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United News Company (editore) ‘12.000 dipendenti della Ford Motor Company, Detroit, Mich. …’, 1913. Cartolina, litografia a colori e mezzatinta in rilievo, 88 × 137 mm. Rijksmuseum, Amsterdam. Photo di courtesy

Il Ruolo della Luce nella Mostra “American Photography” al Rijksmuseum di Amsterdam

By Paola Testoni
Pubblicato il
Febbraio 2025

Fino al 9 giugno 2025, il Rijksmuseum di Amsterdam ospita American Photography, una delle sue mostre più ambiziose degli ultimi anni che celebra l’evoluzione della fotografia negli Stati Uniti. Con oltre 200 opere, l’esposizione ripercorre l’impatto di questo mezzo sulla cultura americana, dalla nascita a metà Ottocento fino alle sue trasformazioni più recenti, contribuendo a definire la storia visiva di una nazione.

Una delle caratteristiche distintive della mostra è la capacità di mettere in evidenza il ruolo fondamentale della luce nella fotografia americana, un elemento che non solo modella la forma e la struttura delle immagini, ma racconta anche storie di società, identità e cambiamenti culturali.

Amanda López (1982). Homegirls, San Francisco, 2008. Stampa a getto d'inchiostro, 320 x 435 mm. National Museum for American History, Washington (DC). © Amanda López
United News Company (editore) ‘12.000 dipendenti della Ford Motor Company, Detroit, Mich. …’, 1913. Cartolina, litografia a colori e mezzatinta in rilievo, 88 × 137 mm. Rijksmuseum, Amsterdam. Photo di courtesy

Luce come veicolo emotivo ed estetico

Fin dalle prime sale, dove sono esposti dagherrotipi ottocenteschi, la luce appare come un componente cruciale nel dare vita ai soggetti e alle scene. In queste immagini, infatti, la luce è un mezzo per immortale la bellezza di momenti fugaci: si pensi alle delicate texture dei “frost flowers” che appaiono sui vetri ghiacciati, dove la luce naturale sembra quasi sfiorare la superficie, restituendo un’immediata sensazione di intimità e di solennità. In queste prime fotografie, la luce non è solo tecnica, ma diventa il filo che lega il fotografo al suo soggetto, creando un’atmosfera quasi pittorica.

Anonimo. Un uomo e una donna di fronte a una casa di legno o a un fienile, c. 1870-1875. Tintype, 164 x 215 mm Rijksmuseum, Amsterdam, n. inv. RP-F-2007-425. Photo di courtesy
Hulleah Tsinhnahjinnie (1954). "This is not a commercial, this is my homeland", 1998. Stampa lambda al platino, 476 x 609 mm. Photo courtesy dell'artista

Con il passare dei decenni, la luce diventa anche protagonista di un racconto più documentario e storico. Immagini iconiche di autori come Robert Frank e Diane Arbus catturano la quotidianità americana con un linguaggio visivo intriso di intensità e drammaticità. La luce, in queste opere, si fa mezzo per accentuare contrasti, come nella luce tagliente che caratterizza i ritratti di Frank, o nell’illuminazione più morbida e diffusa di Arbus che dona ai suoi soggetti una qualità quasi onirica.

Schadde Brothers Studio Fotografia di esposizione, campione o catalogo commerciale per il produttore di dolciumi Brandle & Smith Co., c. 1915. Stampa alla gelatina d'argento con colore applicato, 288 x 240 mm. Rijksmuseum, Amsterdam, inv.no. RP-F-2014-24-3. Photo di courtesy
James Van Der Zee (1886–1983). Ritratto di un uomo sconosciuto, Harlem, New York City, 1938. Stampa alla gelatina d'argento, 244 x 203 mm. Rijksmuseum, Amsterdam, inv.no. RP-F-2017-9; acquistato con il supporto di Baker McKenzie. © The James Van Der Zee Archive/The Metropolitan Museum of Art

La luce nelle immagini contemporanee

Bertha E. Jaques (1863–1941). Tree-in Governor Gleghorn’s Place Honolulu, 1908. Cianotipo, 248 x 152 mm. Rijksmuseum, Amsterdam, inv. n. RP-F-2019-269; acquistato con il supporto di Baker McKenzie. Photo di courtesy

Un aspetto centrale della mostra è come la luce, pur evolvendo, continui a mantenere un ruolo centrale nelle opere contemporanee. Autori come Richard Avedon e Sally Mann usano la luce per accentuare l’intensità emotiva e storica delle loro fotografie. Avedon, con il suo bianco e nero, crea ritratti che sembrano scolpire i volti dei suoi soggetti, mentre Mann, con il suo approccio ai paesaggi e alle scene della vita americana, sfrutta la luce naturale per catturare la bellezza struggente della campagna e delle tradizioni, restituendo un senso di nostalgia per un’epoca perduta.

