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La piscina posta sul rooftop viene messa in risalto da una luce radente. Photo @ Studio Vetroblu

Una ritrovata bellezza liberty risplende sul lungomare di Cagliari

By Federica Capoduri
Pubblicato il
Marzo 2025

Michele Schintu, cagliaritano classe 1989, è architetto e lighting designer. Il suo studio essequadro | p ingegneria architettura – vincitore del Lighting design award 2022 nella categoria heritage lighting per il progetto della Torre di Barì (NU) – si occupa di progettazione integrata e l’illuminazione è parte importante della maggior parte dei suoi progetti. 

 

Michele Schintu svolge con autentica passione il proprio lavoro di lighting designer, è giovane ma determinato. Oggi gli dedichiamo spazio nella rubrica Luce sui giovani per parlare del suo ultimo progetto: l’affascinante intervento riguardante Palazzo Tirso – MGallery Hotel Collection 5*, sul suggestivo lungomare di Cagliari.

La facciata completa dell'Hotel. In angolo, in alto, è collocato lo stemma dei quattro mori. Photo © Studio Vetroblu

Arch. Schintu, prima di addentrarci nel descrivere la nuova veste di questo Palazzo, conosciamo un po’ meglio la sua storia. Ce la racconti.

L’edificio è stato realizzato nel 1926 su progetto dell’architetto cagliaritano Flavio Scano; è uno dei primi esempi di architettura neoclassica in cemento armato in Sardegna. È stato denominato Palazzo Tirso perché costruito dalla SES (Società Elettrica Sarda) che controllava, appunto, la diga del Tirso. Nel corso degli anni è passato prima a un importante gruppo bancario, fino a essere, infine, acquistato dal Gruppo Puddu Costruzioni. Questo Gruppo, tra i più solidi del nostro territorio, è anche l’impresa esecutrice dei lavori del progetto che lo ha trasformato nell’hotel di lusso che è oggi e che ha riguardato la facciata monumentale e gli interni. In particolare, per il lighting, ci è voluto un anno di progettazione.

Quali altri attori hanno partecipato ai lavori?

Il progetto è stato svolto in stretto contatto con i committenti, il Gruppo Puddu e lo studio milanese di interior design Marco Piva.

Vista laterale dell'ingresso principale dell'Hotel. Photo © Studio Vetroblu

Un elegante gioiello architettonico in stile liberty davanti al mare. Caratteristiche prestigiose, invidiate nel mondo per posizione e cultura. Un progetto di responsabilità e soddisfazione. Ce ne sveli i dettagli relativi alla luce.

Fin dall’inizio, il progetto è stato sviluppato con l’intenzione di creare un ambiente accogliente e raffinato, in sintonia con l’interior design. La luce è architettura e, come tale, plasma e migliora gli spazi, donando loro una specifica atmosfera che in questo caso doveva essere in linea con lo standard di un hotel 5 stelle. Ogni ambiente ha le sue caratteristiche sotto il punto di vista dell’arredo, dei colori e, ovviamente, della funzionalità. Ho voluto quindi proseguire questa lettura anche con la luce, giocando sugli accenti, sulle diverse intensità e sul principio di valorizzazione degli spazi e dei colori presenti. Ho dato grande importanza al rapporto tra luce e ombra, bilanciato in modo da creare i giusti contrasti e la corretta tridimensionalità degli ambienti, facendo orientare così lo sguardo su parti specifiche dell’arredo o su elementi storici (come l’arco con le colonne marmoree presente all’ingresso). Ho caratterizzato il ground floor dove sono presenti differenti servizi della struttura alberghiera quali la reception, il bar, il ristorante denominato Terra, con diverse intensità di luce: il bancone reception, ad esempio, è stato evidenziato con un maggior illuminamento, in modo tale da essere immediatamente riconoscibile.

Avete utilizzato prodotti creati ad hoc?

Esattamente; il punto centrale dell’illuminazione sia del bar che del ristorante è rappresentato dalle sospensioni custom. Questi corpi illuminanti nascono dall’idea di avere un taglio di luce fisico, differente dai prodotti che presentano un opalino posto frontalmente. In questo caso, i due corpi illuminanti presentano un profilo pieno di alluminio che è stato calandrato e fresato e, all’interno di questo taglio, nei lati, è stato inserito un foglio di alluminio martellato che dona vibrazione alla luce e decora internamente il corpo illuminante stesso. Il resto dell’ambiente del ground floor è illuminato con incassi a raso che presentano differenti ottiche a seconda dell’area in cui sono stati inseriti.

L’hotel è dotato anche di sale riunioni. Che tipo di soluzioni illuminotecniche sono state previste?

Ci sono tre sale riunioni illuminate con l’utilizzo di corpi illuminanti con ottiche altamente schermate e che consentono l’inserimento anche dell’apparato audio e/o dei rilevatori fumo in modo tale da ridurre al minimo la presenza di apparecchiature nel soffitto.

Nei palazzi storici, le scale sono spesso un elemento “forte” dal punto di vista artistico e costruttivo. Le scale, infatti, sono collegamenti fondamentali che però talvolta capita siano “dimenticati” o addirittura nascosti nel complesso di un moderno utilizzo dell’edificio. Qui come ha affrontato la loro percezione?

In questo caso le scale erano da valorizzare, in quanto presentano una caratteristica ringhiera storica in stile liberty, restaurata e adattata alla normativa vigente dal Gruppo Puddu. In entrambi i vani scala, centralmente, c’è un ascensore vetrato. Ho voluto accentuare il forte contrasto tra la struttura moderna dell’ascensore e la ringhiera storica, mediante l’utilizzo di corpi lineari installati a plafone per l’illuminazione dei vani scala seguendo il principio della linea di luce che conduce l’utente lungo il percorso e quindi verso i pianerottoli dei piani in cui sono posizionate le camere. Nelle nicchie che si aprono nel vano scala principale lo studio Piva ha inserito degli arazzi disegnati dal proprio team e realizzati da maestranze locali. Per questi elementi ho scelto di utilizzare un’illuminazione che potrei definire quasi “museale”, servendomi di particolari corpi custom che consentono di illuminare in maniera omogenea l’arazzo, valorizzando i colori e senza creare eccessive luminanze.

