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Luce da toccare, orientare e modellare: la nuova collezione di Davide Groppi
By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Aprile 2025
INDICE
Leggerezza e invenzione: sono queste le parole chiave della nuova collezione di Davide Groppi, presentata a Euroluce e nello showroom di via Manzoni, a Milano.
Si tratta di una collezione di apparecchi a luce pura, pensati per essere protagonisti silenziosi che si integrano in ogni ambiente con discrezione, strumenti di luce essenziali, capaci di esaltare volumi, superfici e dettagli.
Come sempre grande attenzione è stata data alla sostenibilità che per l’azienda significa sottrazione, essenza, ridurre il superfluo per lavorare con forme pure e materiali minimi “Perché ogni progetto, ogni lampada sia la sintesi perfetta tra leggerezza, funzione ed emozione”.
Insomma “Prestazioni elevate e qualità costruttiva senza compromessi, per un’illuminazione che diventa parte integrante dell’architettura”, una luce che si fa strumento, che offre libertà e interazione, da toccare, orientare e modellare.
Ma anche gioco di contrasti: Il Bianco, il Nero e lo Specchio che “Sono idealmente, e ironicamente, le tre anime assolute della luce: la luce vera e propria, il buio e la magia. Emissione, negazione e riflessione: un confronto senza tempo, dove ogni contrasto trova il suo senso, ogni opposizione si dissolve fino a raggiungere una forma di bellezza”.
Una collezione a luce pura
Tutti concetti su cui si basa la nuova collezione.
Si parte da CLIC, nome che nel nostro immaginario ricorda sempre un piccolo gesto, un suono leggero, un’interazione essenziale. È un interruttore mobile, ripensato con il linguaggio di Davide Groppi: semplice, intuitivo, discreto, quindi ridotto al suo fondamento.
Una sfera nera sospesa è taO (design Davide Groppi, 2025), che sembra galleggiare libera dove si desidera, scomponendo l’equilibrio visivo della massa, un esercizio di assenza ed essenza.
“Multifunzionale” è MIA (design Davide Groppi, 2025), uno stelo inclinabile che sostiene una piccola testa orientabile che dirige la luce con precisione, un oggetto discreto “Che si sposta con naturalezza e diventa lampada da terra, che accompagna il gesto e il movimento, o lampada da tavolo, che riconfigura l’archetipo della luce d’appoggio”.
Mobile, da tavolo o da terra, è anche OneOff (design Omar Carraglia, 2025), un segno luminoso che appare e definisce lo spazio, capace di evocare la sospensione tra luce e ombra.
Ma i luoghi sono da interpretare e trasformare attraverso la luce, con la stessa libertà e precisione di chi modella un’inquadratura. Ed è da qui che parte SET (design Davide Groppi), un sistema illuminante aggregabile e versatile, ispirato alle attrezzature dei fotografi, composto da una base, uno stelo componibile, un proiettore traslabile e orientabile che si adatta a ogni esigenza.
Discreta, come suggerisce il nome stesso, è invece CALMA (design Alberto Zattin, 2025), una lampada da parete o da soffitto a luce diffusa, che crea atmosfere intime e raccolte, con una luce che non abbaglia ma accoglie.
Luce che segue l’architettura e ne amplifica la profondità è SOTTILE SISTEMA (design Davide Groppi, 2025), un segno di luce, minimo ed elegante, dotato di un nuovo sistema di connessione che permette di unire più moduli con lo stesso punto luce e di orientarli liberamente, creando configurazioni sempre diverse.
Luce che diventa divertimento
Si basa su un concetto diverso, ovvero della luce che diventa divertimento, RACE OF LIGHTS (design Davide Groppi, 2025), una pista giocattolo elettrificata che porta corrente e alimenta piccole auto-lampadine. “Il percorso si compone a piacimento e diventa la base per costruire il proprio disegno di luce. Le auto-lampadine si fissano magneticamente, per creare composizioni libere e mutevoli. Un sistema semplice e intuitivo, dove la luce può essere spostata e reinventata in ogni momento. Un progetto che trasforma un’idea infantile in un’esperienza luminosa, tra gioco e invenzione”.
MOON: i venti anni di una lampada senza tempo
Il 2025 segna anche il ventesimo anniversario di MOON, lampada a sospensione iconica e senza tempo di Davide Groppi. Ogni lampada è plasmata a mano con carta giapponese per creare pezzi irripetibili, come la luna mai uguale a se stessa. Per celebrare la ricorrenza la cifra stilistica dello scultore e pittore Gianni Lucchesi si è intrecciata con MOON in una narrazione sospesa ed evocativa, un incontro tra due elementi evocativi: l’uomo e la luna, “un uomo qualunque, una figura universale e senza tempo, che, nella contemplazione della luna, diventa tramite e fonte, creatore e al tempo stesso conduttore attivo di emozioni e storie”.
AUTHOR
Cristina Ferrari
Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE
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