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L’eccellenza nel mondo della luce. La V edizione del Premio Luce
By Monica Moro
Pubblicato il
Dicembre 2025
INDICE
Le luci che accompagnano le festività di fine anno creano un’atmosfera di speranza, condivisione e opportunità e ci ricordano l’importanza dei valori comunitari e di sostegno reciproco. Con questo spirito, lo scorso 3 dicembre, le sale storiche di Palazzo Bovara a Milano hanno ospitato la V edizione del Premio Luce, un evento di risonanza significativa per il mondo dell’illuminazione e del design: la serata di premiazione e auguri di AIDI – Associazione Italiana di Illuminazione. L’occasione ha riunito luminari, professionisti, accademici e figure istituzionali del settore per celebrare l’eccellenza nell’illuminotecnica, riconoscere i contributi innovativi dei giovani e scambiarsi gli auguri in vista delle festività.
La serata celebra l’assegnazione del prestigioso Premio Luce 2025 alla carriera, la Menzione speciale e il Premio Mario Bonomo, quest’ultimo assegnato agli autori delle tesi di laurea più meritevoli nell’ambito dell’illuminotecnica. Nella stessa occasione vengono consegnate una targa e una preziosa pergamena ai Soci AIDI con maggior anzianità di iscrizione, che hanno contribuito a diffondere la cultura della luce e i valori dell’Associazione con il loro impegno, la loro dedizione e i loro successi.
La V edizione del Premio Luce si è svolta presso Palazzo Bovara Busca Benni (Corso Venezia 51, Milano) che ha contribuito a conferire un’aura di prestigio e raffinatezza alla serata. Ogni anno, ha ricordato Mariella Di Rao, direttore di LUCE, AIDI sceglie una sede che “rappresenta un pezzo della cultura della nostra città”, per permettere ai Soci di scoprire le bellezze storiche e architettoniche milanesi. L’architettura neoclassica di fine Settecento del Palazzo, sede del Circolo del Commercio, è opera di Carlo Felice Soave, ai tempi architetto capo del Duomo di Milano. Sede dell’Ambasciata francese durante il periodo napoleonico, vi hanno soggiornato diversi personaggi, uno su tutti lo scrittore Stendhal.
Riconoscimento ai Soci da 25, 30 e 40 anni
Laura Bellia, presidente di AIDI, nel suo discorso inaugurale, ha sottolineato l’importanza strategica dell’illuminazione per lo sviluppo economico e sociale, evidenziando la necessità di investire in ricerca e innovazione, di promuovere la formazione di nuove generazioni di professionisti e di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di una luce di qualità. Sono seguiti i ringraziamenti alle Associazioni ASSIL – Associazione Nazionale Produttori Illuminazione e APIL– Associazione Professionisti dell’Illuminazione e a tutti coloro che hanno lavorato a livello internazionale per il settore – in particolare CIE Italia. La presidente ha ribadito come per il futuro sarà necessario rafforzate i rapporti con le altre Associazioni e ha poi rivolto a tutti un invito speciale a rileggere gli alti valori rappresentati nel codice etico dell’Associazione, scritto più di 60 anni fa.
Il testimone è poi passato a Mariella Di Rao che ha condotto la serata. L’elegante cerimonia di premiazione ha alternato momenti di celebrazione a interventi di approfondimento.
Ai Soci AIDI, presenti in Associazione da 25, 30 e 40 anni, sono state consegnate, come già detto, una targa e una pergamena ad opera dell’artista Tiziana Priori “che nelle sue opere esplora la relazione che esiste tra psicologia, arte e spiritualità, scegliendo lo stile dell’astrattismo dove il colore è assoluto protagonista”. La direttrice ha spiegato che ogni anno le targhe e le pergamene sono create da un artista diverso, individuato grazie anche allo scouting di Jacqueline Ceresoli, critica dell’arte e collaboratrice storica di LUCE. Mariella Di Rao ha inoltre ringraziato il maestro Fernando De Filippi che è stato direttore dell’Accademia di Brera e ha firmato la Cover d’Autore del numero di settembre della rivista.