Un esempio moderno di come la luce diventi narrazione è la serie Painting the Town di Carrie Mae Weems, esposta in parallelo alla mostra. Le foto sono state scattate a Portland, città natale di Weems, durante le proteste del movimento Black Lives Matter. Qui la luce diventa un elemento di riflessione sociale. Le immagini di Weems non sono solo il risultato di un incontro tra luce e ombra, ma anche una testimonianza della trasformazione visiva di un momento storico attraverso la luce. L’uso della vernice sui pannelli di legno usati per proteggere le vetrine durante le manifestazioni riflette l’intensità dei temi trattati: il razzismo e la discriminazione. La luce in queste fotografie non è solo tecnica, ma contribuisce a un racconto che si fonde con il messaggio sociale e politico.

Hy Hirsh (1911–1961). Senza titolo (astrazione), c. 1950. Stampa cromogenica, 251 x 200 mm. Rijksmuseum, Amsterdam, inv.no. RP-F-2019-161; acquistato con il supporto di Baker McKenzie. Photo di courtesy
Scatola di curiosità realizzata con pacchetti di sigarette con ritratti di coinquilini, fine anni '60. Legno, pacchetti di sigarette intrecciati a mano, stampe alla gelatina d'argento, 140 x 110 x 195 mm. Collezione di Daile Kaplan, Pop Photographica, New York. Photo: Andy Romer Photography, New York

La luce come dialogo tra passato e presente

Bryan Schutmaat (1983). Tonopah, Nevada, 2012. Stampa a getto d'inchiostro, 1017 x 1277 mm (stampata nel 2021). Rijksmuseum, Amsterdam, inv.no. RP-F-2021-11; acquistato con il supporto di Baker McKenzie. Photo di courtesy

La mostra American Photography non solo celebra l’evoluzione della fotografia, ma mette in evidenza anche come la luce, nel corso dei decenni, abbia riflettuto i cambiamenti sociali e culturali. La luce è sempre stata più di un semplice strumento tecnico: è il mezzo attraverso il quale la storia americana è stata raccontata, unendo passato e presente in un dialogo visivo. La cura con cui sono state selezionate e allestite le opere riflette l’importanza di questo elemento: ogni fotografia, dal dagherrotipo alla stampa contemporanea, è illuminata in modo da far emergere l’intensità di ogni scena e di ogni emozione. Nel cuore di questa esposizione, la luce non solo incornicia il soggetto, ma trasforma la fotografia stessa in un linguaggio visivo universale, capace di raccontare la complessità della cultura americana e di suscitare emozioni che vanno oltre il mero atto di vedere. La mostra al Rijksmuseum non è solo un’esposizione di immagini, ma un viaggio attraverso l’evoluzione della luce nella fotografia, in grado di definirne la potenza evocativa e artistica offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire non solo l’evoluzione della fotografia americana, ma anche il suo ruolo cruciale nell’illuminare le storie della nazione e nel preservarne la memoria visiva.

Irene Poon. Virginia, 1965. Stampa alla gelatina d'argento, 18,7 x 19 cm. San Francisco Museum of Modern Art, dono di Charles Wong. © Irene Poon Photography Archive, Department of Special Collections, Stanford University Libraries. Photo di courtesy
Anonimo. Famiglia in piedi accanto alla propria auto, c. 1957–1960. Stampa cromogenica (Kodak Instamatic), 76 x 76 mm. Rijksmuseum, Amsterdam, n. inv. RP-F-2023-26-7. Photo di courtesy

AUTHOR

Paola Testoni

Paola Testoni, storica dell’arte e giornalista, vive da quasi 40 anni nei Paesi Bassi da dove collabora a diverse testate tra cui Repubblica, Il Sole 24 ore, Art e Dossier, scrivendo di arte e cultura.

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