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Il Cantù/Orefici building a Milano. Photo Giacomo Albo; courtesy of Barreca & La Varra

Gianandrea Barreca, uno sguardo attento sull’abitare

By Monica Moro
Pubblicato il
Luglio 2026

Gianandrea Barreca. Photo Ugo De Berti; courtesy of Barreca & La Varra

Gianandrea Barreca (1969–2026), nato a Genova, è stato una figura centrale dell’architettura italiana contemporanea, un progettista che ha saputo coniugare una rigorosa ricerca teorica con una pratica professionale di alto profilo, ridefinendo il volto di Milano e non solo. Gianandrea Barreca ha interpretato l’architettura vivendola come una disciplina dinamica che passa attraverso l’attenta osservazione dell’abitare, un metodo critico per interrogare le trasformazioni urbane, il rapporto tra costruito e natura, e la funzione sociale degli spazi. Il suo lascito intellettuale e professionale è indissolubilmente legato alla sua capacità di concepire l’edificio come parte integrante di un sistema urbano complesso, capace di accogliere e curare accompagnando le molte trasformazioni in atto verso una città più vivibile.

La carriera e l’esperienza con Boeri Studio

La sua carriera ha attraversato fasi cruciali: dall’esperienza del Gruppo A12, fondato con un gruppo di amici nel 1993 per esplorare i confini tra arte, spazio pubblico e città, fino alla fondazione di Boeri Studio nel 1999 insieme a Stefano Boeri e Giovanni La Varra. In particolare con Boeri, Barreca ha condiviso un sodalizio creativo di straordinaria importanza, culminato nella realizzazione del Bosco Verticale a Milano, un’opera iconica che ha trasformato il concetto di grattacielo introducendo la vegetazione come elemento biologico strutturale dell’involucro architettonico. Con Boeri Studio ha firmato, tra gli altri, anche la Villa Mediterranée a Marsiglia e il Padiglione Sforza del Nuovo Policlinico di Milano, ora prossimo all’inaugurazione a 19 anni dalla vittoria del concorso internazionale. Dopo questa esperienza, nel 2008 ha fondato con Giovanni La Varra lo studio Barreca & La Varra, con il quale ha proseguito una ricerca focalizzata sulla rigenerazione urbana, l’housing sociale e le grandi attrezzature pubbliche.

Il Bosco Verticale a Milano. Photo Nancy Da Campo Architecture Photography; courtesy of Barreca & La Varra
La Villa Mediterranée a Marsiglia. Photo Carlo Alberto Mari; courtesy of Barreca & La Varra

Lo Studio Barreca & La Varra

Il Cantù/Orefici building a Milano. Photo Giacomo Albo; courtesy of Barreca & La Varra

I progetti dello studio hanno vinto premi internazionali come il German Design Award, il BIG SEE Architecture Award, il Best Tall Building Worldwide Award. A Milano gli architetti hanno realizzato il Siemens HQ, il Campus Symbiosis della ICS Milan International School, gli uffici RCS B5, il Cantù/Orefici Building, l’housing sociale 5Square, mentre a Tortona hanno firmato la Cittadella dello Sport, a Genova l’housing sociale Ex-Boero, a Scandicci gli uffici Pantin 1. Sono in corso i progetti che ridisegneranno le aree milanesi dell’Ex-Macello e dello Scalo Greco-Breda, esiti dei concorsi internazionali C40 Reinventing Cities 2018 e 2020.

Nel 2015 lo Studio è stato insignito, da parte della Newschool of Architecture and Design di San Diego, del Global Design and Innovation Award è dal 2018 al 2023 è stato membro del Comitato tecnico-scientifico per l’Arte e l’Architettura Contemporanee del Mibac (Ministero dei beni e delle attività culturali).

Ha collaborato a lungo con Pittimmagine Discovery per mostre e attività di ricerca ed è stato consulente per architettura e urbanistica de Le Fond Belval, un ente pubblico per la costruzione della Cité des Sciences sull’area dismessa di Belval in Lussemburgo.

