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63ª edizione del Salone del Mobile.Milano. La Pietà Rondanini di Michelangelo illuminata da Robert Wilson
By Cristina Ferrari
Pubblicato il
Gennaio 2025
INDICE
Non è ancora iniziato, ma già il Salone del Mobile.Milano 2025 (dall’8 al 13 aprile) promette di essere un’edizione da record e ricca di novità. Basta vedere le anticipazioni: il primo The Euroluce International Lighting Forum (che si svolgerà il 10 e l’11 aprile, vedi qui), un nuovo ciclo di Talk e Tavole Rotonde e quattro grandi progetti site-specific, affidati ad altrettanti grandi interpreti del contemporaneo. A tutto questo si aggiunge che gli spazi disponibili per gli espositori sono già stati prenotati (a breve verrà pubblicata la lista degli espositori).
Luce per la Pietà Rondanini di Michelangelo: Mother di Robert Wilson
In particolare in questo 2025, in cui avrà luogo anche Euroluce, la Biennale della luce, la 63ma edizione del Salone sarà inaugurata da Mother, un’“opera totale” del regista teatrale americano Robert Wilson che illuminerà la Pietà Rondanini, capolavoro di Michelangelo, “riconosciuto, insieme all’Ultima Cena di Leonardo, come l’opera d’arte più iconica di Milano”. L’installazione, visitabile fino al 18 maggio, sarà un vero e proprio omaggio all’opera stessa e alla città “messo in scena” al Museo della Pietà – Castello Sforzesco – in collaborazione con Comune di Milano | Cultura, una “visione” personale di rara intensità di Wilson, a cui è stato dato “il titolo ‘Mother’, sottolineando il valore universale e senza tempo del capolavoro di Michelangelo”.
“Mi accingo a creare una mia visione del capolavoro di Michelangelo non finito prima della sua morte diviso tra un sentimento di timore reverenziale e l’altro di ammirato stupore – spiega Robert Wilson -. Prevale su tutti, comunque, un sentimento di serenità, di pace con se stessi pur di fronte alla tragedia della morte. Niente a che vedere, per me, con la religione. È un’immagine universale, un’esperienza spirituale che muove in noi qualcosa di più profondo che non necessita spiegazioni”.
L’opera, allestita nel rispetto dell’allestimento progettato nel 2015 da Michele De Lucchi nell’Ospedale Spagnolo, sarà in dialogo drammaturgico con “Stabat Mater”, preghiera medievale nella versione vocale e strumentale del compositore estone Arvo Pärt, fondendo luci, suono, immagini e movimento nell’alfabeto creativo, inimitabile e rigoroso tipico dei lavori di grande impatto estetico ed emotivo di Robert Wilson, celebre anche come “maestro nell’uso creativo della luce”.
“Il palcoscenico, un foglio di carta, un’architettura, la facciata di una cattedrale, uno schermo sono indistintamente per Robert Wilson una tela su cui dipingere con la luce – afferma Franco Laera, curatore del progetto -. La luce per Wilson non è decoro di quello che guardiamo, ma è ciò che ci permette realmente di vedere. La luce guida il nostro sguardo, come lievito per suscitare emozione”.
Mother “prenderà la forma di una sequenza di musica, luci e immagini della durata di 30 minuti che si ripeterà in continuum”, e rappresenterà un omaggio all’arte, alla luce, oltre a diventare un “ponte ideale tra la città e il mondo così come un’occasione per creare nuove sinergie con la Milano Art Week, che precede di pochi giorni la Settimana del Design con un Miart sempre più forte”.
È il primo capitolo di un programma che “conferma, ancora una volta, l’impegno del Salone nel promuovere un programma culturale di respiro internazionale, che dalla fiera abbraccerà la città, per stimolare quel dialogo multidisciplinare che ha contribuito, anno dopo anno, a consolidare il ruolo della Manifestazione come piattaforma di business e di riflessione sul mondo del progetto”. Perché, come dichiara Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano: “Abbiamo sempre pensato al Salone come strumento fondamentale per offrire opportunità di crescita e sviluppo per il nostro settore, creare dialoghi interculturali, avvicinare discipline, illuminare Milano. Nel progettare l’edizione 2025 della Manifestazione, abbiamo valutato attentamente quali temi e contenuti potessero accendere una scintilla per innescare un’ulteriore spinta a favore di una filiera che, grazie all’attrattività internazionale del Salone, trasforma ogni anno Milano in Capitale mondiale del design. L’immaginazione ha sempre guidato il cambiamento … ”.
La collaborazione con Robert Wilson
Ma la collaborazione con Robert Wilson non si esaurisce con Mother. Durante la serata inaugurale di questa edizione, il Salone del Mobile sarà a fianco del Teatro La Scala “con Wilson alla cura di THE NIGHT BEFORE. OBJECT CHAIRS OPERA, con l’Orchestra del Teatro alla Scala, diretta da Michele Spotti. Non solo. Sempre Robert Wilson è tra i primi protagonisti annunciati di The Euroluce International Lighting Forum”.
“Nell’anno di Euroluce, inaugurare il Salone con Robert Wilson è un sogno che si avvera – conclude Maria Porro -. Un’esperienza che lascerà allo spettatore ampia libertà di interpretazione, stimolando una riflessione profonda e personale grazie a un’esperienza unica, tra luce e ombra, silenzio e suono, presenza e assenza. Un’opera che sfida le convenzioni e ridefinisce il concetto stesso di performance. Esattamente come la potenza del ‘non finito’ di Michelangelo che ha aperto la strada a una nuova visione della scultura. Ringrazio, Robert Wilson per aver accettato il nostro invito, Franco Laera per aver trasformato un sogno in realtà, Comune di Milano | Cultura e il Museo della Pietà – Castello Sforzesco per aver collaborato alla realizzazione di un progetto che segna un nuovo passo nella costruzione di sinergie sempre più solide tra Salone del Mobile e le istituzioni culturali della città”.
La collaborazione del Salone con Wilson risale al 2000, con la prima partecipazione dell’artista al visionario progetto Stanze e Segreti a cura di Achille Bonito Oliva alla Rotonda della Besana, ed è proseguita con Immaginando Prometeo al Palazzo della Ragione (2003), e Tutti a Tavola alla Galleria di Arte Moderna e Perchance to Dream con Roberto Bolle a New York (2010).
AUTHOR
Cristina Ferrari
Laureata con lode in lettere classiche all’Università degli Studi di Verona, con tesi in archeologia, è giornalista pubblicista dal 2012 e collabora a diverse testate tra cui Archeo, Medioevo, LUCE
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