CONDIVIDI
Vista dallo Scalone d'Onore del Palazzo della Triennale. Photo Gianluca Di Ioia; © La Triennale di Milano

Un curatore si racconta: Paola Antonelli ospite d’onore durante la Arch Week milanese

By Monica Moro
Pubblicato il
Maggio 2024

Che cos’è il ruolo del curatore? Paola Antonelli si racconta in A curator’s tale in Triennale davanti a un folto pubblico, suscitando, come le riesce sempre, spirali di riflessioni e ispirazioni.

"A curator’s tale” in Triennale

È un venerdì sera, il talk rappresenta il momento clou della settimana dell’architettura, la Arch Week 2024, nel Salone d’Onore del Palazzo della Triennale, in una Milano che si prende una pausa nelle previsioni di una escalation estrema climatica e accenna appena alla stagione estiva. Le prime parole le dedica ad Andrea Branzi e al pensiero e design “debole”, una filosofia progettuale diffusa fatta di piccoli interventi e di ricostruzione e di riparazione, il filo conduttore di questa settimana dell’architettura.

Vista dallo Scalone d'Onore del Palazzo della Triennale. Photo Gianluca Di Ioia; © La Triennale di Milano

La curatela del MoMA di New York

Paola Antonelli. Photo Marton Perlaki; courtesy Triennale

Paola Antonelli è Senior Curator, ossia la responsabile della sezione Architettura e Design del prestigioso MoMA di New York dal 1994. Lì ha fondato e dirige il settore R&S, ricerca e sviluppo non industriale bensì sociale e, oltre a curare mostre e dibattiti, si occupa anche della scelta dei pezzi da inserire nella collezione permanente del famoso museo newyorchese. È stata nominata dalla rivista Time una dei 25 visionari del design più influenti al mondo, ha ottenuto il premio Design Mind Smithsonian Institution’s National Design Award, è stata inserita nella US Art Directors Club Hall of Fame e ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, l’AIGA (American Institute of Graphic Artists), la London Design Medal e il German Design Award.

“MoMA R&D Salon”: un’iniziativa che coinvolge il pubblico

Paola Antonelli ha spiegato all’audience come il tema del suo talk, la narrazione del lavoro che svolge, sia stato preso dal titolo del primo appuntamento della serie dei MoMA R&D Salon, un salotto curatoriale aperto al pubblico sul modello oxfordiano: degli speaker presentano un argomento da diversi punti di vista e il pubblico vota o dibatte. Un’iniziativa che non solo informa, ma coinvolge direttamente il pubblico, una forma di design diffuso.

Good Design è sempre così? L’esperimento “Design and violence”

Aperta al mondo e interessata a tutto ciò che vi accade ha esplorato cosa significa essere un curatore, sia all’interno di un museo che al di fuori delle mura museali, negli ambiti commerciali, didattici e sociali sotto forma di un dialogo multiplo. Maria Popova, un critico con cui collabora, l’ha sopranominata Curious octopus, polpo curioso, una definizione che lei ha subito adottato e usato anche sui social dove è molto attiva. Uno dei progetti che ha lanciato, un esperimento curatoriale, è Design and violence dove viene investigato il ruolo del design nell’espressione o nella mitigazione dell’aggressività. Il design applicato è sempre good design? Porta sempre un beneficio o può essere applicato in forme distorte? Questi sono alcuni dei quesiti che sono stati posti su una piattaforma web dedicata, poi l’esperimento è diventato un libro e una mostra. Con gli oggetti, dichiara Paola Antonelli, si può discutere l’ambiguità della violenza.

“Broken Nature, Life Cycles” e le declinazioni dei materiali

Broken Nature. Photo Gianluca Di Ioia; © La Triennale di Milano

Un importante capitolo della sua vita è la Triennale di Milano in cui Paola Antonelli ha esordito nel suo percorso professionale, con un background di formazione bocconiana e poi politecnica. In Triennale, nel 2021, è stata curatrice della ventiduesima Esposizione Internazionale intitolata Broken Nature, un’esplorazione di design, materiali e strategie che reinterpretano il rapporto tra gli esseri umani e il contesto in cui vivono alla luce dell’era dell’Antropocene e della crisi planetaria.

Al MoMa di New York ha curato la mostra, aperta fino al 7 luglio di quest’anno, Life cycles The Materials of Contemporary Design che, spiega, ha voluto allestire per riprendere le fila della sua prima importante mostra al MoMA stesso, nel 1995, che si chiamava Mutant materials in contemporary design, per capire a che punto

siamo nella ricerca sui materiali oggi. Si tratta di un’ottantina di opere di design contemporaneo della collezione del MoMA, progettate da 40 designer, che considerano l’intero ciclo di vita dei materiali, dall’estrazione fino al riciclaggio, al riciclo o allo smaltimento, oltre a esprimere valori estetici e funzionali.

Il ruolo curatoriale dunque si prospetta essenziale, dando vita a nuovi stimoli di pensiero e intrecciando “fili” filosofici, questo il messaggio della settimana d’architettura Arch Week 2024.

AUTHOR

Monica Moro

Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga

CONDIVIDI

LEGGI DI PIÚ

Newsletter

STAY UPDATED ON ALL THE NEWS

Resta sempre aggiornato sul mondo della luce. Iscriviti alla nostra Newsletter
LUCEWEB significa tendenze, scenari e innovazione della luce in relazione al design, all’architettura, alle città e all’arte. Una piattaforma editoriale integrata (cartacea, digitale e web) che racconta come la luce influenzi e cambi i luoghi del nostro abitare, la scenografia delle nostre città e migliorare l’ambiente. Ogni giorno pubblichiamo notizie per comunicare e scoprire percorsi inaspettati e sorprendenti in cui la luce è protagonista