Eventi
Venezia: Piazza San Marco illuminata con lampadari d’artista in vetro di Murano
By Nancy Tollins
Pubblicato il
Gennaio 2025
“Melius est abundare quam deficere” dicevano gli antichi che, tradotto, significa “meglio abbondare che scarseggiare” e, nella Serenissima regina della laguna, sotto il profilo estetico tutto abbonda. Chi visita Venezia e ama tutto ciò che riguarda la luce ha un motivo in più per passeggiare sotto i portici dello splendido salotto di Piazza San Marco con il naso all’insù. Qui, per tutto il periodo invernale, dal 22 novembre 2024 al 4 marzo 2025, si potranno ammirare 11 lampadari firmati da artisti e designer italiani e internazionali, tra cui annoveriamo la straordinaria partecipazione di Joseph Kosuth, Philippe Starck e Kengo Kuma. A loro è stato chiesto di reinterpretare appunto il classico “lampadario Rezzonico”, con nuove visioni che sono state concretizzate per la mostra in corso in pezzi unici dai maestri del vetro di Murano.
La 2° edizione di Murano Illumina il Mondo
È dunque partita la seconda edizione di Murano Illumina il Mondo, un progetto promosso da The Venice Glass Week – il festival internazionale che si tiene a settembre, fondato nel 2017 per celebrare, supportare e promuovere l’arte del vetro -, dal Comune di Venezia, dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, da Le Stanze del Vetro (iniziativa congiunta di Fondazione Giorgio Cini e Pentagram Stiftung), dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e dal Consorzio Promovetro Murano. E torna il vetro a illuminare il salotto più bello della città. Gli artisti invitati a mettersi alla prova con il vetro artistico di Murano hanno realizzato, avvalendosi della professionalità e della tecnica delle celebri fornaci muranesi, progetti inediti che ci mostrano come si possa coniugare le arti antiche con le nuove filosofie di vita. L’obiettivo dell’iniziativa è precisamente quello di dare visibilità all’isola di Murano non solo per la caratteristica e unica industria artigianale, ma anche per il suo essere un centro internazionale aperto alla sperimentazione e alla collaborazione in progetti volti al futuro.
Gli attori dell’evento
Hanno fatto parte del Comitato Scientifico che ha selezionato gli artisti e i designer Rosa Barovier Mentasti, storica del vetro, David Landau, Trustee di Pentagram Stiftung, Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici di Venezia, e i curatori Mario Codognato e Alma Zevi.
Al progetto hanno aderito gli artisti e gli architetti Kimiko Yoshida, le sorelle Marina e Susanna Sent, Emmanuel Babled, Hans Weigand, Joseph Kosuth, Philippe Starck, Deborah Czeresko, il duo artistico Fiedler O Mastrangelo, Kengo Kuma, Arturo Tedeschi a cui si aggiungono gli alunni della Scuola Abate Zanetti di Murano, mentre i lampadari sono stati prodotti dalle fornaci Gianni Seguso, Marina e Susanna Sent, NasonMoretti, Berengo Studio, Barbini Specchi Veneziani, Najean, Massimiliano Schiavon, Giorgio Giuman, Nicola Moretti, Salviati, Vetrate Artistiche Murano e Scuola Abate Zanetti. Il coordinamento della produzione e in particolare il rapporto tra artisti e fornaci è stato affidato all’architetto Matteo Silverio.
Nel presentare l’iniziativa Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, ha dichiarato: “Nella prestigiosa cornice di Piazza San Marco si rinnova l’incontro tra l’antica arte del vetro di Murano e la maestria di undici artisti di fama internazionale, che hanno scelto di celebrare la Serenissima realizzando dei nuovi lampadari. Le tradizioni secolari di Venezia prendono così forma attraverso pezzi unici. Dopo la grande novità dell’anno scorso, abbiamo deciso di riproporre la seconda edizione di ‘Murano illumina il Mondo’. Sarà una grande mostra a cielo aperto, nel cuore della città, che potrà essere visitata con la massima libertà. Un omaggio all’eccellenza dei maestri vetrai, in un crocevia tra ricerca, qualità e innovazione, a Venezia, la più antica città del futuro”.
Giovanna Palandri, cancelliere dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti e presidente del Comitato Organizzatore di The Venice Glass Week, ha aggiunto: “Il Comitato Organizzatore di The Venice Glass Week, impegnato da tempo nella valorizzazione del vetro d’arte veneziano attraverso il festival che si svolge a settembre, per il secondo anno ha portato a termine la realizzazione di questo ambizioso progetto. È stato costituito un Comitato Scientifico di altissimo profilo con l’arduo compito di selezionare gli artisti di fama mondiale e di affiancarli a fornaci e maestri capaci di interpretare le forme proposte. Sono nati così questi 11 straordinari lampadari, autentiche opere d’arte, che dalla piazza più bella del mondo, daranno luce al Natale di tutti coloro che visiteranno la nostra città”.
