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Annual Report Salone del Mobile.Milano 2025. (Eco) Sistema Design Milano. Photo courtesy Salone del Mobile.Milano

L’impatto del Salone del Mobile e della Settimana del Design su Milano. I dati dell’Annual Report (Eco) Sistema Design Milano

By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Dicembre 2025

Presentazione Annual Report Salone del Mobile.Milano 2025, Teatro Studio Melato, Milano. Photo courtesy Salone del Mobile.Milano

“A Milano il design è centro nevralgico di un ecosistema produttivo, economico, sociale e culturale dal valore strategico che, di anno in anno, grazie agli stimoli forniti del Salone del Mobile.Milano, acquisisce maggiore coscienza delle proprie potenzialità e ne esplora di nuove. Gli oltre 2.100 espositori provenienti da 37 Paesi, le 300mila presenze superate dalla Manifestazione nel 2025, cosi come l’indotto da 278 milioni di euro stimato da Confcommercio sono la cartina al tornasole del ruolo cardine che il design gioca non solo nell’economia, ma anche e soprattutto nella vita della nostra città durante la Settimana del Salone. È questa la fotografia che, come riportato da Beppe Sala, sindaco di Milano, emerge dalla seconda edizione dell’Annual Report (Eco) Sistema Design Milano, presentato venerdì 19 dicembre al Piccolo Teatro Melato, che analizza l’impatto del Salone e della Milano Design Week sul capoluogo lombardo.

L’(Eco) Sistema del Design di Milano

Annual Report Salone del Mobile.Milano 2025. (Eco) Sistema Design Milano. Photo courtesy Salone del Mobile.Milano

Si tratta di “un progetto che vede Salone rinnovare e rafforzare il proprio impegno nella ricerca, confermandosi la prima Manifestazione internazionale a dotarsi di un osservatorio scientifico permanente per leggere, su base dati, l’impatto di un evento che ridisegna Milano nell’intreccio tra manifattura e industrie creative, cultura e spazi urbani”.

Il report 2025, di 320 pagine, 87 tra grafici e figure e diviso in sei sezioni, “si fonda sui dati condivisi da 22 data holder pubblici e privati, 861 osservazioni sul campo messe a segno durante la Settimana del Design, a cui si aggiungono le analisi e le riflessioni di 31 contributor”.

In particolare, i dati di quest’anno “confermano un indotto economico pari a 278 milioni euro (+15% rispetto al 2023, l’anno della Biennale Euroluce), record annuale della spesa digitale (+18%), quota di visitatori internazionali ai massimi, utilizzo della metropolitana al livello più alto dell’anno (+39,6% sulla media) ma anche un incremento marcato delle tariffe ricettive durante la Settimana del Design. 

A trainare i numeri, l’edizione 2025 del Salone che ha registrato 302.786 presenze da 160 Paesi nel quartiere fieristico della Manifestazione. Mentre in città, il palinsesto ha visto un incremento del 25,7% delle iniziative rispetto al 2024, per un totale di 1.667 eventi, censiti nella survey MDW 2025 del Comune di Milano”, a testimonianza dell’importanza della Manifestazione e della Settimana del Design.

Abbiamo scelto di trasformare Salone in un osservatorio permanente perché solo leggendo e interpretando i dati è possibile governare l’impatto economico, culturale e urbano di un fenomeno che ogni aprile ridisegna Milano – ha affermato Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano —. I numeri del 2025 confermano Salone come grande attrattore internazionale di un ecosistema in crescita, più internazionale, più complesso, sempre più interdipendente con il territorio, con le sue risorse e i suoi servizi. Per Salone quest’impegno ha un obiettivo: dotare la città di uno strumento di consapevolezza e di lavoro comune sul futuro. Da questo punto di vista l’Annual Report è laboratorio condiviso che, ogni anno, restituisce un documento sempre più accurato di come Milano cambia quando la cultura del progetto diventa infrastruttura economica, urbana e culturale. Ma, soprattutto, ci ricorda che per governare questa complessità serve una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese, distretti, università e scuole di design, comunità professionali e cittadini”.

Questa seconda edizione ha inoltre aperto una nuova fase di un progetto che consente di entrare nel vivo della sinergia tra il Salone del Mobile.Milano, il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, Regione Lombardia e i principali stakeholder. “Come un contenitore che si lascia plasmare da ciò che racchiude, l’Annual Report prende forma dai dati e dalle visioni che accoglie, restituendo un disegno in continua evoluzione. L’approfondimento inedito dedicato alla produzione culturale ci consegna un’analisi del patrimonio di saperi che alimenta e promuove la cultura del progetto nell’ambito del design. Il percorso migliore per valorizzare le connessioni tra ricerca, creatività e impresa, rendendo visibile la trama di relazioni che sostiene l’ecosistema. Si amplia, quindi, l’intento di raccontare, studiare e monitorare nel segno del miglioramento continuo. E nello spirito di condivisione che si alimenta di sempre nuovi spazi di confronto e dialogo…”, come scritto nel Report da Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia.

