LUCE 330 | ANTEPRIMA


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330

Anno / Year 57
Dicembre / December 2019

SPECIALE

LUCE 330

L’ILLUMINAZIONE NEI LUOGHI PER L’ACCOGLIENZA
di Laura Bellia, Andrea Calatroni

Un nuovo Speciale di LUCE. Le interviste a Carla Balocco, Alexander Bellman, Daniela Colli, Francesco Leccese, Marco Pollice, Michele Signorini e Daniele Varesano, esponenti del mondo della ricerca, della progettazione e della produzione.
Ristoranti, mense, ospedali, biblioteche e luoghi di cura sono luoghi in cui l’attenzione per la qualità della luce è fondamentale per il benessere e la salute degli ospiti. Come viene affrontato oggi questo tema e quali sono i vantaggi o le difficoltà a perseguire la qualità dell’illuminazione?

LIGHTING DESIGNERS

LUCE 330

MASSIMILIANO BALDIERI: “FACCIO UN LAVORO BELLISSIMO”
di Andrea Calatroni

Lighting designer romano e internazionale di grande cordialità, professionalità ed esperienza, ben quattro suoi progetti hanno ricevuto lo IES Illumination Awards of Merit dalla Illuminating Engineering Society of North America. La sua famiglia si occupa di luce da oltre cinquant’anni, e sono stati tra i primi in Italia a dotarsi di un laboratorio fotometrico. Ha lavorato a New York per diversi anni; insegna lighting design presso lo IED di Roma ed è docente presso la Sapienza Università di Roma nel corso di lighting design, master di allestimento.

EDITORIALE

LUCE: QUASI SESSANT’ANNI DI CULTURA DELLA LUCE E UNA CANZONE DI MODUGNO
di Silvano Oldani

Era il 1959, e gli italiani, con un coraggio oggi inaspettato e una volontà forse oggi di nuova attesa, ricostruivano con impegno un territorio uscito dal buio della guerra e dalle macerie del dopoguerra per contribuire al rilancio economico e sociale del Paese. Fu una “spinta” quasi keynesiana condivisa da tutti e molti furono i traguardi raggiunti e ammirati dal mondo. L’elenco è lungo! Nasce AIDI, e tre anni dopo, nel 1962, LUCE. Una lunga storia…

AIDI 1959-2019

SESSANT’ANNI DI CULTURA DELLA LUCE: UN IMPEGNO PER IL FUTURO
di Gian Paolo Roscio

Era il 1959 quando fu costituita AIDI. E in quel decennio, tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta, l’Italia visse una stagione di crescita economica e divenne una delle maggiori potenze industriali. “In questo fermento demografico, sociale e culturale, anche il mondo dell’illuminazione cambiò veste”, scrive il presidente di AIDI, Gian Paolo Roscio. Sessant’anni sono trascorsi da quella data, data importante, che AIDI ha celebrato con un convegno e uno splendido volume con la grafica di Mario Piazza e testi di diversi autori.

EPIFANIE DI LUCE

LE VOCI – E LE LUCI – DELLA SERA DI NATALIA GINZBURG
di Empio Malara

“Era ottobre, cominciava a far freddo; nel paese alle nostre spalle s’erano accesi i primi lampioni, e il globo azzurro dell’Albergo Concordia rischiarava d’una luce vitrea la piazza deserta”. Con questa frase, all’inizio del suo racconto Le voci della sera, Natalia Ginzburg accenna al tema della luce nel paesaggio.
Il paesaggio, caro a Natalia, è quello piemontese: “Si distinguevano in lontananza, la sera, i lumi di Castello, e i pochi lumi di Castel Piccolo, in alto, su una gobba della collina; e di là della collina – avverte l’autrice –, c’è la città”.

SPECIALE ILLUMINAZIONE DEI CENTRI URBANI

UN’ILLUMINAZIONE PUBBLICA DINAMICA
di Mattia Sica

A chiusura dello Speciale “Illuminazione dei centri urbani”(LUCE 329),a cura di Laura Bellia e Andrea Calatroni, Mattia Sica, direttore Settore Energia di Utilitalia, definisce una “fotografia” del comparto e uno scenario dell’evoluzione del settore, ovvero di come questa infrastruttura può essere parte essenziale di un Sistema che assicuri una gestione integrata e intelligente del territorio. Un’occasione unica e irripetibile per mettere a punto un cluster di tecnologie e di applicazioni per aumentare l’interconnessione tra reti per lo sviluppo dei servizi più richiesti dalle comunità locali.

CINEMA

THOMAS EDISON. L’UOMO CHE ILLUMINÒ IL MONDO
di Francesco Ciulli

Perché non scrivere di cinema, soprattutto quando si tratta della storia di Thomas Alva Edison e delle sue invenzioni e della competizione con George Westinghouse e Nikola Tesla? Nel film Edison, l’uomo che illuminò il mondo delregista Alfonso Gomez-Rejon, mentre scorrono vicende personali e familiari, si affrontano i temi tipici delle società industriali moderne: la concorrenza, il diritto d’autore, la tecnologia e le sue conquiste al servizio dell’industria, la relazione tra genio creativo e imprenditore.

