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HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin

Luce e alluminio si incontrano: la nuova tecnologia Nex-S di Luce5 e HYLEtech

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Aprile 2025

Luce e alluminio high tech riciclato che si uniscono in una lastra sottile. È questo il progetto Nex-S, una soluzione innovativa, pensata per offrire massima efficienza, flessibilità e precisione nel campo dell’illuminazione personalizzata. Un’essenza invisibile e impalpabile che scolpisce lo spazio e che si integra con l’ambiente, frutto della partnership tecnico-commerciale tra Luce5, azienda fondata nel 1991 a Montevarchi (Arezzo) che sviluppa soluzioni illuminotecniche personalizzate per il settore del lusso trasformando la luce in mezzo creativo, e HYLEtech, tecnologia green in alluminio per un nuovo modo di pensare e sviluppare il design degli arredi.

Luce5. Arte&Design. Photo di courtesy
Luce5. Headquarter. Photo di courtesy

La tecnologia HYLEtech

HYLEtech. Photo di courtesy

HYLEtech “è un brand; HYLEtech è un’iniziativa strategica che testimonia l’evoluzione pionieristica di Luce5, consolidandone il ruolo di precursore nella sperimentazione della luce bespoke applicata al design e all’architettura”. Il sistema tecnologico HYLEtech in alluminio High-Tech, che offre una riciclabilità completa e infinita, presenta moduli dello spessore di solo 1 cm, con una significativa riduzione del peso complessivo, ma elevata resistenza meccanica che consente possibilità tecniche pressoché infinite per costruire prodotti, arredi e opere. L’alluminio, infatti, è sostenibile e riciclabile all’infinito e richiede solo il 5% dell’energia necessaria rispetto alla produzione ex-novo, riducendo notevolmente le emissioni di CO2. I moduli HYLEtech vengono forniti già pre-cablati e certificati, le connessioni elettriche e meccaniche sono progettate per garantire solidità e sicurezza, inoltre, grazie ai binari integrati in HYLEtech, non presentano cavi elettrici né elementi meccanici a vista.

La tecnologia è pensata per un disassemblaggio facilitato che consente di separare facilmente le componenti e ottimizzare il processo di riciclo e l’alluminio, materiale circolare per eccellenza, “può essere reimmesso nel ciclo produttivo e riutilizzato all’infinito senza alcuna perdita di qualità e senza che vengano alterate le sue caratteristiche fisiche e chimiche, che rimangono invariate”, impedisce il surriscaldamento delle superfici illuminate, eliminando la necessità di ulteriori elementi dissipanti.

HYLEtech con Nex-s

HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin

HYLEtech, unito a Nex-S, “si completa e stravolge i paradigmi del design degli arredi”, proponendo un nuovo approccio progettuale e costruttivo che coniuga semplicità ed efficienza grazie a uno “strumento progettuale altamente tecnologico e un modello di sviluppo semplice, ma efficiente, chiaro, versatile, sostenibile e scalabile” che consentirà “lo sviluppo di inedite possibilità tecniche e nuove idee per il l’arredamento d’interni, l’arte e l’architettura”. Il prodotto integra una sorgente luminosa completamente invisibile che si fonde con l’ambiente circostante.

Le ottiche Black, brevettate da Luce5, sono Plug & Play e si adattano a ogni esigenza, mentre l’efficienza luminosa è ottenuta grazie a trattamenti superficiali ad alta riflettanza. Sono disponibili anche diverse ottiche che possono essere sostituite in base alle esigenze illuminotecnica progettuali. Inoltre, è senza policarbonato, senza fonti di luce a vista e Glare free.

I moduli luce, con dimensioni lineari di 6 cm ciascuno, integrano una tecnologia LED a 24V e sono connessi l’uno all’altro lungo l’intera lunghezza della lastra. Nex-S è composto da moduli auto-configurabili di 6 cm sostituibili con facilità che, una volta reinseriti, si sincronizzano automaticamente l’uno con l’altro, ed è alimentato tramite binari multipoli integrati in HYLEtech, consentendo l’elettrificazione di tutti i pannelli.

Light in Matter: la luce come forma

HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin

Durante la Milano Design Week, HYLEtech è stato presentato al pubblico da un palcoscenico d’eccezione: la Triennale di Milano. Qui l’installazione Light in Matter, firmata da Emanuel Gargano, ha esplorato “il rapporto tra materia, percezione e tecnologia, trasformando la luce in una dimensione viva, capace di modellare lo spazio architettonico e generare nuove espressioni formali”, portando al centro il progetto HYLEtech.

Tutto questo è ben evidenziato dalle Composizioni, progetto affidato all’artista da InOpera, l’hub creativo di Luce5, la “prima collezione a sfruttare nel design, nell’arte e nell’architettura, la tecnologia HYLEtech con l’integrazione del modulo di luce Nex-S di Luce5”, oggetti comuni che diventano sculture e che non si limitano a essere illuminati, ma diventano essi stessi sorgenti di luce, “in cui il limite dell’oggetto è determinato dall’intensità luminosa che irradiano”.

In effetti il nome stesso di HYLEtech, prende origine dal termine hyle che, “in Platone, designa la materia originaria, il substrato universale capace di assumere qualsiasi forma. Con HYLEtech, la luce si fonde nell’alluminio, divenendo una nuova materia, un vero e proprio quinto elemento: una sostanza elevata alla potenza della tecnica, in cui la luce assume spessore, light thickness, dimostrando come la luce può diventare “parte integrante della forma, e non solo uno strumento per renderla visibile”.

HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin
HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin

Se per Aristotele lo spazio è “il limite immobile che abbraccia un corpo”, nelle Composizioni disegnate per HYLEtech la luce invece si diffonde “dal cuore stesso degli oggetti, dissolvendo i confini tradizionali tra pieno e vuoto. Non più semplici volumi illuminati da una fonte esterna, ma vere e proprie masse di luce che definiscono gli oggetti e lo spazio circostante”. La luce diventa quindi dimensione viva che si irradia circolarmente, creando un’atmosfera quasi onirica, ogni pezzo è un “ideogramma, l’elemento di un linguaggio visivo, in cui la luce e la materia assumono un valore comunicativo. Come se lo spazio espositivo fosse una pagina scritta da leggere e interpretare”.

Il 7 è il numero della luce, l’estensione dell’aura che amplia il perimetro dell’oggetto artistico. Nelle Composizioni, la riproducibilità non dissolve l’aura, ma la rinnova, dimostrando come la tecnologia possa diventare espressione poetica – ha affermato Emanuel Gargano -. Le opere TR01, TR02, TR03, TR04 sono un’esplorazione della luce che raffigurano la coesistenza primordiale, dove la tenebra genera la luce e la luce si dissolve nella tenebra”.

HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin
HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin

Quindi un manifesto di una nuova era della luce, un’esperienza sensoriale, intellettuale e visionaria che illumina il futuro del design e dell’architettura e che invita a esplorare nuovi scenari progettuali e nuove possibilità

“Con HYLEtech e Nex-S, le possibilità per architetti progettisti, designer, artisti e menti visionarie diventano davvero illimitate – ha concluso Stefano Cetoloni Co-Founder & CEO Luce5 -. Questo sistema apre nuove dimensioni nel mondo del design e dell’arte consentendo di dare forma a spazi e progetti fino ad oggi impossibili da pensare perché non attuabili. Una tecnologia che non solo risponde alle necessità di oggi, ma è anche un passo importante verso un futuro sostenibile e circolare”.

HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin
HYLEtech, Light in Matter, Triennale Milano. Ph. Teo Zanin

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Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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