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La nuova mappa del Fuorisalone: nasce Superstudio Design
By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Marzo 2026
INDICE
- 1 Tre sedi e tre prospettive per un progetto di città e futuro del design
- 2 L'hub delle grandi firme del design internazionale: SuperNova (Superstudio Più | Tortona, via Tortona 27)
- 3 Le esposizioni collettive
- 4 I progetti
- 5 La città ideale dove design, arte e architettura si incontrano: SuperCity (Superstudio Maxi | Barona, via Moncucco 35)
- 6 Le mostre di Superdesign Show
- 7 La venue per le nuove proposte del design tra creatività e sperimentazione: SuperPlayground (Superstudio Village | Bovisa, via Negrotto 59)
Superstudio Design: è questa “la mappa diffusa che ripensa l’esperienza della Milano Design Week. Un punto di svolta che esce dall’idea del District e crea nuovi itinerari nella città”, nata per la 26ma edizione di Superstudio.
Tre sedi e tre prospettive per un progetto di città e futuro del design
Il nuovo format prevede 30.000 mq di spazio espositivo, distribuiti tra le tre sedi Superstudio Più, Superstudio Maxi e il nuovo Superstudio Village, che “ospiteranno un progetto articolato in tre percorsi tematici, tre zone della città, tre visioni complementari del design contemporaneo. Un format che attraversa Milano da Tortona a Barona fino a Bovisa, mettendo in dialogo nuove polarità urbane in un racconto che intreccia il design con l’arte grazie ad una presenza estesa significativa”.
Ma a venire moltiplicate per tre saranno anche “le direzioni di ricerca che rappresentano l’identità del progetto, a partire dall’evento di inaugurazione”, l’Opening Night (direzione artistica e concept creativo a cura di Negri Firman PR & Communication) che si aprirà con “una performance inaugurale del coreografo Yoann Bourgeois, concepita come atto simbolico per attivare lo spazio ed esplorare in anteprima l’installazione scenografica di Moooi. Il lavoro, che indaga equilibrio, gravità e movimento del corpo nello spazio, introduce in forma poetica il dialogo tra design, architettura e gesto performativo che attraversa l’intero progetto”.
La molteplicità di approcci si riflette nei tre temi e nelle tre aree della città “che esprimono ciò che consideriamo fondamentale per la crescita del design contemporaneo: il dialogo con i grandi protagonisti internazionali, la ricerca curatoriale e la valorizzazione della ricerca e delle nuove generazioni con ritorno allo spirito autentico e sperimentale che ha dato origine al Fuorisalone”.
Le tre prospettive si uniscono in un unico obiettivo strategico, ovvero contribuire allo sviluppo di un ecosistema del design che aiuti Milano a rafforzare il suo ruolo nel panorama mondiale.
L’edizione 2026 riunisce 91 aziende e 88 designer da 19 Paesi (Austria, Canada, Corea, Egitto, Francia, Germania, Giappone, Israele, Italia, Libano, Paesi Bassi, Regno Unito, Serbia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Taiwan, Thailandia, Turchia) a conferma della dimensione globale e multiculturale del progetto. I 70 progetti complessivi sono articolati tra le tre sedi: 15 interventi al Superstudio Maxi, di cui 2 mostre dedicate al dialogo tra arte e design, 14 progetti e 5 esposizioni artistiche al Superstudio Più, 3 progetti e 33 designer selezionati tramite open call al Superstudio Village, e 31 media partners.
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L'hub delle grandi firme del design internazionale: SuperNova (Superstudio Più | Tortona, via Tortona 27)
Nell’iconica venue di Via Tortona, va in scena SuperNova, cuore internazionale del progetto, che trasforma gli spazi di Superstudio Più nel luogo delle grandi installazioni, dei padiglioni indipendenti e delle architetture temporanee, un laboratorio immersivo tra industria, cultura e visione, un vero e proprio hub delle grandi firme del design internazionale.
Protagonista è il ritorno di Moooi, in collaborazione con Superstudio, con Moooi 25 and Promising, una grande esposizione museale (su quasi 1.000 mq) firmata da Marcel Wanders “che celebra il ritorno del brand a Milano venticinque anni dopo il suo debutto proprio al Superstudio. Una silver celebration che rilegge le icone del marchio in chiave contemporanea, tra superfici riflettenti, visioni sperimentali e un racconto che intreccia memoria e futuro”.
Lexus esplora il concetto di movimento come esperienza emotiva con SPACE e Discover Your Space che trasformano l’automobile in uno spazio immersivo e contemplativo, mentre Samsung Electronics presenta Design is an Act of Love, manifesto della propria visione “The Human Side of Tech”, dove tecnologia e design si incontrano in una dimensione più personale e sensibile; infine next125, in collaborazione con il nuovo Creative Maker Ankon Mitra, interpreta i valori Bauhaus del brand attraverso una ricerca scultorea ispirata all’origami e al concetto di “Oritecture” con il progetto UN:FOLD.
