Milano Design Week 2026
SaloneSatellite Award 2026: i giovani dell’avanguardia del design
By Monica Moro
Pubblicato il
Maggio 2026
INDICE
Maestria artigiana + Innovazione, il tema 2026
La 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano, culminata nell’assegnazione del prestigioso SaloneSatellite Award 2026 (al suo 15o anno), ha confermato ancora una volta il ruolo della Manifestazione come epicentro globale dell’innovazione. Il SaloneSatellite, pilastro fondamentale del Salone del Mobile.Milano, ha celebrato quest’anno la sua 27ª edizione, confermandosi come il palcoscenico d’elezione per i talenti emergenti, sotto il tema emblematico Maestria artigiana + Innovazione.
Il tema 2026 ha offerto una lente d’ingrandimento su una generazione di giovani designer capaci di fondere la sapienza artigianale locale con le più avanzate frontiere tecnologiche in risposta al brief di ammissione che invitava i candidati a riscoprire proprio la maestria artigiana per trasformarla in linguaggio evoluto del futuro.
Gli studenti della Artwood Academy, fondazione ITS (Istituto Tecnico Superiore), nata nel 2014 per iniziativa di FederlegnoArredo e ASLAM, sono stati invitati a realizzare una scultura che accogliesse i visitatori del SaloneSatellite 2026 e che potesse rappresentare questo connubio tra tradizione e innovazione. Tale scultura, in Cedro del Libano, materiale scelto per la lavorabilità e per il suo profumo, raffigura un monumentale Uovo, un classico simbolo di potenzialità in essere e in divenire. Di buon auspicio.
Il SaloneSatellite 2026
Il SaloneSatellite si conferma quindi cuore creativo della Milano Design Week, saldo nel proprio ruolo di trampolino di lancio internazionale per i talenti under 35. Ospitato nei padiglioni di Fiera Milano Rho, l’evento ha riunito oltre 700 giovani designer e 23 scuole di design internazionali, ca va sans dire provenienti da tutto il mondo, trasformando la fiera in un laboratorio di sperimentazione ad alto tasso di innovazione. Evento a ingresso gratuito, è un punto focale di vivo interesse per le aziende e per il grande pubblico.
La cifra stilistica del SaloneSatellite 2026 è stata il superamento della dicotomia tra “fatto a mano” e “elaborato dal computer”. I vincitori hanno dimostrato che gli algoritmi dell’Intelligenza Artificiale non sono sempre nemici dell’artigianato: se usati con intelligenza e “buon senso” due componenti fondamentali del “good design”, possono rivelarsi nuovi strumenti di precisione e quindi alleati. Molti dei progetti premiati hanno esplorato le possibilità offerte dalla stampa 3D, come una sorta di inediti elementi strutturali e geometrie complesse, dove disparati materiali naturali vengono trasformati da un controllo computazionale. La capacità di integrare la tecnologia digitale nei processi produttivi tradizionali potrebbe rappresentare la chiave per creare oggetti destinati a durare nel tempo, sfidando l’obsolescenza programmata del design di consumo e focalizzandosi sulla cura artigianale degli esseri umani, sulla sostenibilità dei processi produttivi e dei materiali, e sulla qualità dei prodotti, arrivando ad abbracciare le imperfezioni che, assieme all’immaginazione creativa ed emozionale, ci differenziano dall’automatismo delle macchine.
I vincitori del SaloneSatellite Award 2026
In questo 2026 il SaloneSatellite, che dal 2010 funge da vera e propria mappa del talento mondiale, ha premiato progetti che riflettono una profonda consapevolezza estetica, ecologica e strutturale. La giuria ha cercato, in particolare, “soluzioni che potessero scalare verso una produzione industriale senza perdere l’anima del prototipo artigianale” in un equilibrio precario tra scala industriale e intuizione creativa. I designer che sono stati premiati in questo 2026 sono ricercatori che operano in laboratori dove la tecnologia e la manualità coesistono in sinergia. Il risultato è un oggetto di design che diventa un ponte tra la memoria storica delle tecniche costruttive e le possibilità infinite offerte dalla progettazione algoritmica.
Il 1° Premio è stato assegnato allo studio danese Russo Betak con la lampada a sospensione Nippon, parte della collezione Ark, che viene realizzata in stampa 3D utilizzando gusci di conchiglie (ostriche, cozze, capesante), e infine rifinita a mano. Il team di progetto ha sviluppato una stampante 3D custom di grande formato per poter trasformare in un materiale rigido, ma fluido, le conchiglie di scarto recuperate dai ristoranti. La lampada ricorda le lanterne orientali fatte di carta di riso e allo stesso tempo interpreta la tradizione scandinava delle lampade composte da sottilissime lamelle di legno, come affermato dai designer stessi: “Abbiamo scoperto che le conchiglie hanno un modo unico di diffondere la luce. Ci siamo ispirati al design classico danese e giapponese per reinventare un’eredità attraverso nuovi materiali circolari”.