I progetti
Iniziamo dal lampadario AZ 2024 progettato dagli studenti dell’istituto Abate Zanetti assieme al maestro Eros Raffael. Il lampadario è composto da sfere organiche in cristallo con richiamo ai colori del tipico chandelier “Lampadario Rezzonico”.
Philippe Starck e Aristide Najean hanno invece realizzato Quadri, un surrealistico lampadario in ametista scura, un sogno che in parte nasce dal cuore del grande designer francese e riflette una potente concentrazione di mistero, bellezza, e poesia.
Significa “dieci” in lingua veneta, dieXe, la lampada di Kengo Kuma, una celebrazione della storia veneziana, in cui la “X” simboleggia l’incastro e l’unità. A rafforzare ulteriormente il legame tra l’opera e il territorio è la scelta del colore: l’iconico verde pavone Salviati che ben rappresenta le magnetiche sfumature della Laguna.
Ha scelto di lavorare con il vetro specchiato Joseph Kosuth per la realizzazione di Enlighten’s the Word, fatta con Barbini Specchi Veneziani, creando la silhouette astratta di un lampadario classico Rezzonico e rendendola tridimensionale e auto-riflettente. L’installazione è un gioco sui concetti derivanti dall’Illuminismo.
Le linee pulite ed essenziali e le forme geometriche delle reti da pesca a bilancia utilizzate nella Laguna Nord di Venezia sono state fonte di ispirazione per Bilancia, una lampada a sospensione realizzata manualmente con la tecnica del vetro a lume, progetto di Marina e Susanna Sent, da sempre affascinate dalle reti da pesca. Gli elementi sono intrecciati su filo da pesca.
Il lampadario Colpo di vento di Kimiko Yoshida e Gianni Seguso reinterpreta il “Rezzonico barchetta”, ispirandosi ai colori del fiore di ciliegio, simbolo nazionale in Giappone. 18 lampadine a LED rappresentano il colpo di vento, metafora del passaggio tra tradizione classica e creazione contemporanea, tra figurazione e astrazione, tra rococò veneziano e minimalismo giapponese.
È composto da 23 sfere in vetro soffiato a mano e 8 sorgenti luminose Digit Light di Emmanuel Babled con la fornace NasonMoretti, un lampadario che si ispira alla cultura pop degli anni ’60. Le sfere sono assemblate con elevata precisione tramite tecnologia informatica. Sfere luminose e riflettenti si mescolano tra loro, come se fluttuassero nell’aria.
Il progetto Inariaa di Arturo Tedeschi con fornace Nicola Moretti + Vetrate Artistiche Murano propone invece una soluzione geometrica, composta da elementi poliedrici interconnessi, che evoca l’immagine di una formazione cristallina sospesa. Il concept è sviluppato con l’Intelligenza Artificiale ed è stato perfezionato con algoritmi di ottimizzazione.
È del duo artistico Fiedler O Mastrangelo, con la fornace Giorgio Giuman. Sponsor United Risk, l’opera Solomon Chopsticks, il cui elemento centrale richiama le bacchette asiatiche: così come il loro uso richiede destrezza per maneggiare il cibo, il processo di pensiero necessita d’ingegno per sviluppare idee. L’intreccio evoca anche il Nodo di Salomone che, senza inizio né fine, rappresenta l’eternità. L’unione di questi due elementi delinea ciò che il duo considera l’essenza del processo creativo: un uso eterno dell’abilità per sciogliere e annodare infiniti nodi.
Reinterpreta il tradizionale lampadario in vetro sostituendo i suoi bracci a forma di S con le forme sinuose del corpo di un serpente TransFormation, frutto della collaborazione tra Deborah Czeresko e Massimiliano Schiavon. Il morso velenoso del serpente viene ricontestualizzato come una potente forza di illuminazione.
Infine Venetian Wavebreakers Chandelier, il lampadario ideato da Hans Weigand, realizzato con il maestro Nicola Causin, fornace Berengo Studio, raffigura due dighe frangiflutti interamente in vetro. La fragilità del vetro e la massiccia struttura in cemento della diga, due materiali contrastanti, simboleggiano la fragilità della natura e di Venezia.
All’imbrunire dei suggestivi tramonti veneziani, fino a primavera, gli undici chandeliers in mostra si accenderanno illuminando la Piazza d’Italia, fiancheggiata dalle procuratie vecchie e nuove e dalla basilica di San Marco, per i cittadini e i visitatori.
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Nancy Tollins
Nancy Tollins, architetto, scrittrice e appassionata di viaggi, anche virtuali, curiosa e appassionata della bellezza in tutte le culture e in tutte le forme ancor più se connessa alla luce
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