ARCHITETTURE INABITABILI: UNA MOSTRA A ROMA METTE IN SCENA 8 ESEMPI DI QUESTE EMBLEMATICHE STRUTTURE


“L’edificazione del più grande gazometro d’Italia fuori porta San Paolo”, Roma 1936. Photo © Archivio Storico Luce, Cinegiornale Luce B

Quando si parla di architettura si pensa quasi sempre a edifici destinati a ospitare le persone, ma esistono anche strutture inabitabili, nate con questo scopo o non più abitate.

Architetture inabitabili, ma oniriche, dal forte concetto evocativo e da una grande carica, emblema delle nostre città in crescita, sono quelle presentate nella mostra omonima, allestita presso i Musei Capitolini, Centrale Montemartini di Roma, a cura di Chiara Sbarigia, presidente di Cinecittà, e dall’architetto Dario Dalla Lana, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata e realizzata da Archivio Luce Cinecittà.

LA MOSTRA

GAZOMETRO
Photo © Reporters Associati & Archivi, 1956
Totò davanti al Gazometro sul set del film La banda
degli onesti di Camillo Mastrocinque, 1956
Rif. 036.20013 – 27 – LA BANDA DEGLI ONESTI – TOTO’ – 1956 N

Fino al 5 maggio i visitatori potranno ammirare 8 esempi di tali strutture, di cui vengono esplorati il fascino e la complessità attraverso immagini che le dividono per tipologia, destinazione d’uso ed epoca di costruzione, in un vero e proprio viaggio lungo la Penisola. Dei filmati e delle 150 immagini della mostra, tra cui fotografie di grandi autori italiani e internazionali come Gianni Berengo Gardin, Guido Guidi, Marzia Migliora, Gianni Leone, Mark Power, Sekiya Masaaki e Steve McCurry, molti provengono dall’Archivio Luce, ma anche da altre istituzioni come l’Archivio Alperia, il Museo Alta Val Venosta, il CISA Andrea Palladio, la Fondazione Benetton, la Fondazione Burri, la Fondazione Dalmine, l’Archivio Fiat, l’Archivio Giò Ponti, l’Archivio Italgas, il Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao”, la Triennale di Milano e la Fototeca Trifernate. Appositamente realizzate per l’evento sono le immagini di Francesco Jodice e di Silvia Camporesi.

“Queste costruzioni, pur essendosi rivelate in alcuni casi impraticabili, sono state comunque veicolo di innovazione, manifestazioni di coraggio, un invito a immaginare un mondo al di là delle limitazioni pratiche, stagliandosi come icone di una progettazione che supera i confini convenzionali”, spiega Lucia Borgonzoni, sottosegretario alla Cultura.

LE ARCHITETTURE INABITABILI

MEMORIALE BRION
Photo © Giudo Guidi – CISA A. Palladio
San Vito di Altivole (Treviso), Complesso
monumentale Brion, bacino del padiglioncino,
2004
Rif. 047_CS003878

Le Architetture raccontate nel percorso sono tutte luoghi che offrono uno sguardo peculiare sulla propria inabitabilità e intrinseca bellezza. Si parte con il Gazometro di Roma, presenza iconica nei film e nelle serie TV che emerge come un Colosseo moderno, per passare al Memoriale Brion ad Altivole (TV), complesso architettonico progettato dall’architetto Carlo Scarpa e concepito come luogo di sepoltura per la famiglia Brion e al campanile di Curon, situato nel lago di Resia (BZ), struttura romanica semisommersa dal lago creato per scopi idroelettrici con la costruzione di una diga. L’esposizione prosegue con il Cretto di Gibellina, un grande sudario di cemento bianco che ingloba le macerie della città di Gibellina, distrutta nel terremoto del Belice, opera commemorativa dell’artista Alberto Burri. Famosissimo è il complesso architettonico del Lingotto di Torino, progettato da Giacomo Matté Trucco, che un tempo ospitava la fabbrica della FIAT. Appositamente commissionate per l’evento, di Silvia Campesi sono le foto dei Palmenti di Pietragalla (MT), un’architettura rupestre in pietra formata da oltre duecento costruzioni disposte su diverse quote, un tempo utilizzate come laboratori per la produzione del vino, testimonianza dell’ingegno dei vignaioli locali, e degli Ex Seccatoi di Città di Castello (PG). Questi ultimi nel 1966 ospitarono i libri alluvionati di Firenze e, perduta la loro funzione originaria con l’abbandono della coltura del tabacco negli anni ‘70, dal 1990 ospitano gli ultimi grandi cicli pittorici di Alberto Burri. Di Francesco Jodice è invece la Torre Branca di Milano, originariamente torre littoria progettata da Giò Ponti, concepita come una struttura temporanea per la Triennale del 1933 e caratterizzata da una struttura a traliccio in acciaio e dotata di ascensore che permette ai visitatori di raggiungere la cima e godere di una vista panoramica sulla città, nuovamente visitabile dal 2002.

IL CATALOGO

Costruzioni raccontate anche nel catalogo a cura di Chiara Sbarigia e di Dario Dalla Lana, con saggi dei due curatori e di Marco Belpoliti, organizzato come un libro d’arte con immagini suggestive e testi di otto scrittori che, in una narrazione personale e intima dei luoghi, accompagnano il lettore nel suo viaggio alla scoperta di queste opere frutto dell’ingegno umano e parte del nostro patrimonio architettonico.