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among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer

Patricia Urquiola: IA e nuovi materiali per l’interior design di domani

By Monica Moro
Pubblicato il
Gennaio 2026

Dal 13 al 16 gennaio, a Francoforte (Germania), si è svolta Heimtextil, la vetrina leader del design tessile in ambito casa e contract, che, nonostante una situazione internazionale incerta, ha registrato quest’anno un aumento degli espositori (3.000 provenienti da 66 Paesi), diventando così ancora più internazionale.

Patricia Urquiola e la mostra among-all

Invitata speciale è stata la designer e architetto spagnola (con studio a Milano) Patricia Urquiola che ha inaugurato Heimtextil con la sua nuova suggestiva installazione among-all che rappresenta un’affascinante esplorazione dello spazio, della materia e delle relazioni tra le persone e l’ambiente, capace di coinvolgere gli spettatori in un’esperienza sensoriale e intellettuale, creando un dialogo tra design, arte e natura.

L’installazione è stata presentata nella conferenza di apertura della Fiera Heimtextil dall’autrice in un dialogo con Rosa Bertoli, Global Design Director di Wallpaper, durante la quale hanno parlato di Intelligenza Artificiale, materiali innovativi e design orientato al futuro. Tutti fattori che stanno plasmando il futuro del settore abitativo che in questi anni sta subendo profondi cambiamenti.

among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer
among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer

Il connubio IA e artigianato

Il mercato, infatti, in questo momento è caratterizzato da sconvolgimenti economici e geopolitici che pongono le aziende di fronte a nuove sfide e richiedono strategie commerciali adeguate, e protagonista assoluta a livello globale è l’Intelligenza Artificiale che sta trasformando rapidamente i modelli di business. In questo scenario Heimtextil cerca di offrire all’industria un orientamento, mettendo in luce nuove potenzialità e rendendole tangibili, grazie alle migliori pratiche e alle conoscenze degli esperti come, appunto, la designer Urquiola.

Tema principale di among-all è il connubio tra tecnologia (IA) e artigianato tradizionale, che anticipa come il design tessile possa essere di primaria importanza.

among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer
among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer

Lo spazio relazionale che porta alla scoperta

among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer

Il progetto invita i visitatori a muoversi all’interno di un ambiente che intreccia elementi naturali e artificiali. Patricia Urquiola mostra come potrebbe essere l’interior design di domani con oggetti spaziali e futuristici: sculture ibride, figure gonfiabili e strutture a griglia sospese. L’atmosfera è accogliente e intima, creata anche da un sapiente uso della luce che esalta i materiali organici e i tessuti morbidi che combinano colori caldi e naturali con tonalità più neutre. L’approccio di Urquiola si basa sull’idea di creare uno spazio che sia al contempo funzionale e poetico. La luce, elemento fondamentale, viene utilizzata per accentuare le forme e le texture, creando giochi di ombre e riflessi che amplificano la sensorialità dell’esperienza.

L’allestimento è studiato per favorire uno spazio relazionale. Attraverso il senso della scoperta, che prevede anche di toccare gli oggetti, stimola l’interazione dei visitatori che sono invitati a plasmare attivamente lo spazio: i loro movimenti diventano parte della messa in scena grazie all’Intelligenza Artificiale e alla sensoristica. Patricia Urquiola mostra come i tessuti funzionino come materiali trasformativi e intelligenti, vere interfacce tra persone, materiali e macchine. Per la designer l’IA instaura un dialogo, è un mezzo per offrire una prospettiva diversa, diviene strumento di interazione e conversazione tramite l’integrazione nei tessuti e negli oggetti. I sensori rilevano i movimenti dei visitatori, trasformandoli in dati che influenzano le variazioni visive e spaziali all’interno dell’ambiente, creando uno spazio reattivo che “ascolta, reagisce e si modifica”.

among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer
among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer

Eco-sistemi temporanei, non più un solo centro, ma complessità

Questo è il secondo capitolo della ricerca sui tessuti iniziata l’anno scorso dallo studio Urquiola, sempre per Heimtextil, e sviluppata attraverso oggetti, processi e sperimentazioni spaziali. Più che un contenitore, la mostra assume la forma di un ecosistema temporaneo, un sistema “vivente”.

Si  vuole sottolineare il dialogo con la materia, la sostenibilità e l’evoluzione del rapporto tra esseri umani, tecnologia e materiali. Patricia Urquiola ha spiegato che, mentre il progetto precedente era incentrato sul “noi”, quello attuale amplia il discorso, suggerendo che non esiste più un centro, ma diversi livelli di vicinanza, relazione e complessità. Questo cambiamento segna il passaggio da una struttura più lineare a un paesaggio aperto, in cui lo spazio non è gerarchico e consente molteplici prospettive ed esperienze. L’installazione mette in mostra esperimenti radicali con i tessuti, concentrandosi in particolare sui materiali riciclati.

among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer
among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer

Le macchine imperfette

among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer

In among-all è posto l’accento sulla ricerca e sulla sostenibilità dei materiali. Per Urquiola “Il progetto nasce sempre dall’esplorazione dei materiali” e il loro ciclo di vita va considerato fin dall’inizio del progetto stesso. Nell’installazione sono presenti materiali come ECONYL®, tessuto realizzato al 100% con nylon riciclato, ottenuto da vecchie reti da pesca e scarti di tessuto; Ohoskin, materiale tessile biologico simile a una pelle vegan, a base di arancia siciliana e fico d’India, cimose e scarti tessili di produzione. Questi materiali si trasformano in tappezzeria con frange, in grandi oggetti di seduta, “creature” e altro ancora in collaborazione con tante aziende, tra cui Moroso, CC-tapis e Caracol. Per ottenere tali sculture Urquiola ha intenzionalmente permesso alle macchine di “dipingere liberamente con il materiale”, e chiesto loro di “accettare l’errore” ottenendo forme fluide tridimensionali.

La tecnologia di produzione con stampa 3D e piattaforma robotica evita deliberatamente la perfezione industriale, sposando l’imperfezione, approccio che sottolinea la sua convinzione che il design non è più il controllo delle forme, ma piuttosto una negoziazione con la materia, un dialogo, un processo.

among-all è il risultato di uno sforzo collaborativo collettivo che ha coinvolto lo studio di Urquiola, diverse aziende, programmatori e produttori di materiali e tecnologie.

La conferenza d’apertura Heimtextil

among-all by Patricia Urquiola. Photo courtesy of Messe Frankfurt GmbH / Pietro Sutera photographer

La conferenza che ha aperto la manifestazione è stata moderata da Ivonne Seifert, Director Marketing Communications, Textiles & Textile Technologies di Messe Frankfurt, e introdotta da Detlef Braun, Managing Director di Messe Frankfurt. “In un contesto di mercato dinamico, l’industria tessile mondiale fa affidamento su Heimtextil. Siamo lieti che anche l’industria dei materassi e dei tappeti abbia scelto Francoforte come centro di affari. Mentre l’intelligenza artificiale sta trasformando i mercati, Heimtextil mostra come le aziende possono trarre vantaggio da questa tecnologia. In qualità di partner strategico, mette in luce le opportunità commerciali e le prospettive future, gettando le basi per una crescita potenziale” ha dichiarato Detlef Braun.

AUTHOR

Monica Moro

Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga

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