La 5Square. Photo Carola Merello; courtesy of Barreca & La Varra
La Cittadella dello sport a Tortona. Photo Carola Merello; courtesy of Barreca & La Varra

Attività didattica e di ricerca e Domus Academy

L’attività di Barreca non si è limitata al cantiere: dal 2004 ha collaborato con la Domus Academy di Milano – scuola post laurea di II livello, parte delle Laureate International Universities – come docente, poi come Direttore del Master in Urban Vision and Architectural Design e Scientific Advisor del Design Cluster, e ha fatto parte del prestigioso Domus Academy Metaphysical Club che coinvolge alcune tra le personalità più importanti e innovative del mondo culturale internazionale. Ha collaborato anche con l’Università di Genova, l’Università di Pavia e la Syracuse University di Firenze, trasmettendo una visione dell’architettura radicata nel contesto, attenta alla sostenibilità intesa come durata e capacità di adattamento.

L'headquarter di Ugolini S.p.a. a Torrevecchia Pia (PV). photo Carola Merello; courtesy of Barreca & La Varra
Una villa e il suo giardino. Photo Carola Merello; courtesy of Barreca & La Varra

Il Gruppo A12

Con il Gruppo A12, collettivo fondato, come già detto, nel 1993 con Andrea Balestrero, Antonella Bruzzese, Maddalena De Ferrari, ha promosso e realizzato seminari, ricerche, mostre, installazioni (Biennale di Venezia, Museo KrollerMuller a Otterlo, Barbican Gallery a Londra, Museo PS1 di New York) sull’attuale condizione urbana e, in particolare, sul rapporto tra contesto urbano e arte pubblica. Il Gruppo A12 affronta i temi dell’architettura, dell’urbanistica e dell’arte contemporanea in maniera trasversale, incrociandoli e sovrapponendoli, con progetti a scale molto diverse tra loro realizzati in Italia, Olanda, Slovenia, Giappone, Turchia, Romania, Francia, Stati Uniti, Germania e Svezia.

Pubblicazioni

Gianandrea Barreca è stato un progettista capace di vedere oltre la superficie delle cose, alla costante ricerca delle condizioni che permettono a una città di funzionare, accogliere e curare, ma anche profondamente influenzato dal suo legame identitario con il mare e il paesaggio della sua Liguria. Ha creduto fermamente nell’architettura come strumento di miglioramento sociale e culturale La sua carriera si è sviluppata attraverso numerosi progetti di diversa scala e tipologia, dal residenziale al pubblico, dall’urbanistica all’interior design. Il suo stile si caratterizzava per un’attenzione particolare alla qualità dei materiali e alla relazione tra l’edificio e il paesaggio circostante. È stato anche curatore di diverse pubblicazioni che raccolgono lavori e ricerche svolte con la Domus Academy, come Canton Ticino: territory of a new modernity (3 edizioni) e New water anthropology, una raccolta di studi sulla relazione tra architettura e acqua, tema di particolare interesse nelle sue attività di ricerca e progetto. Con Giovanni La Varra ha pubblicato due monografie sul lavoro dello studio: Barreca & La Varra. Questioni di facciata, a cura di Moreno Gentili (Skira, 2012), e Il superfluo e il necessario. Architetture di Barreca & La Varra (THE PLAN Editions, 2024).

Barreca va ricordato anche per l’attenzione al “come” l’architettura viene vissuta e trasformata dagli utenti nel tempo, rifiutando ogni forma di gesto autoreferenziale o puramente spettacolare. Vi invitiamo a leggere sul sito dello studio (http://barrecaelavarra.it/piccoli-pensieri-sparsi-la-citta-del-post-coronavirus/) i Piccoli pensieri sparsi per la città del post Coronavirus che il progettista scrisse nel primo periodo della pandemia. Qui riportiamo una sua breve riflessione su come potrebbero evolvere le città: “La città è bella perche è grande, confusa e caotica, e in fondo ci piace così, e piace così a chi ci è nato e ha deciso di restarci, e a chi ci si è trasferito e ha scelto di viverci […] Si tratterà di impiantare, sulla struttura urbana esistente, una più fitta e minuta rete di attività e servizi tra loro interconnessi, in modo da rendere meno necessari spostamenti continui e plurimi. Non tutte le parti delle nostre città sono attrezzate per accogliere e restituire servizi diffusi in modo che questa nuova geografia e trama dimensionale sia possibile. Certo è che dovremmo provare a farlo, magari non sarà possibile farlo in un tempo breve e non certo come risposta immediata all’emergenza, ma si dovrà tentare”.

AUTHOR

Monica Moro

Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga

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