Si classifica al 2° posto lo studio olandese IOUS con il progetto 3DP Ceramic Tiles : piastrelle in ceramica, parte di un sistema di rivestimento, realizzate attraverso la stampa 3D avanzata, esplorando le potenzialità della fabbricazione digitale, unendo la progettazione computazionale all’artigianato ceramico tradizionale. “Integriamo la progettazione computazionale, la fabbricazione digitale e l’intelligenza artificiale nel nostro processo creativo. Questi strumenti all’avanguardia ci consentono di sviluppare soluzioni di rivestimento murale altamente personalizzabili, efficienti e innovative”, affermano i designer. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con WASP, utilizzando la tecnologia WASP 40100 Production per creare rivestimenti murali ceramici.
Il 3° Premio è stato assegnato allo studio tedesco Jüngerkühn per Soft Touch, vasi contemporanei in porcellana che uniscono precisione robotica e qualità tattile artigianale. Lo studio si concentra sulla ricerca in campo digitale ed esplora la tattilità robotica. I vasi Soft Touch sono costituiti da trame irregolari che, al tatto, sembrano organiche: il loro pattern rivela un lato inedito della macchina, un lato espresso in un’estetica “artigianale-industriale”, in attesa dell’inevitabile sorgere di un nuovo aggettivo.
Le Menzioni Speciali
La prima Menzione Speciale ha premiato il designer cileno Nicolás Romero di Aiko Design per la lampada Númina, la seconda lampada a distinguersi nelle premiazioni dell’edizione 2026, e, come la Nippon (vincitrice del Primo Premio) è anch’essa stampata in 3D in PLA (acido polilattico) con dettagli in metallo cromato. La sua forma a gradini geometrici e la texture intrecciata “evocano equilibrio e profondità”. Ispirata alle tecniche locali di tessitura e intreccio in vimini e crine di cavallo tradizionali, ha ricevuto la menzione per la capacità di evocare simboli e tradizioni dentro un processo industriale.
Ha ricevuto la seconda Menzione Speciale la designer cinese Yixian Wang per il vaso Foggy, ottenuto trasformando un morbido tessuto in fibra di vetro, senza ricorrere all’uso di resina. Un oggetto sognante: “Fili ariosi e intricati catturano la luce come rugiada, rivelando silenziosa fragilità e inaspettata leggerezza che ridefiniscono il materiale”. È stato ispirato ai ricordi d’infanzia e alle tradizioni di famiglia.
Composizione della giuria
La giuria, presieduta da Paola Antonelli, Senior Design Curator, Architecture & Design Director, Research & Development del MOMA Museum of Modern Art di New York, ha sottolineato come i progetti premiati non siano semplici esercizi estetici, ma vere e proprie intuizioni che anticipano le dinamiche di mercato e la ricerca industriale del futuro.
La giuria quest’anno è stata composta da : Alessandro Cannavò, caporedattore del Corriere della Sera; Aldo Cibic, architetto; Aldo Colonetti, critico del design; Dana Thomas, giornalista del New York Times e bestselling author, Elia Vismara, presidente di Assobagno; Elisa Polesello, AD/managing director di Arrex Le Cucine; Elisabetta Gaiaschi, responsabile ufficio tecnico del Salone del Mobile.Milano; Emanuela Frattini Magnusson, architetto; Francesca Lanzavecchia, designer; Stefano Micelli, professore presso Venice School of Management, Università Ca’ Foscari di Venezia; Anna Szypulska, direttore di Biznes Meble; Marva Griffin Wilshire, fondatrice e curatrice del SaloneSatellite; Porzia Bergamasco, coordinatrice del SaloneSatellite Award.
La giuria ha riconosciuto in tutti questi progetti il comune denominatore di una fusione tra artigianato tradizionale e nuove tecnologie (stampa 3D e fabbricazione digitale). La Presidente della giuria ha sottolineato che “La scelta è stata difficile, ma abbiamo cercato di rappresentare varie geografie, sperando che i giovani continuino su questa strada nonostante le difficoltà globali”.
Ha chiuso la Cerimonia di Premiazione Marva Griffin Wilshire, la visionaria fondatrice e curatrice di SaloneSatellite, che ha sempre creduto in Milano come luogo di crescita e nel futuro dei giovani di domani.
AUTHOR
Monica Moro
Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga
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