Per i riconoscimenti attribuiti a chi ha raggiunto traguardi significativi in termini di anzianità associativa, contribuendo attivamente alla crescita e alla diffusione della cultura della luce in Italia, è stata chiamata sul palco la presidente Laura Bellia. Sono state quindi consegnate le targhe per i 40 anni in AIDI all’architetto e lighting designer Carolina De Camillis, all’architetto e lighting designer Marinella Patetta e a iGuzzini Illuminazione, premio ritirato da Massimiliano Limonta, Sales Manager Lombardia.
Si è proseguito con la consegna della targa per i 30 anni al lighting designer Massimiliano Baldieri, all’architetto e lighting designer Alessandra Reggiani, ritirata dall’architetto Oscar Santilli, presidente della Sezione Lazio Molise, e all’architetto e lighting designer Alberto Pasetti Bombardella.
La pergamena per i 25 anni è stata consegnata all’ingegnere lighting designer Alberto Ricci Petitoni, all’architetto lighting designer Maria Pettener, all’ingegnere Claudio Lyveroulaz e al progettista Gianluigi Tarabini.
Il Premio alla Carriera 2025 a Marco Filibeck
La cerimonia è culminata con la consegna del Premio alla Carriera 2025, un riconoscimento speciale conferito a personalità che, con il loro impegno, la loro visione e il loro contributo, hanno lasciato un segno nell’ambito dell’illuminazione italiana e internazionale e hanno plasmato il settore attraverso la loro opera. Il Premio quest’anno è stato assegnato al lighting designer Marco Filibeck, per oltre 20 anni direttore delle luci del Teatro alla Scala, con la seguente motivazione: “Per aver dedicato la sua carriera a raccontare in modo magistrale, attraverso la luce, le grandi storie dell’Opera e del balletto e per aver contribuito in modo importante a divulgare in tutto il mondo il ruolo fondamentale della luce nel teatro riuscendo a portare la magia sul palco e a suscitare emozioni attraverso l’utilizzo di una luce poetica che entra nel racconto delle storie sottolineandone sentimenti forti come la drammaticità di un momento o la gioia di un altro”. Il direttore di LUCE ha ricordato che Marco Filibeck nella sua carriera ha collaborato con i maggiori registi italiani e stranieri, tra cui: Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Luca Ronconi, Liliana Cavani, Yannis Kokkos, Gabriele Salvatores, Robert Carsen, Robert Lepage, Debra Warner. Considerato “il mago delle luci” del Teatro alla Scala, dove ha lavorato dal 2009 fino al 2022 e dove è stato una figura fondamentale nella definizione dell’identità visiva di numerose produzioni, Filibeck ha realizzato anche la nuova illuminazione del Museo del Teatro alla Scala. Ha esordito negli anni Ottanta con le luci delle performance live di Vasco Rossi e Loredana Bertè. Suo anche l’allestimento del nuovo Dolce & Gabbana store a Soho.
Il Premio Menzione Speciale 2025 a Marva Griffin Wilshire
A Marva Griffin Wilshire è stato conferito il Premio Menzione speciale 2025 con la seguente motivazione: “Per la passione e l’impegno che ha dedicato alla comunicazione del design e soprattutto ai giovani comunicando con positività ed energia il valore della creatività e del sapere fare. Con il SaloneSatellite, creato nel 1997, ha rappresentato e rappresenta un pezzo importante della storia del Salone del Mobile e del design creando uno spazio che da più di 25 anni è incubatore di creatività, innovazione e opportunità per tanti giovani studenti e professionisti anche del settore dell’illuminazione”. Marva Griffin Wilshire, chiamata la “madrina del design”, è una figura che molto ha inciso sul mondo del design italiano e internazionale, soprattutto per il suo ruolo nel promuovere talenti emergenti. Dirige l’ufficio stampa internazionale del Salone del Mobile.Milano e ha esteso il SaloneSatellite a Mosca e Shanghai. Il premio è stato ritirato dalle sue collaboratrici Chiara Ghilardi e Porzia Bergamasco.
