Buon viaggio Giovanni Anselmo! Si è spento a Torino un astro dell’Arte Povera carico di energia cosmica


Giovanni ANSELMO – Orizzonti – Piazza Carlo Alberto – Nuova Luce 26° edizione Luci d'Artista a Torino. Photo Claudio Pastrone, Courtesy FIAF

Si è spento a 89 anni Giovanni Anselmo, nato a Borgofranco d’Ivrea il 5 agosto 1934, pittore autodidatta, dal 1967 tra i fondatori e protagonista dell’Arte Povera, movimento di avanguardia storica teorizzato da Germano Celant. Giovanni Anselmo è noto a livello internazionale per la sua poliedrica produzione che spazia dall’installazione, alla pittura e alla fotografia, fino all’ultimo intervento di Light Art intitolato Orizzonti, realizzato in occasione della nuova edizione di Luci d’Artista, inaugurata a Torino il 27 ottobre scorso.

Giovanni ANSELMO – Orizzonti – Piazza Carlo Alberto – Nuova Luce 26° edizione di Luci d’Artista a Torino. Photo Claudio Pastrone, Courtesy FIAF

L’installazione Orizzonti comprende quattro luci di colore blu che riportano i nomi dei quattro punti cardinali (Nord, Est, Sud e Ovest), in cui tutte le luci sono visibili contemporaneamente dal centro di Piazza Carlo Alberto, con l’obiettivo di permettere ai passanti di orientarsi, cercando  la propria direzione nello spazio. Anselmo, indicando i punti cardinali a partire dal centro esatto della piazza, crea una relazione tra un luogo specifico di Torino carico di storia e significati, con uno spazio mentale più ampio, superando idealmente gli orizzonti della città.

L’arte è una questione di percezione soggettiva e qualsiasi fruitore, passando da qui, inevitabilmente avrà la possibilità di varcare i confini dello spazio fisico, seguendo il proprio orizzonte. L’installazione è pensata per creare un effetto leggermente disturbante da provare attraversando la piazza e non da raccontare, in cui attraverso la luce rende visibile l’invisibile. Questa luce è un omaggio alla sua Torino, dove l’artista ha vissuto e lavorato e ha esordito nella galleria di Gian Enzo Sperone con altri artisti della sua generazione e amici come Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, Mario Merz e Michelangelo Pistoletto. Da allora ha partecipato a una serie di esposizioni dedicate all’Arte Povera in Italia e nel mondo, da Parigi a New York.

Dopo varie mostre, Anselmo supera i limiti della pittura dal 1967, quando mostra un catalizzatore di energia con Torsione (1968), una installazione composta da un panno di fustagno mantenuto attorcigliato da una barra di ferro, il cui il movimento è bloccato dalla parete. Visibile e invisibile, contrapposizione tra elementi poetici e scientifici, energia cosmica e naturale, gravità, equilibrio precario, sono tematiche ricorrenti nelle sue opere.

Dell’artista sono note le opere Senza Titolo (Struttura che mangia), un cespo di lattuga trattenuto tra due blocchi di granito, in cui si mostra il processo di entropia, e Neon nel cemento (1967-1969). Quest’ultima è costituita da quattro tubi al neon, collegati a un circuito elettrico, cementati dentro ad altrettanti blocchi in calcestruzzo posati a terra, in cui la luce diventa dispositivo di tensione e materiale concettuale e poetico insieme come strategia di superamento dell’espressività tradizionale, invitando lo spettatore alla percezione di spazi mentali oltre il limite dei confini del sensibile in relazione con l’invisibile: l’energia e la pulsione dell’arte.

Sono indimenticabili le sue opere in granito degli anni ’80 Grigi che si alleggeriscono verso oltremare e Verso oltremare, che aprono riflessioni sull’infinito. Nel 1990 gli è stato assegnato il Leone d’Oro per la pittura in occasione della Biennale di Venezia, nel 2016 il Castello di Rivoli ha ospitato una sua importante mostra personale e, nella primavera del 2024, il museo Guggenheim di Bilbao (Spagna) gli dedicherà una mostra antologica.