TACCUINI DI LUCE

ALLA RICERCA DELLA LUCE PERDUTA
di Francesco Ciulli

Forse le lampadine a filamento sono portatrici di antichi “sapori”, come le Madeleines di Marcel Proust? Così l’autore chiude le ultime righe del suo racconto quasi gaddiano, dopo un viaggio tra fila di case basse fino a un’insegna: “Tutti i tipi di lampadine”. Un luogo dove, dietro inquietanti ampolle di vetro sospese al soffitto e oggetti luminosi di dubbio gusto, l’autore trova un tesoro perduto di lampadine tradizionali, tanto ricercate da collezionisti e possessori di quelle iconiche lampade che hanno fatto la storia del design italiano.

LIGHTING DESIGNER E ARCHITETTI: PERCHÉ MANCA IL COINVOLGIMENTO?
di Erica Napoli Rottstock

L’autrice nel suo incipit si rivolge a tutti noi: “vi è mai capitato entrando in un locale o in una casa privata di sentirvi immediatamente bene e accolti o, al contrario, a disagio e nervosi, senza un apparente motivo? Vi siete chiesti quanto gioca la luce in queste sensazioni?”. Queste e altre domande hanno trovato risposta nella conversazione tra lei e il lighting designer Filippo Cannata.

INDICE 2019

PROGETTARE LA LUCE

LUCE 330

UNA NUOVA LUCE PER IL DUOMO DI MILANO
di Francesca Tagliabue

Oggi, interni ed esterni della cattedrale possono essere ammirati come mai prima d’ora, grazie al progetto dello studio Ferrara Palladino Lightscape. Un lavoro minuzioso, gestito in tempi ristretti grazie a un alto livello di competenza e a una sensibilità che deriva dall’esperienza sul campo. Quando il tecnico diventa un artista non esistono più valori e metodologie assoluti: la luce si trasforma in poesia pura e nasce in maniera istintiva, senza bisogno di calcoli ma con il solo ausilio degli occhi, del cuore e di un bagaglio culturale costruito nell’arco di decenni.

LIGHTING DESIGNERS

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ID INDUSTRIAL DESIGN. INTERVISTA A MASSIMO SACCONI E MARZIA BALDINI
di Federica Capoduri

Lo studio fondato da Massimo Sacconi e Marzia Bandini nel 1988 a Firenze svolge attività di progettazione di apparecchi per l‘illuminazione collaborando con numerose aziende che operano nel campo del lighting. Molto attivi anche a livello internazionale, in Italia vantano numerosi progetti illuminotecnici di rilievo: l’illuminazione della Biblioteca “Piccolomini” e del Duomo di Siena, il lighting design del nuovo Auditorium della sede centrale di Roma EUR per ENI, le diverse collaborazioni con ANAS e ACEA.

LUCE 330

IBEN WINTHER ORTON: “UNA BUONA ILLUMINAZIONE CI RENDE PERSONE MIGLIORI”
di Andrew Peterson

LUCE ha incontrato Iben Winther Orton, anima creativa dello studio danese Lightscapes. Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua idea di illuminazione e la sua esperienza sulla “luce curativa” all’interno degli ospedali psichiatrici, scoprendo come una buona illuminazione ci renda persone migliori.

MAKING OF

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VENEZIA. RIPRISTINARE LA STORIA
di Andrea Calatroni

Ghisamestieri produce pali di illuminazione in ghisa. I loro prodotti, tra i più antichi abitanti delle nostre piazze storiche, fanno parte della nostra memoria antica e recente. Fonderia fino a metà anni Ottanta, nel 1987 il patrimonio di disegni e progetti realizzati tra la fine dell’Ottocento e i decenni successivi degli archivi delle Officine di Forlì diventa il suo punto di riferimento e di ispirazione. Iniziano così le attività di restauro dei pali in ghisa nei centri storici delle più belle e importanti città di Italia. Questo il racconto d’industria che li ha portati fino ad oggi.

LUCE 330

RAZE. VELATURE LUMINOSE
di Andrea Calatroni

Quando ha concepito Raze, Thorn (gruppo Zumtobel) ha immaginato un apparecchio luminoso che fosse ideale per rivelare il carattere delle superfici architettoniche e tutti i loro dettagli. L’azienda è stata tra i primi player a comprendere le potenzialità della Smart Lighting e della sensoristica applicata alla luce. Funzionalità che danno maggiore libertà compositiva e creativa al lavoro dei lighting designer. Raze riesce a fornire un apporto emozionale al poetico racconto immaginato dal lighting designer.

