A Gallarate (VA) al MA*GA è in corso una mostra antologica completa di una protagonista dell’avanguardia astratta, entrata nella storia dell’arte del secondo Novecento. Stiamo parlando dell’indomabile Dadamaino, all’anagrafe Edoarda Emilia Maino (Milano, 1930-2004).

La Collezione Peggy Guggenheim per la prima volta espone a Palazzo Venier dei Leoni, sul Can Grande di Venezia, sessanta opere di Marcel Duchamp (Blainville-Crevon 1887- Neuilly-sur-Seine 1968), padre del dadaismo e precursore dell’arte concettuale. In mostra tra dipinti, fotografie, valige e altri inediti lavori, realizzati tra il 1911 e il 1968, spiccano i suoi ready-mades iconici, Boîte-en-valise (Scatola in valigia, 1935-1941), che hanno rivoluzionato la storia dell’arte contemporanea.

Restyling e ripensamento dell’Accademia Carrara di Bergamo: una radicale redistribuzione degli spazi interni, apertura di 3mila metri quadri di giardino e creazione di nuovi spazi.

Entrare nelle Gallerie d’Italia a Milano in Piazza Scala è un’immersione nella storia dell’architettura e dell’arte in sé, dove si compie un viaggio dentro l’evoluzione della bellezza di ieri e di oggi. L’esperienza culturale è totalizzante con la mostra Moroni. Il ritratto del suo tempo, a cura di Simone Facchinetti e Arturo Galansino, di respiro internazionale, dedicata al pittore bergamasco protagonista del Rinascimento lombardo che ha sedotto Bernard Berenson, Jacob Burckardt, Roberto Longhi, Flavio Caroli e altri illustri storici dell’arte.

Il 13 gennaio nell’Oratorio di San Protaso è stata inaugurata la rassegna di Light Art “San Protaso in Luce”, con il Timone Cosmico navigare seguendo la Luce di Nino Alfieri e a rotazione seguiranno Emanuele Alfieri, Marco Brianza, Paolo Calafiore, LeoNilde Carabba, Cristiana Fioretti, Kaneko Studio, Massimo Hachen, Pietro Pirelli e Sebastiano Romano.

Si è spento a 89 anni Giovanni Anselmo, nato a Borgofranco d’Ivrea il 5 agosto 1934, pittore autodidatta, dal 1967 tra i fondatori e protagonista dell’Arte Povera, movimento di avanguardia storica teorizzato da Germano Celant.

La Sala del Cenacolo è l’antico refettorio dell’affascinante complesso del monastero Olivetano di San Vittore del XVI secolo, trasformato dal 1806 in ospedale militare e poi in caserma e dal 1953 sede del Museo della Scienza e Tecnologia, dove si trovano straordinari affreschi e stucchi di Piero Gilardi (1677 – 1733) e Giuseppe Antonio Castelli, detto il Castellino (1655 circa – 1724), considerati tra le rare testimonianze del Barocchetto lombardo. In seguito all’eccellente restauro conservativo e innovativo al tempo stesso, a cura di Vanda Franceschetti e Matteo Pelucchi e una affiatata squadra di restauratori, promosso dall’Osservatorio sul Patrimonio Scientifico e Tecnologico del Museo, gli affreschi sono stati riportati alla luce originale e tutto è più leggibile e fruibile, dettagli inclusi.

Tutta l’arte è finzione, per capirlo basta il titolo Untrue Unreal (non vero e non reale), scelto per la sua mostra monografica a Palazzo Strozzi a Firenze da Anish Kapoor, maestro dell’impossibile che ha superato il confine tra pittura e scultura, plasticità e immaterialità, indagatore dell’ignoto e dimensioni sconosciute come nessun’altro e che ha rivoluzionato l’idea di scultura nell’arte contemporanea. 

Il tempo che passa produce ansia, l’iperattività e lo sconforto di un presente complesso e belligerante porta allo scontento e all’autodistruzione, la superficialità della comunicazione in rete svuota di contenuto le relazioni umane e in questo flusso caotico e annichilente il rimedio è nella contemplazione riflessiva dell’arte, il saper guardare opere che inducono al viaggio oltre la banalità del reale, sperando di approdare nell’immaginario di una terra incognita e misteriosa.
Questo è il suggerimento della mostra Viaggio di Luce, un progetto espositivo che accomuna per la prima volta le opere di Claudio Parmiggiani e Abel Herrero, ideato dal Museo Novecento, promosso da Città Metropolitana di Firenze, a cura di Sergio Risaliti e organizzato da MUS.E e Associazione Kontainer, esposto nella Galleria delle Carrozze di Palazzo Medici Ricciardi (fino al 21 gennaio – ingresso gratuito).

Per capire meglio come e perché colore e razionalità sono complementari, è utile leggere il libro Il Colore  Razionale. Le risorse metodologiche e progettuali di NCS –NATURAL COLOR SYSTEM®© a cura di Eugenio Guglielmi e Gianluca Sgalippa (edito da Maggioli Editore), comprensivo di quattordici illuminanti saggi di  NCS Colour Centre Italia System®©, Gianpiero Alfarano, Anna Anzani ed Emilio Lonardo, Cristina Boeri, Aldo Bottoli, Paolo Buonaiuto, Maria Cristiana Fioretti, Ignazio Gadaleta, Eugenio Guglielmi, Marcello Melis, Clemente Micciché, Orietta Pelizzari, Cristina Polli e Gianluca Sgalippa che mettono in discussione il valore fondamentale della Cromatologia classica, all’insegna di una lettura trasversale, soprattutto connessa alla contemporaneità “fluida”, in cui il colore diventa materia aperta alla sperimentazione digitale associata all’esplorazione di nuovi codici formali e cromatici orientati verso sorprendenti orizzonti percettivi.

Nel cortile interno della Galleria di Arte Moderna e Contemporanea – GAMeC – di Bergamo, spicca la seconda opera al neon di  Vite operese, progetto di Valerio Rocco Orlando, a cura di Caroline Corbetta e commissionato dall’imprenditore culturale Guido Berlucchi, sul tema del lavoro nell’ambito dell’arte pubblica della Franciacorta e di Bergamo e Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023.  

Assolutamente da non perdere la mostra Y.Z. Kami. Light, Gaze, Presence, a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli, allestita fino al 24 settembre 2023 al Museo del Novecento di Firenze.

18. Biennale di Architettura a Venezia in bilico tra contenuto, forma e poetica, politica, società e cultura, di taglio sociologico e narrativo.

A Roma, nella galleria Sinopia, è in corso la mostra Paesaggi Cosmici nell’ambito del ciclo Lentē (significa lentamente), con 14 opere di Leonilde Carrabba che indagano l’orizzonte di riflessione soggettivo e universale, dall’energia elettrizzante.

Dora Tass, antropologa e artista romana che vive a Santa Fe (New Mexico) che dal 2007 lavora con la luce ed è interessata al fotone, alla frequenza, all’onda e all’ologramma, si rivela in questa intervista.