Riflette sull’evoluzione dell’artigianato tra tradizione e innovazione Slow Hand Design – Heritage Reimagined del Department of International Trade Promotion, Thailand, mentre DESIGN ASSOCIATION presenta la Toyo Ito Children’s International Architecture Workshop Exhibition, One Earth – House of the Heart, “progetto educativo sul significato contemporaneo dell’abitare da cui prende vita un dialogo intergenerazionale tra i modelli della ‘Casa del cuore’ di 100 bambini provenienti dal Giappone e modelli progettati da architetti di fama internazionale, tra cui Toyo Ito, ideatore del tema, e Kazuyo Sejima, Sou Fujimoto, Manabu Chiba, Astrid Klein e o+h”.
Torna anche FORUM8 con Experience the Moon. Design the Future che “applica le lezioni apprese durante l’Expo 2025 in Giappone, incluse le sfide ambientali e di prevenzione dei disastri, al contesto terrestre”, mentre il progetto Infinity di Karbony esplora il filo di carbonio attraverso le architetture leggere di due icone internazionali. Ross Lovegrove porta Gabo 2.0 e Stereometric Method, sculture cinetiche senza massa; Hideo Shimizu presenta Infinity – Bio, una vasca radicata nel rituale giapponese dell’ofuro; INDIGO DESIGN porta Gravity, il progetto disegnato da Satoshi Kan che traduce la forza invisibile della gravità in un linguaggio formale scultoreo attraverso l’elemento della sedia, con la tecnologia che diventa lo strumento per esplorare corpo, spazio e forze invisibili”.
Le esposizioni collettive
Presenta un innovativo allestimento digitale immersivo, realizzato in collaborazione con il dipartimento di Superstudio Digital, anche C&C Milano. Tale allestimento, capace di ricostruire l’atmosfera di Casa C&C Milano in via Brera 7, trasforma lo spazio in un ambiente esperienziale dove il tessile dialoga con architettura e tecnologia.
L’Istituto Marangoni Milano Design presenta Domestic Oracles, sviluppato in collaborazione con Alessi, con una selezione di oggetti domestici progettati dagli studenti dei Master in Product & Furniture Design che esplorano nuove forme di relazione tra design e intelligenza artificiale.
Sviluppa un intervento pittorico che accompagna il visitatore in un viaggio immersivo tra i corpi celesti il duo di decoratrici Studio Moco, “una costellazione visiva che trasforma l’ambiente in un universo narrativo dedicato alla creatività e alla sperimentazione”.
Site-specific è invece Cathedral di PolyPiù, un’opera che trasforma il policarbonato, formata da una struttura a gradoni esaltata dalla luce per definire uno spazio rigoroso, basato sull’equilibrio tra massa traslucida e vuoto fruibile.
Il percorso legato al design comprende anche supeRavioli, un bistrot esperienziale di ABKStone, progettato da Paola Navone – Otto Studio, “pensato come un vero luogo di incontro dove materia, convivialità e progetto si fondono in un’installazione immersiva”.
Il programma prevede inoltre un’offerta culturale “che guarda con particolare attenzione al confine tra design e arte contemporanea”.
Ne fa parte RE:Circle, con direzione artistica di Gisella Borioli e curatela del poeta urbano Ivan Tresoldi, “un palinsesto di atelier aperti, live painting, performance e incontri che, con la visione di knIndustrie, per tutta la settimana anima il Roof trasformandolo in una piazza creativa a cielo aperto”.
I progetti
Alla MyOwnGallery va in scena From Object to Vision, mostra dell’artista-designer Franco Perrotti accompagnata dall’installazione esterna Dissuader, a cura di Fortunato D’Amico, mentre negli spazi del FLA – FlavioLucchiniArt Museum, l’esposizione MIRRORS “riunisce una selezione di specchi d’autore realizzati tra gli anni Ottanta e Novanta – pezzi unici o edizioni limitate da collezioni private – firmati da protagonisti del design come Ettore Sottsass, Michele De Lucchi, Philippe Starck, Alessandro Mendini, Nathalie Du Pasquier, George Sowden, Paolo Portoghesi e Massimo Iosa Ghini, in dialogo con le sculture dedicate al rapporto tra moda e arte di Flavio Lucchini. Nell’atelier sovrastante il museo la mostra Skyscrapers mette invece in relazione i digital painting di Lucchini con le fotografie di architettura di Giangiacomo Rocco di Torrepadula, costruendo una riflessione visiva sulla città contemporanea tra visione futuristica e desiderio di libertà”.
