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Camparino in Galleria. Bar di Passo, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group

Luminose atmosfere. Il restyling del Camparino in Galleria a Milano

By Stefania Dalla Torre
Pubblicato il
Agosto 2025

Il progetto di restyling, ideato da Lissoni & Partners per Camparino in Galleria, valorizza la storicità del locale in stile Liberty esaltando le caratteristiche architettoniche e artistiche più salienti, dall’Art Nouveau al Futurismo, e rinnovando al contempo arredi e design con stile raffinato e contemporaneo.

“Prendere un bicchiere da seltz ghiacciato (dal colore opalescente), versare all’interno 9cl di Campari ghiacciato e aggiungere seltz a riempimento, assicurandosi di spruzzare con la seltz gun perfettamente al centro del calice, in modo da creare una foam compatta che ricopra la metà del bicchiere”. È questa la ricetta del Campari Seltz, il cocktail presentato e servito nel 1915, anno di inaugurazione del Camparino in Galleria a Milano, ritrovo per molti milanesi, letterati e artisti. Semplice e unico, il drink rappresentava l’iconico aperitivo perfettamente refrigerato da un sistema innovativo, dove l’acqua gassata per il seltz arrivava direttamente dalle cantine al bancone, permettendo di assaporare una bevanda fresca, riconoscibile dalla particolare texture, un successo che decreterà l’inizio della crescita del brand Campari.

Camparino in Galleria. Bar di Passo, veduta dall’esterno. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group
Camparino in Galleria. Bar di Passo, veduta dall’esterno. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group

Campari e il Camparino in Galleria a Milano

L’approccio imprenditoriale e l’orientamento verso l’innovazione hanno contribuito alla nascita di significative collaborazioni con figure di rilievo in molteplici settori, consentendo a Davide Campari di rinnovare il marchio fondato dal padre Gaspare Campari, creatore del celebre Bitter la cui ricetta, risalente al 1860, resta ancora oggi riservata. Scelte che si riflettono anche nell’architettura del Camparino in Galleria, nella selezione degli arredi, dei decori e dell’illuminazione, oltre che in una strategia di comunicazione distintiva, riconoscibile attraverso il caratteristico colore rosso rubino che rende il Campari unico nel panorama dei prodotti presenti sul mercato.  Associato alla modernità, il prodotto viene evocato attraverso ambienti e oggetti cult quali sifoni, bicchieri e le inconfondibili bottiglie rosse di Bitter Campari, contribuendo a consolidare il legame tra Campari e il “salotto di Milano”.

Camparino in Galleria. Bar di Passo, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group
Camparino in Galleria. Sala Spiritello, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group

Il design rappresenta un ulteriore elemento distintivo, come l’iconica bottiglietta di Campari Soda a forma di calice rovesciato in vetro trasparente smerigliato, con nome in rilievo e senza etichette, creata dal celebre artista futurista Fortunato Depero nel 1932. Il luogo del Camparino, tra la centralissima Piazza Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II, rappresenta la vivacità culturale e l’evoluzione storica, idee e stili nel tempo, ma soprattutto la contemporaneità e il successo di un brand dal 1860. Campari Group oggi è tra i maggiori player a livello mondiale nel settore degli Spirits con oltre 50 marchi, 24 siti produttivi in tutto il mondo e una rete distributiva propria in 27 Paesi che include tra le proprie strategie, l’incremento e la crescita del brand attraverso marketing e innovazione d’eccellenza.

Camparino in Galleria. Bar di Passo, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group
Camparino in Galleria. Sala Spiritello, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group

Il progetto di restauro conservativo

Nel 2019, a seguito degli interventi di conservazione e restyling realizzati da Lissoni & Partners, il Camparino in Galleria ha riaperto le sue sale al pubblico completamente rinnovate. L’intervento ha tutelato la storicità del luogo e preservato le caratteristiche architettoniche originali, introducendo elementi innovativi negli ambienti distribuiti sui tre piani del locale. Questo progetto pone particolare attenzione alla convivialità e al legame culturale con la città, valorizzando tradizione, prodotto e brand identity attraverso uno stile elegante e contemporaneo.  La riapertura include la collaborazione tra Campari e lo chef stellato Davide Oldani, che per l’occasione propone una cucina ispirata al cocktail pairing. L’accurata selezione di abbinamenti fra cocktail e piatti della tradizione italiana mira a valorizzare sapori e aromi, offrendo esperienze gastronomiche esclusive attraverso una perfetta sinergia tra le diverse creazioni.  All’ingresso al piano terra troviamo il Bar di Passo con dehor esterno, al primo piano Sala Spiritello con l’affaccio sulla Galleria Vittorio Emanuele II, mentre al piano interrato Sala Gaspare Campari.

Camparino in Galleria. Sala Spiritello, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group
Camparino in Galleria. Sala Spiritello, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group

Il Bar di Passo è stato oggetto di un intervento di restauro conservativo che ha recuperato e mantenuto le opere presenti negli interni, come il mosaico in stile Liberty realizzato da Angelo D’Andrea e il bancone in legno con intarsi geometrici dell’ebanista Eugenio Quarti. L’intervento ha incluso anche il rifacimento delle vetrine, degli ingressi e del cassettonato superiore, rispettando le forme originarie, oltre al restauro delle specchiere e dei lampadari in ferro battuto prodotti dal maestro Alessandro Mazzucotelli. Tavoli e poltroncine del dehor adiacente sono stati restaurati mantenendo intatta l’eleganza senza tempo e la loro raffinata semplicità. Nell’area di collegamento verso il dehor, lo stile viene rinnovato anticipando le atmosfere del primo piano, pur mantenendo la coerenza e l’identità che lo contraddistinguono rispetto al Bar di Passo. La pavimentazione a scacchiera, realizzata con gli stessi materiali – marmo bianco di Carrara e marmo rosso di Verona – garantisce continuità formale con l’ambiente circostante. Nel progetto si inserisce inoltre un elemento di design contemporaneo: una struttura retroilluminata a tutta altezza che guida il visitatore all’accesso al piano superiore.

