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Fuorisalone Award 2025: luce come strumento del progetto contemporaneo
By Federica Loro
Pubblicato il
Aprile 2025
INDICE
In questo 2025 la rivista LUCE è stata media partner di Fuorisalone.it, confermandosi osservatore e promotore della cultura della luce nel panorama internazionale del progetto. Con il tema Mondi Connessi, il Fuorisalone ha trasformato Milano in un palcoscenico diffuso, dove la luce si è imposta come linguaggio trasversale capace di connettere estetica, tecnologia, sostenibilità e narrazione. I numeri confermano il successo della manifestazione: più di 1.000 eventi in città, 166 Paesi rappresentati e un indotto economico di 278 milioni di euro.
All’interno di questo scenario, il Fuorisalone Award 2025 ha premiato le installazioni capaci di coniugare innovazione, esperienza sensoriale e ricerca linguistica. Il riconoscimento, giunto alla sua quarta edizione, ha l’obiettivo di promuovere installazioni distintive, contenuti, progetti, attività di interesse sia per il pubblico (Fuorisalone Award) che per la community internazionale (Menzioni Speciali). In tutto sono stati 6 i progetti premiati.
Premio Fuorisalone Award 2025
A distinguersi come progetto più significativo dell’edizione 2025 è stato Mission Aldebaran, installazione su larga scala progettata dal designer francese Antoine Bouillot per la presentazione della nuova fragranza ALDEBARN dello stilista parigino Marc-Antoine Barrois, che ha conquistato il premio Fuorisalone Award. L’installazione, che unisce arte olfattiva e design esperienziale per coinvolgere i visitatori in un’interpretazione di ottimismo e speranza, ha trasformato il Salone dei Tessuti in un ambiente immersivo, uno spazio onirico in cui la luce ha operato secondo una logica scenografica evoluta, squarciando il buio, in omaggio ad Aldebaran, la stella da cui la fragranza prende il nome. Attraverso una regia complessa di sorgenti dirette e diffuse, l’intervento ha articolato una sequenza ritmica e percettiva capace di tradurre la materia luminosa in coreografia visiva.
Menzione Sostenibilità
La Menzione Sostenibilità è stata assegnato a MUJI MUJI 5∙5, un’inedita installazione nel cuore di “un giardino segreto” nel quartiere di Brera in cui i designer dello studio 5∙5 hanno ideato una casa manifesto per MUJI. Il progetto, che trae ispirazione dall’architettura giapponese, “offre una soluzione creativa, evolutiva ed efficiente che tiene conto del desiderio di tranquillità nel trambusto metropolitano. Ogni elemento di questa struttura modulare riflette una sinergia tra comfort, ingegno e responsabilità ambientale: materiali di origine biologica, sistema di recupero dell’acqua piovana, isolamento in tessuto riciclato, e tetto bianco per ridurre le isole di calore. Questa installazione è un invito a riconnettersi con l’essenziale”.
Menzione Tecnologia
Il riconoscimento per l’innovazione tecnologica è andato all’installazione Making the Invisible Visible di Google co-creata da Ivy Ross (Chief Design Officer of Consumer Devices di Google) e dal suo team di designer, in collaborazione con l’artista Lachlan Turczan, noto per il suo lavoro con la luce, l’acqua e la percezione. La mostra, allestita all’interno di Garage 21, fa luce sull’arte e sul design come atti di alchimia che danno vita alle idee, esplorando come le idee astratte assumono dimensione fisica. Integrando algoritmi di controllo ambientale e tecnologie di interazione sensoriale, il progetto ha dato forma a un ambiente dinamico in cui la luce dialogava in tempo reale con elementi naturali come acqua e vibrazione.
Subito dopo l’ingresso della mostra, i visitatori potevano immergersi nell’opera d’arte di Lachlan Turczan, Lucida (I-IV), una serie di spazi scolpiti interamente dalla luce con veli luminosi che si increspano nella foschia, creando ambienti mutevoli a ridefinire i confini tra tangibile e intangibile e a trasformare la luce, solitamente fugace e immateriale, in qualcosa che può essere toccato, abitato e sentito. L’approccio algoritmico ha mostrato come l’illuminazione possa superare la funzione decorativa e diventare sistema adattivo, capace di rispondere alle sollecitazioni del contesto. Dando luce alle qualità della materia fisica, infatti, l’installazione ha accennato a un futuro in cui la forma non si basa più sulla massa fisica, ma sull’energia e sulla percezione, con luce non solo da vedere, ma che diventa l’architettura stessa dell’esperienza, facendosi intelligenza.
Menzione Comunicazione
Kia si è aggiudicata la Menzione Comunicazione con Opposites United – Eclipse of Perceptions, terza edizione del progetto Kia, in collaborazione con ZERO. L’evento che in quest’anno si è trasformato in un vero e proprio festival di sette giorni al Museo della Permanente, con un programma articolato tra arti visive, talk interdisciplinari, performance musicali e un’installazione Kia Design, ha portato a Milano alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama internazionale.
La mostra ha presentato opere di A.A. Murakami e Philippe Parreno che indagano il nostro rapporto con il tempo e le pratiche partecipative, mentre per il Live Programme hanno avuto luogo cinque dibattiti, un simposio e dodici performance musicali, con un taglio intellettuale e creativo che ha posto lo scambio e la reciprocità come valori fondanti.