Infine Sogimi Holding, in collaborazione con la Galleria Raffaella De Chirico Arte Contemporanea, propone un dialogo inedito tra le sculture di Jacopo Mandich e la pratica audiovisiva di Eric Oder, articolato come un flusso continuo tra materia e dimensione immateriale.
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La città ideale dove design, arte e architettura si incontrano: SuperCity (Superstudio Maxi | Barona, via Moncucco 35)
A Superstudio Maxi va in scena SuperCity, curata da Giulio Cappellini, che “immagina una città ideale multiculturale che guarda al futuro, dove architettura, design, arte e fotografia si intrecciano in una visione unitaria”, riunendo 15 progetti, articolati tra collettive e presenze singole che compongono una mappa urbana del design contemporaneo.
All’interno della main hall “prende forma un paesaggio dal forte impatto scenografico: i brand e i designer selezionati sono in scena in uno spazio volutamente aperto, senza pareti né divisioni fisiche. Gli ambienti non sono separati ma suggeriti: aree domestiche e outdoor emergono come in un fumetto tridimensionale, attraverso segni, grafiche e richiami visivi che ne definiscono l’identità senza interrompere la continuità dello spazio”.
Cuore del progetto è la mostra TheCity: “uno sguardo alla città ideale, dove gli elementi principali sono calma e serenità”. Case virtuali con biancheria per la casa e accessori tessili studiati e arredate da top brand dialogano con un teatro, una piscina e un paesaggio urbano punteggiato dagli alberi immaginari.
Invece il percorso When Design Becomes Art indaga il confine tra oggetto funzionale e opera artistica: oggetti e materiali di uso quotidiano diventano vere e proprie installazioni, con sgabelli che si trasformano in una torre multicolore, specchi che evocano un lago ghiacciato, cubi che costruiscono una parete di chiaro scuri, ecc., e “l’installazione di Hsiang Han Hsu completano un racconto dove materia, luce e forma superano la dimensione puramente funzionale”.
Non mancano le mostre.
La collettiva Portraits – fotografia | design “mette in relazione i prodotti iconici di alcuni dei più importanti brand italiani con lo sguardo del fotografo Walter Gumiero che, attraverso atmosfere oniriche, restituisce agli oggetti una nuova intensità narrativa. Protagonisti: Riva 1920 con Renzo Piano, B&B Italia con Gaetano Pesce, Cappellini con Jasper Morrison, Living Divani con Piero Lissoni, Molteni con Gio’ Ponti, Flexform con Antonio Citterio, Moroso con Patricia Urquiola, Kartell con Laviani, Porro con Front, Desalto con Krusin e Baxter con Paola Navone”.
Enfatizza l’abilità dell’azienda nella lavorazione del vetro e dello specchio la mostra di Artelinea, sotto la direzione artistica di Giulio Cappellini.
Da citare Honda che coinvolge studenti e docenti in un percorso creativo condiviso tramite workshop, trasforma visioni e idee sul futuro in concept reali grazie anche all’utilizzo dell’AI. “Galateo Ancestrale nasce dall’incontro tra la ricerca di Caterina Roppo e l’indagine materica di Incalmi, trasformando tessuti Trayma cristallizzati in rame in forme sospese tra fluidità e permanenza; l’Agorà di Abet Laminati, una composizione di quattro panche ispirate all’idea della piazza pubblica, un luogo di incontro e di pausa; l’installazione di Leonardo Talarico, Minima, è un’opera visiva sospesa tra pieno e vuoto in cui i pezzi iconici del designer sono in dialogo con la fotografia di Julia Scribani Rossi; Vimar, con l’installazione 230 VOLT-i firmato da Giulio Iacchetti, esplora le possibilità espressive della placca a tre moduli che viene reinterpretata in maschere e volti da 37 autori di fama internazionale; e Nemesi, con l’installazione Personal Luxury ideata dall’Art Director Matteo Agati, presenta la sua visione sull’interior e furniture design attraverso un percorso che presenta superfici e matericità in chiave scultorea”.
Le mostre di Superdesign Show
Si configura come una passeggiata per flaneur urbani, che unisce le varie zone della venue con una sequenza di sculture monumentali firmate da Maria Cristina Carlini, l’Art Boulevard by Living Divani “che anticipa la suggestiva installazione Materie Viventi a cura di Marco Eugenio Di Giandomenico dal 9 luglio fino al 31 agosto 2026 nella corte di Palazzo Reale di Milano, mentre si impone in modo misterioso l’installazione di figure luminescenti Black Light di Alessandro Lupi, a cura di Gisella Gelmini e Gaetano Corica”.
Esplorano il futuro degli spazi interni come ecosistemi dinamici e adattabili con il progetto Design Awakens gli studenti del terzo anno di Interior Design, dell’Istituto Marangoni Milano Design, in collaborazione con Cappellini, mentre le proposte CAP / Club e CAP / Spa & Wellness immaginano ambienti fluidi e multisensoriali che uniscono socialità, tecnologia e benessere.
