ambienti, per creare spazi “neutri” che potranno venire personalizzati dagli ospiti. Il Villaggio sarà un luogo di socialità basato sui valori di crescita, inclusione e rispetto, e valorizzazione delle differenze.

 Il Villaggio Olimpico è stato concepito per avere una lunga vita dopo i Giochi, tenendo conto del suo impatto e del benessere dei suoi utilizzatori finali. La semplicità e l’efficienza hanno guidato la risposta progettuale. In particolare, l’opera è stata progettata con un’attenzione alla riduzione del carbonio sia nella fase costruttiva sia a regime, restaurando le strutture storiche dello scalo ferroviario e utilizzando una costruzione modulare a basse emissioni di carbonio per gli edifici. Inoltre, gli alloggi degli atleti utilizzeranno gli stessi arredi delle residenze degli studenti, riducendo al minimo gli sprechi e le interruzioni post-evento. Una volta completato, il disegno architettonico si fonderà anche su uno spazio pubblico vivo e accogliente, con terrazze verdi concepite come spazi per l’aggregazione sociale per gli studenti nella parte alta e un mix di servizi e negozi dedicati al quartiere nella parte bassa. Come ogni villaggio, si tratta di un attento connubio di spazi vecchi e nuovi che si fonderanno, nel tempo, in un unico spazio urbano”, ha affermato Colin Koop, architetto e Design Partner dello studio Skidmore, Owings & Merrill – SOM.

Oltre alle sei nuove palazzine residenziali e al recupero e trasformazione dei due edifici storici preesistenti (l’ex Squadra Rialzo, un tempo officina dedicata alla manutenzione delle locomotive, e l’edificio Basilico) verranno realizzati 40.000 mq di spazi pubblici e aree verdi che comprenderanno tre campi sportivi destinati a basket e padel; le piazze del Villaggio con servizi convenzionati a livello strada, oltre a spazi all’aperto dedicati a manifestazioni ed eventi comunitari; spazi flessibili alla base degli edifici. Le ampie terrazze laterali delle sei palazzine, eredità delle vecchie case di ringhiera milanesi, saranno invece “rivestite da piantumazioni verticali e avranno la duplice funzione di connettere gli edifici tra loro e di poter diventare veri e propri spazi di ritrovo”.

Immagine del Villaggio Olimpico. Photo @ Donato Di Bello

Un nuovo modello di sviluppo immobiliare

Il piano di sviluppo residenziale del nuovo quartiere “coprirà, fra studentato e abitazioni, il fabbisogno abitativo in edilizia sociale o convenzionata di oltre 2.500 persone, contribuendo concretamente al Piano Casa del Comune di Milano e al piano abitativo sostenibile promosso da Confindustria”: oltre allo studentato verranno realizzate, come già detto, circa 320 unità abitative in edilizia sociale o convenzionata nell’ambito dell’accordo quadro siglato tra COIMA e CCL (Consorzio Cooperative Lavoratori), di cui 220 in edilizia convenzionata ordinaria finanzieranno circa 100 alloggi in edilizia residenziale pubblica (ERP), con l’obiettivo di definire “un nuovo modello imprenditoriale, urbanistico e finanziario in ambito residenziale finalizzato alla realizzazione di interventi immobiliari con prezzi e canoni sostenibili, ma allo stesso tempo pienamente integrati nella realtà di quartiere”, grazie alla “creazione di contesti residenziali dove le componenti di edilizia libera, convenzionata e sociale popolare coesisteranno armonicamente, esprimendo un canone estetico omogeneo a livello architettonico attraverso il coinvolgimento di giovani professionisti emergenti”.

Il programma culturale

Fino alla primavera 2026 è inoltre previsto “un programma civico e culturale, con un palinsesto di eventi coordinato anche grazie all’esperienza maturata in Portanuova nella gestione di BAM – Biblioteca degli Alberi Milano, un progetto della Fondazione Riccardo Catella.​ Come esempio di questa attivazione, il Villaggio ha ospitato nel corso della presentazione una performance di BAM Fair Play, un viaggio in 70 tappe appositamente ideato da BAM per l’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, con performing arts e azioni partecipate per promuovere i valori Olimpici e Paralimpici attraverso la cultura, l’educazione e lo sport”, ha spiegato Kelly Russell Catella, Head Of Sustainability & Communication, COIMA, e Managing Director, Fondazione Riccardo Catella. Insomma, spazio pubblico che crea comunità e cultura condivisa.

Gli attori del progetto

L’intervento di riqualificazione è stato reso possibile dalla collaborazione tra investitori e istituzioni (Regione Lombardia, Comune di Milano, Fondazione Milano Cortina 2026, Coni, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero dello Sport, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Università e della Ricerca e Gruppo FS Italiane) e al coinvolgimento di progettisti di standing internazionale (lo studio di architettura Skidmore, Owings & Merrill – SOM, affiancato da COIMA Image per la progettazione degli interni, e lo studio Michel Desvigne per gli spazi a verde pubblico e attrezzato) in coordinamento con il masterplan generale di Outcomist.

Tra gli investitori primari, figurano Intesa Sanpaolo, nella doppia veste di investitore e finanziatore assieme a Crédit Agricole e l’Istituto per il Credito Sportivo a supporto dell’intera operazione; CDP – attraverso la controllata CDP Real Asset SGR, gestore del Fondo Nazionale Abitare Sociale (FNAS); il Fondo Impact, il più grande fondo di investimento in rigenerazione urbana discrezionale mai raccolto in Italia, che rappresenta i principali attori del sistema di previdenza italiano che investono nell’economia reale, tra cui Cassa Forense, ENPAM, Inarcassa, Cassa dei Dottori Commercialisti, Intesa Sanpaolo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Padova e Rovigo, Fondo Pensione Monte dei Paschi di Siena e Fideuram Vita.

Tra i promotori: COIMA, Covivio e Prada Holding, che insieme al Fondo Impact hanno coinvestito nella riqualificazione dell’ex Scalo.

AUTHOR

Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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