Anche quest’anno la lettura della dimensione urbana dell’evento è stata affidata al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano con la curatela generale di Susanna Legrenzi, Press & Communication Strategy Advisor del Salone, che ha spiegato come “L’Annual Report (Eco) Sistema Design Milano è nato come un atto di costruzione collettiva: non un esercizio di rendicontazione, ma una piattaforma che mette in relazione dati, fenomeni e soggetti diversi. In questo percorso, i data holder non sono stati semplici fornitori di informazioni, ma nodi attivi di un sistema che apprende nel confronto. Allo stesso modo i Tavoli di Lavoro (Eco) Sistema Design Milano ne sono una naturale estensione. È così che Salone sceglie di abitare la complessità: creando le condizioni perché un ecosistema possa riconoscersi, discutersi e rigenerarsi nel tempo”.

Il Politecnico di Milano si conferma un punto di riferimento per la crescita e lo sviluppo dell’ecosistema del design, in un dialogo costante tra istituzioni, imprese e attori culturali, contribuendo così a orientare le strategie di innovazione e di valorizzazione del territorio — ha commentato la Rettrice Donatella SciutoAttraverso un approccio scientifico, rigoroso e multidisciplinare, l’Ateneo è capace di leggere e di interpretare fenomeni complessi che modellano la città e la società contemporanea”.

Salone del Mobile.Milano e la Settimana del Design costituiscono un dispositivo unico nel panorama globale: non solo una vetrina professionale, ma un laboratorio urbano in cui la città intera diventa uno spazio di sperimentazione — hanno concluso Stefano Maffei e Francesco Zurlo, professori del Dipartimento di Design, Politecnico di Milano —. In questo intreccio fra economia dell’esperienza e organizzazioni temporanee si produce valore simbolico, relazionale e culturale. La crescita di questo evento evidenzia però anche delle fragilità strutturali, che richiedono nuovi strumenti di policy: architetture di governance leggere ma efficaci, ma soprattutto un sistema di premialità in grado di orientare comportamenti virtuosi e qualità diffusa. Solo così Milano potrà consolidare il proprio ruolo di ecosistema progettuale avanzato, generando impatti stabili e inclusivi”.

Annual Report Salone del Mobile.Milano 2025. (Eco) Sistema Design Milano. Photo courtesy Salone del Mobile.Milano

Inoltre l’edizione 2025 ha presentato due novità. “La prima — nata dalla collaborazione scientifica tra Salone del Mobile.Milano e Fastweb + Vodafone, arricchisce l’analisi con dati di rete mobile che aprono a nuove letture su flussi e comportamento urbano. La seconda è il focus tematico sulla produzione culturale di design, che fornisce per la prima volta la mappa di un’infrastruttura di 533 tra musei, archivi, gallerie, editori, università e scuole di design, impegnati in via esclusiva o complementare nell’ambito della cultura del progetto”.

Infine, dopo la collaborazione per Library of Light di Es Devlin, il Salone del Mobile.Milano è tornato a dialogare con Feltrinelli, scegliendo come introduzione alla seconda edizione dell’Annual Report (Eco) Sistema Design Milano un estratto dell’intervista di Tomás Maldonado a Hans Ulrich Obrist, pubblicata nel 2010 nel volume Arte & Artefatti.

Le sei sezioni dell’Annual Report

Anche quest’anno l’Annual Report si apre con una riflessione sul modello “Salone” e sui principali indicatori della Manifestazione, un evento misurabile e misurato che opera come infrastruttura permanente al servizio della filiera del progetto. La prima sezione, infatti, riflette sul Salone del Mobile.Milano come infrastruttura e presenta i numeri del 2025 (che ne confermano il ruolo strategico) oltre a un focus del Programma Culturale 2025, curato da Annalisa Rosso, e un’analisi del Progetto Vision 2025 e dei risultati della strategia di comunicazione globale.

È dedicata alla Settimana del Design 2025 e al “paradosso del mostrare” la seconda sezione che per l’Osservazione sul campo, condotta dal Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, “ha coinvolto 100 studenti in un’indagine etnografica partecipativa, integrando mappatura desk e raccolta dati in presenza. 1.093, le iniziative censite; 861, quelle osservate, pari al 51,6% del totale degli eventi del palinsesto della MDW 2025 rilevato dal Comune di Milano”. “Con l’ingresso di Fastweb + Vodafone, come nuovo data holder, l’Annual Report del Salone del Mobile analizza per la prima volta i flussi della Settimana del Design attraverso dati di rete mobile forniti da Vodafone Analytics. Il dataset — anonimizzato e riferito al bimestre marzo-aprile — ha permesso di confrontare una settimana ordinaria con quella del Salone, isolando l’impatto dell’evento sulla città e le dinamiche di visita cittadine”.

Si concentra invece sul Sistema Design Milano e sull’“infrastruttura invisibile” la terza sezione, confermando tale Sistema come uno degli asset strutturali dell’economia urbana, mentre la quarta analizza la produzione culturale di design nella città, focus introdotto come novità 2025, che “restituisce l’immagine di un ecosistema ampio, articolato e profondamente radicato nel tessuto urbano. La ricerca condotta dal Dipartimento di Design del Politecnico di Milano ha mappato 533 risorse culturali attive tra città e provincia, tra soggetti, luoghi e pratiche che generano, promuovono, conservano e diffondono contenuti culturali legati al design”.

