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Fuorisalone e Fuorisalone.it: fotografia della Milano Design Week e di una città in evoluzione
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Pubblicato il
Marzo 2025
INDICE
- 1 Dott. Casati, come sono nati il Fuorisalone e la piattaforma Fuorisalone.it?
- 2 Quest’anno avrà luogo anche la Biennale Euroluce. Cosa si collega il tema della luce al Fuorisalone?
- 3 Il Fuorisalone è un "ponte di collegamento" tra il Salone del Mobile e la città e dà un contributo fondamentale nell'ecosistema della Milano Design Week. Come queste iniziative sono importanti per la città, per renderla più attrattiva, inclusiva? E qual è il ruolo della luce?
- 4 Può fare un bilancio di questi anni? E che aspettative ha per il futuro?
Dall’8 al 13 aprile a Milano torna l’appuntamento con il Salone del Mobile, l’annuale Manifestazione leader e vetrina globale del settore del design e dell’arredo. In concomitanza, dal 7 aprile prende avvio anche la Milano Design Week che crea un ecosistema col Salone stesso e trasforma il capoluogo lombardo nella capitale del Design internazionale. Tutto questo grazie anche al Fuorisalone, un ricco calendario di eventi, mostre e installazioni diffuse per tutta la città, a cura di istituzioni pubbliche e private e di aziende
Nato sul finire degli anni ’70 del secolo scorso, oggi il Fuorisalone contribuisce a rendere la Milano Design Week un appuntamento irrinunciabile per tutti i professionisti del settore, università, ma anche semplici appassionati e cittadini, come spiega Paolo Casati fondatore (insieme a Cristian Confalonieri) e creative director e brand consultant di Studiolabo, società che offre servizi di consulenza, progettazione ed esecuzione grafica su diversi media, oltre che di eventi artistici e culturali e che gestisce il progetto Fuorisalone.it e il brand Brera Design District, un’operazione di marketing territoriale che, attraverso un piano di comunicazione dedicato, punta alla promozione delle eccellenze e allo sviluppo commerciale e immobiliare del distretto cittadino.
Dott. Casati, come sono nati il Fuorisalone e la piattaforma Fuorisalone.it?
Innanzitutto bisogna distinguere tra la manifestazione del Fuorisalone e il progetto Fuorisalone.it.
Partiamo dell’etimologia del temine: Fuorisalone indica esattamente ciò che sta fisicamente fuori dal Salone del Mobile. Infatti il Fuorisalone è nato, come già detto, tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 del Novecento, come manifestazione spontanea che coinvolgeva diverse aziende che per vari motivi non potevano esporre al Salone del Mobile (budget, categorie di prodotti, posti disponibili, ecc.) e/o che desideravano continuare a incontrare i clienti anche dopo la fine della Fiera, creando una sorta di “dopo Salone”.
Negli anni ’90 poi il fenomeno inizia a strutturarsi, diventando più istituzionalizzato e attirando l’attenzione di importanti riviste di settore che ne riconoscono la dignità e l’importanza. Quindi arriviamo ai primi anni del Duemila, quando io e Cristian Confalonieri, allora studenti della Facoltà del Design del Politecnico di Milano, ci siamo trovati a partecipare a un laboratorio in cui si chiedeva di progettare il “libro bianco” del Museo dei Design di Milano. E qui ci siamo resi conto che il design non poteva stare chiuso in un museo o nel Salone, ma doveva espandersi nella città, diventarne parte viva!
Ed è così che nel 2003 è nato Fuorisalone.it, la piattaforma di riferimento per la promozione e la comunicazione del Fuorisalone e della Settimana del Design di Milano, sito internet per orientare il pubblico e le aziende che intendono prendere parte all’evento. Un osservatorio e una guida attiva sul contemporaneo con un focus su Milano che promuove una agenda eventi, un magazine e un piano editoriale dedicato al mondo del Design, nelle sue diverse forme. Quest’anno sono previsti circa 500 eventi che verranno incrementati sulla piattaforma day for day. Le aziende possono iscriversi gratuitamente poi, se lo desiderano, ci sono quote per l’acquisto di spazi per una maggiore visibilità.
