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Sostenibilità e sport si incontrano a Torino. Il braciere e la fiaccola dei Giochi Mondiali Universitari Invernali
By Federica Loro
Pubblicato il
Marzo 2025
INDICE
Da una parte temi dello sviluppo sostenibile coniugati con i valori propri dello sport, dall’altra elementi distintivi delle tradizioni sportive e della cultura torinese. Sono questi i principi alla base del design rispettivamente del FARÒ-ÉIVA e de La Guarini, il braciere e la fiaccola per la trentaduesima edizione dei Giochi Mondiali Universitari Invernali, organizzati dalla FISU e che hanno avuto luogo a Torino tra il 13 e il 23 gennaio, la cui struttura illuminante è stata realizzata da Rimani, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni illuminotecniche innovative con sede nel capoluogo piemontese.
Il concept di design delle strutture, “simbolo che diventa portatore di valori e messaggi universali con il coinvolgimento di giovani, studenti universitari e società civile”, è nato dal workshop La fiaccola e il braciere per il 2025: progettare le Universiadi invernali del Politecnico di Torino, organizzato anche grazie al supporto del CUS (Centro Universitario Sportivo Torinese) e FISU (Federazione Internazionale Sport Universitario), “che ha coinvolto 14 studenti del corso di laurea in Design. A ispirare la creatività dei futuri designer, l’accento sui temi della cultura materiale e della storia culturale del territorio, con un focus sull’architettura Barocca e Liberty tipica della Città di Torino, oltre che uno sguardo alla responsabilità ambientale”.
Sostenibilità ambientale e risparmio energetico
Particolare attenzione è stata data alla sostenibilità ambientale, legata al tema del consumo energetico. La scelta di un sistema diffuso di illuminazione a LED ha permesso sia il risparmio energetico, grazie alla bassa potenza e al basso assorbimento, che di non impattare sull’ambiente, in quanto tale sistema ha sostituita la fiamma a gas, di conseguenza senza generare fumi.
“Grazie al basso assorbimento, è stato possibile l’utilizzo di un compatto accumulatore al litio che permette di rendere la fiaccola ricaricabile, quindi ridurre gli sprechi e l’inquinamento dovuto allo smaltimento di pile di vecchia concezione, non ricaricabili, e rendere l’oggetto riutilizzabile.
Nonostante le dimensioni e il peso contenuti, l’accumulatore permette il funzionamento a piena potenza della Fiaccola per circa 1:30h, permettendo al Tedoforo di percorrere un tracciato più lungo con meno interruzioni, rispetto a una normale fiaccola alimentata a gas. Inoltre, sono presenti un indicatore dello stato di carica, che prevede 4 LED Blu sul manico della fiaccola, una presa di ricarica di tipo USB Type-C, che segue il nuovo Standard Europeo, sempre per evitare sprechi dovuti al proliferare di cavi diversi per ogni produttore, e l’interazione con la lampada è semplificata, realizzata con un solo pulsante (1 Click accensione, 2 Click spegnimento)”.
Elementi naturali, architettonici e tensione verso la luce: il design del braciere e della fiaccola
Per quanto riguarda il braciere FARÒ-ÉIVA, il nome è stato scelto per indicare il percorso di esplorazione di tematiche inerente alla cultura materiale, al territorio, all’inclusione e alla coesione, alle risorse e all’energia della natura, soprattutto l’acqua e il fuoco. “Sono infatti il fuoco e l’acqua i veri protagonisti del progetto, elementi che si alternano in un’esposizione unica che si ispira alla tradizione dei falò (FARÒ) e alle cascate di acqua e di ghiaccio (ÉIVA). Falò come rito collettivo per celebrare il passaggio del tempo e delle stagioni, acqua come simbolo universale di vita”.
La Guarini, la fiaccola, con il suo disegno che prende spunto dalla Cupola del Guarini, uno dei più originali interpreti del barocco piemontese, la Cupola della Cappella della Sacra Sindone del Duomo di Torino, unisce, come già detto, elementi distintivi delle tradizioni sportive e della cultura torinese. Al centro del concept vengono riprese le geometrie concentriche della Cupola, formata da esametri geometrici disposti su sei livelli, con cestelli che permettono l’ingresso della luce creando illusori giochi di luci e ombre, e la sua tensione verso la luce.
Da un punto di vista tecnico, è assemblata in due macro-parti, ovvero il corpo principale metallico prodotto dalla Vibel Group S.r.l. e il corpo luminoso elettrico ed elettronico realizzato da Rimani.
Per il corpo luminoso principale cilindrico, Rimani ha realizzato uno schermo diffusore opalino “che prevede l’uso di 400 LED RGB, controllabili singolarmente, posizionati sia all’interno del tubo, rivolti verso l’esterno, sia rivolti verso l’alto, ad accendere la cupola superiore. Quindi è stato sviluppato un gioco di luce che, in accoppiata a speciali materiali con particolari proprietà ottiche, permette di simulare un fuoco che arde all’interno della fiaccola. Inoltre, un LED bianco è stato posizionato in fondo al manico, a valorizzare una sfera luminosa”.
“Siamo onorati di aver avuto l’opportunità di contribuire a un evento così straordinario come i Giochi Mondiali Universitari invernali – ha dichiarato Carlo Albano, CEO di Rimani –. La realizzazione del prototipo della Fiaccola è stata un’esperienza che ha coinvolto tutta la nostra squadra, e siamo entusiasti di aver potuto vedere il nostro lavoro svelato e condiviso con il mondo durante l’evento di presentazione ufficiale”.
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Federica Loro
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