Infine, la quinta sezione tratta dell’impatto sul territorio del Salone del Mobile.Milano e della Settimana del Design, grande volano di attrattività internazionale per la Regione, mentre la sesta si concentra sulla Filiera Legno–Arredo Made in Italy, spiegando come FederlegnoArredo e Salone del Mobile.Milano “tracciano la rotta” e del ruolo dei corpi intermedi e delle fiere per la competitività del settore.

Dal gesto alla forma: “A Matter of Salone”. La narrazione 2026 del Salone del Mobile.Milano

L’evento si è concluso con la presentazione della narrazione grafica 2026 della Manifestazione.

La nuova campagna che accompagnerà l’edizione 2026 parte dalla riflessione sull’umano come materia e da una domanda essenziale: “Quale significato può assumere oggi il design?”. La risposta esplora l’origine fisica e simbolica del progettare: la materia “intesa non solo come sostanza fisica, ma come origine, memoria, possibilità da attivare”, da toccare, da leggere, da interpretare, che custodisce memoria e al tempo stesso nasconde un potenziale ancora da rivelare. “Non è più soltanto una questione di forma o funzione: è un processo in cui ciò che è tangibile si trasforma in valore. Matter, infatti, è materia, ma anche ciò che conta, ciò che genera senso”.

Ambivalenza da cui nasce, appunto, “A Matter of Salone”, progetto collettivo firmato da Motel409 e realizzato con sei voci della creatività contemporanea, ovvero i fotografi Charles Negre, Eduard Sánchez Ribot e Alecio Ferrari, e i set designer Studio Végété, Laura Doardo e Stilema Studio. “Il loro lavoro ha dato vita a un sistema di immagini stratificato, costruito a più mani, dove ogni intervento amplifica la visione comune. L’approccio è stato volutamente multidisciplinare, per restituire la complessità dell’idea iniziale attraverso un linguaggio fatto di materia, luce, gesto e trasformazione. Il risultato è un immaginario che tiene insieme concretezza e astrazione, una composizione visiva capace di evocare tanto quanto di spiegare, profondamente connessa alla cultura del progetto”.

La campagna, pensata come un percorso in tre atti, “si sviluppa intorno a soggetti materici, ciascuno dei quali rappresenta un principio progettuale fondamentale. La pietra è l’origine, simbolo della semplicità senza fronzoli; scavata, decostruita, rivestita, diventa terreno di sfida per nuove percezioni di solidità. Il petalo incarna la sensualità della materia, esaltata da tecniche come il laser cutting e l’ink dye, che mettono in evidenza le possibilità più avanzate dell’innovazione materica. Il legno, materia viva, racconta la funzione: è segno di continuità tra uomo, natura e costruzione, e rivela potenzialità espressive attraverso forature, incastri e sculture. La spugna, con la sua volumetria mutevole, parla di reinvenzione: materia che cambia, che si lascia piegare, comprimere, tagliare, uscire dall’ombra per diventare icona visiva”.

Campagna di Comunicazione, Salone del Mobile.Milano 2026. “A Matter of Salone”. Pietra. @ Eduard Sánchez Ribot, Laura Doardo, Set-designer. Concept Motel409
Campagna di Comunicazione, Salone del Mobile.Milano 2026. “A Matter of Salone”. Petalo. @ Charles Negre, Studio Végété, Set-designer. Concept Motel409

Primo atto è l’esplorazione ravvicinata della materia, in scatti che ne svelano la pelle, la trama, l’essenza, per poi passare alla presentazione degli oggetti nella loro forma archetipica, essenziale. Materia che nell’ultimo atto si lascia attraversare dal gesto umano: “viene toccata, scolpita, modificata, in una sequenza visiva che culmina con mani, strumenti e materiali che si incontrano e dialogano”. Tutto questo si traduce in “un crescendo visivo e simbolico, che termina con la rivelazione dell’artefatto finito: oggetti che portano con sé non solo funzione e forma, ma memoria, tensione, visione”.

Insomma una campagna pensata non solo per essere vista, ma per essere sentita, un atto di ascolto e di traduzione e un invito a guardare il design non solo come disciplina, ma come pensiero incarnato, capace di attraversare materiali e significati, di restituire profondità all’atto di progettare. “Qui la materia non è più solo risorsa o superficie: è voce, storia, orizzonte da immaginare insieme”.

Campagna di Comunicazione, Salone del Mobile.Milano 2026. “A Matter of Salone”. Legno. @ Eduard Sánchez Ribot, Laura Doardo, Set-designer. Concept Motel409
Campagna di Comunicazione, Salone del Mobile.Milano 2026. “A Matter of Salone”. Spugna. @ Charles Negre, Studio Végété, Set-designer. Concept Motel409

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Cristina Ferrari

Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE

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