A completare il progetto SuperCity, c’è Visiva, “sistema brevettato che permette alla luce di emergere direttamente dalle superfici decorative: segni, loghi e simboli appaiono dalla materia solo quando illuminati, mantenendo la superficie perfettamente uniforme quando la luce è spenta”; esplora invece nuove forme di design tra industria e artigianato Il Tornitore Matto by Alessi, piattaforma sperimentale ideata da Alberto Alessi e Giulio Iacchetti.
Continua anche la collaborazione con ICFF – International Contemporary Furniture Fair di New York, con il talk in cross promotion What’s Next: Envisioning the Future Through Design, Technology, and Nature dedicato al futuro della città, moderato da Giulio Cappellini, che si terrà il 23 aprile alle ore 12. “Superstudio e ICFF dialogano con designer di fama internazionale, rappresentanti del mondo dell’educazione e brand leader nell’innovazione tecnologica, per esplorare scenari e prospettive del progetto contemporaneo. Il talk invita a immaginare il futuro attraverso l’incontro tra design e tecnologia, in un confronto sempre più integrato. Al centro emerge anche un rinnovato rapporto con la natura, inteso come valore fondamentale per progettare un habitat sostenibile, capace di rispondere in modo più autentico ai bisogni delle persone. L’evento rafforza il dialogo tra Milano e New York e consolida la dimensione globale del progetto”.
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La venue per le nuove proposte del design tra creatività e sperimentazione: SuperPlayground (Superstudio Village | Bovisa, via Negrotto 59)
La grande novità del 2026 è l’apertura del nuovo Superstudio Village, “uno spazio rigenerato da una fabbrica dismessa e trasformato in una location per eventi unica in Italia per gli standard di sostenibilità e tecnologia. SuperPlayground è il progetto dedicato alla creatività emergente, alla sperimentazione e al social design: un ambiente aperto dove ricerca progettuale, linguaggi visivi e nuove sensibilità internazionali si incontrano”.
Protagonista del nuovo spazio è Keep Your Bubble, l’installazione immersiva dell’artista visivo slovacco Lousy Auber, “un’architettura morbida realizzata con tessuti di mongolfiere dismesse che invita il pubblico a entrare fisicamente nello spazio e riflettere sul tema della trasformazione e del riuso, oltre al rapporto tra dimensione personale e collettiva”.
Da non perdere anche ARIA, il progetto curatoriale di FOOD DESIGN STORIES che esplora l’aria come elemento invisibile e connettivo e che si presenta un allestimento leggero e sospeso che indaga il rapporto tra design, sostenibilità e cultura del cibo, attraverso oggetti, narrazioni e ricerca materica
Straordinaria la presenza del festival Graphic Days, nato a Torino nel 2016, che arriva per la prima volta a Milano con un format articolato in tre aree, ovvero “una mostra dedicata alle 14 edizioni del contest internazionale Posterheroes, un’installazione immersiva multisensoriale basata su linguaggi visivi sperimentali e uno spazio esperienziale dedicato alle tecniche di stampa artigianale e alla progettazione collettiva, con un focus sul social design e sui processi di rigenerazione urbana”.
Accanto ai progetti speciali si segnalano i 33 progetti di designer selezionati tra oltre 200 candidature da più di 30 nazioni attraverso una open call internazionale: Abele Malpiedi, ABREHAM, Acmé, Ahmad Hamad, Atelier Stilum con Iplex Design, Ayça Yılmaz Design, Badih Ghanem Architecture & Design, Chris Ruhe, Claudia Martinelli, Federica Ciotola, Francesca Fossati, Giorgio Bena, Holcim Italia che supporta la designer Nadia Vallino, IJK studio, Jan Meusburger, JONDAL, LMStudio, Mara Bragagnolo, Michele Bussini, Monia Giannini, Pepita Design, Po-Wei Chen, Riccardo Cenedella, RICCARDO TOLDO, Rowena Liangru Lu, Studio Lecker, Tamiati, Testatonda, Uneven Objects, YAF STUDIO, YET:FAB, YIELD Studio, Zade Design Crafts Studio e altri grandi nomi della nuova scena progettuale internazionale.
Completa il programma un ricco palinsesto che, dalle 11.00 alle 23.00, alterna installazioni, talk, workshop e momenti di confronto tra designer, studenti e professionisti. Durante la mattina e il pomeriggio, sono previsti incontri e laboratori che esplorano il design come processo culturale e sociale, mentre le ore serali con musica e una serata speciale dedicata alla scena live e grandi performer trasformando il Village in uno spazio di incontro dove progetto, performance e sperimentazione convivono in un dialogo diretto con il pubblico.
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AUTHOR
Cristina Ferrari
Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE
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