Il Premio Mario Bonomo 2025
Il Premio Mario Bonomo, particolarmente caro ad AIDI e istituito per dare “luce ai giovani”, premia le migliori tesi a tema illuminotecnico, selezionate da una Commissione interna AIDI (composta da Elisa Belloni, docente e ricercatrice di Sistemi Elettrici per l’Energia presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia, Matteo Seraceni, responsabile tecnico scientifico di AIDI e Andrea Ingrosso, architetto e lighting designer) tra quelle che sono state inviate all’Associazione. Nel corso del 2026 sui numeri di LUCE verrà pubblicato un abstract di tutte le tesi vincitrici.
Il primo Premio Mario Bonomo è stato assegnato a Francesca Avallone con la tesi in Progettazione Architettonica presso l’Università Roma Tre, intitolata Sperimentazione di luci tra trame e superfici: uno studio applicato agli spazi espositivi , con la seguente motivazione: “La tesi di Francesca Avallone si segnala come esempio eccellente di creatività e competenza tecnica, distinguendosi per l’approccio innovativo con cui trasforma l’interazione tra luce e superfici tessili da semplice suggestione artistica a vero e proprio strumento progettuale, pienamente controllabile e replicabile. Particolarmente rilevante è la creazione di superfici procedurali, modellate attraverso metodologie parametriche e digitali, che consentono una modulazione dinamica e reversibile della luce”.
Si è classificato al secondo posto Marco Cervellieri con la tesi Lampada da tavolo “Compasso”, per il Master di I livello in Lighting Design presso La Sapienza Università di Roma. “La tesi di Marco Cervellieri evidenzia la capacità di sviluppare un progetto completo, dalla fase concettuale fino alla prototipazione e alla definizione dei dettagli costruttivi. La lampada ‘Compasso’ si distingue per l’essenzialità delle forme e la perfetta integrazione tra estetica e funzionalità: ogni componente è pensato per essere nascosto o mimetizzato, contribuendo a un’immagine pulita e raffinata anche quando la lampada è spenta”.
Il terzo premio è stato invece assegnato ex aequo a due tesi.
La prima, in Architettura Costruzioni Città presso il Politecnico di Torino, è L’illuminazione come infrastruttura a supporto della mobilità urbana. Indirizzi e spunti progettuali nel contesto del progetto della linea 2 della metropolitana di Torino di Lorenzo Cappellano che “si distingue per il notevole rigore metodologico e per la capacità di affrontare un tema complesso come quello dell’illuminazione urbana con un approccio multidimensionale: la luce viene indagata non solo come elemento tecnico, ma anche come fattore identitario, sociale e percettivo, capace di influenzare la sicurezza, la coesione e l’esperienza degli utenti”.
La seconda tesi, in Architettura presso l’Università IUAV di Venezia, è Villa Contarini. Materia, spazio, luce e percezione di Matteo Rigato, che “si segnala per la sensibilità e la cura con cui affronta il tema della luce in un contesto storico di straordinario valore. L’elaborato evidenzia un approccio metodologico e rispettoso, che parte da un’attenta analisi storica e architettonica della villa, prosegue con il rilievo e la mappatura dei materiali e del degrado, e culmina nella progettazione di scenari luminosi capaci di valorizzare gli spazi senza mai alterarne l’identità perseguendo la reversibilità dell’intervento tecnologico nel rispetto delle carte del Restauro”.
Gli sponsor della serata
Sponsor Main: A2A Illuminazione Pubblica, Cariboni Group, Edison Next
Sponsor Gold: Areti, City Green Light, Iren, Signify
Sponsor Silver: GDS Lighting, GMR Enlights, Lumeitalia, Neri, Revetec, Schréder, Tea Reteluce, Umpi
Media partner: LUCE
AUTHOR
Monica Moro
Collabora a LUCE dal 2014, scrive di architettura, design e colore. Nata in Svezia, dove ha insegnato per diversi anni design all'Università LNU. Cultore presso il Politecnico di Milano. La sua formazione architetto e industrial design Domus Academy, ha collaborato con Andrea Branzi. Designer freelance e ricercatrice sul colore e la valorizzazione del patrimonio culturale. Passione coltivata lo Yoga
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