“Eclipse of Perceptions (Eclissi delle Percezioni), è una metafora che richiama sia il processo dialettico tra tesi e antitesi, sia un raro evento cosmico da sempre carico di significati profondi per l’umanità. Così come l’incontro tra sole e luna ridefinisce la nostra percezione dell’universo, anche il confronto tra artisti, musicisti e pensatori ha dato vita a visioni capaci di unire concetti apparentemente lontani, generando nuove idee e possibilità”.
Il progetto ha utilizzato contrasti luminosi, chiaroscuri e riflessi dinamici per costruire una grammatica visiva immersiva, guidando lo spettatore attraverso una lettura esperienziale dello spazio.
Menzione Speciale Media Partners
Vince la Menzione Speciale Media Partners (a cura di Design Tellers, C41, Architecture Hunter, STIR, Archiproducts, IFDM, L’Essenziale, ART E DOSSIER, Door, Artribune, Exibart, My Art Guides, ArtsLife, LUCE) Staging Modernity – Cassina / Formafantasma, un’installazione artistica immersiva e a una pièce teatrale, presentata dal duo italiano Formafantasma all’interno del Teatro Lirico Giorgio Gaber, che celebra il 60° anniversario della Collezione Le Corbusier®, Pierre Jeanneret®, Charlotte Perriand® editata da Cassina.
Staging Modernity critica le opposizioni binarie che hanno storicamente strutturato il discorso modernista: da un lato il meccanizzato, il razionale e il civilizzato; dall’altro il naturale, l’organico e il selvaggio in una riflessione sulla dissonanza tra gli ideali modernisti e il mondo contemporaneo. “Attraverso questo intervento, Formafantasma propone una nuova lente attraverso cui vedere il modernismo, non come un’ideologia fissa e statica, ma come una conversazione in continua evoluzione con il presente”.
Menzione Speciale Design Schools
Infine, va a Lexus la Menzione Speciale Design Schools, a cura di Northeastern University (NU), Politecnico di Milano, IED (tutte le sedi internazionali), per A-Un, “un’installazione interattiva che si connette intuitivamente con lo spettatore, combinando i principi del Black Butterfly con il tradizionale concetto giapponese di Aun no kokyo – la respirazione in armonia”.
Sviluppata da Lexus in collaborazione con l’agenzia creativa SIX di Tokyo e lo studio di design STUDEO, l’installazione introduce una nuova dimensione, in un’interpretazione di come le nuove tecnologie creeranno una comunicazione fluida tra l’uomo, le macchine e la mobilità, catturando lo spirito della comprensione reciproca attraverso interazioni perfettamente sincronizzate,
“La presenza di Lexus alla Milano Design Week ha incluso anche ‘Discover Together’, un progetto realizzato da talenti creativi emergenti provenienti da Bascule Inc. in Giappone, dalla Northeastern University negli Stati Uniti e dal Lexus Designer Team in Giappone”.
LUCE media partner di Fuorisalone Award
In qualità di media partner, LUCE ha contribuito con un giudizio critico e specialistico alla selezione dei progetti vincitori. La partecipazione attiva della redazione ha evidenziato l’importanza di valorizzare il lighting design non solo come componente estetica o tecnica, ma anche come infrastruttura culturale in grado di generare significato, memoria e relazione. Il Fuorisalone Award ha posto in luce (è il caso di dirlo) le diverse traiettorie del progetto contemporaneo: dalla sostenibilità alla tecnologia, dalla sperimentazione formale alla capacità di attivare narrazioni complesse.
La luce come sintesi di visione e progetto
L’edizione 2025 del Fuorisalone ha ribadito come la luce sia oggi uno degli strumenti più potenti del progetto contemporaneo. Non più solo funzione, ma materia critica, comunicativa e sostenibile, capace di integrare le dimensioni ambientali, digitali e culturali dell’abitare. I progetti vincitori del Fuorisalone Award 2025 rappresentano punti di riferimento per il settore, dimostrando che il lighting design è oggi una disciplina in grado di guidare la trasformazione dello spazio e dell’esperienza, affermandosi come linguaggio strategico del futuro.
La giuria e i premi
La giuria del Fuorisalone Award, che ha decretato i vincitori delle menzioni speciali, è composta da 8 figure di spicco del settore design:
Le Menzioni Speciali, che hanno messo l’accento su contenuti di rilevanza per il mondo del progetto e del design qualitativamente innovativi e ricchi di significato, sono state votate da: Francesco Mainardi, Design Strategist, co-founder Mr. Lawrence studio; Judith van Vliet, Color designer, podcaster e founder di The Color Authority; Laura May Todd, Giornalista freelance; Lidi Grimaldi, Brand Expert; Ed Stocker, Editor at large, Monocle magazine; Khadija Al Bastaki, Vice presidente Senior di Dubai Design District (d3), part of TECOM Group; Paolo Ferrarini, Giornalista e Curatore; Valentina Ventrelli, Esperta di estetiche contemporanee.
I premi del Fuorisalone Award sono stati disegnati dal team di Studiolabo e realizzati da Andrea Gallo con Pollodesign Factory.
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Federica Loro
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