Camparino in Galleria. Bar di Passo, veduta dal dehor verso l’interno. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group
Camparino in Galleria. Bar di Passo, veduta del dehor esterno. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group

La scala che collega Sala Spiritello al primo piano con la Sala Gaspare Campari al piano interrato è rivestita con boiserie in noce, elemento che riprende lo stile del piano ammezzato; il vano ascensore è invece rivestito in ottone brunito. La Sala Spiritello mantiene il legame con la storicità del luogo, pur presentando un rinnovamento mirato ad attrarre non solo gli affezionati frequentatori, ma anche un pubblico più giovane e cosmopolita. L’ambiente si articola attorno a un elemento di arredo centrale che funge da bancone bar e un social-table a penisola, con rivestimento in specchio cannettato retroilluminato; entrambi progettati per valorizzare le attività di preparazione e degustazione dei cocktail. Il setto centrale, illuminato e rivestito anch’esso in specchio cannettato, è corredato di mensole in cristallo dedicate all’esposizione dei bicchieri da cocktail. L’uniformità architettonica dell’ambiente è assicurata dalla pavimentazione in seminato veneziano e dalla boiserie in noce. In omaggio alla tradizione del Camparino, tutte le boiserie sono arricchite da lesene da pavimento a soffitto; le ampie finestre ad arco sulla Galleria continuano ad accogliere panche in legno con cuscini in velluto rosso, mentre la parete di fondo conserva le nicchie rivestite in specchio. L’ambiente è ulteriormente valorizzato dal soffitto a losanghe retroilluminato, in continuità stilistica con il cassettonato del Bar di Passo, e contribuisce a ricreare un’atmosfera elegante e luminosa, assicurando così l’illuminazione uniforme e discreta della sala.

Camparino in Galleria. Particolare della scala interna di collegamento. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group
Camparino in Galleria. Sala Spiritello, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group
Camparino in Galleria. Sala Gaspare Campari, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group

La Sala Gaspare Campari è stata recentemente realizzata, recuperando gli spazi che in precedenza ospitavano i magazzini del locale. Le lampade installate sulle volte richiamano il motivo dei rosoni della pavimentazione della Galleria, mentre il bancone in legno proviene dal primo piano.  L’allestimento è flessibile e pensato per diversi tipi di eventi: corsi per bar-tender, come ulteriore sala ristorante, oppure come area lounge.

Piero Lissoni così descrive il concept del progetto di restyling: “Rinnovare architettonicamente un locale come il Camparino, non significa solo riportare alla luce i dogmi dell’interior design milanese, significa soprattutto riportare alla luce il significato dello stare in società e rivalutare la cultura della convivialità”.

Restyling, arte e comunicazione

Camparino in Galleria. Sala Gaspare Campari, veduta degli interni. Photo © Santi Caleca, courtesy Lissoni & Partners, Campari Group

Lissoni Casal Ribeiro ha collaborato con Campari nella selezione e nell’inserimento di opere storiche di particolare rilievo e parte dell’Archivio, tra cui l’originale manifesto pubblicitario Spiritello con sfondo scuro e immagini colorate del 1921, opera del pittore e illustratore Leonetto Cappiello, mentre le illustrazioni nelle nicchie sono realizzate da Ugo Mochi e nella Sala Gaspare Campari è esposto il dipinto Campari di Marcello Nizzoli.

Creatività che diventa ispirazione collettiva e che sottolinea al contempo i cardini fondamentali della comunicazione Campari: “Passione, approccio cosmopolita, unicità e prestigio”.  Un ruolo centrale è ricoperto dalla pubblicità e dalla grafica; emblematico in tal senso è il primo manifesto pubblicitario realizzato da Bruno Munari per l’inaugurazione della “linea rossa” della metropolitana milanese nel 1964, linea che collega simbolicamente il Duomo a Sesto San Giovanni, sede dello stabilimento Campari dal 1904. Tale opera, oggi conservata presso il Museo MOMA a New York nella sezione Architecture & Design, testimonia il rilievo internazionale raggiunto dal marchio.  Evoluzione e storia della Red Passion, quella passione audace che catalizza da oltre un secolo creativi, pubblicitari, pittori e scultori, fotografi e registi come il vincitore del prestigioso Premio Oscar Paolo Sorrentino che, nella realizzazione di uno short-movie per la campaign creation del 2017, cattura l’essenza stessa del brand: “Nulla può essere creato senza Passione”. La vasta documentazione e produzione per la comunicazione come disegni, stampe, manifesti pubblicitari e progetti inediti, sono raccolte nell’Archivio Storico Campari presso la Galleria Campari nell’Headquarter Campari di Sesto San Giovanni in provincia di Milano.

La galleria è accessibile al pubblico anche durante esposizioni tematiche, tra cui la recente mostra curata da Marta Sironi, terminata lo scorso 30 giugno 2025 dal titolo: Bold! Declinazioni tipografiche Campari: Munari, Depero e oltre. L’esposizione, incentrata sull’immagine, il lettering, il disegno e l’architettura tipografica futurista, ha presentato più di 170 opere realizzate da artisti del XX secolo.

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Stefania Dalla Torre

Stefania Dalla Torre è laureata al Politecnico di Milano in architettura e libera professionista. Scrive per riviste architettura e design. Dal 2023 collabora con la rivista LUCE.

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