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Superdupertube in una delle 4 versioni lunghezza. Photo courtesy ateljé Lyktan

Superdupertube di Snøhetta, la nuova lampada compostabile in canapa e canna da zucchero dello studio internazionale di architettura

By Nancy Tollins
Pubblicato il
Marzo 2024

Superdupertube di Snøhetta, la nuova lampada compostabile in canapa e canna da zucchero dello studio internazionale di architettura

In collaborazione con l’azienda svedese di illuminazione ateljé Lyktan, Snøhetta ha presentato la lampada Superdupertube, letteralmente un fantastico tubo. Snøhetta lo studio internazionale di architettura con diverse sedi nel mondo, le principali a Oslo e a New York, ha all’attivo, dall’inizio del proprio percorso professionale, grandi opere a cominciare dalla primissima architettura, la realizzazione della Bibliotheca Alexandrina in Egitto, fino a, per esempio, l’Esbjerg Maritime Center in Danimarca. Quest’ultimo, sviluppato in collaborazione con WERK Arkitekter, ha vinto il premio MIPIM award 2024 raggiungendo il numero di cinque premi assegnati alla stessa opera architettonica.

Superdupertube, dettaglio chiusura Photo courtesy ateljé Lyktan

Dalla Canapa alla Lampada

Snøhetta, seguendo la sua filosofia progettuale che si occupa anche del deperimento del materiale, ha esplorato nuove soluzioni sostenibili nel design dell’illuminazione concentrandosi sull’innovazione dei materiali, partendo dall’iconica lampada Supertube. Questo corpo illuminante è stato lanciato dall’azienda svedese ateljé Lyktan negli anni ’70. Per i tempi era una lampada rivoluzionaria. Inizialmente destinata alle scuole e prodotta in alluminio laminato come i normali tubi per facciate, in un secondo tempo è stata rilanciata con una nuova tecnologia produttiva, ovvero estrusa in alluminio in cinque colori. Ora è stata nuovamente oggetto di un restyling – in questo caso da parte di Snøhetta – grazie a un’approfondita ricerca sui materiali, sfociata nella creazione di una lampada da ufficio a sospensione realizzata in canapa e canna da zucchero estrusa. È così nata Superdupertube.

Proprio come Supertube negli anni ’70, così anche Superdupertube diviene “uno strumento” per innovare e, nella nostra era, per orientarsi verso un’economia circolare. Ogni aspetto del prodotto, dalla progettazione alla produzione, ogni fase del ciclo di vita, dalle materie prime al riciclo, è stato studiato per ridurre al minimo l’impatto ambientale.

La lampada Supertube degli anni ’70 in ambiente ufficio Photo courtesy ateljé Lyktan

Un viaggio nei materiali con polimeri a base biologica

La borsa dei diamanti di Anversa in Belgio, dove il Supertube è stato installato negli anni ’70 Photo courtesy ateljé Lyktan

L’obiettivo era quello di esplorare i materiali del territorio per trovare una soluzione locale, con un’impronta ecologica minima. La collaborazione con i fornitori Trifilon & Bergman ha segnato un viaggio nello sviluppo di materiali sostenibili. I primi tentativi, usando pigne e fondi di caffè, hanno portato alla scoperta della fibra di canapa e canna da zucchero. Superdupertube è il primo prodotto che viene estruso in un processo industriale già esistente con un materiale a base di canapa.

Il profilo principale e il profilo LED di Superdupertube sono estrusi, mentre le estremità, le griglie e le sospensioni sono stampate a iniezione con questo nuovo polimero a base biologica. Le guarnizioni sono in cartone per evitare perdite di luce.

La canapa si è rivelata una scelta ottimale in quanto è una coltura antica dalle molte applicazioni, cresce in abbondanza senza impoverire il suolo; grazie alle sue fibre robuste e al minimo impatto ambientale, riduce le emissioni di CO2 di oltre il 50% rispetto alle varianti tradizionali in alluminio. A differenza degli altri materiali testati, la canapa ha offerto un’ottima resistenza. La miscela di materiali organici, arricchita con amido di canna da zucchero, un materiale PLA (acido polilattico), ha soddisfatto le esigenze funzionali e di sostenibilità creando un polimero biodegradabile privo di petrolio o gas fossili.

Il “buon design” ha ottimizzato la facilità di montaggio e smontaggio, consentendo ai componenti di scorrere in posizione senza colle e con un uso minimo di viti. In questo modo è possibile sostituire facilmente le parti, riparare i malfunzionamenti e aggiornare le tecnologie di illuminazione in futuro. Superdupertube non solo riduce la dipendenza dalle materie prime fossili, ma è anche compostabile a livello industriale.

La svolta naturale dell’offerta cromatica incide sulla qualità della luce

Il colore del materiale “canapa” introduce un aspetto unico: infatti, il colore di ogni lampada varia in base alle diverse coltivazioni di canapa. Questa variazione naturale influenza anche la temperatura di colore della luce (K), le strisce LED emettono una tonalità più calda attraverso il materiale. Le lampade sono disponibili in due temperature di colore: 4000 K (sintonizzata sulla luce ambientale di 3800 K) e 3000 K (sintonizzata sulla luce ambientale di 2800 K).

La lampada Supertube degli anni ’70 in ambiente ufficio Photo courtesy ateljé Lyktan

Illuminazione versatile e di carattere

Superdupertube, by Snøhetta & ateljé Lyktan Photo courtesy ateljé Lyktan

Il 70-80% dell’impatto climatico di un apparecchio di illuminazione si verifica durante la fase di utilizzo, per questo Snøhetta e ateljé Lyktan hanno enfatizzato l’efficienza e incorporato sistemi di illuminazione intelligenti per ridurre il consumo energetico e prolungare la vita dell’apparecchio.

È dotato di driver LED che regolano la luce con modulazione di ampiezza che contribuisce a creare una luce priva di sfarfallio. È disponibile anche l’opzione di un’unità “intelligente” che raccoglie dati sull’efficienza energetica e sulle prestazioni, in combinazione con la scelta del sistema di controllo intelligente dell’illuminazione Organic Response.

Progettata come lampada da ufficio, Superdupertube è disponibile in quattro lunghezze. La griglia diagonale riduce l’abbagliamento grazie alla schermatura longitudinale e diagonale. Il progetto si spinge oltre le norme che regolano l’aspetto e la composizione di una lampada da ufficio e intende contribuire e incoraggiare ulteriori progressi nell’ambito dei materiali e delle tecnologie di produzione sostenibili e innovative.

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Nancy Tollins

Nancy Tollins, architetto, scrittrice e appassionata di viaggi, anche virtuali, curiosa e appassionata della bellezza in tutte le culture e in tutte le forme ancor più se connessa alla luce

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