RICERCA

L’ILLUMINAMENTO CORNEALE NELLA PROGETTAZIONE ILLUMINOTECNICA. UN NUOVO INDICE DI VALUTAZIONE DEL COMFORT VISIVO IN AMBIENTE INTERNO
di Virgilio Ciancio, Massimo Coppi, Pasquale Giordano, Iacopo Golasi, Ferdinando Salata, Stefano Smith, Andrea Venditti

Negli ultimi tempi, l’attività di ricerca nel campo degli effetti non-visuali della luce ha prodotto significativi risultati e la rilevanza dell’illuminamento corneale ai fini della progettazione illuminotecnica è progressivamente aumentata. La Sezione di Fisica Tecnica del Dipartimento di Ingegneria Astronautica Elettrica ed Energetica (DIAEE) e l’Area Gestione Edilizia (AGE) di Sapienza Università di Roma hanno condotto un’indagine sperimentale in diverse biblioteche, una campagna di misure atta a effettuare una valutazione del peso delle variabili illuminotecniche e operative per una corretta scelta del livello di illuminamento corneale, nella prospettiva di definire un indice in grado di predire il grado di comfort visivo negli ambienti confinati.

INCONTRI

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GEZA – GRI E ZUCCI ASSOCIATI. ARCHITETTURA AD ALTA VARIABILITÀ ATMOSFERICA
di Andrea Calatroni

Stefano Gri e Piero Zucchi si definiscono architetti “su misura”, i loro lavori stanno lontani dalle definizioni o dagli -ismi che cercano sempre di inquadrare qualcosa di nuovo. I loro progetti sono fatti di materiali che entrano in empatia con la luce e il paesaggio, includendolo o riflettendolo. Una lunga intervista che scorre veloce, come la luce sul marmo.

LANTERNA MAGICA

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ANDRÉE RUTH SHAMMAH. LA LUCE IN TEATRO PUÒ RENDERE PREZIOSO OGNI DETTAGLIO
di Paolo Calafiore

La storia artistica di Andrée Ruth Shammah, regista che ha firmato oltre cento regie teatrali, nasce al Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e Paolo Grassi, ma si concretizza con l’apertura del Salone Pier Lombardo, oggi Teatro Franco Parenti, fondato nel 1973 insieme ad altri artisti ed intellettuali. Ci dice subito, “La luce in teatro può rendere prezioso ogni dettaglio, cosi come preziosa è ogni battuta. A me interessa che le luci camminino con la recitazione”. Nel 2019 è stata nominata dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron Chevalier de la Légion d’honneur.

LIGHT ART

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L’ALFABETO DI CERITH WYN EVANS. INTERMITTENZE LUMINOSE E COREOGRAFIE SONORE
di Jacqueline Ceresoli

Pirelli HangarBicocca non sbaglia un colpo: con “….the illuminating Gas”, prima mostra personale italiana dell’artista gallese, comprensiva di opere degli ultimi dieci anni e a cura di Roberta Tenconi e Vincente Todolì , la Tate Modern milanese si conferma vincente anche nella proposta di mostre-evento spettacolari. Classe 1958, gallese, eccentrico, cresciuto nella trasgressiva Londra post punk della fine anni ’70, Evans ha esordito nel cinema sperimentale, allievo degli artisti John Stezaker e Peter Gidal.

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I CODICI DI PIETRO PIRELLI: LUCE, SUONO E TEATRALIZZAZIONE DEGLI SPAZI
di Jacqueline Ceresoli

Quando si tocca un raggio laser di una misteriosa Arpa di Luce con un dito, un’ipnotica armonia invade e cartografa dimensioni astrali. Questo è accaduto alla Basilica di San Celso a Milano, dove l’artista, musicista e performer, ha inscenato in uno spazio sacro carico di suggestione la sua “scultura” di luce, capace di alterare la percezione del luogo e diventare strumento musicale grazie a tecniche sofisticate. I raggi laser appaiono dietro l’altare, emergono dall’oscurità e sembrano visualizzare metaforicamente l’eco del Cosmo, dalle regole invisibili e inviolabili.

DESIGNERS

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ILARIA MARELLI. CON PASSO DECISO, OLTRE IL DESIGN
di Margherita Pincioni

Architetto e designer, Ilaria Marelli è molto di più: si occupa di art direction, ma anche di design di prodotto; consulente di strategia, progetta interni e allestimenti, lavorando soprattutto su idee che sono emozionali e sperimentali al tempo stesso. La sua formazione sul campo è avvenuta con Giulio Cappellini, da cui ha imparato il gusto di sperimentare e, ogni tanto, a fare qualche pazzia. Ama la luce per la sua impalpabilità, ma allo stesso tempo per la sua fondamentale presenza nel creare emozioni.

LIBRI

ESEMPI ILLUMINAZIONE 1934-1964. TRENT’ANNI DI LAMPADE
di Pietro Mezzi

La ristampa anastatica dell’edizione integrale della pubblicazione di Roberto Aloi. Un libro che raccoglie oltre 500 modelli di lampade disegnate da grandi architetti e prodotte da importanti aziende del settore in tre decenni di produzione illuminotecnica italiana ed estera. Ma anche un libro e la sua epoca, come racconta Gianpiero Aloi, al quale abbiamo rivolto alcune domande, più personali, sul padre, su di lui e sulla sua famiglia.