Vista dell'illuminazione del vano scala. I corpi illuminanti sono volutamente in contrasto come tipologia e forma alle linee della ringhiera liberty della scala. Photo © Studio Vetroblu
Una delle quattro tipologie di suite; l'illuminazione è caratterizzata dalla presenza di due grandi sospensioni di design. Photo © Studio Vetroblu

E per illuminare la parte prettamente alberghiera come corridoi e stanze?

I corridoi delle stanze sono caratterizzati dal forte contrasto tra luce e ombra e dalla componente asimmetrica, sia per il posizionamento dei corpi illuminanti posti tutti su un lato del corridoio, sia per l’utilizzo delle ottiche degli stessi. Le maniglie e i numeri delle porte sono evidenziati da fasci di luce molto stretti, in particolare quelle a filo muro hanno un’illuminazione zenitale, quasi teatrale, che, appunto, illumina perfettamente la maniglia e il numero della stanza. L’illuminazione delle suite, puntuale e soffusa, con l’inserimento di sospensioni di design nella zona a doppia altezza, caratterizza questi ambienti valorizzandone l’eleganza. Per le suite ho voluto utilizzare degli incassi miniaturizzati, ognuno posizionato in modo tale da evidenziare particolari aree delle camere. Oltre agli incassi sono presenti dei proiettori miniaturizzati posti sotto il soppalco e orientabili a piacimento.

Uno spettacolare ultimo piano, dove cielo e mare si fondono, caratterizza Palazzo Tirso – MGallery Hotel Collection 5*…

Il rooftop è una zona molto suggestiva in cui la luce naturale domina la scena fino al tramonto. Ho voluto concentrare l’illuminazione, morbida e discreta, in prevalenza sul verde e sulle alberature presenti, ma anche sugli elementi storici facenti parte dell’architettura dell’edificio, come i decori sul vano sala, la targa commemorativa della costruzione e la fontana. Il ristorante Cielo è stato invece illuminato interamente con strip LED customizzate aventi specifiche misure, una resa cromatica pari a 95 e uno spettro di emissione leggermente spostato sul rosso, per far risaltare maggiormente i piatti serviti. Lo studio Piva richiedeva dei corpi illuminanti lineari che dessero l’idea di movimento e che, allo stesso tempo, servissero per amplificare l’effetto della prospettiva dell’ambiente. Per questo motivo, partendo da un singolo modulo, ho poi usato la proporzione aurea per definire le differenti lunghezze delle strip, installate poi a coppie. In questo modo l’effetto ottenuto è quasi di un ordine casuale dei corpi illuminanti, ma, allo stesso tempo, si notato una complessiva proporzione ed equilibrio.

Vista complessiva del rooftop che si affaccia sul porto della città di Cagliari. Photo © Studio Vetroblu

C’è anche una zona benessere e cura del corpo, con una piscina. Come sono stati valorizzati?

La spa dell’Occitane, situata nel piano seminterrato della struttura alberghiera, è illuminata con una luce molto tenue e rilassante. A causa dall’impossibilità di inserire incassi a soffitto per l’illuminazione del corridoio che conduce alle sale massaggi e alla piscina, ho deciso di illuminare questo ambiente dal basso, mediante degli incassi opportunamente schermati. Le sale massaggi sono illuminate interamente con luce indiretta mentre la piscina presenta un’illuminazione decorativa costituita da due custom strip LED parallele, con uno sviluppo di 14 metri e parzialmente incassate. L’ingresso alla spa è invece illuminato con delle strip incassate tra un giunto e l’altro delle lamiere del carabottino, particolare che evidenzia l’attenzione al dettaglio che caratterizza l’intero progetto.

La piscina posta sul rooftop viene messa in risalto da una luce radente. Photo @ Studio Vetroblu

In conclusione, parliamo dell’illuminazione della facciata, importante e ricca di decori.

Solo per la facciata, il progetto illuminotecnico ha richiesto due mesi tra la progettazione e la modellazione tridimensionale, lavoro realizzato partendo da un rilievo 2D effettuato dal Gruppo Puddu Costruzioni. L’illuminazione è stata pensata per consentire una lettura differente e più suggestiva durante le ore notturne. Per mezzo di radenze e accenti, il risultato ottenuto, visibile anche dal porto turistico, rende la facciata un elemento caratterizzante dell’intera struttura alberghiera, donando maggior importanza e pregio a tutto l’edificio. Grazie al vibrato dovuto alle radenze sull’imponente basamento in bugnato e all’illuminazione anche di elementi quali le colonne, le scale e il mascherone sopra all’ingresso – oltre allo stemma dei quattro mori presente nell’angolo tra la via Campidano e piazza Deffenu, è possibile ammirare la facciata in tutta la sua complessità ed eleganza.

L'illuminazione del verde dialoga con l'illuminazione degli elementi storici presenti anche nel rooftop, tra cui la targa commemorativa della costruzione dell'edificio e la fontana. Photos by Studio Vetroblu

AUTHOR

Federica Capoduri

Laurea in Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura di Firenze. Si interessa al mondo editoriale scrivendo di design e architettura curando articoli e interviste a professionisti italiani e internazionali. Dal 2013 è membro del team di ricerca del Laboratorio MD del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Giornalista, dal 2017 collabora a LUCE.

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