Eventi
Una cascata di semi nella Sala delle Cariatidi a Milano: la Pastorale di Nico Vascellari
By Jacqueline Ceresoli
Pubblicato il
Maggio 2025
Nico Vascellari fa esplodere una cascata di semi in una grande zolla di terra nella Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, Milano, dove germoglia arte, cultura di connessione tra scienza, natura, uomo e le altre specie viventi, contro la violenza e la guerra di ieri, oggi e domani.
Pastorale: un inno alla resistenza e alla rinascita
A Milano, nella Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, in occasione dell’Art Week 2025, Nico Vascellari incanta e sorprende con una mostra personale intitolata Pastorale, a cura di Sergio Risaliti, ispirata alla Sesta Sinfonia, meglio nota come Pastorale (1808) di Ludwing van Beethoven. È un titolo in contrasto con le tracce dei bombardamenti del 1943, durante il secondo conflitto mondiale, quando le Cariatidi furono “ferite” dalla forza distruttrice della guerra. E in questo luogo che evoca la tragedia del conflitto bellico, dal 2 aprile c’è un’Isola felice, un rifugio. Stiamo parlando dell’installazione ambientale site-specific di Nico Vascellari ideata ad hoc.
L’artista e performer, che vive a Roma, ma è cresciuto a contatto con la natura a Vittorio Veneto, dove è nato nel 1976, ha dichiarato: “Per me Pastorale è un inno alla resistenza e alla rinascita. Una visione per uscire da una situazione di disastro”. Anche l’Assessore alla cultura di Milano Tommaso Sacchi, in conferenza stampa, ha evidenziato l’aspetto simbolico dell’installazione ambientale, strettamente connessa, considerata un tempio della memoria, commentando: “I luoghi sono custodi della memoria, anche quando è dolorosa. È una riflessione sul tempo, quello che impiegheranno i semi a crescere e ad abitare questo luogo”.
Troverete nella Sala delle Cariatidi, carica di simboli e significati un campo di gramigna di 400 metri quadrati di terra, dove fino al 2 giugno a intervalli regolari esploderanno otto chili di semi alla settimana, sparsi da un monumentale cilindro d’acciaio, simile a una misteriosa astronave posta al centro della sala neoclassica. La semina automatica attuata dal “cilindro magico” è preceduta da un rumore sordo, tellurico e inquietante che lentamente cresce alimentando un rigonfiamento del suolo alla base della struttura metallica. Giorno dopo giorno vedremo spuntare dalla terra il verde delle piante, nel frattempo si può camminare intorno a questo immenso campo di terra simbolo di rigenerazione e lì mettersi in attesa, perché in una frazione di secondi si assiste a una esplosione di semi che irrompono riportando metaforicamente l’arte e la cultura di vivere meglio insieme al centro delle necessità umane.
Nico Vascellari, noto per le sue provocatorie sperimentazioni sonore e visive, performer e musicista nell’ambito del postpunk degli anni Settanta, nell’arte trova elementi per anticipare il futuro e, in questa poetica Pastorale, un modo per convivere con le altre specie viventi. L’artista neoumanista parte dalla Terra per esprimere il concetto di superiorità della Natura, di rigenerazione e resilienza, sull’uomo che deve vivere connesso alle altre specie viventi. Ha commentato Vascellari: “L’idea nasce da certi film apocalittici di fantascienza dove città ridotte a rovine sono popolate da pochi uomini sopravvissuti. Nella mia testa quelle visioni rappresentano la possibilità di uscire da una situazione di disastro se solo rimettiamo in discussione il nostro ruolo. Spesso nelle crepe del cemento della città vediamo spuntare una piantina caparbia: allo stesso modo Pastorale è l’inno alla resistenza come quella messa in atto dalla malerba piantata nella Sala delle Cariatidi, capace di sopravvivere anche con poca acqua e luce”.
La mostra è un inno alla speranza di sopravvivere alla vita, alla storia, alle mattanze umane e alle catastrofi ambientali, una manifestazione di forza creatrice e distruttrice della natura. E non dimentichiamo che la Sala delle Cariatidi rappresenta la rinascita culturale dal 1953, quando si espose Guernica di Picasso, il manifesto universale contro tutte le guerre.
Pastorale in questo tragico presente segnato da ingiustificabili guerre, divisioni, rovine, crisi ambientali in cui sì è tragicamente interrotta la relazione tra uomo e ambiente, rappresenta la necessità di tornare al grembo della Terra che sopravvive a tutte le follie umane. Come ci ricorda Vascellari: “La vita non è sacra, lo è solo se proviamo a viverla in certo modo. Non ha importanza se sopravviveremo o no, tanto prima o poi si deve morire, ma mi piacerebbe vedere come va a finire. L’arte torni ad avere un ruolo principale nella vita. Vale sempre la pena di provare e in questo la vita è sacra”.
AUTHOR
Jacqueline Ceresoli
Storica e critica dell’arte. Docente universitaria, curatrice di mostre indipendente. Collabora con diverse testate di architettura e arte. Il suo ultimo libro è Donne, luce e libertà. Storie di Light Art e di altre illuminazioni (Postmedia Books, 2025). Scrive su LUCE dal 2012 e tiene la rubrica Light Art da quando l’ha proposta al direttore diversi anni fa.
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