Negli anni si è arrivati a lottizzare il Fuorisalone in progetti territoriali che interessano i vari distretti cittadini che sono diventati poi a loro volta brand territoriali. La prima iniziativa di marketing territoriale ha avuto come protagonista il Tortona District nel 2004, mentre nel 2007 a Bovisa, nella zona D, sono stati recuperati 2.000 mq di capannoni abbandonati, diventati un centro dedicato alla comunicazione e al design
Nel 2010, invece, Brera è diventato il primo progetto di Design District italiano, operazione nata da un’attenta analisi del territorio e che inizialmente riguardava 70 showroom, oggi diventati 200 permanenti per tutto l’anno. È un’evoluzione del Fuorisalone.
Quest’anno avrà luogo anche la Biennale Euroluce. Cosa si collega il tema della luce al Fuorisalone?
Le biennali del Salone, tra cui Euroluce, hanno un impatto relativo agli investimenti delle aziende a seconda del loro settore merceologico, quindi maggiori per i brand del mondo dell’illuminazione, soprattutto in quest’anno della manifestazione a loro dedicata.
Euroluce può quindi diventare il driver per sviluppare progetti legati al tema della luce, che la esaltano come protagonista, ma il Fuorisalone non ha generalmente temi protagonisti in base alle biennali che sono manifestazioni commerciali che puntano al business e all’interesse dei brand. Le installazioni sono comunque quasi sempre allestimenti temporanei ed “effimeri”, non permanenti.
Il Fuorisalone è un "ponte di collegamento" tra il Salone del Mobile e la città e dà un contributo fondamentale nell'ecosistema della Milano Design Week. Come queste iniziative sono importanti per la città, per renderla più attrattiva, inclusiva? E qual è il ruolo della luce?
Oltre alle installazioni che hanno la luce come protagonista, qui possiamo parlare di “luce” come metafora, ovvero di mettere in luce la città. La Milano Design Week diventa una sorta di “biglietto da visita” di Milano grazie a progetti diffusi in tutto il territorio e che hanno portato (e portano) alla riqualificazione di aree urbane e alla scoperta di luoghi poco conosciuti dagli stessi cittadini, oltre che a generazione di opportunità, di valore e a un importante volume d’affari che però a loro volta generano “rumore” e difficoltà di gestione, anche per l’alta presenza di turisti. È “l’altra faccia della medaglia” della Settimana del Design. Per questo puntiamo non ai numeri ma alla qualità, oltre a considerare il tema della sostenibilità e a guardare alla tutela degli addetti ai lavori, per i quali l’obiettivo è creare un pass riconoscibile per tutti gli eventi. Per quanto riguarda la sostenibilità, il 2025 segna anche l’esordio di MiTo Design Connections, una piattaforma dedicata alla prenotazione alberghiera, con soluzioni vantaggiose utili a creare un ponte ideale tra le città di Torino e Milano, oltre a offrire un servizio di location per eventi e percorsi tematici tra arte e design, rivolto a espositori e visitatori della Design Week. Insomma, il Fuorisalone si evolve uscendo dai confini di Milano guardando a una realtà più estesa.
Può fare un bilancio di questi anni? E che aspettative ha per il futuro?
Posso dire senza dubbio che il bilancio è positivo. Il Fuorisalone continua a crescere e Fuorisalone.it è diventato un network, un media che ha riunito la community di addetti ai lavori e di appassionati per tutto l’anno. Anche Brera Design District è oggi un brand che ha una casa nel Brera Design Apartment, oltre a una piattaforma di servizi e che racconta il distretto nel quotidiano.
La Milano Design Week è infatti un mezzo e non un fine per raccontare la città e il design tutti i giorni di tutto l’anno, fatto quanto mai primario in questo momento complesso a causa delle incertezze geopolitiche (conflitti) ed economiche (dazi) che stiamo vivendo. Questa situazione, che segue l’euforia post-covid, sta infatti portando a grandi stravolgimenti che interessano settori quali automotive, tecnologico, fashion, tutti importanti investitori del Fuorisalone. Siamo in una fase si trasformazione e assestamento a livello globale che inevitabilmente influirà anche sul Fuorisalone, palcoscenico e fotografia di una città e di un mondo che cambiano.
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